Cos’è il Podcast Model Canvas?

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Il Podcast Model Canvas è il frutto di un processo che ho affinato nel tempo lavorando a fianco di professionisti e privati nella realizzazione dei loro progetti audio. Infatti, oltre ad aver messo a punto la mia personale strategia di comunicazione per la serie Podcast per il Business, ho analizzato anche tutte le attività necessarie per mettere in piedi un progetto audio sostenibile e che funzioni.

Questa analisi mi ha portata ad adattare, per il podcast, uno strumento già ampiamente usato con successo nell’innovazione dei modelli business: il Business Model Canvas. Partendo da quello schema ho riformulato una mappa strategica per avere una visione chiara e nitida di ciò che ti serve prima di avviare il tuo podcast.

Come dico sempre, il podcast è un vero e proprio progetto, dunque va pensato esattamente come tale. L’approccio non è diverso da quel che si riserverebbe ad una qualunque altra tipologia di business o progetto commerciale.

Entriamo dunque nel merito di questo prezioso strumento per capire di che si tratta e come usarlo al meglio.

Cos’è e a cosa serve il Podcast Model Canvas

In pratica, il Podcast Model Canvas è uno schema grafico che ti permette di visualizzare tutti gli elementi costitutivi il tuo podcast in modo sintetico ma altamente strategico. È un tool che ti aiuta a valutare quali azioni intraprendere, quali delegare e su quali investire nel modo migliore possibile.

È composto da 9 blocchi così suddivisi:

  • partner strategici: indica chi può aiutarti nella realizzazione del podcast, i tuoi alleati;
  • attività fondamentali: quali attività servono per realizzare concretamente il progetto;
  • value proposition: la tua proposta di valore all’ascoltatore;
  • personalità: indica lo stile, la modalità di relazione che vuoi instaurare con l’ascoltatore;
  • ascoltatori ideali: a chi ti rivolgi realmente;
  • risorse necessarie: cosa ti occorre perché tutto funzioni;
  • canali: dove distribuirai e comunicherai il tuo progetto audio;
  • costi strutturali: quali tipi di costi devi prevedere e come suddividerli;
  • flussi di ricavo: come puoi mettere a frutto il tuo progetto.

Il Podcast Model Canvas è una sorta di board visivo che raggruppa tutte le informazioni da tenere sotto controllo. Il principio su cui si basa, come già anticipato, è il medesimo del Business Model Canvas, usato ampiamente dalle aziende e dai manager prima di avviare un business. In questo caso, l’ho studiato appositamente per un progetto di podcast.

Include gli aspetti operativi ma anche i partner strategici da coinvolgere che possano supportarti nella realizzazione, l’analisi dei costi sia in termini economici che di risorse emotive. Riflette quali sono i canali di comunicazione prescelti, la personalità che vuoi mettere in campo, il valore che offri, il ritorno che vuoi raggiungere e come vuoi farlo.

Hai mai sentito l’espressione “the big picture”? Ecco credo che possa ben spiegare cos’è il Podcast Model Canvas: una quadro generale complessivo del tuo progetto.

Come usare il Podcast Model Canvas

Perché questo strumento riveli la sua massima efficacia è fondamentale che tu ti riservi del tempo per compilarlo. L’approccio deve essere creativo ma al tempo stesso ponderato. Ogni singola area deve essere valutata e stimata in modo realistico, non utopistico.

Entra nel dettaglio il più possibile senza tralasciare aspetti che se pur minimi possono fare la differenza nella globalità del progetto. Se lo ritieni utile, coinvolgi qualcuno che ti aiuti a fare brainstorming e a ipotizzare anche più scenari. Nessuno ti vieta infatti di compilare più Podcast Model Canvas per lo stesso progetto.

Per compilarlo, quello che ti consiglio di fare è prendere un bel foglio formato A3, tanti bei pennarelli o post-it colorati e scrivere a mano per tirar fuori tutta la tua creatività. Se su alcune aree trovi difficoltà, lascia passare qualche giorno e riprendi il lavoro in un secondo momento. Vedrai che lasciar sedimentare le idee ti aiuteranno a svilupparne di nuove e di migliori.

Solo quando sei sicuro o sicura di aver predisposto la tua versione definitiva puoi formalizzare lo schema su un foglio elettronico.

Cosa inserire concretamente in ciascuno dei 9 blocchi che costituiscono il Podcast Model Canvas? A questo ti rispondo tra un attimo.

Banner podcast model canvas

PMC: perché utilizzarlo

Dopo averti descritto cos’è il Podcast Model Canvas, ti spiego perché dovresti usarlo nella tua strategia. Il presupposto fondamentale per trarre il maggior beneficio da un podcast è che sia un progetto sostenibile. Ciò significa che deve essere creato tenendo conto delle tue disponibilità in termini di tempo e risorse, attivando un processo che possa essere mantenuto. Se così non fosse, rischieresti di abbandonarlo in men che non si dica.

Il podcast non è un contenuto mordi e fuggi né tantomeno qualcosa che si può improvvisare, soprattutto se vogliamo sia un prodotto marketing a supporto del nostro business. 

L’investimento di tempo ed energie, se fatto con criterio, certamente ripaga. E perché sia così, motivazione e organizzazione devono diventare le keywords del tuo vocabolario e del tuo mindset, specie se sei freelance e le attività ricadono per lo più su di te.

Pianificare le attività e sapere in anticipo cosa occorre per partire è il primo passo per avere successo. Ecco perché ho messo a punto questo strumento.

Sono convinta che il podcast apra nuove opportunità, ma richiede un certo effort perché possa dare dei risultati, e mantenerlo nel tempo può essere una sfida. Una sfida, però, che vale la pena accettare.

Una delle cose che ho imparato seguendo i corsi di marketing e di comunicazione (e che non mi stancherò mai di dire) è che creare contenuti è l’unica cosa che davvero può fare la differenza nella costruzione del proprio personal brand. Grazie ai contenuti le persone ti conoscono, ti apprezzano, ti seguono e ti scelgono.

Lo dimostra anche il risultato di un sondaggio realizzato dal Content Marketing Institute nel 2021 su un campione di 1707 professionisti composto da Content Creator, Marketing Manager, General Manager, ecc… appartenenti a diversi settori. Nel report si legge che la stragrande maggioranza degli intervistati aveva raggiunto i propri obiettivi di business proprio grazie ai contenuti. 

Parliamo di:

  • aumentare la riconoscibilità del brand
  • costruire credibilità e fiducia
  • fidelizzare i clienti esistenti
  • generare nuovi contatti
  • e infine aumentare le vendite.

E il podcast ha tutte le carte in regola per essere un contenuto in grado di raggiungere tutti questi obiettivi. Ciò che però fa davvero la differenza nell’ottenere l’attenzione e la fiducia delle persone è la costanza nel creare contenuti.

Essere costanti è una delle cose più difficili e pochi riescono davvero ad esserlo. Ciò nonostante non è impossibile. Ed è qui che entra in gioco la sostenibilità di un podcast: con la giusta strategia e visione d’insieme si può favorire la perseveranza. Come? Pianificando il tuo progetto audio.

Pianificare il tuo progetto con il Podcast Model Canvas

Nel 2020, complice la pandemia e il maggior tempo a disposizione, c’è stata un’impennata di nuovi podcast. Molte persone hanno provato a mettersi in gioco con un nuovo mezzo di comunicazione in forte crescita e hanno pubblicato le prime puntate. Poi, però, molti di questi progetti sono rimasti incompiuti, molto probabilmente anche perché non erano sostenibili nel lungo periodo.

Chi ha proseguito ha avuto un bel vantaggio in termini di posizionamento.

Non è difficile immaginare che tutto ciò che puoi prevedere in anticipo ti aiuterà a sviluppare con maggiore consapevolezza il tuo podcast e capire dove intervenire. Può trattarsi di semplificare qualche processo o scegliere un format più idoneo alle tue capacità, competenze e risorse. 

Questo è il metodo che applico anche con i miei clienti perché ogni persona e ogni progetto ha le proprie peculiarità e le proprie esigenze. 

Ci avevi mai pensato? È un’analisi semplice ma non semplicistica. Fa sicuramente la differenza. Ti starai chiedendo “Ok, bello ma come posso farlo?”. Ecco, ora che ti ho spiegato in dettaglio cos’è il Podcast Model Canvas, voglio regalarti un bonus!

Ti basterà infatti scaricare gratuitamente lo schema del Podcast Model Canvas cliccando su questo link.

Banner-Podcast-Model-Canvas
Podcast Model Canvas

Avrai a tua disposizione sia il template che una guida per capire come compilarlo efficacemente. Quello che ti propongo oggi è di mettere a punto il tuo personale PMC. Sia che tu stia solo pensando di iniziare un tuo podcast, sia che tu ne abbia già avviato uno e voglia raddrizzare il tiro. 

Se lo userai sarò ben lieta di ricevere il tuo feedback e ti dico fin da subito che se avrai bisogno di ulteriore supporto sono disponibile per un confronto insieme. 


