La Gabbia

Podcast

Quella mattina di maggio ancora non avevo idea di ciò che La Gabbia avesse poi rappresentato per me e il mio futuro. Ma fu lì, tra le rive rocciose della costa maltese, che pensai per la prima volta alla creazione del mio primo podcast.

Poche ore prima su Instagram mi ero imbattuta per caso — anche se preferisco parlare di sincronicità — , in un corso di podcasting. Già da qualche tempo sentivo il bisogno di esprimere la mia creatività con qualcosa di concreto. Avevo ripreso a scrivere dopo un lungo periodo di cambiamento personale e ne avevo riscoperto il piacere, ma mancava un progetto reale.
La mia mentore mi convinse: quel corso era l’occasione giusta per farlo.

Come nasce La Gabbia

All’epoca lavoravo in una multinazionale come accounting specialist e mi occupavo tra le altre cose della stesura degli Annual Report. Ero abituata a scrivere ma per lo più di statistiche, quadri macroeconomici e indicatori di bilancio. Di certo non storie. L’asetticità di quegli argomenti mi lasciava una sensazione di vuoto professionale. Cosa stavo realizzando di concreto di cui essere fiera? Che creatura avevo generato che portasse il mio nome?

L’idea di sperimentare il podcast mi affascinava e spaventava allo stesso tempo. Ero un’avida ascoltatrice, e durante tutta la vacanza a Malta divorai parecchie serie audio. Ero attratta in particolare da quelle narrative. Anche io volevo scrivere, raccontare una storia, ma quale? Da dove avrei iniziato?

Ricordo che per partecipare alle lezioni dovevo preparare un breve trailer di uno-due minuti da usare durante le esercitazioni in sala prove. Non avendo ancora alcun progetto in testa, misi insieme una sorta di incipit partendo da un episodio accadutomi qualche tempo prima. Ripensandoci oggi, era chiaro che avessi ampi margini di miglioramento, nella forma e nell’esposizione.

Eppure, nonostante l’impaccio iniziale e la profonda inadeguatezza che provavo rispetto agli altri podcaster emergenti, non demorsi. Qualche settimana dopo iniziai davvero a registrare il mio podcast. Avevo trovato la storia e ora dovevo fare il grande salto.

Una storia universale

Comunicare vuol dire rendere partecipi gli altri di un sentimento, e attraverso il racconto lo facciamo in modo ancora più evidente. Non esponiamo solo dei fatti ma facciamo passare delle emozioni, creiamo un legame fortissimo.

La sfida che mi si poneva davanti era riuscire a creare questa connessione. Mi resi conto che l’unico modo consisteva nel raccontare una storia universale, condivisibile, che comunicasse un valore più alto, al di là della trama con cui sarebbe stata sviluppata.

La Gabbia è la storia di un nuovo inizio. Il valore che porta con sé è il coraggio di cambiare. Nel racconto, la personalità del personaggio corrisponde agli archetipi junghiani del ribelle – desiderio di libertà e autonomia – e dell’eroe – coraggio e forza – , entrambi collegabili alla motivazione fondamentale umana del cambiamento.

i 12 archetipi Jung
archetipi Jung

Nella mia narrazione, il personaggio si muove in un arco temporale che ripercorre lo schema del viaggio dell’eroe in maniera flessibile e non necessariamente lineare. Si parte dalla fase finale del compimento e del ritorno per poi lasciare spazio a una retrospezione, rievocando episodi passati. Durante questo viaggio, il personaggio attua una vera e propria trasformazione interiore che sarà evidente nell’ultima puntata “La lettera (finale)” in cui il cerchio si chiude.

tappe viaggio dell'eroe

La cosa più emozionante, e di cui ho preso consapevolezza solo in seguito, è che nel corso della narrazione, io stessa in quanto narratrice subisco una trasformazione inconscia. L’atto di creazione del progetto podcast mi stava al tempo stesso facendo percorrere un viaggio inaspettato che mi ha condotto fin qui.

L’approccio narrativo che ho adottato è quello del “micro gestore”, termine ben spiegato da Zadie Smith nel suo libro “Cambiare idea”. Con questa modalità di narrazione ho sviluppato la storia man mano che la scrivevo, senza avere la più pallida idea del finale fino a che non ci sono arrivata. Essendo un contenuto autobiografico, può sembrare un controsenso. In realtà, sebbene le tappe del viaggio fossero chiare, non lo erano gli accadimenti.

La Gabbia: la struttura della serie

La serie è composta da 13 episodi oltre a un divertente backstage con le registrazioni tagliate. Ciascuno di essi ha una durata di circa 10 minuti con una voce narrante e alcuni intermezzi di diverse voci che arricchiscono le singole vicende.

Dopo aver creato il contesto della storia, il mondo ordinario, si passa alle esperienze vissute, spiegando in modo via via più chiaro il senso del titolo stesso. Le puntate sono autoconclusive, quindi aprono e chiudono il soggetto narrativo ognuna in modo specifico. Allo stesso tempo, ogni puntata attraversa le fasi del viaggio dell’eroe e si inserisce nelle tappe dell’arco di trasformazione del personaggio in modo che tutta la serie sia essa stessa un processo di trasformazione.

Ho dettagliato la struttura della serie e le fasi del viaggio e di trasformazione del personaggio, nel CASO STUDIO che puoi scaricare gratuitamente qui.

La ricerca del nome

La scelta del titolo del podcast, come spesso avviene in ogni campo creativo, è forse il momento più arduo ed è frutto di continui ripensamenti. La Gabbia non ha fatto eccezioni, sebbene il processo di elaborazione non sia stato il più difficile.

Volevo un titolo evocativo che trasmettesse il concetto di conflitto interiore e desiderio di cambiamento e libertà. Al tempo stesso doveva essere semplice da ricordare, breve e inedito. Dopo la stesura della terza bozza del primo episodio, ho avuto l’intuizione.

Il titolo racchiude le diverse gabbie all’interno delle quali vive il personaggio e che, dopo un processo di consapevolizzazione, è costretta a vedere. Nell’arco di trasformazione tenterà, ad una ad una, di aprirle con coraggio e determinazione verso l’epilogo finale.

Attraversa la gabbia:

  • di cristallo, la zona di confort del mondo ordinario (puntata 1)
  • del giudizio (puntata 5)
  • dell’esclusione sociale (puntata 6)
  • dell’abbandono (puntata 7)
  • dell’inadeguatezza (puntata 8)
  • della ribellione (puntata 9)
  • dell’accettazione (puntata 10)
  • della libertà (puntata 13).

Il sound design

Oltre la scrittura, anche la scelta del sound di accompagnamento alla narrazione ha richiesto tempo e ricerca. Ho identificato una musica ricorrente che facesse da filo conduttore a tutta la serie, poi per ciascun episodio ho selezionato brani che supportassero l’atmosfera sonora dello specifico racconto.

Il sound ha reso tridimensionale la narrazione stessa e ha immerso l’ascoltatore nel flusso emozionale vissuto dal personaggio.

Ascolta la prima puntata

Conclusioni

Con La Gabbia ho letteralmente varcato una soglia importante che ha stravolto la mia vita personale e professionale. Sono stati mesi di duro lavoro per me, considerando il mio esordio in questo campo e il poco tempo a disposizione. Per rispettare la cadenza quindicinale di distribuzione che mi ero data, dovevo mantenere un ritmo costante e ben organizzato per la preparazione dei contenuti, la registrazione, l’editing e il montaggio.

Di sicuro è stato un arricchimento culturale e una crescita personale che mi ha portato grande soddisfazione. Da questo progetto ne è poi nato un successivo, questa volta per un brand.


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