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Conosco alcuni degli artisti più importanti di quel genere musicale, ma non abbastanza da poterne parlare in un podcast. Se volessi farlo dovrei prima studiare, approfondire, fare ricerche, assicurarmi che ciò che racconterei sia veritiero ed esaustivo. Oppure semplicemente dovrei trovare un’altra persona esperta in quell’ambito che possa aiutarmi a creare un podcast su questo argomento. Il rischio altrimenti è quello di non offrire un vero valore all’ascoltatore, di risultare inadeguati e parlarne in modo superficiale o banale. È funzionale per i tuoi obiettivi? Non c’è nulla di male a creare un podcast per il puro desiderio di esprimere la propria creatività. Ma dal momento che investiamo tempo e risorse in un progetto che non si traduce in un paio di puntate registrate di fretta al microfono, è bene essere consapevoli di cosa vogliamo ottenere da quel progetto e se quella idea è davvero spendibile per i nostri obiettivi personali o di marketing. 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Da automobilista, il mio obiettivo è arrivare ad una meta ben precisa, magari anche nel più breve tempo possibile. Quindi, per validare la nostra idea dobbiamo anche osservarla rispetto ai nostri obiettivi, che possono essere puramente personali, quindi esperienziali, oppure legati al nostro business quindi molto più pragmatici. Esiste un mercato per questa idea podcast? Se desideriamo che l’idea podcast ideata non resti solo un esperimento personale, dobbiamo chiederci se avrebbe un valore, oltre che per noi, anche per un potenziale pubblico. In sostanza, a qualcuno interesserebbe quell’argomento? Nel porti questa domanda, ricorda sempre due cose: il pubblico è il vero protagonista del podcast non è la dimensione del pubblico ad essere determinante per validare l’idea per un podcast, ma quanto interesse possa generare l’idea attorno alla quale vuoi progettare il tuo podcast. Insomma perché qualcuno dovrebbe ascoltarti? 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Fai sedimentare l’idea Mi è capitato diverse volte di avere un’intuizione per un progetto podcast e provare quell’entusiasmo esplosivo da volerla subito mettere in atto. E allora iniziavo subito a lavorarci su, a buttare giù gli spunti che mi venivano in mente, pervasa da quello spirito produttivo che spesso ci travolge quando siamo immersi nella creatività. Poi passava qualche giorno, a volte qualche settimana e quando riprendevo in mano quella bozza di idea, non mi sembrava più così geniale come lo era stata inizialmente. Sembrava avesse perso tutto quel luccichio che mi aveva fatto brillare gli occhi. Ho imparato col tempo che questo è un processo assolutamente normale, fa parte dell’elaborazione creativa. Questo significa che una buona idea deve avere il tempo per maturare, per affondare le sue radici, per essere testata dal tempo, dal nostro sentire. Se poi quella intuizione iniziale non dovesse poi trovare seguito, non credere che sia stato un lavoro inutile. Potrebbe rivelarsi un prototipo dal quale poi far emergere nuove idee affini, stimolate da quella intuizione iniziale. Per cui, valutane sempre le motivazioni qualora non la ritenessi più valida. Perché ti aiuta a scavare in profondità e comprenderne gli elementi per successive idee. A me piace usare il termine far decantare. Lasciare riposare le idee per far emergere la vera sostanza. Ecco è proprio quello che devi riuscire a fare. Scrivi una bozza di trailer Se superi questa prima fase di scrematura, prova a scrivere una bozza di trailer. La stesura del trailer ti costringe a focalizzarti sul senso di tutto il podcast, a isolare i punti fondamentali e come intendi svilupparli. Ti costringe a sintetizzare la tua idea e poterla esprimere per sommi capi.Su come e cosa scrivere nel trailer puoi trovare utili spunti in questo articolo dove riporto anche degli esempi concreti. Come fare un trailer podcast accattivante Leggi tutto Scrivi il tuo pitch Dopo aver scritto il breve testo del trailer, sintetizza ulteriormente il senso del podcast scrivendo un pitch: due o tre frasi, non di più, che esprima il fulcro di tutto il podcast. Questo è il momento più difficile forse, perché ti costringe a tirare fuori tutto il concentrato di quello che ci siamo detti finora: tema, pubblico, purpose, argomento, in sole 2 frasi. Se riesci a farlo e a tuo avviso il pitch funziona ed esprime davvero tutto quello che senti di voler esprimere, allora sei pronto/a per l’ultima fase di test. Esponi la tua idea Trova qualcuno di cui ti fidi e che sai possa essere obiettivo ed esponi la tua idea di podcast. Questo ti aiuterà a: appurare l’hai saputa esporre l’idea catturi l’attenzione del tuo interlocutore stimoli interesse nel volerne sapere di più. Fatti questi passaggi, avrai tutti gli elementi che ti servono per validare l’idea del tuo podcast, sia dal punto di vista interno (quindi i tuoi obiettivi, il tuo purpose) sia dal punto di vista esterno (quindi il pubblico che ti ascolterà). Conclusioni La validazione di un’idea è sicuramente uno step importante della progettazione di un podcast, diciamo pure che è la fase embrionale da cui poi si definisce il concept definitivo e il piano di lavoro. In questo articolo ti ho dato degli spunti per poterlo fare in autonomia e iniziare a fare un primo lavoro di scrematura. Ciò non toglie che se hai una idea di podcast e pensi già di volerla sviluppare, ma desideri confrontarti con una professionista per essere sicura o sicuro che si tratti di un’idea realizzabile allora ti invito a contattarmi. Ti aiuterò a identificare anche le risorse che ti occorrono per realizzarlo, i tempi, l’organizzazione, la strategia di comunicazione e promozione. Insomma la creazione di un progetto vero e proprio funzionale per te e il tuo business. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast » Cos’è il Podcast Model Canvas? Negli ultimi anni il binomio podcast e giornalismo ha riscosso parecchio successo tra il pubblico. Content curation, informazione, documentari, cronaca, approfondimenti su notizie di attualità, sono alcuni dei modi in cui molti giornalisti hanno utilizzato e utilizzano i podcast per raggiungere un pubblico più ampio e per offrire contenuti di qualità in modo più diretto e fruibile.  Ma al di là di queste modalità di informazione più frequenti e tipiche, c’è un’altra forma di giornalismo per la quale si presta molto bene il podcast, ed è lo slow journalism. Questo è un termine che, come vedremo, si contrappone al giornalismo main stream e si affianca a un modo di fare informazione più accurato e dedito alle storie e alle persone che stanno dietro a una notizia. Come si può usare il podcast per fare giornalismo in questa forma? Ne parliamo con Teresa Potenza, giornalista esperta in geopolitica, economia e cultura Mediorientale, nonché autrice di Ponti Invisibili, il podcast che ha sancito il suo ingresso nel mondo dell’audio come strumento di giornalismo. Cos’è lo Slow Journalism Lo Slow journalism è un approccio al giornalismo che sottolinea la qualità rispetto alla quantità, puntando a fornire una comprensione più approfondita e ponderata dei fatti rispetto alla semplice diffusione di notizie in tempo reale. Si concentra sulla storia dietro le notizie, cercando di capire i contesti e le implicazioni a lungo termine, e di fornire informazioni complete e accurate per aiutare i lettori a prendere decisioni informate. Si contraddistingue anche per essere indipendente dalle news acchiappa clic, dalle agenzie giornaliere che devono seguire i trend. Dà spazio alle storie, quindi anche alle persone. Podcast e giornalismo: intervista a Teresa Potenza Chi è Teresa Potenza Ho preso il tesserino nel 2005 e da quel momento ho lavorato per testate italiane e internazionali sia a Milano che a Londra, finché poi ho fatto un viaggio in Siria che mi ha un po’ cambiato davvero tutto. Fino a quel momento mi occupavo di economia, turismo, esteri e sono sempre proprio gli esteri il tema che mi ha appassionato. Quando sono arrivata in Siria ho cominciato a lavorare come giornalista finché è scoppiata la guerra che mi ha costretta a ritornare. Da lì, negli anni ho lavorato ancora per testate italiane e internazionali finché ho deciso di specializzarmi proprio in Medio Oriente e in geopolitica. Quell’esperienza in Siria mi ha messo in connessione non solo con culture diverse, ma anche con fatti forti, come una guerra, che ho capito che volevo andare al di là delle notizie cosiddette “cotte e mangiate”. Ho capito che dovevo dare attenzione all’approfondimento, alle persone che fanno la notizia, dare voce proprio a quelle persone che ci possono raccontare fatti che forse sono lontani, ma forse in realtà ci possono riguardare molto da vicino. Come ti sei avvicinata al podcasting? Prima di tutto da fruitrice. Penso di aver cominciato, come tanti, nel 2020, nei mesi del primo, durissimo lockdown. Nel podcast ho sempre apprezzato il fatto di non sentirmi un numero, ma qualcuno a cui qualcun altro sta parlando. Mi è sempre piaciuta questa connessione. E poi il fatto che la voce riesce a trasmettere anche le emozioni. Da qui ho deciso di approcciarmi al podcast stando dall’altra parte. Ho pensato sarebbe stato anche interessante per me usarlo come mezzo per raccontare la mia storia, ma anche naturalmente quella degli altri. Ed è così che è nato Ponti Invisibili, il podcast in cui racconto la mia storia in Siria. Ho scelto un taglio narrativo e non giornalistico me è stata la scelta migliore proprio per andare al di là dei fatti, perché sì lo spunto è la mia storia però poi c’è molto altro, è un viaggio interiore sia per me sia per chi lo fa insieme a me. Concept Ponti Invisibili e processo di creazione Leggi tutto Che obiettivi ti eri posta con il podcast dal punto di vista professionale? Nel momento in cui ho capito che volevo occuparmi di slow journalism in questo modo, ho pensato che la cosa migliore da fare fosse davvero mettermi in gioco e raccontare la mia storia per far vedere come si possono raccontare fatti, notizie e persone. Non c’è soltanto il modo veloce ma anche un modo più lento, più accurato e più empatico, se vogliamo, più sensibile. Così ho pensato che fosse anche utile per la mia professione per dedicarmi proprio a quello che mi piace, cioè fare giornalismo. Mi piace definire questo podcast come il mio biglietto da visita. Podcast e giornalismo: che consiglio dai a chi si occupa di informazione? È un approccio che va davvero esplorato. Per le testate che raccontano già storie però in altro modo, credo che potrebbero davvero aprirsi a loro volta delle nuove opportunità e anche delle nuove strade. Secondo me può fare bene alle grandi testate e ai grossi nomi. Stessa cosa per i miei colleghi giornalisti. Con il podcast possono davvero avere un modo in più per arrivare anche alle testate con cui vogliono collaborare, un modo in più per specializzarsi in un settore e arrivare poi alle persone che alla fine sono coloro che fanno le storie. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast » Cos’è il Podcast Model Canvas? Il branded podcast è uno strumento di marketing strategico per creare una narrazione di successo del proprio brand. Negli ultimi due anni, diverse aziende innovatrici hanno varcato la soglia della comunicazione audio, esplorando il potere comunicativo del racconto per avvicinare le persone al proprio brand in modo autentico e più intimo.  Nello scenario globale, tuttavia, sono ancora relativamente poche le aziende che comunicano attraverso lo storytelling e, ancor meno, quelle che usano il branded podcast per fare narrazione d’impresa e accrescere la propria brand awareness. Perché è così difficile per le aziende farlo e quali sono le leve che possono attivare tramite il podcast aziendale per avvicinare le persone al proprio brand? In questo articolo leggerai il punto di vista di un’ospite che della narrazione di impresa e della comunicazione audio ne ha fatto una professione. Ho avuto il piacere di conoscerla durante l’ultima edizione del Festival del Podcasting: umanista, Corporate Storytelling Strategist, Fondatrice delle agenzie “Pensiero Visibile” e “Storie Avvolgibili” che si occupano di branded podcast e storytelling, nonché autrice del libro “Podcast Marketing”. Intervista a Gaia Passamonti: fare storytelling con il branded podcast Chi è Gaia Passamonti e come sei arrivata dove sei oggi? “Diciamo che la prima parola che hai utilizzato per presentarmi, umanista, è quella che ha dato il via a tutto il mio percorso professionale. Faccio parte di quella che una volta era ritenuta la “categoria debole”: laureata in lettere antiche, quindi, con pochissime possibilità di lavoro.  In realtà, per me questa è stata un po’ una molla. Avere da sempre una passione e una curiosità verso il mondo della narrazione e verso tutte le discipline culturali, mi è servito nel mio percorso professionale. È stato anche uno stimolo per dire “Ok, in realtà posso fare anche dell’altro, che magari non è previsto dai percorsi tradizionali”.  Dopo un periodo nell’editoria, che mi è stato assolutamente utile anche per il podcast, ho iniziato a lavorare nella comunicazione nel 2000, prima in agenzie di comunicazione altrui e poi insieme a un socio fondatore.  Sostenevo l’idea che la narrazione fosse la leva principale per la comunicazione di oggi e portare la narrazione e lo storytelling in audio, è stato un passaggio naturale.  Nel 2015 (in tempi non sospetti!) abbiamo avuto l’opportunità di acquistare uno studio di registrazione a Verona che stava per essere dismesso. Ricordo benissimo Alessandro, il mio socio, quando venne da me e mi disse “Abbiamo questa possibilità, cosa ne dici?”. Veniamo entrambi da percorsi professionali di organizzazione di festival musicali e dal mondo della radio. È nata, quindi, l’idea di utilizzarlo per fare storytelling in audio. Dopo diversi anni, nel 2020, il servizio di creazione di podcast per le aziende è diventato un brand a tutti gli effetti.” Quando hai capito che il podcast era un media potente per poter fare narrazione di brand? “È accaduto nel 2015, organizzando il festival “Storie da raccontare”: tre giorni di storytelling dal vivo, narrazioni live. Vedere come le persone venivano catturate da questa tipologia di racconto a voce ci ha convinti ancora di più che l’audio parlato fosse un mezzo molto potente.  Successivamente, nel 2018, abbiamo visto che anche in Italia il mondo dei podcast cominciava ad avere una sua fisionomia. Proprio in quell’anno, esattamente a novembre, ricordo di essere andata agli “United States Podcast”: un evento che approdava in Italia per la prima volta e che radunava un po’ tutto il mondo podcast. Ho capito che valeva la pena puntare su questo progetto in maniera più decisa perché poteva essere un progetto con una sua struttura autonoma.” Brand activism e la comunicazione aziendale oggi Gli ultimi due/tre anni hanno un po’ ridisegnato la comunicazione dei brand. Si parla spesso di Brand Activism, in cui gli obiettivi economici sono sempre più correlati alle azioni concrete che i brand possono mettere in atto in ambito sociale o ambientale. L’attenzione delle persone all’impatto che un’azienda ha sulla società e l’ambiente, è crescente. A tal proposito, quali sono i bisogni comunicativi delle aziende di oggi? Hai riscontrato una differenza rispetto al passato? “È una domanda tanto interessante quanto complessa e cerco di sintetizzare, partendo dal tema del Brand Activism. Per le aziende significa prendere posizione rispetto alle grandi tensioni culturali e farlo in maniera credibile. Diversamente, si tratta solo di social washing e non funziona. Il tema dell’essere autentici, parlare di valori in maniera reale e concreta anziché per slogan, appartiene al Corporate Storytelling da sempre. All’inizio della mia carriera, ho fatto un Master con Andrea Fontana, uno storyteller che mi ha davvero aperto un mondo. Come persona del mondo della comunicazione aziendale, ho unito questi due aspetti per creare la narrazione d’impresa.  Essere autentici, prendere posizione e trovare un capitale narrativo autentico: questo è il minimo necessario per poter creare un racconto di impresa che sia efficace. Oggi mi sembra che, da un lato, ci sia tanta paura e confusione che portano molte aziende a fare addirittura un passo indietro, dall’altro, ce ne sono altre che finalmente hanno capito davvero cosa significa l’autenticità e prendere posizione.  Ricordo, all’inizio della pandemia, il panico dei miei clienti che non potevano parlare solo di prodotti perché sembrava quasi fuori luogo. Improvvisamente, hanno capito che si poteva parlare di valori, di temi più alti, di etica, di cosa le aziende fanno per il mondo seppur nel loro piccolo.  “In un podcast, o racconti storie o sei capace di creare una narrazione”. Credo che i branded podcast siano un catalizzatore perché, come dico sempre, “in un podcast, o racconti storie o sei capace di creare una narrazione”. Oggi, tutti vorrebbero fare tutto. Molte persone vogliono fare un podcast perché pensano che sia la cosa che farà la differenza, che li farà distinguere ed essere più visibili. In realtà, affrontare un progetto di podcast è un viaggio abbastanza complicato, se vogliamo che venga ascoltato davvero.” Qual è la perplessità o la resistenza che ancora oggi riscontri nelle aziende quando si parla di branded podcast e come si approcciano a questo mezzo? “L’approccio di chi mi contatta è entusiasta perché il podcast è un mezzo nuovo. Quasi tutti conoscono le statistiche e sanno che viene ascoltato per lungo tempo, crea community e tanta relazione. Gli uffici marketing hanno capito l’efficacia e l’utilità che può avere. D’altro canto, è un tema che viene approcciato in maniera un po’ facile, con la stessa modalità con cui ci si avvicina ai canali social o al sito.  Si tende a credere che l’idea sia “Facciamo l’introduzione e poi l’intervista all’amministratore delegato e al cliente”. Di per sé potrebbe anche andare bene, ma in quanti ascolterebbero un podcast del genere? Perché se il podcast è uno strumento che può allargare il nostro pubblico e creare relazioni con le community, allora dobbiamo parlare di cose che interessano ai nostri ascoltatori. Bisogna conoscere chi sono gli ascoltatori e riuscire a creare un mondo narrativo in cui coinvolgerli. È qui che diventa più complicato. Non molti sono pronti a fare questo ragionamento e nemmeno a porsi queste domande – cosa che io, come agenzia di comunicazione, devo fare.  Se vendessi e realizzassi un podcast che ascolterebbero in tre, inizierebbero i rumor sul fatto che i podcast sono belli ma non servono a niente. Secondo me, il rischio che corriamo nel prossimo periodo è che si crei questa bolla, un po’ come successe all’inizio con i siti e i social. Tutti lo vogliono fare e tutti lo fanno solo che, se non c’è ROI, il mezzo viene accantonato immediatamente e sarà un gran peccato.” Gli elementi di successo di un branded podcast  Quanto è importante la partecipazione e il coinvolgimento del brand nella riuscita di un progetto di branded podcast? “Assolutamente importante. Infatti, per affrontare questo tipo di progetti, ci vuole tanto commitment da parte sia di chi li produce sia da parte dell’azienda che lo commissiona.  Io stessa sento una grandissima responsabilità nell’educare, nello spiegare e nel non lasciarsi sedurre dall’idea di vendere branded podcast senza considerare cosa succederà domani. Siamo davanti a un mercato che si sta aprendo, che è ancora embrionale, quindi è responsabilità di tutti farlo funzionare in maniera sana.  D’altro canto, le aziende devono mettersi in gioco sia nell’ascoltare la consulenza ma anche nell’aprirsi. Quel che accade nei progetti di storytelling, accade anche in quelli di podcast. Quindi, essere sinceri quando bisogna prendere posizione.  Alla fine le persone ascoltano racconti di cui condividono il punto di vista o i valori, quindi le aziende non possono creare dei contenuti che sono solo di facciata. Devono effettivamente mettersi in gioco con dei contenuti e prese di posizione autentiche e concrete. Cosa che, chiaramente, è ancora molto difficile.  In Italia, noi siamo abituati a mantenere un certo formalismo. C’è diffidenza rispetto al fatto di dire le cose come stanno ed essere autentici. Rispondendo alla tua domanda, il racconto è sempre responsabilità di chi lo emette.” Qual è il progetto di branded podcast a cui sei più legata e quali sono stati gli elementi che lo hanno reso tale? “Il mio preferito in assoluto è un podcast che si chiama “Cartografie”, realizzato per un’azienda che si occupa di informatica, esattamente di dashboard per tracciare la merce on line. Apparentemente, un tema che sembra poco romantico. L’elemento davvero fondamentale è stata la massima fiducia nel dirci “Vogliamo fare un grande podcast, vogliamo farlo con voi. Vi lasciamo totale libertà nel proporci la narrazione, il tema e come realizzarlo”.  Ciò ci ha permesso di realizzare un progetto di storytelling da manuale, per così dire. Abbiamo creato un ponte narrativo tra un’azienda che accompagna le persone nel loro viaggio, attraverso i media digitali, e persone tendenzialmente curiose, che hanno voglia di essere ispirate e di allargare i loro orizzonti. Il tema narrativo è nato spontaneamente: quello, appunto, della cartografia e delle storie delle persone che, per prime, hanno disegnato le mappe dei territori. A fare da sfondo, c’è la storia di George Everest che, per primo, ha tracciato l’altezza del monte Everest e gli ha dato un nome. La storia di Cassini, che ha disegnato una delle prime mappe della Luna attraverso la sola l’osservazione; la storia famosissima del Ryback che ha disegnato la mappa della metropolitana di Londra e tante altre ancora. Devo dire che questa metafora è stata davvero molto produttiva. Inoltre, abbiamo associato degli interventi di contributors esterni, ai quali non facevamo domande relative ai prodotti o all’azienda ma chiedevamo cosa fosse per loro una mappa. Abbiamo cercato di portarli in un territorio molto più ampio e filosofico, se vogliamo.  Il podcast ha avuto molti ascolti ma, al di là di questo – che non è la cosa principale nel mondo del podcast – ha portato l’azienda ad essere considerata e attirare l’attenzione di realtà che, diversamente, non si sarebbero avvicinate al loro brand. Ha elevato il posizionamento dell’azienda per cui è il caso di dire che l’obiettivo del lavoro è stato proprio raggiunto.” Evoluzioni del podcasting nei prossimi tre anni Azzardiamo un’evoluzione del podcasting nel prossimo futuro: quale scenario potrebbe prospettarsi, secondo te, da qui ai prossimi 2-3 anni, e cosa manca oggi al podcast che potrebbe fare la differenza in futuro? “Questa è la bella domanda sulla quale mi interrogo quotidianamente. Quello che vedo e che ho visto accadere in quest’ultimo anno, è stata l’entrata in campo di player molto grossi, che stanno cercando di dividersi tra loro grosse fette di ascoltatori.  Da una parte è una cosa positiva perché è legata all’aumento degli ascoltatori. Dal 2018, infatti, gli ascoltatori di podcast crescono ogni anno di circa un milione e mezzo. È, quindi, una tendenza molto promettente. Dall’altra parte, è anche vero che siamo ancora abbastanza distanti dall’avere una quantità di ascoltatori come gli Stati Uniti o i paesi anglosassoni. Significa che c’è ancora tanto, tanto mercato di ascoltatori da creare e ci sono realtà che hanno la forza di promuovere i podcast e fare campagne pubblicitarie nazionali, cosa che torna utile a tutti. Quello che mi impaurisce è la standardizzazione. Il podcast è un territorio estremamente creativo e libero, in cui i format e le forme espressive erano davvero (e lo sono ancora, in parte) non codificate. C’è ancora un mondo con tanta libertà. Per esempio, in una serie podcast, gli episodi possono avere durata differente, cosa che in altri ambiti non sarebbe possibile. Temo che questo grande entusiasmo, questa grande spinta, crei velocissimamente degli standard e che subentreranno regole come “Le dieci regole per fare il podcast perfetto”, ecc…  Spero che, di contro, ci sia una spinta da parte di tanti Podcaster indipendenti che abbiano ancora voglia di sperimentare, di fare, e che non siano fagocitati o schiacciati dalle realtà più grandi. Quello che probabilmente accadrà, sarà un affinarsi del gusto del pubblico e, magari, una maggiore selezione rispetto a prodotti più amatoriali che, a mano a mano, saranno destinati a venir meno.” Conclusioni Sono sicura che il prezioso contributo di Gaia Passamonti ti abbia dato modo di riflettere su molteplici aspetti del branded podcast, oltre a comprendere il potere che questo strumento può rivestire nella comunicazione.  Se ancora non lo conosci, ti suggerisco di leggere il suo libro “Podcast Marketing”, edito da Hoepli. È un vero e proprio manuale per creare una content strategy di successo attraverso il podcast. Inoltre, puoi seguire Gaia Passamonti anche tramite il sito di Storie Avvolgibili e Pensiero Visibile. Un tema molto importante che ha trattato nelle sue risposte, è quello dell’essere autentici nel comunicare al proprio pubblico. A tal proposito, ti invito a leggere anche l’intervista ad Assunta Corbo, che verte proprio su cosa significhi essere autentici oggi, nell’era digitale. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Ne avrai trovati tanti in rete, ma ho pensato di stilare la lista dei 10 più importanti consigli per iniziare a fare podcast, frutto della mia esperienza. Lo spunto mi è venuto ascoltando le domande di molti aspiranti podcaster o podcaster alle prime armi. Se questo mondo ti affascina, le risposte che troverai in questo articolo saranno utili anche a te. Quali sono dunque i 10 consigli per fare podcast? Definisci i tuoi obiettivi e il target Rendi chiara la tua Value Proposition Stabilisci quanto tempo ti occorre per fare podcast Ascolta altri podcast Definisci un piano editoriale Crea un Trailer Scegli l’attrezzatura più adatta al tipo di podcast Distribuisci il podcast su tutte le piattaforme audio Stabilisci dei KPI e monitora e statistiche Promuovi il tuo podcast Vediamoli uno per volta! Da dove partire per fare un podcast? Nel mio lavoro mi occupo di podcast marketing per il personal branding o per le aziende che vogliono promuoversi con i contenuti audio. Quindi parto sempre da un progetto. Questo approccio e i consigli che troverai di seguito sono validi anche se vuoi semplicemente iniziare a sperimentare il podcast per divertirti. Fare un progetto potrebbe sembrarti esagerato, ma ti assicuro che il tempo investito in questa fase ti eviterà perdite di tempo successive. Se vuoi approfondire la parte di progettazione, ho scritto un articolo più dettagliato su come fare un podcast partendo da zero. Per comprendere meglio le dinamiche, possiamo suddividere le attività in step. Le 4 fasi di creazione di un podcast sono: Progettazione Realizzazione Distribuzione Promozione. I 10 consigli per iniziare a fare podcast si basano su queste fasi. Eccoli! 1. Definisci i tuoi obiettivi e il target Due domande a cui dovrai rispondere prima di iniziare un podcast: cosa vuoi ottenere a chi vuoi parlare. Sapere quali sono i tuoi personali obiettivi ti aiuterà a focalizzare gli sforzi e le scelte editoriali. Potrebbe trattarsi di brand awareness, promuovere un tuo prodotto o servizio, sensibilizzare su un tema sociale, trovare nuove collaborazioni, inserirti in un mercato nuovo, presidiare nuove piattaforme, o anche semplicemente per divertirti. In ogni caso, conoscere il tuo “perché” è fondamentale per partire. Individuare il target è diretta conseguenza. Uno stesso argomento puoi affrontarlo in modi differenti a seconda delle persone a cui ti rivolgi. Che siano professionisti del settore, partner o una nicchia, ti servirà per declinare il piano editoriale e il format. 2. Rendi chiara la tua Value Proposition Prova a scrivere in 10 parole di cosa tratta il tuo podcast e perché qualcuno dovrebbe ascoltarlo. Questo aiuterà i potenziali ascoltatori a sceglierti (oppure no) avendo ben chiaro il beneficio che ne trarranno. Potrai inserire la tua value proposition nella descrizione della serie sulle piattaforme di ascolto oppure usarla come sigla di apertura. 3. Valuta quanto tempo puoi impiegare a fare podcast Questo è uno step essenziale perché determina le scelte relative a format, durata degli episodi e cadenza di distribuzione. Una cosa che premia è la costanza e il rispetto della cadenza. Quando i tuoi follower sanno che ogni giovedì pubblicherai una puntata, se l’aspetteranno. Se nell’organizzazione qualcosa non funziona, il rischio è di non soddisfare le aspettative.Ma soprattutto a lungo andare potrebbe diventare oneroso portare avanti il tuo progetto. Calcola bene i tempi per scrivere i contenuti, selezionare gli eventuali ospiti, registrare e post-produrre il podcast. Ti servirà. 4. Ascolta altri podcast Probabilmente sei già un ascoltatore di contenuti audio, ma in questo caso l’ascolto che ti consiglio per iniziare a fare podcast è selettivo. Per creare un tuo progetto, ascoltando altri podcast puoi capire cosa ti piace e cosa non ti piace a livello di format, sound design, impostazione, mood colloquiale.Ma soprattutto ti servirà sapere se e come i tuoi concorrenti stanno affrontando lo stesso argomento. 5. Definisci un piano editoriale Se hai già chiari obiettivi e target, sarà più semplice pensare al piano editoriale. In un’ottica di marketing, potresti sfruttare i contenuti per creare un funnel in cui accompagnare i tuoi ascoltatori pian piano verso obiettivi di business più concreti. Nel prepararlo, pensa anche a titoli esplicativi che aiutino a identificare l’argomento trattato. Nell’articolo SEO e Podcast, troverai utili spunti per creare un piano editoriale più efficace. Non dimenticare di inserire delle call to action per invitare i tuoi ascoltatori a seguirti sulle piattaforme di ascolto o conoscere altri tuoi contenuti. 6. Crea un Trailer Proprio come per un film o una serie TV, il trailer serve a dare un’anteprima di ciò che l’ascoltatore troverà nel podcast. Un breve episodio della durata da 1 a 3 minuti sarà sufficiente. Alcune piattaforme di ascolto, come ad esempio Spotify, permettono di inserirlo in alto prima di tutte le altre puntate, così da non perdersi con tutti gli altri titoli. 7. Strumentazione e software L’ho messo solo al settimo posto perché in realtà la scelta della strumentazione per un podcast deriva da tutto quanto hai stabilito in precedenza. Non esiste la strumentazione migliore in assoluto. Esiste la strumentazione giusta per il tuo progetto. A seconda del format, del numero di voci, dell’ambiente in cui registrerai, e dell’esperienza che hai, sceglierai microfono e software più adeguati. Le alte fasce di prezzo non sono la discriminante per avere un buon prodotto. Spesso è sufficiente solo scegliere la tipologia più adeguata alla tua esigenza. Così come esistono software gratuiti per editare le tracce audio, tra cui Audacity, che fanno egregiamente il loro lavoro. 8. Distribuzione del podcast Per distribuire un contenuto audio c’è bisogno di un host che crei un feed RSS contenente tutte le informazioni del tuo podcast: titolo, autore, copertina, titoli episodi, ecc. L’host a sua volta invia alle piattaforme di ascolto (come Apple podcast, Spotify, Google Podcast) il feed per la distribuzione. Una volta caricato il podcast sull’host, l’iter di distribuzione avviene in automatico in base agli slot di raccolta dati che le piattaforme schedulano per l’aggiornamento. Ciò vuol dire che se carichi un episodio sul tuo host alle 7 del mattino, è probabile che debba passare qualche ora per vederlo su tutte le altre piattaforme. Tieni conto di questo scostamento temporale quando vuoi pubblicizzare una nuova puntata di podcast ai tuoi follower. Io ad esempio pubblicavo le mie puntate al mattino alle 6 e poi inviavo la newsletter ai miei follower alle 8. In questo modo le piattaforme erano tutte già allineate. 9. KPI e dati statistici Come fai a conoscere le performance del tuo podcast? L’host e le singole piattaforme danno accesso ai dati statistici dell’intera serie e dei singoli episodi, in modo più o meno gratuito.Al di là del numero di ascolti (che non sono altro che vanity metrics), si possono conoscere il numero di ascoltatori unici, le demografiche, la retention di ciascun episodio, i device utilizzati, la geolocalizzazione e persino le parole chiave con cui ti hanno trovato e la musica ascoltata di tuoi utenti. L’host fornisce i dati aggregati di tutte le piattaforme. Invece, per accedere alle statistiche dettagliate per ciascuna di esse, basterà caricare manualmente solo la prima volta, il feed RSS su ogni piattaforma principale. Avrai così accesso ad una dashboard con tutte le performance. Conoscere questi dati è importante anche per definire eventuali strategie di comunicazione e promozione del tuo business su altri mezzi di comunicazione. 10. Promuovi il tuo podcast Un contenuto, qualunque esso sia, va promosso con un altro contenuto. È un dato di fatto. Considerando che la discovery del podcast non è così semplice e performante come per un contenuto web o social, dovrai attivare tutte le leve possibili per farlo conoscere e stimolare l’ascolto.Se hai un sito web potresti creare una landing page per embeddare i file audio e integrare con articoli di blog un estratto testuale della puntata. Puoi usare la newsletter per comunicare l’uscita di nuovi episodi. Ma soprattutto puoi usare i social per condividere le puntate del tuo podcast. Ma in definitiva, ti consiglio di approfondire altri modi su come promuovere un podcast in modo efficace. La scelta dei social su cui promuoverlo dipende molto dal tuo tipo di audience: dove passa maggiormente il suo tempo? Potresti anche diversificare considerando che ciascun social ha logiche e strumenti diversi.Ad esempio Facebook, Linkedin e Telegram ti consentono di inserire nei post direttamente i link di ascolto. Instagram ha la connessione diretta con Spotify che ti consente di condividere nelle stories la singola puntata o tutta la serie con un clic.Se invece vuoi stimolare la tua community e renderla partecipe del tuo progetto, si sta rivelando efficace anche Clubhouse. Consiglio bonus per iniziare un podcast Non demoralizzarti e divertiti! Questo è l’ultimo suggerimento che mi sento di darti. Come tutte le cose, all’inizio è tutto molto complesso. Ma chi ben comincia è a metà dell’opera per davvero. Se stai pensando di iniziare a fare un podcast e vuoi un supporto per una o più attività di cui ho parlato, forse posso aiutarti! Ester MemeoPodcast Coach e Producer. Curiosa tanto per cominciare, ma anche volitiva e tenace. Motociclista per passione, milanese per nascita. Ha stravolto la sua carriera aziendale per dare vita a un suo progetto personale che poi è diventato molto altro. Oggi il podcast è il suo lavoro e aiuta chi inizia da zero a realizzare il suo progetto. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast » Cos’è il Podcast Model Canvas? Scegliere il miglior format del podcast da usare nel tuo progetto non è affatto una decisione banale. Una scelta piuttosto che un’altra può stravolgere completamente lo sviluppo di un intero progetto. Ora, immagina di avere a tua disposizione una guida per capire come scegliere quello giusto e quali sono i fattori determinanti che devi considerare in questa fase. Tieni presente che, la scelta del format podcast influisce su: organizzazione del progetto tempi di realizzazione budget investito coinvolgimento del pubblico autorevolezza del brand. Ecco perché in fase di definizione di un progetto audio è bene mettersi a tavolino e chiarirsi le idee. E per farlo, in questo articolo ti fornisco le linee guida per scegliere il format del tuo podcast in modo corretto, per te e il tuo progetto. Cosa si intende per format del podcast Il termine format podcast indica la struttura o lo schema con il quale un programma audio è confezionato. In pratica, ne definisce la modalità di svolgimento.  È più facile comprenderlo se prendiamo come esempio i programmi televisivi e i programmi radiofonici. Ognuno di essi si basa su un format che ne definisce: regole tempi scaletta palinsesto interventi numero di conduttori stile di conduzione tecniche di montaggio. Questi sono gli stessi elementi che ritroviamo anche nel podcast. Ciò che contraddistingue un format podcast da un altro è la sistematicità di alcuni elementi che si ripetono puntata dopo puntata e che ne definiscono la riconoscibilità. Ogni programma, dunque, ha un suo schema identitario, sebbene sia possibile (e persino utile) clusterizzarli sulla base di caratteristiche comuni. Così come per la Tv esistono talk show, talent show, reality e via dicendo, anche nell’audio esistono varie tipologie di podcast, come spiego in questo articolo.  Format podcast: cosa sapere per prepararlo Leggi tutto I fattori determinanti per la scelta del format podcast La bussola per definire in modo corretto il format del tuo podcast è tenere presenti questi 7 elementi e la relazione tra ciascuno di essi: scelta editoriale stile narrativo numero di voci struttura editoriale stile di conduzione risorse a disposizione obiettivi del progetto. Ogni format podcast infatti risente di una molteplicità di fattori e spesso è il frutto di una combinazione di questi 7 elementi. Vediamoli uno per uno. Scelta editoriale La scelta editoriale è ciò che determina la direzione del progetto, e ricalca le idee e la visione dell’autore o del brand committente. Per il tema che si decide di sviluppare può essere più adatto un format invece che un altro. Pensiamo ad esempio a tutti i podcast di divulgazione e di informazione: difficilmente si adatterebbero a una fiction. La docuserie, ad esempio, è un format basato su una scelta editoriale ben precisa. Stile narrativo e numero di voci Lo stile narrativo indica il modo in cui vengono raccontati e strutturati gli argomenti. Questo implica anche la definizione del ruolo del narratore o speaker all’interno delle puntate e il suo livello di interazione con altri ospiti o personaggi. Potrebbe trattarsi di una interazione diretta, come nel caso delle conversazioni a due o più voci, oppure indiretta, come la raccolta di contributi audio esterni.  Se nella definizione del concept è prevista la partecipazione di più voci, devi determinare la modalità e il livello di coinvolgimento. Ad esempio, se sei un conduttore che intervista un ospite, il livello di interazione sarà diverso tra le due voci. Se invece sei un co-conduttore, la conversazione viaggerà su uno stesso livello.  Struttura editoriale La struttura editoriale risente molto dello stile narrativo. Potresti scegliere di raccontare una vicenda che si sviluppa su un arco temporale distribuito su più episodi e sviluppare una trama orizzontale. In tal caso la scelta di un format seriale è l’unica possibile.  Quando invece il singolo argomento si esaurisce in un unico episodio è più facile adottare un format episodico, come possono esserlo un podcast divulgativo o informativo. Sulla differenza tra podcast seriale e podcast episodico, ho scritto un articolo dedicato. Qual è la differenza tra podcast seriale e podcast episodico? Leggi tutto Stile di conduzione Nello stile di conduzione c’entrano molto non solo la personalità dello speaker stesso, ma anche del brand che viene con esso  rappresentato. Rientra in questo ambito anche il mood del podcast, ovvero l’atmosfera che si desidera ricreare: intima, ironica, formale, didattica, colloquiale. Alcuni format esprimono meglio di altri il carattere che si sceglie di adottare. Non è necessario essere doppiatori o professionisti della dizione per poter acquisire un buono stile di conduzione. La formazione specifica unita alla pratica sul campo e a un buon aircheck insieme a un professionista del podcasting, ti aiuteranno a migliorare le tue qualità oratorie. Aircheck: come migliorare la performance al microfono Leggi tutto Risorse a disposizione Tra le risorse necessarie per fare un podcast includo: tempo, per creare i contenuti, organizzare le attività con gli eventuali ospiti, gestire la comunicazione, monitorare i dati; competenze tecniche e strategiche oltre che relazionali; budget per acquisire nuove competenze, per produrre e delegare alcune attività. Al di là del gusto personale con cui vorrai realizzare il tuo podcast, sappi che devi inevitabilmente fare i conti con le implicazioni legate a ciascun format. Mi spiego meglio. I format narrativi o le fiction richiedono abilità di scrittura, tempo e budget più elevati di un un format free talk. Questo perché hanno una struttura editoriale complessa, un sound design ricercato e richiedono competenze che non sempre si possiedono.  Viceversa, un free talk o un format intervista potrebbero richiedere meno abilità tecniche ma più capacità organizzative per gestire tutti gli speaker coinvolti. Valuta bene vantaggi e svantaggi di ciascun format prima di imbatterti in un progetto che non potrai portare a compimento. Come creare un podcast a budget ridotto Leggi tutto Obiettivi di progetto Il format podcast è strettamente legato agli obiettivi di progetto e agli obiettivi personali. Se sei un libero professionista e vuoi lavorare sul tuo posizionamento, potresti scegliere di creare un podcast che ti rappresenti e tiri fuori i tuoi punti di forza.  La scelta può essere diversa da caso a caso: un doppiatore potrebbe scegliere un format narrativo che gli permetta di evidenziare le sue doti espositive. Un giornalista potrebbe essere più propenso a gestire un format intervista oppure una docuserie.  Come vedi ciascun format potrebbe essere il mix di tutti questi fattori. Ciò che devi ricordare è che la scelta è da fare già in fase progettuale. Vediamo ora alcuni tra i format podcast più usati e qualche esempio. I format podcast più popolari Come dicevo nei precedenti paragrafi, proprio come accade per i programmi Tv, esistono diversi format di podcast. Sebbene talvolta si assista a format davvero molto originali, la maggior parte di essi si possono catalogare in base ad alcune caratteristiche ricorrenti, ad esempio per stile di conduzione, per scelta editoriale, per stile narrativo, o un mix di tutti questi elementi. Per questo possiamo identificare facilmente alcune tra le tipologie di podcast più usate dai produttori. Ecco l’elenco dei più popolari formati podcast: Talk a una voce Conversazione libera o free talk Intervista Repurposed content Fiction Narrazione Docuserie Miniserie Rubrica Podcast live Video podcast Audio dramma. Naturalmente, alcuni di questi format sono come abiti su misura per alcuni generi podcast, tanto che spesso i termini usati per identificare le tipologie di appartenenza spesso coincidono tra loro. Per esempio, i podcast fiction sono sia un genere che un format, così come le docuserie identificano spesso podcast di indagine giornalistica. E questo a volte crea confusione sulla corretta classificazione. Conclusioni Il mio consiglio su quale format scegliere per il tuo podcast è innanzitutto ascoltare altri podcast per capire cosa ti piace e cosa non ti piace. Dopodiché è importante analizzare le tue competenze e le tue risorse, in modo da bilanciare tutte le energie e creare un podcast che sia sostenibile per te lungo tutto il processo. È questa la strategia che insegno e che uso nei progetti dei miei clienti, insieme a tutte le altre valutazioni di progettazione per evitare di imbarcarsi in progetti più grandi di noi che rischiano poi di naufragare. Ecco perché il corso di podcast online che ho progettato parte proprio dal mindset e dalla strategia. Qui puoi scoprire tutti i livelli di apprendimento e iniziare fin da subito a lavorare a un podcast davvero realizzabile per te. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast » Cos’è il Podcast Model Canvas? L’Aircheck è una tecnica molto usata in ambito radiofonico da parte di speaker, direttori artistici e editori per valutare e migliorare la performance al microfono dei vari conduttori. È un metodo efficace che se svolto con regolarità dà i suoi frutti sulla crescita professionale degli speaker radiofonici. Ti parlo di Aircheck perché è uno strumento efficace applicabile anche al podcast oltre che alla radio. Se sei già un podcaster o sei alle tue prime esperienze e vuoi migliorare la tua esposizione al microfono, in questo articolo troverai spunti pratici per l’auto-apprendimento. Cos’è l’Aircheck L’aircheck consiste nel riascolto della propria performance al microfono. Questo è il metodo più semplice ed efficace per valutare gli aspetti positivi e negativi della tua esposizione orale. È una tecnica importantissima che ti permette di concentrarti sui dettagli e capire cosa va bene e cosa devi migliorare.  Più spesso la applicherai, più riuscirai ad affinare tutti quegli aspetti che impattano sul risultato finale che il tuo pubblico ascolterà. Che tu sia un podcaster in erba oppure già navigato, sei la prima persona che deve riascoltare le proprie puntate con un orecchio critico. È un’attività da fare in fase di post produzione (se te ne occupi tu), ma soprattutto dopo, a distanza di qualche qualche giorno o qualche settimana da che hai registrato la tua puntata. Lasciar scorrere un po’ di tempo, ti permetterà di essere più oggettivo e riuscirai a valutare meglio quei dettagli che magari al momento della registrazione non hai notato e che invece, come vedremo, possono fare la differenza. Questo non significa diventare perfezionisti. Significa sottoporsi a un’autocritica oggettiva per analizzare cosa si può migliorare per diventare podcaster migliori. Cosa significa fare una buona performance al microfono Partiamo dal significato di performance. Cosa intendiamo con questo termine? In linea generale la performance ha attinenza con la capacità di esecuzione di un’attività, con il suo rendimento. Spesso si parla di buona o mediocre performance a indicare i risultati che si sono ottenuti dallo svolgimento di una certa attività. Quando parliamo di podcast, in ultima analisi chi determina se abbiamo fatto una buona performance o una mediocre performance è il pubblico, che come dico sempre è il vero protagonista del podcast. Quando il pubblico gradisce i nostri contenuti, otteniamo riscontri, sotto forma di commenti, interazioni, condivisioni. Oppure, ancora meglio, conversioni se abbiamo creato un podcast come strumento di marketing e se lo abbiamo progettato con dei KPI chiari e definiti. Podcast Marketing: come creare la strategia giusta per il tuo business Leggi tutto Il numero degli ascolti è uno degli indicatori per misurare il livello di gradimento del pubblico, ma non è il più importante. Dunque, avere una buona performance al microfono significa due cose: riuscire a coinvolgere il pubblico e creare un prodotto gradevole all’ascolto In pratica, registrare un podcast che le persone non fanno fatica ad ascoltare, che non annoia, che non disturba dal punto di vista della qualità audio, che non spinga le persone a interrompere l’ascolto perché incomprensibile. Perché è importante valutare la propria performance orale Nella mia esperienza come podcaster professionista, ho incontrato due diversi approcci al podcasting: persone consapevoli dell’impatto che una buona performance ha sulla riuscita del proprio podcast, ma non conoscono gli strumenti per migliorarla; persone senza alcuna consapevolezza della qualità della propria performance al microfono, e soprattutto ignari del suo impatto sul pubblico e quindi sugli ascolti. In entrambi i casi, valutare la propria performance al microfono può fare la differenza sui risultati che puoi ottenere con il tuo podcast, sia in termini di gradimento del pubblico, sia in termini di conversioni, che di nuove opportunità. Il pubblico oggi è molto più attento di qualche anno fa a ciò che ascolta. Non siamo più agli albori del podcasting quando bastava davvero mettersi al microfono, improvvisare qualcosa per fare podcast e magari avere anche dei discreti risultati.  Oggi il numero delle produzioni podcast è aumentato, è aumentata la qualità sia dei contenuti che dell’audio, grazie all’ingresso nel mercato di aziende e realtà più o meno grandi. L’ascoltatore non si accontenta più di ascoltare e basta. Vuole vivere un’esperienza di ascolto piacevole. Il tempo non è una risorsa infinita. Se le persone devono scegliere cosa ascoltare, tra migliaia di proposte, a parità di tematica di interesse ascolteranno ciò che donerà loro l’experience più piacevole. Quindi oggi è molto più importante di qualche anno fa puntare a una buona performance. Serve ad aumentare il tuo indice di gradimento. Ora la domanda è: come fai a capire se stai facendo una buona performance al microfono? Riascoltandosi con metodo. Come applicare la tecnica dell’Aircheck nel podcast Affinché funzioni, il riascolto va fatto con uno spirito critico e mirato al miglioramento continuo. Niente manie di perfezionismo e niente superficialità. Altrimenti diventa contro produttivo. Prenditi il giusto tempo per riascoltarti in tranquillità, anche più di una volta se occorre, e concentrandoti via via su aspetti diversi. Ecco su quali punti soffermarsi: La qualità della tua comunicazione Valuta se la tua comunicazione risulta efficace. Hai trattato gli argomenti in modo logico? Il messaggio che volevi trasmettere risulta chiaro? Oppure è confusionario, pieno di incisi e digressioni che rendono complicato seguire il filo del discorso? È importante questo aspetto, soprattutto se siamo abituati ad andare a braccio e non abbiamo uno script da leggere. In questi casi può essere facile divagare e perdere il filo del discorso. Inoltre, punta l’attenzione sui concetti che hai espresso. Non prendere per scontato che le persone conoscano tutto ciò di cui parli, né il significato di termini specifici che fanno parte del tuo ambito di attività. Anche se il target fosse una nicchia, meglio chiarire i punti. La modulazione della voce Il riascolto ti aiuta a capire se la tua esposizione risulta monotona e noiosa. Com’è il tuo tono di voce? Riesci a dare enfasi ai punti principali della tua argomentazione? Riesci a creare dinamicità con la variazione di tono e di timbro oppure risulti monotono e piatto? Ritmo della voce Se siamo troppo veloci rischiamo di mangiarci le parole, diventare incomprensibili e non dare neanche il tempo agli ascoltatori di recepire e interiorizzare il messaggio. Peggio ancora, rischiamo di trasmettere tensione quando magari non ce n’è bisogno. Le pause sono importantissime per fissare i concetti. Purché non siano troppe e fuori luogo. Essere troppo lenti potrebbe annoiare l’ascoltatore. Quindi se notiamo che all’ascolto il ritmo non è adeguato ai concetti e alle emozioni che vogliamo trasmettere, annotiamoci questi aspetti e facciamo delle prove per migliorare nelle successive registrazioni. Logicità e coerenza Evita di passare di palo in frasca senza dare logicità al pensiero. Ci sono le giuste premesse che aiutano l’ascoltatore a seguire il tuo contenuto? Oppure alcuni passaggi andavano chiariti meglio? Nella nostra testa potrebbe essere tutto chiaro, ma non è detto che siamo davvero riusciti a trasmetterlo in modo altrettanto chiaro per gli altri. Per fare il check di questo punto, il riascolto a posteriori è fondamentale. Manierismi Espressioni automatiche e troppo ripetute come “ehm“, “appunto“, “dunque“, “allora“, “diciamo“, “ovviamente“, ecc ecc, sono pesanti all’ascolto. Il bello del podcast è che si può fare post produzione. Ma se si lavora a priori sulla fluidità di pensiero e di esposizione orale, si risparmiano tempo e fatica. Qualità audio Quanto è piacevole ascoltare la tua voce in cuffia? La qualità audio è buona oppure risulta fastidiosa, poco chiara e disturbata? È un aspetto da non sottovalutare e ne parleremo in un articolo dedicato. Sappi che a volte basta davvero poco per migliorare la qualità della registrazione e del montaggio audio. E quel poco può davvero fare la differenza quando si ascolta un podcast. Competenze chiave per fare un podcast Leggi tutto I vantaggi dell’Aircheck  Ci sono ottimi podcast dal punto di vista del contenuto e del concept, ma poi perdono tutto il loro valore nel momento in cui si tralascia la cura dei dettagli. Manca attenzione nella qualità della registrazione, nell’esposizione orale, nella personalità al microfono, e i risultati tardano ad arrivare. Il perché è molto semplice. Come dicevamo prima, a parità di tematica di interesse, le persone dedicano il loro tempo ad ascoltare qualcosa che offre loro un’esperienza di ascolto piacevole. L’aircheck è il segreto per crescere come podcaster e per far crescere il proprio podcast. Rendere il più possibile quell’esperienza di ascolto piacevole. Ricordiamoci che se stiamo usando il podcast come strumento di marketing a supporto del nostro brand, non possiamo continuare a credere che la qualità non conta. Il nostro pubblico è fatto di potenziali clienti. Come dedichiamo cura e attenzione al feed di Instagram o al sito web e alle grafiche che usiamo sui social, anche la user experience del podcast è importante. Tu sei la prima persona che può fare un’autocritica sul tuo lavoro. Perciò usa l’Aircheck, riascolta tutte le puntate del tuo podcast a distanza di qualche tempo, segna gli aspetti su cui pensi si debba intervenire e poi esercitati per applicare questi miglioramenti nelle puntate successive. Se hai un amico che sai può darti un feedback sincero e onesto, chiedi un parere per migliorare. Cosa possiamo fare insieme Al di là della tua prima analisi, un parere professionale può essere la chiave di volta per migliorare efficacemente la tua performance al microfono. Potrai avere un confronto più ampio e completo da parte di professionisti dell’audio. A questo proposito, come Podstar Media abbiamo un servizio dedicato all’analisi del podcast che si chiama Podcheck e valuta vari aspetti: dalla struttura al format, dal piano editoriale alla qualità audio. Lo scopo è darti un feedback onesto e professionale e fornirti gli strumenti giusti per migliorare la tua performance. Se vuoi saperne di più scrivermi a contattami@estermemeo.it e ti darò tutti i dettagli. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast » Cos’è il Podcast Model Canvas? Alcune competenze chiave sono necessarie per fare un podcast e non avrebbe senso dire il contrario. Per questo motivo a volte dico che “il podcast non è per tutti“. Ciò non vuole etichettarlo come un mezzo di comunicazione esclusivo, complesso o costoso. Anche se alcune competenze tecniche sono indispensabili, le competenze chiave a cui mi riferisco sono altre. Te ne parlo nella puntata 5 di Podcast per il Business e in questo articolo. Una premessa su competenze e mindset Riconosco di aver lanciato una provocazione fino a qui. Segui però il mio ragionamento, per favore. Tralasciando la questione del talento innato o delle risorse economiche più o meno ingenti che alcuni progetti richiedono, credo che il podcast possa apparire come un mezzo piuttosto democratico.  È infatti vero che si possono creare contenuti interessanti e coinvolgenti anche con una limitata conoscenza tecnica e con un investimento contenuto. Il mio obiettivo, durante la puntata numero 5, non è giudicare o emanare sentenze. Tutt’altro. È quello di indurre a riflettere e chiedersi “Il podcast fa anche per me?”.   Dalla mia esperienza posso dirti che l’efficacia di un progetto non è data solo dagli strumenti o dalle competenze tecniche che metti in campo (come ad esempio saper usare bene le attrezzature, saper costruire una narrazione, sapersi occupare di un montaggio audio o creare una strategia di comunicazione). C’è qualcos’altro. Serve quello che io definisco il giusto approccio o, come lo definiscono quelli bravi: il mindset. Il podcast è una forma di comunicazione molto attiva, che coinvolge intimamente le persone. Con la nostra voce entriamo letteralmente nelle orecchie del nostro ascoltatore e trasmettiamo delle emozioni.  Chi dall’altra parte ci ascolta, riceve delle suggestioni. Sai, un podcast potrebbe essere impeccabile in quanto tecnicamente perfetto, magari con un sound design ricercato… Vogliamo metterci anche una dizione professionale? Va bene, ma mancherebbe quella che io chiamo l’essenza. Chi per primo deve essere coinvolto non è il pubblico che ascolta. Deve esserlo in prima persona chi vuole fare un podcast. Potrebbe sembrarti una cosa ovvia, lo so. Eppure nella realtà non lo è affatto. Quali sono dunque le competenze chiave di cui parlo? Diventare un ascoltatore.Avere voglia di condividere. Diventare un ascoltatore  Lo so che oggi sono in vena di domande e tu invece cerchi delle risposte. Voglio farti sapere, però, che quando ricevo una richiesta di collaborazione da parte di qualcuno interessato a creare un proprio podcast, la prima cosa che chiedo è: “Che tipo di podcast ascolti?”. Mi aiuta a inquadrare il genere, lo stile di comunicazione che trova coinvolgente. Al contempo, talvolta succede che la risposta sia: “No, non ascolto podcast. Mai ascoltato uno”.  Non che tutti debbano amare i podcast, tuttavia mi chiedo: un aspirante scrittore può dichiarare di non aver mai letto un singolo libro?  È difficile fare un podcast e coinvolgere gli ascoltatori se per primi non ne siamo fruitori. Secondo te, può questa persona crederci a sufficienza affinché anche il pubblico creda in lui/lei?  Se hai avuto modo di ascoltare la puntata 4 di Podcast per il Business, ho avuto l’opportunità di intervistare Elena Bizzotto, autrice di ben 4 podcast! Lei ha deciso di investire nel proprio personal branding attraverso il podcast, proprio perché era un’ascoltatrice seriale. Si era innamorata del podcast a tal punto da volerlo utilizzare in prima persona. [Intanto ti lascio qui anche l’articolo della puntata 4 😉] Ecco quella che per me è la prima competenza da sviluppare se già non ce l’hai: ascoltare podcast. Si tratta di una competenza chiave perché ci permette di: immergerci in quella dimensionescoprire a cosa ci sentiamo affiniriconoscere ciò che non ci piaceconoscere cosa c’è già sul mercatolasciarci contaminare da stili differenti. Quando ho iniziato ad interessarmi di podcasting, ero già un’ascoltatrice seriale. Mi piaceva ascoltare le storie, mi piaceva imparare cose nuove sul marketing, seguire le notizie di attualità. Ricordo di aver passato un’intera vacanza studio ad ascoltare podcast di ogni genere. Ed è stato in quel momento che ho iniziato a capire quanto potente fosse il dialogo “a tu per tu”. Nella mia vita erano entrate persone nuove attraverso l’ascolto, che avevo voglia di conoscere, ascoltare e da cui imparare. Soprattutto avevo voglia di fare altrettanto. Quella è stata la leva che ha fatto scattare in me l’interesse di diventare a mia volta podcaster. A stare dall’altra parte del microfono. L’ascolto fa parte del mindset, dell’approccio di chi ne è per primo fruitore. Non credi? C’è un’altra competenza che a mio avviso è fondamentale.  Avere voglia di condividere Sì, parlo esattamente del desiderio di condividere, di donare agli altri qualcosa. C’è una frase che mio padre mi diceva sempre: “Dall’abbondanza del cuore, la bocca parla”.  Beh, nel caso del podcast è letteralmente così. Quando sei appassionato di qualcosa, sei tu stesso trascinato dal tuo entusiasmo e non vedi l’ora di raccontarlo a qualcuno. Ti sei mai trovato in questa situazione? Avrai notato come e quanto sei riuscito a trasmetterlo agli altri. L’entusiasmo è contagioso! Qui si vede realmente la differenza tra chi usa il podcast per seguire una moda e chi vuole farlo perché ci crede.  Sai, nessuno ci obbliga a fare un podcast. Possiamo benissimo continuare a scrivere blog post bellissimi o messaggi sui social.  Metterci la voce però è diverso. Un po’ più intimo, a modo suo, del metterci la faccia. Ammetto di essere di parte affermando ciò. Non tanto perché sono una Podcast Producer & Coach, bensì perché amo lavorare con persone che credono per primi in ciò che vogliono realizzare.  In definitiva, quindi, quando si hanno queste due competenze chiave: essere ascoltatori innamorati del podcast;essere entusiasti di condividere con gli altri qualcosa in cui crediamo; le competenze tecniche che mancano si possono acquisire nel tempo.  Puoi seguire un corso, dei tutorial oppure puoi rivolgerti a un Podcast Coach che ti aiuti nel tuo progetto. Tutto a quel punto avrà un altro sapore.  Dunque, se stai pensando di avviare un tuo progetto audio, prima di buttartici a capofitto, prova a chiederti perché vuoi davvero farlo.  Qualunque sia la tua risposta, sono felice di averti dato uno spunto di riflessione. E se vuoi seguirmi per altre tips, ci vediamo su Linkedin e su Instagram. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast » Cos’è il Podcast Model Canvas? La risposta veloce è No, ma ora vedremo il perché partendo dallo spiegare cosa sono i contenuti duplicati.  Contenuti duplicati: cosa sono? Il termine contenuti duplicati riguarda la disciplina della SEO. Si tratta di testi o blocchi di testo completamente identici pubblicati su pagine web diverse, quindi accessibili da URL differenti. Si parla di contenuti duplicati interni, se questi differenti link si trovano all’interno dello stesso dominio, oppure esterni se sono presenti su domini diversi. Dal punto di vista SEO i contenuti duplicati rappresentano un problema in quanto di fronte a una medesima query di ricerca esistono più contenuti con la stessa risposta. Google non capisce quale URL offre il contenuto più rilevante per l’utente e potrebbe considerare questa pratica un inganno nel tentativo di generare più traffico verso i propri siti. Infatti, a causa dei contenuti duplicati Google potrebbe penalizzare il dominio e far perdere dunque visibilità e posizionamento.  Ecco perché è altamente rischioso usare gli stessi contenuti su più pagine di uno o più siti, anche se appartenenti alla stessa fonte. I contenuti duplicati non sono solo il testo una pagina web o di un articolo blog, ma anche il titolo e la sua meta description, che sono di fatto tra gli elementi più rilevanti nell’ottimizzazione SEO on-page. E per evitare ricadute in ambito SEO dovute alla duplicazione, è giusto che anche questi due elementi siano unici. Descrizioni episodi podcast: come scriverle in modo efficace Leggi tutto Contenuti duplicati e podcast: qual è il legame? Nell’articolo su come ottimizzare le descrizioni podcast per i motori di ricerca, spiego che la distribuzione della stessa puntata su più piattaforme podcast, crea di fatto link diversi per ciascuna app di ascolto ma con il medesimo titolo e la medesima meta description, che ereditano dal hosting provider con il quale è stata distribuita. Per esempio: se hai prodotto una puntata podcast che risponde alla query di ricerca come creare una sigla podcast, e quella stessa puntata l’hai distribuita su Apple Podcast, Spotify, Spreaker e altre app, nella SERP di Google compariranno tutti i link di queste piattaforme e tutti avranno lo stesso titolo e la stessa descrizione. Potenzialmente saremmo in presenza di un contenuto duplicato. È davvero così? Come dicevo all’inizio no. In questo caso si tratta di una semplice distribuzione su più piattaforme di uno stesso contenuto e non la pubblicazione di contenuti identici su più siti. Questo infatti non è penalizzante, ma anzi presidiare la SERP con più link sullo stesso argomento non fa altro che aiutare il tuo posizionamento. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast » Cos’è il Podcast Model Canvas? Il topic cluster è una tecnica usata in ambito SEO (Search Engine Optimization) per organizzare i contenuti di un sito web e ottimizzarli per i motori di ricerca. Se hai un blog è probabile che tu abbia sentito parlare di questo metodo. Quello che forse non sai è che puoi applicare questa tecnica SEO anche nel tuo podcast, con i dovuti accorgimenti. Di SEO e Podcast ne abbiamo già parlato ampiamente sia in questo blog che in due episodi del mio podcast, precisamente nell’episodio 27 in un’intervista a Luisella Curcio, Consulente SEO e Podcaster, e nell’episodio 28 quando ho parlato di ottimizzazione dei contenuti. Se non li hai ancora ascoltati ti consiglio di recuperarli così avrai una panoramica più completa dell’argomento. In questo articolo ci concentreremo su come organizzare e ottimizzare i contenuti del tuo podcast, usando una tecnica efficace chiamata Topic Cluster Model, utile soprattutto a chi ha un podcast divulgativo e continuativo che tratta argomenti attinenti al proprio business. Cos’è il Topic Cluster Model Come ho scritto all’inizio, il Topic Cluster Model è una tecnica molto usata in ambito SEO perché  ti permette di classificare gli argomenti del tuo sito in modo da creare una struttura gerarchica di contenuti facilmente navigabile e intuitiva sia per il lettore che per i motori di ricerca. È un modello che riguarda quindi in modo specifico i siti web. Quello che però ho compreso e analizzato lavorando su diversi progetti è che questa tecnica si può adattare anche alla creazione dei piani editoriali del podcast, migliorando sia il suo posizionamento sui motori di ricerca che la fruizione dei contenuti da parte degli ascoltatori. Per spiegarti meglio come puoi usare questa tecnica nel podcast faccio prima una breve spiegazione del modello applicato a un sito web e poi analogamente trasferiamo questo metodo nel podcast. Il modello si compone di 3 elementi fondamentali: Le pillar page I cluster content I link interni. SEO e Podcast: gli impatti sul posizionamento online Leggi tutto Le pillar page, chiamate anche pagine pilastro, sono contenuti che trattano in modo ampio e generale un argomento centrale del tuo sito web. Danno quindi una panoramica completa dell’argomento. Sono pagine o post blog piuttosto articolati e lunghi che fungono da base per altri articoli correlati più approfonditi. I cluster content sono proprio gli articoli correlati alla pillar page che approfondiscono ed entrano più nel dettaglio dell’argomento. Di solito questi contenuti rispondono a chiavi di ricerca a coda lunga, cioè più specifici rispetto a una keyword generica. I link interni, lo dice la parola stessa, sono tutti i collegamenti tra pagine pillar e cluster article che si inseriscono all’interno dei testi per dare all’utente la possibilità di ampliare la conoscenza su un argomento di interesse. In un sito web possono esserci quindi un numero definito di pillar page che trattano gli argomenti centrali del tuo business e poi una serie di articoli cluster che approfondiscono questi temi. La tecnica Topic Cluster applicata al podcast Ora, se volessimo trasferire questo metodo nell’ottimizzazione dei contenuti di un podcast, la logica è pressoché la stessa. Si tratterà di creare degli episodi pilastro, degli episodi cluster di approfondimento a quello principale e poi tutta una serie di rimandi e collegamenti che aiutano l’ascoltatore a recuperare facilmente altre informazioni correlate allo stesso argomento. Certo, questa è una tecnica che non si può applicare a tutti i tipi di podcast, perché se stai creando ad esempio un genere narrativo, questa tecnica ha poco senso. Però è molto utile se invece stai creando o vorresti creare un podcast divulgativo con contenuti informativi o educativi. Di solito, quando facciamo content marketing, e quindi Podcast Marketing, in qualunque settore si operi, ci sono sempre 4 o 5 argomenti chiave su cui si basa la nostra comunicazione. Questi sono i nostri pillar, cioè i contenuti fondamentali che definiscono la struttura portante del nostro messaggio. Da questi derivano contenuti più specifici che entrano in profondità e ampliano gli argomenti. Immagina una struttura ad albero, in cui il tronco è il messaggio principale del tuo podcast, da esso si estendono 5 o 6 rami grossi che sono i tuoi argomenti fondamentali che si ramificano a loro volta in cluster topic. Esempio di Topic Cluster per podcast Se vogliamo fare un esempio pratico, la puntata sviluppata su questo articolo e che puoi ascoltare nel player in alto è l’episodio cluster della puntata pillar n. 27 su SEO e Podcast dove io e Luisella parliamo in modo completo ma non approfondito di tutte le implicazioni della SEO nel Podcast e viceversa. Nella puntata 28 ho invece approfondito l’argomento sull’ottimizzazione dei contenuti e nella puntata 30 ti parlo della struttura del piano editoriale in ottica SEO. Affronto dunque il tema in modo molto più dettagliato, cosa che non avrei potuto fare nell’episodio 27: sarebbe stato lunghissimo e forse poco utile. Allo stesso tempo, citandoti i vari episodi ad esso collegati, ho creato dei link interni, ovvero dei rimandi ad altri episodi. Li potrai ascoltare per avere una panoramica più ampia e dettagliata dell’argomento SEO e Podcast. I link veri e propri, li puoi inserire nella descrizione dell’episodio. In modo l’ascoltatore avrà tutti gli strumenti necessari per accedere alle informazioni che gli servono. Crea una content strategy Diciamo che a livello organizzativo è tutto sommato un’attività piuttosto semplice. Ciò che in realtà presuppone l’adozione del Topic Cluster Model è un’accurata pianificazione delle parole chiave e dei contenuti, nonché la creazione di una struttura di navigazione logica per il cluster.  In pratica ti serve una strategia, meglio ancora se fatta insieme a un consulente SEO. Tuttavia, se vuoi cominciare a strutturare i tuoi contenuti già in questa ottica organizzativa posso darti alcuni suggerimenti per partire. Per prima cosa mappa 5 o 10 problemi macro che riscontra la tua audience. Se hai già una tua attività di business saprai già quali sono i bisogni principali del tuo target. Puoi partire da quelli. Questa se vuoi è la fase più delicata perché richiede una visione strategica del tuo business e una conoscenza approfondita delle tue buyer personas. Il secondo step è quello di classificare ciascun bisogno in macro argomento. Dopo di che, fai una ricerca di parole chiave per ciascun argomento. Tira fuori le keyword correlate, in modo che i tuoi contenuti rispondano a intenti di ricerca specifici e a coda lunga. Infine mappa tutti i contenuti correlati che possono derivare da ciascun argomento principale. Crea una struttura di sotto-temi che puoi sviluppare per approfondire i vari argomenti. Per fare questa attività può esserti utile usare una mappa mentale, in modo da avere uno schema grafico immediato. Successivamente, però, ti consiglio di usare un foglio excel per strutturare tutti i contenuti. Così avrai una visione chiara e definita degli episodi pillar, dei relativi episodi cluster e dei vari link interni tra di essi.  Ammetto che inizialmente può essere un lavoro complesso. Ma ti assicuro che farlo in fase di progettazione di un podcast ti aiuta ad avere una visione più chiara di tutto il tuo progetto. Avrai meno difficoltà a creare contenuti nel tempo perché il grosso del lavoro sarà già fatto a monte. Inoltre fare una content strategy di questo tipo ti aiuta anche a comunicare meglio i tuoi contenuti sui vari canali e, se hai già un tuo sito, portare questa struttura nel tuo blog. Ribadisco però che il supporto di un consulente SEO a tal proposito è la scelta migliore da fare. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast » Cos’è il Podcast Model Canvas? Per essere liberi professionisti di successo, oggi servono molte più competenze di quelle che servivano ieri. Non basta saper fare bene il proprio lavoro. Bisogna sapersi distinguere, gestire l’organizzazione di tutte le attività, imparare a usare nuovi strumenti. Come il podcast, che sta diventando una leva di marketing potentissima, a patto che la si sappia usare nel modo giusto. Gestire tutto questo può essere davvero complicato, specie se poi i risultati che vorresti tardano ad arrivare. Forse hai anche tu un podcast e vorresti farlo funzionare, ma fatichi a gestire tutto. E allora come si fa? Quando il podcast per liberi professionisti funziona davvero? Ne parlo nell’articolo attraverso un esempio concreto e di ispirazione per molti freelance. Libero professionista? Perché usare il podcast Nel caso dei liberi professionisti il podcast è un canale di marketing importantissimo, che può davvero diventare un alleato strategico del proprio business. Purché lo si progetti in modo coerente con i propri obiettivi di marketing. In questo blog parlo spesso di strategia e della necessità di avere una visione chiara per usare il podcast marketing in modo davvero efficace. Questo vale per qualunque tipo di business, piccolo o grande che sia. Vale ancora di più se siamo liberi professionisti e siamo noi in prima persona a doverci occupare della crescita del nostro brand. Come fare personal branding con il podcast Leggi tutto I canali di comunicazione sono certamente strumenti essenziali per farlo, ma bisogna imparare ad usarli, specialmente se possono contribuire a dare un boost significativo alla nostra attività imprenditoriale. In che modo il podcast può aiutarti a promuovere il tuo business? Ne parlo con Francesca Deane, Health and Hight Performance Coach, Founder di Healthy Busy Life e autrice dell’omonimo podcast. Il suo progetto podcast è attivo da circa due anni ed è diventato un canale strategico del suo business, tanto da rendere la sua strategia di comunicazione podcast centered. Chi è Francesca Deane? Imprenditrice, mamma di tre bambini, Francesca Deane vive a New York ed è un Health e high-performance Coach e Founder di Healthy Busy Life, una piattaforma per il benessere, l’empowerment e la crescita personale e professionale. Attraverso un approccio multidisciplinare che si basa su, neuroscienze, scienze comportamentali, psicologia, mindset, nutrizione e produttività, Francesca ti aiuta ad acquisire nuove prospettive e nuovi strumenti così che tu possa chiarire chi vuoi essere e cosa vuoi realizzare, semplificare ed ottimizzare la tua quotidianità, creare spazio per te stessa e portare avanti con costanza ed equilibrio tutti i tuoi progetti ed obiettivi, personali, professionali e di business. Podcast per liberi professionisti: esempio di successo Nell’intervista che puoi ascoltare nella puntata del mio Podcast per il Business, ho chiesto a Francesca Deane quali sono stati i fattori determinanti per il successo del suo podcast nella sua libera professione. Ti riporto di seguito alcuni highlight significativi. Perché hai scelto il podcast per fare marketing? Il podcast è il principale contenuto gratuito intorno al quale gira tutta la mia strategia comunicativa. Ho cominciato ad ascoltare i podcast, penso già otto o dieci anni fa, ancora quando c’era l’iPod. Vivevo a Londra e nelle mie lunghe camminate per andare al lavoro, ascoltavo podcast per imparare cose nuove. Quindi è sempre stato un mezzo che mi è piaciuto tantissimo, anche perché ti permette una fruibilità molto molto facile. L’ho subito trovato come uno strumento allineato anche a me, che sono generalmente introversa. Nella mia vita professionale occupa un po un posto importante. Com’è percepito il podcast negli Stati Uniti? Negli Stati Uniti, chi ha un business ha un podcast. Di podcast ce ne sono tantissimi e di un valore incredibile. Ed è uno strumento molto molto apprezzato anche perché nelle grandi città c’è un sacco di community. Come riesci a gestire l’organizzazione del processo di creazione del podcast? Il segreto più importante secondo me è avere una visione, cioè devi avere chiaro qual è la tua strategia. Se non hai una visione e non hai idea di come vuoi che evolve e come e quale sia la tua strategia di medio lungo periodo e rischi di essere il criceto sulla ruota che continua a produrre cose e lo fa, ma magari in maniera anche sconnessa, senza una logica. Se non abbiamo chiaro qual è la nostra visione per il progetto è difficile anche pianificare e organizzare programmare in un modo tale che sia sostenibile per per la tua vita. Quando ho cominciato il podcast la difficoltà più grande è stata di proprio organizzare. Mi sembrava di dover sempre fare quello e fare solo quello. Non volevo che la mia strategia di creazione di contenuti comunicazione assorbisse il 70% del mio tempo e delle mie energie, ma soprattutto mi desse quel senso di sopraffazione costante. Cos’è il Podcast Model Canvas? Leggi tutto Il secondo segreto è quello di registrare e creare contenuti con largo anticipo. Cioè essere in grado di stare tre mesi senza dover registrare un podcast. Programmazione è lavorare di largo anticipo e capire cosa funziona per te. Deve essere qualcosa di sostenibile. Se non siamo dentro quella ruota di creazione di contenuti costante, si liberano spazi di tempo e spazio mentale, soprattutto per far fluire altre idee, per creare altri progetti, per creare nuovo business, per creare nuovi corsi, per creare nuove opportunità per il proprio business. Se siamo invece sempre solo a fare contenuti, non c’è spazio per quello. Che impatto ha avuto il podcast sul tuo business? Mi ha permesso e mi sta permettendo di connettermi veramente con le persone, specialmente le tematiche che affronto io. La connessione è tale che le persone mi scrivono e mi dicono “ho ascoltato tutti gli episodi del tuo podcast, dal primo all’ultimo, anche se ho appena scoperto mi sembra di conoscerti“. Questo a me piace tantissimo per il tipo di relazione, di connessione che vado ad instaurare. Il podcast sta aiutando il mio business, nel senso che la persona è pronta quando è il momento di poi acquistare un mio percorso, un mio programma perché c’è già un rapporto di fiducia che si è instaurato grazie al podcast. Quindi per me è un uno strumento di marketing potentissimo. Podcast Marketing: come creare la strategia giusta per il tuo business Leggi tutto Quando ti sei resa conto che il podcast stava funzionando davvero per il tuo business? Circa un anno dopo che l’ho lanciato. Sicuramente sono diventata più brava nel portare il mio messaggio e soprattutto nel comprendere anche la strategia. Tutto ha cominciato a fluire in un certo modo dopo circa un anno. Comincio ad avere questi feedback oppure persone che si sono iscritte ai miei percorsi e mi hanno detto esplicitamente che mi conoscono grazie al podcast. Quali canali usi nel tuo business e come sono integrati con il podcast? La mia strategia è basata sul repurposed content, cioè riproporre anziché dover creare mille contenuti differenti per ogni piattaforma. Partire dal podcast e trasformarlo, spacchettare il mio messaggio in formati differenti. Prendere lo script e ritrasformare in un blog secondo l’ottica SEO e metterlo sul website. Ho una persona che può prendere quel testo e può crearci 2 o 3 contenuti Instagram. Al di là del fatto che adesso sono in grado di delegare alcune cose, ma anche quando lo facevo io, avere questo sistema mi permetteva di crearmi tutti i contenuti social e blog per il mese, in meno di una settimana. Multicanalità e podcast: come creare una strategia multi-channel Leggi tutto Tre ingredienti che hanno funzionato davvero nel connubio podcast e business? l primis quello di aggiungere valore. Il mio podcast è sì in parte uno strumento di marketing e di business, ma è in parte un percorso di crescita personale. L’obiettivo è anche creare impatto e creare aggiungere valore. La percezione è se da un contenuto gratuito ottengo tutto questo valore chissà che cosa posso ottenere da un contenuto a pagamento. Un altro segreto importante è appunto l’allineamento della strategia tra podcast e business. I miei podcast e gli argomenti di cui parlo li pianifico in funzione dei lanci dei programmi e dei percorsi che io ho già calendarizzato per tutto l’anno. Motivo per il quale all’inizio dicevo avere una visione di medio lungo periodo è importante. Per me ha funzionato forse anche per la tipologia del mio business, la volontà di creare connessione e quindi di mostrarmi nella mia vulnerabilità. Quando funziona un podcast per i liberi professionisti Un breve recap sui fattori di successo del podcast per i liberi professionisti in relazione al proprio business: Visione a medio-lungo termine. Avere ben chiari obiettivi, mission, vision della propria attività imprenditoriale. Strategia. Preparare un piano editoriale di contenuti in modo strategico, in vista di lanci di prodotti e/o servizi. Pianificazione. Organizzare con largo anticipo le attività senza farsi sopraffare dal processo di creazione dei contenuti. Ottimizzazione e cross-marketing. Riproporre e trasformare i contenuti per gli altri canali di comunicazione per mantenere coerenza e recuperare tempi di esecuzione. Pazienza e costanza. Il podcast non è un contenuto virale, ma un asset e lavora nel medio-lungo termine. La connessione che si instaura con il pubblico è un lavoro di costruzione che ha bisogno di tempo. Aggiungere valore. Donare contenuti che portino valore agli ascoltatori, affinché generino un impatto significativo sulle persone. Uso delle Call to Action. Portare le persone a conoscere altri contenuti utili alla loro formazione, in modo naturale e non push. Inizia il tuo Podcast per il Business Anche tu come Francesca puoi iniziare a promuovere il tuo business grazie al podcast. Se parti da zero e vuoi apprendere le basi per creare un podcast come strumento di marketing e inserirlo nella tua strategia di comunicazione, hai più soluzioni. scaricare gratuitamente la guida introduttiva su come fare podcast partendo da zero acquistare il corso di podcast marketing pensato proprio per liberi professionisti che vogliono usare il podcast come leva di marketing prenotare una call gratuita di 30 minuti per lavorare insieme al tuo progetto. Ti aspetto. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast » Cos’è il Podcast Model Canvas? Sull’importanza di scegliere un titolo del podcast unico e originale, te ne ho già parlato in un altro articolo. Se sei nella fase di progettazione e hai già pensato a un nome podcast, prima di pubblicarlo ti suggerisco di assicurarti che sia effettivamente inedito e che non esista un podcast con un nome molto molto simile. Come fare la ricerca dei titoli podcast esistenti? Puoi usare diversi metodi: Ricerca su Google Ricerca sulle piattaforme audio Ricerca sull’aggregatore Podcast Index Il primo e più semplice è partire da una ricerca su Google. Inserisci nella tool bar il titolo che intendi usare, se vuoi accompagnalo dal termine “podcast”, e avvia la ricerca. Se esiste, è molto probabile che sia già stato indicizzato dal motore di ricerca e quindi ti comparirà nella SERP. Se è stato creato un sito web legato al podcast risulterà nella ricerca, così come compariranno anche tutti i link generati dalle piattaforme audio su cui è stato distribuito. Il secondo metodo è cercare per titolo direttamente nei motori di ricerca di ciascuna piattaforma audio di podcast. Ti consiglio di fare questa operazione su tutte le app più conosciute perché a seconda dell’hosting adottato, il podcast potrebbe non essere presente su tutte le piattaforme. Il terzo è cercare sul sito podcastindex.org, un aggregatore di tutti i podcast indicizzati esistenti in qualunque Paese, non solo in Italia. È piuttosto completo e il risultato attendibile. Ricerche correlate In ultima analisi ti consiglio di fare anche una ricerca per parole chiave correlate o per categoria di appartenenza. In questo modo puoi avere una panoramica più ampia anche di tutti i podcast che parlano dello stesso argomento e verificarne i titoli. Un nota: nel fare la ricerca su Google, verifica inoltre l’esistenza di altri progetti diversi dal podcast che però hanno lo stesso titolo che vuoi assegnare al tuo. Qualora esistessero, anche se la natura dell’argomento fosse diversa, ti consiglio di rivalutare la scelta. Questo perché il posizionamento sulla SERP potrebbe non essere così semplice per il tuo podcast e potrebbe ricondurre a un territorio semantico completamente diverso dal tuo e forse fuorviante. 7 regole per scegliere un titolo podcast efficace Leggi tutto Titolo podcast esempio ricerca Esempio concreto: Podcast per il business doveva chiamarsi originariamente in un altro modo. La ricerca del termine che volevo usare mi ha portato a scoprire un’associazione che si occupava di tutt’altro rispetto a quello di cui volevo parlare io.  Questo per me avrebbe rappresentato un problema, da una parte perché non volevo essere associata ai temi di cui si faceva portavoce quell’associazione, e poi ne avrebbe risentito il mio posizionamento.  La ricerca del titolo è una questione non solo creativa o di gusto personale, come spesso si crede. Significa anche analizzare il contesto e il mercato. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast » Cos’è il Podcast Model Canvas? Ha senso creare un sito web per il podcast: sì o no? Sono la prima ad essermi interrogata su questo tema quando ho creato il mio primo show. Da allora ho sperimentato, analizzato, testato diverse alternative, e alla fine sono arrivata alla conclusione che sì, creare un sito web per ospitare il tuo podcast è senza dubbio una scelta strategica. I vantaggi sono tanti, specialmente se vuoi usare il podcast marketing come asset strategico per il tuo business. Creare un sito web per il podcast ti permette di: accogliere e comunicare con i tuoi ascoltatori incrementare il traffico organico raccogliere dati utili alle tue strategie di marketing offrire altri contenuti di valore monetizzare il tuo podcast. Approfondiamo insieme questi punti. I vantaggi del creare un sito web podcast Il sito web è uno dei canali di comunicazione fondamentali per un brand, anche in ottica di strategia multi-channel. Multicanalità e podcast: come creare una strategia multi-channel Leggi tutto Se mi segui da un po’ sai che uno dei miei pilastri è strutturare un ecosistema comunicativo che possa aiutarti ad amplificare le tue opportunità commerciali in modo sostenibile. Diversificare anziché avere una sola fonte di traffico. In altre parole, podcast e sito web sono un ottimo connubio, anche perché si coadiuvano a vicenda. Vediamo come. Creare un sito web per accogliere i tuoi ascoltatori Se i tuoi ascoltatori vogliono sapere qualcosa in più su di te e il tuo progetto, senza dubbio la prima cosa che fanno è cercarti sul web. Ancora prima dei social, il sito web è il canale principale che un utente naviga per approfondire la tua conoscenza. Qui puoi accentrare tutte le informazioni che ti riguardano: chi sei, di cosa ti occupi, quali altri podcast o progetti porti avanti, cosa offri loro. È una casa virtuale in cui accogliere i tuoi ospiti ed è l’ingresso principale attraverso cui gli ascoltatori entrano nel tuo mondo. Dal sito, le persone possono accedere ad altri tuoi contenuti e risorse, scoprire altri canali, entrare nel tuo funnel marketing e iscriversi alla tua newsletter. Nel creare il sito web, assicurati di avere una pagina in cui racconti il tuo progetto podcast, i temi che tratti e anche il player per ascoltare direttamente le tue puntate. Indica infine in che modo possono comunicare con te. Questo è un aspetto importante per creare una community. Migliorare il posizionamento SEO del podcast Come si posiziona un contenuto audio nella SERP di Google? Ad oggi è ancora necessario sfruttare i testi scritti per rendere visibili i nostri contenuti nei motori di ricerca. Per cui, al di fuori delle piattaforme di ascolto, bisogna fare in modo che il podcast venga scoperto dagli utenti attraverso l’uso della SEO.  Tutto ciò che è testuale va ottimizzato con l’uso di parole chiave affinché i contenuti vengano proposti da Google in risposta agli intenti di ricerca degli utenti.  SEO podcast: come aumentare la visibilità sul web Leggi tutto Cosa c’è di testuale in un podcast? Titoli e descrizioni delle puntate sono le prime cose da ottimizzare in ottica SEO. Ma non basta. Google lavora per offrire la migliore risposta alle domande degli utenti di sicuro un contenuto corposo ed esaustivo si posiziona meglio di una semplice descrizione ottimizzata.  Questo significa che il sito web diventa un canale utilissimo per incrementare il traffico organico verso i propri canali.  Pagine del sito contenenti note e trascrizioni delle puntate scritte in chiave SEO possono aiutarti a comparire tra i risultati di ricerca. E a quel punto, anche i visitatori del sito possono diventare ascoltatori del podcast.  Analizzare il traffico organico Il traffico che transita sul sito web è facilmente monitorabile dagli analytics e in termini strategici questo è un fattore da non sottovalutare.  Creare un sito web legato al podcast ti permette di capire quali temi e puntate hanno maggiore impatto di altri e qual è il comportamento degli utenti. Puoi monitorare quali pagine vengono visitate e quali altre risorse sono scaricate. Tutte informazioni utili a gestire il tuo posizionamento e la tua strategia di marketing.  Creare un sito web per monetizzare il podcast Monetizzare un podcast non è semplice. Serve avere una community disposta a supportare il tuo lavoro, servono ascolti e quindi serve tempo.  La monetizzazione può essere diretta (ad esempio operando come publisher o usando piattaforme di crowdfunding come Patreon o Tipeee) oppure indiretta. La modalità indiretta sfrutta l’inbound marketing per convertire potenziali ascoltatori. Questi ultimi, una volta sul sito, possono innescare un percorso di customer journey e infine acquistare i tuoi prodotti o servizi. Dunque creare un sito web per il podcast ti permette di monetizzare sia i contenuti che convertire gli ascoltatori in clienti.  Meglio creare un sito web podcast dedicato o legarlo al sito personale? La risposta diretta è dipende: dal progetto, dagli obiettivi, dalle risorse. Un sito web ha bisogno di attenzioni continue affinché produca i risultati attesi. Crearne uno separato dal tuo sito web personale potrebbe essere un lavoro aggiuntivo e una dispersione di energie e di traffico organico.  Ma è ovvio che per prima cosa dovrai stabilire qual è la tua strategia legata al podcast e al sito web. Spesso è sufficiente creare una landing page ottimizzata all’interno del proprio sito personale per migliorare il posizionamento del podcast. Anzi, questa soluzione è auspicabile qualora il tuo podcast sia creato a supporto del tuo brand.  Diversa invece è la situazione in cui il podcast è un progetto a sé stante e non hai né la volontà né la possibilità di legarlo ad un sito web personale. In questo caso potresti creare un one-page site come quelli realizzabili con Carrd.co, oppure un sito WordPress più strutturato. Al suo interno inseriremo tutte le informazioni del podcast, i tuoi contatti e tutto ciò di cui abbiamo parlato in questo articolo.  Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast » Cos’è il Podcast Model Canvas? “Come creare un podcast se ho poco budget?”. Capita che nella mia community mi venga posta anche questa domanda. Partiamo dal presupposto che qualunque progetto, digitale e non, perché funzioni richiede un minimo di investimento. Non solo economico. Infatti sono 3 i fattori che entrano in gioco: tempo; denaro;energie. Inevitabilmente, a seconda delle nostre scelte, uno di questi tre elementi avrà un peso maggiore rispetto agli altri. Ora, mettiamo il caso che tempo ed energie non ci manchino, quali escamotage possiamo adottare per creare un podcast a budget ridotto?  Questo è il tema che ho trattato nella puntata numero 10 di Podcast per il Business e di cui ti parlerò in questo articolo. Io ho trovato ben 7 modi per farlo. 7 modi per creare un podcast con pochi soldi Prima di svelarti 7 strategie su come creare un podcast con poco budget, premetto una cosa: nessuno può sostituirsi a un professionista. In qualunque settore, per avere un risultato professionale, serve lo specialista. Questo discorso vale per chi vuole aprire un blog e non conosce la SEO o non ha nozioni di grafica. Vale per chi vuole fare marketing ma non sa da che parte cominciare per costruire una strategia efficace. Vale per qualunque progetto digitale, compreso quello di creare un podcast.  Immagino che se anche tu sei un libero professionista la pensi allo stesso modo. Così come probabilmente sarai anche d’accordo sul fatto che, a volte, bisogna un po’ arrangiarsi. Piuttosto che rinunciare al desiderio di creare qualcosa di proprio, bisogna fare delle scelte che ci permettano di portare a casa un risultato. Magari la prima volta non sarà perfetto – e questo dobbiamo metterlo in conto – ma sarà comunque un nostro prodotto. Come dicevo poco fa, potremo spendere forse meno soldi ma ci ritroveremo ad investire inevitabilmente più tempo ed energie.  Con questo articolo voglio darti qualche suggerimento pratico che puoi prendere in considerazione per avviare il tuo progetto, il che non significa creare un podcast gratis ma farlo a costi ridotti. È pur sempre un modo di iniziare! Andiamo al nocciolo della questione e vediamo come creare un podcast con 7 tips che riguardano soprattutto l’organizzazione e le scelte editoriali.  Ah, sappi che non parlerò dell’acquisto dell’attrezzatura perché potresti iniziare anche con un microfono e un paio di cuffie di qualità, senza spendere cifre folli. Sarai sempre in tempo per fare un upgrade successivamente. 1. La formazione per fare podcast La formazione, non si scappa, è fondamentale per iniziare. Puoi, tuttavia, formati in autonomia seguendo corsi di podcast online su come sviluppare il tuo prodotto audio e sull’uso degli strumenti tecnici. Così facendo, il vantaggio è sicuramente quello di spendere meno, in termini prettamente monetari, rispetto ad una consulenza podcast one-to-one. Online potrai acquisire le nozioni base che ti servono per partire. Ci sono diversi corsi fatti molto bene e anche piuttosto completi, sia per progettare che per imparare ad usare gli strumenti di registrazione ed editing audio. È ovvio che il limite di seguire un corso online da soli e senza un professionista che ti segue consiste nel non avere il supporto di una persona che sappia darti degli input mirati e specifici. La difficoltà che ho incontrato anche io in passato, a volte, era proprio quella di avere dubbi su come mettere in pratica, nella realtà, le nozioni apprese. In ogni caso è una scelta che ti consiglio per iniziare a mettere le mani in pasta. 2. Scegli un format podcast semplice Una volta che ti sei formato e hai acquisito le nozioni base, il secondo stratagemma che puoi adottare è quello di scegliere un format semplice e sostenibile per il tuo progetto.  Intendo dire fare una scelta anche dal punto di vista editoriale, che ti consenta di creare un podcast: adatto alle tue capacità e competenze;semplice da produrre, dal punto di vista della creazione dei contenuti e del sound design; che risponda alle tua disponibilità in termini di tempo. Voglio farti un esempio. Il podcast narrativo richiede sicuramente una scrittura più complessa e una scelta sonora più ricercata rispetto ad un format monologo (come Podcast per il Business). Quindi se non hai dimestichezza con i tool di editing e montaggio audio, e non vuoi delegare queste attività a qualcun altro, allora è meglio scegliere un format più in linea con le tue competenze. Puoi prepararti una base musicale minima, una sigla introduttiva e crearti un modello di puntata tale da poterlo gestire in autonomia, anche in fase di post produzione audio.  3. Usa tool gratuiti per iniziare a fare podcast Esistono in rete diversi tool gratuiti sia per la scelta del software di montaggio, del servizio di hosting o addirittura del catalogo musicale royalty free, sino alla creazione della grafica di copertina.  Voglio citartene qualcuno così da poterti orientare nella scelta. Per il software di montaggio potresti usare Audacity o Garage Band (se hai un Mac): sono gratuiti e davvero semplici da usare.  Per quanto riguarda l’hosting puoi scegliere servizi totalmente gratuiti, come Anchor, oppure con piani freemium, come Spreaker. Se parliamo, invece, di musica puoi usufruire di tutti quei cataloghi musicali che ti permettono di scaricare brani in modo completamente gratuito. Fai attenzione a verificare che si tratti di brani royalty free e quale sia il tipo di licenza consentita. A tal proposito, ti invito a leggere un articolo che trovi nel mio blog, dedicato proprio alla musica per i podcast.  4. Crea un podcast in collaborazione con un partner Al quarto stratagemma forse non avevi mai pensato: quello di creare un podcast in collaborazione con qualcun’altro. Perché no? Questo è un bellissimo modo per dividere non solo le spese delle attrezzature ma, eventualmente, anche i costi della consulenza di un professionista che vi aiuterà nella realizzazione. Lo trovo, inoltre, un modo davvero utile anche per ottimizzare risorse non prettamente economiche come il tempo ed energie. Potreste infatti dividere i compiti per la creazione dei contenuti, del piano editoriale, della scelta della musica, il montaggio, ecc… Tra l’altro, creare un progetto in collaborazione con un partner può esserti utile anche per un altro aspetto.  Potresti creare un podcast in cui trattare un argomento complementare al tuo business e diversificare o ampliare addirittura gli argomenti di cui sei esperto, mixando le competenze e le conoscenze di un’altra persona.  A mio avviso, potrebbe essere più che uno stratatagemma per creare un podcast con poco budget, una vera e propria opportunità! Ti consentirebbe, infatti, di creare contenuti di valore e affrontarli esaminando più punti di vista. Potrebbe divenire una partnership per il tuo business e ne potresti beneficiare anche in termini di personal branding. Questo vale sia per te che per il tuo partner naturalmente. Ci avevi mai pensato?  5. Delega le task tecniche a un professionista Il quinto suggerimento del mio elenco per creare un podcast a budget ridotto, è quello di delegare a un professionista solo le task meramente tecniche. Mi riferisco per esempio al montaggio e a quelle attività per cui potrebbe essere richiesta una competenza maggiore (per l’appunto tecnica), un’attrezzatura specifica che non possiedi o un tool più avanzato che ti permetta di conseguire un risultato audio davvero di qualità. Si tratta di task che pensi di non riuscire a gestire in autonomia, non solo dal punto di vista dei tecnicismi ma anche per un discorso di efficientamento del tuo tempo. Probabilmente riusciresti a eseguire tu stesso tali attività, magari dopo aver intestito altro tempo in formazione e forse grazie l’acquisto di qualcosa in più rispetto alla dotazione basica che già possiedi. Il punto che ti consiglio di valutare è l’eventuale costo del supporto e della consulenza di un professionista, un Coach del podcast proprio come lo sono io, raffrontato al tempo che ti richiederebbe far tutto da solo. Sicuramente un professionista impiegherebbe meno tempo. A queste 5 tips ne aggiungo ancora altre due che ritengo abbiano un impatto soprattutto sul risparmio di tempo e sull’organizzazione. Anche se in realtà, non solo.   6. Crea un podcast di poche puntate Se è vero che “Il tempo è denaro”, il sesto metodo che ti suggerisco è quello di creare una serie podcast con un numero limitato di episodi. Questo metodo ha decisamente un effetto diretto sul tempo che dovrai impiegare per la progettazione e realizzazione delle puntate. Un buon podcast può contenere anche solo una stagione che va dai 6 agli 8 episodi. Poi, successivamente, puoi valutare se creare una seconda stagione, se implementare altre features e dedicare sforzi maggiori sia in senso economico che di tempo. Questa opzione non è assolutamente riduttiva ed è, anzi, da intendersi come un progetto pilota prima di spiccare il volo in qualcosa di più impegnativo. Avrai modo di sperimentare, crescere anche a livello di competenze (perchè, si sa, la pratica rende migliori e non solo lo studio nozionistico), di raccogliere dei feedback che saranno importantissimi per la progettazione della fase successiva. Più di ogni altra cosa, questa modalità ti darà la possibilità di capire davvero cosa significa creare un podcast. Toccare con mano come riesci ad organizzare il tuo tempo e, perché no, capire se davvero riesci a gestire il progetto del tuo podcast in autonomia. Significherà per te capire se l’investimento che hai fatto – seppur contenuto – è sostenibile e ha un senso procedere, magari ampliandolo.  È un bel modo per mettersi alla prova, senza imbarcarsi in un progetto non sostenibile nel lungo periodo. Sicuramente contribuirà anche a diffondere il tuo brand nel tuo settore. 7. Progetta puntate brevi per il tuo podcast Il settimo modo è fare puntate più brevi. Nessuno ci obbliga a preparare contenuti di 30-40 minuti. A volte basta molto meno per esaurire un argomento o lasciare un messaggio concreto all’ascoltatore.  In linea generale, il mio suggerimento è sempre quello di fare puntate che rispondano in modo esaustivo all’argomento scelto. Se reputi che sia troppo complesso per essere affrontato in una sola puntata, nessuno ci vieta di creare micro argomenti da distribuire su più episodi.   In questo modo puoi diluire i contenuti e ridurre i loro tempi di creazione spalmandoli in un orizzonte temporale più ampio. Conclusioni Quale di questi metodi pensi di poter applicare? Il mio intento è sempre quello di dare informazioni e strumenti utili, allo stesso tempo stuzzicare delle riflessioni su questo tema. Spero possano esserti di aiuto nella realizzazione del tuo progetto. Se sei interessato a migliorare il tuo podcast oppure vuoi un supporto mirato e personale, oltre a perderti tutte le puntate di Podcast per il Business, puoi richiedermi una consulenza e parlarmi del tuo progetto. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Quando ho pensato di scrivere questo articolo sulle idee podcast per i liberi professionisti, sono partita da una riflessione. Chi inizia a creare contenuti per promuovere il proprio personal branding, sa che deve scontrarsi con una dura realtà, ovvero l’abbassamento del livello di attenzione da parte delle persone. Un po’ perché di contenuti sul web ne è pieno il mondo, un po’ perché siamo tutti fruitori più fugaci. Il tempo è una risorsa scarsa e chi ce lo dedica andrebbe ricompensato. Per attirare l’attenzione dovremmo senza dubbio produrre contenuti utili e di qualità. Ma anche valutare nuovi approcci. Il podcast si annovera ad oggi (ma chissà per quanto tempo sarà così) tra i mezzi di comunicazione con un trend in ascesa e un mercato ancora da esplorare. Mi ricorda il periodo in cui facevano capolino i primi blog: poca concorrenza e un oceano blu da navigare. Ecco, oggi succede la stessa cosa con i contenuti audio: la competizione nel settore è ancora bassa e la possibilità di distinguersi molto alta. Si può ancora giocare d’anticipo ed entrare in contatto con i potenziali clienti usando il podcast come strumento di content marketing. A maggior ragione se consideriamo che, a differenza di altri contenuti, la durata media di fruizione è molto alta (si parla di 22,9 minuti di sessione media di ascolto secondo la ricerca Nielsen 2019). Oggi alle persone non basta il contenuto, vogliono sentirsi partecipe, entrare in relazione, fidarsi di qualcuno. La voce, da questo punto di vista, è un ottimo alleato. Con il podcast lavori sulla brand awareness, la tua autorevolezza e porti le persone a fidarsi di te. Se non sai come usare il podcast per promuovere il business, ti mostro qualche idea di podcast come spunto di riflessione per alcune delle professioni più conosciute: il bloggeril fotografoil personal trainer. Sei blogger, ecco il podcast che fa per te Se hai un blog, questo potrebbe essere il momento per rilanciarlo affiancandolo a un podcast. Non intendo solo una rielaborazione dei tuoi testi scritti per il formato audio, ma concept nuovi da integrare nel tuo piano editoriale dei contenuti blog. Tim Ferriss, business man tra i più conosciuti d’oltreoceano, fu uno dei primi a farlo. Ha iniziato la sua carriera con un blog e qualche anno dopo lo ha rilanciato in chiave podcast, anticipandone le tendenze. Oggi il suo show è conosciuto in tutto il mondo occidentale e ascoltato da milioni di persone. Lui ha scelto il format intervista per sviluppare le sue argomentazioni. Se non lo hai mai ascoltato ti suggerisco di seguirlo nel suo “The Tim Ferriss show”. Che tipo di altre idee podcast potresti usare se sei blogger? Ti faccio due esempi. Se sei travel blogger, potresti narrare storie o racconti legati alle terre che ti appartengono o di cui parli nel tuo blog, che portino l’ascoltatore ad esplorare luoghi nuovi. Lo storytelling, insieme al sound design, è capace di trasportare le persone in un evocativo molto coinvolgente. Se invece preferisci creare un podcast a carattere divulgativo, potresti includere interviste a persone legate a quelle terre, raccontarne la loro storia, promuovere un turismo di nicchia insieme a enti locali. Stesso discorso se pensiamo a un blog di ricette: i sapori, i cibi, la cultura enogastronomica sono elementi di un viaggio alla scoperta del territorio in cui tradizione e storia si fondono. Portare l’ascoltatore in questi luoghi narrando ciò che si nasconde dietro la nascita di un piatto, insieme a consigli, espedienti e trucchi del mestiere, potrebbe dare un tocco in più ai tuoi contenuti. Podcast per fotografi La fotografia è un’arte visiva. Come potresti raccontarla in un contenuto audio? Ad esempio raccontando il proprio lavoro e tutto ciò che scorre intorno. Un contorno fatto di tecniche ma soprattutto di storie, persone, luoghi. Tra le idee podcast potresti creare un piano editoriale come tutorial per spiegare come usare gli strumenti, ricreare la luce giusta o preparare un set fotografico. Oppure focalizzarti sull’uso di tecniche fotografiche particolari per determinati contesti. Ma perché non raccontare te stesso dietro l’obiettivo o cosa ti trasmette la fotografia? Ciò che però il tuo ascoltatore non conosce è chi o cosa si cela dietro uno scatto: come nasce un progetto fotografico, oppure perché scegli un determinato stile o soggetto. Le emozioni che riuscirai a far provare ai tuoi ascoltatori saranno ciò che ti farà ricordare. Personal trainer, fai business con i podcast La figura del personal trainer non adempie solo il ruolo di allenatore della forma fisica in palestra. C’è molto di più. Il personal trainer che è riuscito a reinventarsi durante la chiusura forzata ha adottato nuovi modi per comunicare la propria professione promuovendosi online grazie alla divulgazione di informazioni utili su fitness e salute, ma anche una maggiore consapevolezza del proprio corpo. Alcune idee podcast in questo ambito potrebbero riguardare approfondimenti su alcuni temi basandoti sulla tua esperienza e su altre fonti attendibili, come studi scientifici o interviste a personaggi dello sport ed esperti del settore. Ad esempio: educazione a una corretta posturai segreti di una buona respirazioneil ruolo dell’allenamento in un processo di dimagrimentol’uso di integratorii falsi miti legati al mondo del fitness. La cultura dell’informazione spinge l’utente a voler sapere oltre che fare. Conoscendo i benefici di una determinata pratica che tu stesso hai adottato nel tuo lavoro e con i tuoi clienti, può spingerlo a volerli applicare e contattarti per chiederti consigli specifici sulla sua situazione. Conclusioni L’era digitale ha aperto nuovi confini e nuove opportunità a chi fa business o ha un’attività professionale. Quelli citati sono solo alcune idee podcast per i liberi professionisti che vogliono emergere online. Non limitarti a osservare ciò che accade intorno a te. Sii parte del cambiamento ed esplora nuovi modi di comunicare. Se vuoi saperne di più e scoprire come il podcast può dare una scossa al tuo business, contattami per una breve consulenza gratuita. Sarò lieta di accompagnarti nel mondo dell’audio. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast » Cos’è il Podcast Model Canvas? Nel momento in cui si decide di avviare un podcast, una delle prime cose da fare è stabilire fin da subito qual è il proprio pubblico di riferimento. Ma questo è anche il momento in cui è facile cadere nella trappola del voler piacere a tutti, credendo che un pubblico più ampio equivalga a un numero più alto di ascolti e quindi a più popolarità. Purtroppo non è così. Piacere a tutti è un’utopia, e non possiamo essere tutto per tutti. Ma soprattutto è una scelta strategica poco saggia. Infatti, rivolgersi a un pubblico troppo ampio è in realtà controproducente per noi e per il nostro business. E ora vedremo insieme il perché è meglio puntare su un pubblico di nicchia. Cosa significa scegliere un pubblico di nicchia Quando abbiamo introdotto il concetto di target audience, abbiamo compreso che ci si riferisce a un gruppo di persone che hanno caratteristiche, esigenze e bisogni comuni. Identificare la propria target audience significa scegliere a chi parlare. E quindi è già di per sé una scrematura di pubblico. Se parliamo di nicchia di mercato, però, il concetto si restringe ulteriormente. Non è più solo un target generico ma diventa un focus molto molto preciso e dettagliato. Podcast Marketing: come creare la strategia giusta per il tuo podcast Leggi tutto Facciamo un esempio sul mio Podcast per il Business: la mia target audience potrebbe essere tutta la categoria di persone che vogliono iniziare a fare un podcast da zero. il pubblico di nicchia a cui mi rivolto è molto più stretto ed è composto da liberi professionisti che vogliono usare il podcast come strumento di marketing per il loro business e che probabilmente partono da zero. Chiara la differenza? Si passa dal macro al micro, dal generale al particolare. E quando si ragiona in termini di nicchia e si imposta un progetto podcast con questa logica, va da sé che anche i contenuti del podcast diventano molto più specifici. In pratica è come se mettessimo dei filtri, se usassimo una lente che si concentra su temi molto più focalizzati e meno generici. Nel mio caso, ad esempio, i temi che tratto inerenti al podcast non sono relativi a scrittura, storytelling e narrazione. Io ho scelto un filo conduttore orientato al business e al marketing, quindi un filtro specifico e più strategico. Questo significa che mi rivolgo a un pubblico molto più piccolo e che inevitabilmente esclude una buona fetta di potenziali ascoltatori. Vuol dire forse che i miei ascolti saranno molto più bassi rispetto a quelli che potrei raggiungere  con un tema più generico? Probabilmente sì. Ma non è il numero di ascolti che dovrebbe interessarmi in una scelta di questo tipo, ma i risultati che posso ottenere. Quali sono i vantaggi di parlare a una nicchia di mercato Ci sono molti vantaggi nel rivolgersi a un pubblico di nicchia rispetto a un pubblico più ampio. E te ne voglio menzionare almeno quattro. Differenziarsi dai competitor Il primo vantaggio è che scegliendo di parlare a una nicchia, è più facile differenziarsi dal mercato. Come differenziarsi dalla concorrenza con il podcast Leggi tutto Nel podcast la presenza di competitor è sicuramente molto più bassa rispetto ad altri canali di comunicazione. In Italia ci sono poco più di 26 mila podcast pubblicati, di cui attivi molti molti meno, quindi resta per il momento ancora un piccolo oceano blu. Ciò nonostante, rispetto già a soli 2 anni fa, la produzione dei podcast è cresciuta tantissimo e sarà sempre più probabile trovare nelle piattaforme di ascolto un podcast che parla della stessa tematica che ci appartiene. Quale potrebbe essere un elemento differenziante? Proprio la nicchia di pubblico a cui ci si rivolge. Per cui scegliere un pubblico più mirato potrebbe automaticamente aiutarci a sviluppare il tema da un punto di vista diverso e più selettivo rispetto a un nostro competitor. Fidelizzare gli ascoltatori Il secondo vantaggio è che parlare a una cerchia ristretta di ascoltatori genera maggiore engagement e fidelizza di più. Chi sentirà di appartenere a quella specifica categoria sarà maggiormente coinvolto nell’argomento e tornerà ad ascoltare altri contenuti che soddisferanno i suoi bisogni. L’interesse di queste persone è naturalmente più alto di chi, invece, non si rispecchia in quella tipologia di pubblico. E questo porta a un engagement rate più alto, che sicuramente è un KPI ben più significativo rispetto a un numero di ascolti totali. E questo ci porta al terzo vantaggio, cioè all’aumento del numero di conversioni. Aumentare le conversioni grazie al pubblico di nicchia Quando ci si rivolge a un pubblico di nicchia, il valore degli ascolti, seppur limitati rispetto a quelli che potrebbe avere un podcast più generico, è molto più alto ai fini dei nostri obiettivi di marketing o personali. Il livello di interesse è molto più alto e concentrato. E con tutta probabilità convertiranno prima e in misura maggiore una manciata di ascolti ben focalizzati rispetto ad ascolti più ampi ma meno specifici. È un po’ il principio di Pareto dell’80/20. Parlare a quel 20% di persone che possono portarci l’80% di risultati. Ottimizzando così le risorse e le energie. Come si attiva il processo di acquisto con il podcast Leggi tutto Rafforzare il proprio posizionamento Parlare a una nicchia di mercato rafforza il tuo posizionamento. È molto difficile posizionarsi da generalisti all’interno di un mercato ampio e potenzialmente più affollato. Viceversa, è molto facile emergere e affermarsi all’interno di un contesto più piccolo e meno popolato. Ti permette di specializzarti e farti notare dal mercato in qualità di esperto di quell’ambito specifico. Paradossalmente, più è piccola la nicchia in cui operi, più riesci a posizionarti. E se il podcast è un tuo strumento di marketing, non puoi non tenerne conto all’interno della tua strategia di comunicazione. Target primario e target secondario Ora, tornando al mio podcast, come ti dicevo ho scelto di comunicare principalmente a persone interessate a fare marketing con il podcast. Ma questo non significa che i miei ascoltatori rientrino solo in questa categoria e che nessun altro possa trovare un interesse in questo podcast. Anzi, potrebbero esserci persone che trovano nei miei contenuti spunti utili anche solo per il tipo di comunicazione, o per l’argomento podcast in sé o per le leve di marketing che ne derivano. Ricorda sempre che esiste un target principale, che è rappresentato dal tuo pubblico di nicchia e un target secondario che è invece la tua potenziale audience. Tra questi possono rientrare categorie di pubblico molto più ampio e con interessi molto più generici ma affini al tema trattato. Potrebbero esserci potenziali partner commerciali o semplicemente appassionati all’argomento. Per cui non puoi mai sapere fino in fondo quale pubblico potresti raggiungere con il tuo podcast. Tieni però sempre presente che quanto più è specifico quanto più è efficace per il tuo business. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Sfatiamo il mito secondo cui per iniziare a fare un podcast basti avere un microfono. Se hai letto i miei precedenti articoli sai bene che fare podcast significa a tutti gli effetti progettare un prodotto di marketing. E se sei un professionista sai anche che per un nuovo progetto non basta avere l’idea, bisogna renderla possibile e capire cosa serve per attuarla. Tra questi due passaggi, idea-realizzazione, potrebbero passare mesi o forse anni se ti fai bloccare dalle 3 paure che ti spiego tra poco. Tutto ciò che è nuovo e non appartiene ai nostri strumenti di lavoro può spaventare. Ma spesso siamo noi l’ostacolo più grande perché ci facciamo fermare da ciò che non conosciamo. Forse anche tu, come me agli inizi, stai facendo lo stesso errore. Ma voglio rassicurarti, perché si tratta di paure superabili se sai come affrontarle. In questo articolo mi rivolgo soprattutto a chi ha un’attività e vuole iniziare a fare un podcast per posizionare il proprio brand nel mercato. Ti porterò anche la mia esperienza diretta su quanto ho riscontrato lavorando al mio primissimo progetto podcast La Gabbia. Quali sono queste paure? Vediamole insieme e poi se ti va condividimi le tue riflessioni con un messaggio. 1. Non so di cosa parlare Quante volte ho sentito dire questa frase e quante di queste si è risolta più facilmente di quel che si pensava. Quando si ha un’attività di business, che tu sia un libero professionista o abbia un’impresa, ci si raffronta ogni giorno con i bisogni e i problemi dei clienti. Le loro domande, i loro dubbi sono di per sé una grande fonte di ispirazione per i tuoi contenuti. Spesso pensiamo che certi argomenti siano scontati e che non interessino a nessuno perché per noi sono pane quotidiano. Ma quanti di questi potrebbe essere utile spiegare al tuo potenziale cliente? La tua esperienza sul campo e anche la tua visione su certi argomenti possono rassicurare chi ti ascolta e far loro comprendere in che modo lavori e trovare risposta ai loro dubbi. La mia esperienza Quando ho iniziato a fare podcast non avevo una mia attività di business. Lavoravo in azienda come dipendente e la ricerca degli argomenti è stata inizialmente una barriera. Poi ho riflettuto sui motivi per cui avrei voluto fare un podcast: volevo condividere un messaggio che mi stava a cuore e raccontare una parte del mio vissuto su quell’argomento. Ero alla volta di un cambiamento dopo un periodo difficile e la rinascita personale e professionale smuoveva riflessioni forti che potevano essere di ispirazione a qualcun altro. Suggerimenti per te: Se hai un business e vuoi promuovere il tuo brand, parti dai problemi dei tuoi clienti e parla di soluzioni: quali sono le domande frequenti che ricevi? quali sono i motivi che frenano i tuoi prospect nel prendere certe decisioni? come li hai aiutati in passato? Porta esempi semplici in cui le persone possano ritrovarsi.Parla della tua esperienza, delle difficoltà che hai incontrato in prima persona e come le hai superate. L’immedesimazione è una potente arma persuasiva perché significa entrare in connessione con gli altri. Parla di una tua passione, porta in campo ciò che sai e desideri condividere con appassionati come te di un particolare argomento.Trasforma i contenuti che hai già prodotto per la tua comunicazione online e usali per creare contenuti audio per il podcast. 2. Non ho tempo per fare podcast Per qualunque progetto ci vuole tempo. E il tempo è denaro. Il podcast è content marketing un po’ come il blog e, anche se non è un canale diretto di vendita, può convertire gli ascoltatori in potenziali clienti. Ti parlerò di conversione in uno dei prossimi articoli, ma intanto voglio fare una riflessione. Pensare di sprecare tempo in qualcosa che non sai a priori se funzionerà è comprensibile ma è allo stesso tempo limitante. Si spendono tanti soldi in advertising per parlare a potenziali clienti che non è detto siano interessati ai nostri prodotti o servizi. Il podcast raggiunge audience ben targettizzate perché è un contenuto on demand che è l’utente stesso a scegliere di voler ascoltare. Di sicuro è più disposto di altri a prestarci la sua attenzione. Perché non sfruttarla? Se gli obiettivi sono chiari e desideri davvero comunicare, spesso è solo una questione di buona organizzazione. Lo so che non è facile e ci sono sempre mille priorità. Credimi, ho le stesse difficoltà anche io. Tuttavia sai che nessun progetto prende vita da solo se non lo si pianifica e ci si attiene a un programma. Il segreto è considerarlo una task al pari di altre attività e darsi una scadenza sostenibile ma non procrastinabile. La mia esperienza Considerando che durante la preparazione di La Gabbia lavoravo full time e facevo spesso orari straordinari, il tempo era davvero risicato. Ho ragionato sulla mia effettiva disponibilità in termini di tempo e poi: ho stilato un planning che tenesse conto di tutto: lavoro, famiglia, svago e preparazione del podcast. Mi sono data delle scadenze e ho inserito in agenda dei momenti da dedicare esclusivamente al podcast, proprio come per altre attività. Ho diluito nel tempo la pubblicazione delle puntate facendole uscire ogni 15 giorni anziché settimanalmente così da avere una gestione più ragionevole. Cosa ti suggerisco: Ragiona in ottica di investimento, non di costo: il podcast non è un contenuto volatile, resta online fino a che lo vorrai tu. Ci sarà sempre chi ti ascolterà anche a distanza di anni. Fai un programma dettagliato di tutte le attività che dovrai gestire e valuta cosa puoi ricalibrare per ritagliarti tempo per la creazione di un podcast.Sperimenta un processo ideale e poi aggiusta il tiro: un programma serrato se non è sostenibile ti porterà inevitabilmente allo sconforto, con il rischio di abbandonare a metà strada il progetto.Fatti ispirare da chi ha già sperimentato il podcast con successo e chiedi loro consigli al riguardo. Il confronto è sempre efficace per capire come procedere. 3. Non so da dove cominciare Tra tutti, penso che questo sia il problema più grande di chi vuole iniziare a fare podcast per sé o la propria impresa. È comprensibile ed è legata al fatto che non si conosce così bene il podcast come mezzo di comunicazione e non si vuole sbagliare. Fortunatamente, in questi ultimi anni sul podcast si è scritto molto e ci sono molti strumenti a disposizione per imparare: corsi online e in presenza, tutorial, libri. Questi strumenti sono utili per approcciarsi al podcast e capire quali dinamiche ci sono dietro e quali abilità abbiamo già e possiamo mettere a frutto e quali invece bisogna fortificare. Passare dalla teoria alla pratica autonomamente richiede tuttavia una buona dose di motivazione, chiarezza di obiettivi e sperimentazione. La mia esperienza Ho iniziato con un corso per principianti per avere le basi di partenza e conoscere i tipi di format, l’uso degli strumenti, la scelta dell’attrezzatura e la distribuzione del podcast. Da lì ho sperimentato in autonomia mettendomi letteralmente in gioco. Non avevo obiettivi di business ma solo obiettivi personali. Ho preparato un piano editoriale, scritto i testi, scelto la musica, comprato gli strumenti giusti e poi mi sono buttata. È stato un grande arricchimento personale adoperarmi in una avventura del tutto nuova ed è l’esperienza che mi ha cambiato sotto tanti punti di vista. Tuttavia, col senno di poi, ho capito che certi errori avrei potuto evitarli e sfruttare meglio le potenzialità del progetto. Ecco perché ho poi deciso di farmi affiancare da chi ne sapeva più di me sulle parti tecniche e sulla strategia. Questo salto mi ha permesso di perfezionarmi, di creare altri podcast e specializzarmi. È stata questa esperienza a portarmi dove sono oggi. Ed è questo vissuto che mi permette di capire le dinamiche di chi inizia da zero e le difficoltà che si incontrano. Avere un Podcast Coach che ti segue passo passo per me è stato fondamentale. Per cui il mio suggerimento è: formati e informati: iscriviti a newsletter o frequenta blog che trattano questo argomento;chiedi supporto a un professionista per farti seguire o per alleggerirti il carico nelle attività che non riesci a gestire in autonomia. Per iniziare a fare podcast, i corsi sono utili a sapere cosa serve per attuare l’idea in progetto. Il passo successivo è farsi seguire da chi può concretamente aiutarti a realizzarlo. Questo ti consentirà di: focalizzare meglio gli obiettivirisparmiare tempo nella progettazione e realizzazionepuntare a un prodotto professionale. Ti sei ritrovato in uno o più di questi 3 problemi? Se stai pensando di iniziare un podcast e non sai da dove partire, posso aiutarti a valutare la tua idea, progettarla e seguirti in tutto il processo di realizzazione. Contattami per una call conoscitiva! Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast » Cos’è il Podcast Model Canvas? In quest’articolo voglio parlarti di come creare una sigla efficace per il tuo podcast, partendo dal comprendere cos’è e perché è importante che ci sia all’interno delle puntate. Se attualmente sei nella fase di creazione del tuo prodotto podcast oppure ci stai pensando e ti stai documentando su cosa fare e come realizzarlo, allora questo articolo ti sarà molto utile perché è ricco di spunti pratici.  Analizzeremo quali sono gli elementi che la compongono da cui trarre input utili per iniziare da subito a creare la sigla del tuo podcast. Quella che condividerò è la mia esperienza diretta di Podcast Coach, maturata nel tempo, assistendo nuovi podcaster in erba. Cos’è una sigla podcast e perché è importante?  La sigla di un podcast è un breve motivo sonoro che funge da elemento introduttivo al programma, in questo caso al podcast stesso. Ha un breve testo, una musica di sottofondo e dura in genere tra i 10 e i 15 secondi. Il motivo è ricorrente, ossia si ripete così com’è, esattamente per ogni puntata podcast.  Vi sono, tuttavia, alcuni casi nei quali le sigle possono variare leggermente da una puntata all’altra, relativamente al testo che le compongono. Infatti, in alcuni casi la sigla può fungere anche da presentazione dell’argomento specifico trattato nella puntata o degli ospiti che seguiranno, per cui lo script può variare lievemente. Per esempio, la sigla del podcast “Dieci Tredici”, di cui curo il montaggio audio, è contraddistinta sempre dalla stessa durata, struttura e musica. Solo la parte finale della sigla varia di volta in volta in base all’ospite che verrà intervistato.  Perché può cambiare il testo ma l’elemento sonoro è sempre lo stesso? Perché il motivo sonoro dona al podcast un’impronta identitaria. La base musicale sempre identica crea familiarità e rende riconoscibile il tuo podcast.  Come avrai capito, la sigla è un elemento talmente importante che consiglio vivamente di prevederla ed inserirla in ogni puntata, indipendentemente dal format podcast che si è scelto di adottare.  La sigla è a tutti gli effetti la trasposizione della Value Proposition: una delle primissime cose su cui è necessario ragionare quando si decide di iniziare a progettare un podcast, in quanto elemento di ingaggio per i nuovi ascoltatori. La sigla dà all’ascoltatore la percezione di capire dove si trova e, soprattutto, se si trova nel posto giusto. Fornisce le coordinate dell’intero podcast al nuovo ascoltatore che, magari, anziché partire dal trailer, inizia dalla prima puntata che trova nella lista degli episodi. Come creare la miglior sigla senza sbagliare Sono 4 gli elementi che contraddistinguono una sigla podcast efficace e che non possono mancare: presentare te stesso: chi sei, di cosa ti occupi, in che veste stai parlando. Ad esempio sei un esperto nella materia di cui parli? ti occupi di quello per lavoro oppure sei un appassionato e stai creando un podcast per parlare di una tua passione? Le persone vogliono sapere chi sei e perché proprio tu ne stai parlando.Presentare il programma del podcast: cosa devono aspettarsi gli ascoltatori, di cosa parlerai e qual è la tematica generale che tratti nel tuo podcast.Far capire per chi è questo podcast: per esempio se sto facendo un podcast in cui parlo di fotografia per principianti, è ovvio che sarà totalmente diverso da un podcast che parla di fotografia per esperti. A seconda dell’argomento, cambia il target e il modo in cui parlerò per rivolgermi al mio pubblico.Chiarire il motivo per cui dovrebbero ascoltarti: oltre a voler sapere chi sei, il tuo potenziale ascoltatore vuole sapere qual è la promessa trasformativa che proponi. In sostanza, cos’hai da offrire? La vera sfida è condensare questi concetti in pochissime parole. È tutt’altro che semplice ma non scoraggiarti: servirà concentrazione, buona volontà e tanti tentativi. Nella progettazione del tuo podcast, la preparazione della sigla è una delle prime cose a cui pensare. È proprio sintetizzando al massimo il concetto che hai in testa, che inizi a capire se l’idea può funzionare. È il momento in cui capisci se il tutto ha un senso.  Se non riesci a scriverlo in poche righe è perché, forse, la tua idea ha bisogno di maturare ancora un po’ oppure va modificata e rielaborata. Inoltre, comporre la sigla ti permette di capire che mood vuoi dare al tuo podcast, quale stile sonoro, con che sfumatura vuoi veicolare il tuo messaggio. Come registrare la sigla podcast Immaginiamo che tu abbia scritto il testo definitivo della sigla e che abbia già immaginato anche un genere musicale in abbinamento. È giunto il momento di scegliere come preparare la sigla del tuo podcast. Hai di fronte a te tre diverse strade tra cui scegliere: registrarla con la tua voce, scegliere una base musicale da una libreria di brani royalty free e montarla in autonomia con un software di montaggio;registrarla con la tua voce e affidare il montaggio ad un fonico o a un podcast producer; rivolgerti a un doppiatore professionista per la registrazione della voce o acquistare un jingle “chiavi in mano” che alcune aziende vendono. Quello che cambia da una scelta all’altra è: il budget che hai a disposizione;il risultato che vuoi ottenere;il livello di professionalità che vuoi dare;la tua capacità di usare un programma di editing e montaggio. Tutte motivazioni valide e funzionali al tempo stesso. Un aspetto su cui voglio richiamare la tua attenzione è quello di usare musiche con licenza royalty free per non violare il diritto di autore degli artisti. Online troverai tanti cataloghi musicali sia free che a pagamento, tuttavia, per orientarti nella ricerca ti rimando alla mia guida sulla scelta della musica per il podcast. Se hai in progetto di realizzare il tuo podcast personale e vorresti richiedermi una consulenza personalizzata, sarò felice di essere la tua Podcast Coach. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Una domanda ricorrente che ancora oggi mi sento rivolgere quando creo un progetto audio riguarda proprio la scelta della musica nei podcast. Il sound è un elemento importante all’interno di una serie audio: determina il mood, crea atmosfera, definisce l’identità e scandisce i ritmi dei contenuti.Senza musica, anche il podcast con il format più semplice sarebbe meno coinvolgente per chi l’ascolta. Se poi pensiamo ai formati narrativi, il sound diventa determinante. Ma come ci si regola con la scelta della musica nel podcast? Immagino che a tutti piacerebbe inserire una canzone famosa nel proprio progetto audio che magari si adatta alla perfezione al contenuto che stiamo creando. Ma, se pur lecito, non è proprio così semplice e forse nemmeno la scelta più consigliata. Ora ti spiego perché, partendo dalle ricerche che ho fatto in tema di diritto d’autore e copyright, per poi darti qualche soluzione alternativa. Cos’è il diritto d’autore Il diritto d’autore e il copyright servono a tutelare le opere creative di valore artistico realizzate dall’autore. Anche se i due termini sono spesso usati come sinonimi, in realtà c’è una differenza. Senza entrare nei meriti giuridici che non sono il mio ambito, possiamo semplificare dicendo che il copyright tutela l’aspetto economico che può derivarne dalla diffusione dell’opera, mentre il diritto d’autore mira a tutelarne la paternità. Il diritto d’autore nasce nel momento stesso in cui viene creata l’opera. Da quell’istante, l’autore ha il diritto di usarla, riprodurla, autorizzare o negarne la riproduzione e distribuirla. In Italia, tale diritto è regolato dalla legge n. 633 del 1941 e la sua violazione può far incorrere in sanzioni, sia civili che penali. Le registrazioni audio e le composizioni musicali, e quindi tutta la musica, rientrano tra le opere tutelate dal diritto d’autore. Il podcast è considerata un’opera derivata dalla legislazione, in quanto è l’unione di più opere d’ingegno, già esistenti o originali, che insieme ne creano una trasformata o adattata. Ma questa trasformazione non libera dalla legge sul diritto d’autore, in nessun caso. Come regolarsi con l’uso della musica nel podcast Considerando quando stabilisce la legge in tema di copyright, hai tre soluzioni: chiedere l’autorizzazione ad usare una musica coperta da diritto d’autorecreare una musica inedita per il tuo podcastusare musica libera da diritti d’autore. Usare nel proprio podcast una musica sui cui vige il diritto d’autore, come dicevo all’inizio, è lecito ma non è sempre la strada più semplice da percorrere. Tieni presente che per farlo devi ricevere l’autorizzazione da tutti gli aventi diritto, ovvero: autore dell’operainterpreti che la eseguonoproduttori fonografici (casa discografica). La liberatoria, necessariamente scritta, deve specificare il tipo di diritto autorizzato e anche la destinazione di quella musica (sigla, colonna sonora, sottofondo). L’autorizzazione va richiesta anche se si tratta di pochi secondi. L’autore, infatti, potrebbe non gradire gli argomenti trattati nel podcast a cui vorresti abbinare il brano musicale da te scelto e quindi negare il rilascio della licenza. Puoi rivolgerti direttamente alla casa discografica per chiederne l’autorizzazione. La procedura spesso è lunga ed è oggetto di trattative tra le parti anche per stabilirne il compenso, per cui è meglio affidarsi ad un esperto. Qui puoi trovare altri utili informazioni per la gestione delle autorizzazioni. Se ti sembra un iter complicato, in effetti lo è, e forse vale la pena considerare le altre due soluzioni. A meno che tu non sia musicista e voglia realizzarti in autonomia un pezzo musicale, puoi optare per la musica libera da copyright. Intervista a Avv. Martina Lasagna su Copyright e Podcast Musica royalty free e Creative Commons La soluzione più frequentemente applicata dai creator per ovviare ai limiti imposti dalla legge sul diritto d’autore è l’uso di musica royalty free o Creative Commons. Nel primo caso, un contenuto royalty free può essere liberamente utilizzato ma bisogna acquistarne la licenza d’uso con un compenso minimo. Nel caso di contenuti Creative Commons, l’autore rinuncia a parte dei suoi diritti e concede l’uso delle sue opere liberamente o con alcune limitazioni. Esistono diversi tipi di Creative Commons (CC) a seconda delle combinazioni di licenza concesse dallo stesso autore. Sono identificate da sigle che ne condizionano i termini di distribuzione. È importante accertarsi del tipo di licenza concessa prima di inserirla nel proprio podcast per non incorrere in violazioni. Ecco l’elenco delle sigle Creative Commons, come le sintetizza Wikipedia, che potresti trovare quando scarichi musica: CC0: pubblico dominio, utilizzabile per tutti gli usi senza limitiCC BY: si può distribuire, modificare e creare opere derivate anche a scopi commerciali a condizione che ne venga riconosciuta la paternitàCC BY-SA: si può usare per le stesse finalità della precedente ma alla nuova opera deve essere attribuita la stessa licenzaCC BY-ND: si può distribuire anche per scopi commerciali riconoscendone la paternità ma non può essere usata per opere derivate (no podcast)CC BY-NC: si può distribuire, modificare e creare opere derivate a condizione che ne venga riconosciuta la paternità, ma non per scopi commercialiCC BY-NC-SA: si può distribuire, modificare e creare opere derivate non per scopi commerciali a condizione che ne venga riconosciuta la paternità e all’opera finale venga attribuita la stessa licenzaCC BY-NC-ND: si può distribuire ma non per scopi commerciali e non per opere derivate (no podcast). Dove trovare musica per podcast Ecco un elenco non esaustivo a cui puoi fare riferimento per scaricare musica o effetti sonori per il tuo podcast. Librerie di musica per podcast gratis: FreesoundAudio library YoutubeDanoSongsFree stock musicPacDVccMixter Librerie di brani a pagamento: JamendoAudiojungleShutterstockEpidemic SoundBeeto music La scelta di usare cataloghi musicali a pagamento rispetto a musica free per podcast sta sia nell’ampia varietà di brani scaricabili che nella qualità della musica stessa. Personalmente uso Epidemic Sound per i miei progetti personali perché ha il vantaggio di poter scaricare separatamente gli stems, ovvero le tracce dei singoli componimenti della melodia (voce, bassi, batteria, ecc.), per un uso ancora più flessibile. Ester MemeoPodcast Coach e Producer. Curiosa tanto per cominciare, ma anche volitiva e tenace. Motociclista per passione, milanese per nascita. Ha stravolto la sua carriera aziendale per dare vita a un suo progetto personale che poi è diventato molto altro. Oggi il podcast è il suo lavoro e aiuta chi inizia da zero a realizzare il suo progetto. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast » Cos’è il Podcast Model Canvas? È uno dei quesiti che più spesso ci si pone quando si comincia a fare podcast: dare del tu o dare del voi quando si parla al microfono? La maggior parte dei podcaster usa la seconda persona singolare, ma ce ne sono moltissimi che si rivolgono agli ascoltatori al plurale. Dunque quale delle due versioni è quella corretta? Risponderò a questa domanda portando alla tua attenzione alcune considerazioni, che poi sono le stesse che mi hanno aiutato a scegliere la forma singolare nel mio Podcast per il Business, invece di quella plurale. Quando dare del tu nel podcast Parto col citarti il pensiero di Carlo Emilio Gadda, scrittore del secolo scorso che lavorò per diversi anni in RAI per programmi di cultura, contenuto nel manuale intitolato “Norme per la redazione di un testo radiofonico”. Si tratta di un testo molto breve, scritto dallo stesso Gadda nel 1950. Nonostante il periodo storico in cui fu scritto e la brevità del contenuto, è ricco di informazioni utilissime non solo a chi all’epoca si occupava di radio, ma a chiunque si occupi oggi di comunicazione audio. Ecco perché ne consiglio la lettura a chi fa podcast. Difatti, la RAI lo consegnava a tutti i nuovi collaboratori della radio allegandolo di default tra la documentazione contrattuale. Il motivo è che conteneva istruzioni ben precise che servivano a chi si occupava di programmi radiofonici. In questo piccolo manuale c’è una considerazione che Gadda fa a proposito degli ascoltatori. E dice: “il pubblico che ascolta una conversazione è pubblico per modo di dire. In realtà, si tratta di “persone singole”, di mònadi ovvero unità, separate le une dalle altre. Ogni ascoltatore è solo: nella più soave delle ipotesi è in compagnia di pochi intimi.” Carlo Emilio Gadda – Norme per la redazione di un testo radiofonico È ovvio che in questo testo si parla di ascoltatori radiofonici, ma niente è più vero anche oggi se pensiamo al podcast. Il nostro pubblico è pubblico per modo di dire perché l’ascolto è nella stragrande maggioranza dei casi un ascolto solitario: smartphone, cuffiette e relax. Non si tratta dunque di un ascolto collettivo. Cos’è un podcast e come ascoltarlo Leggi tutto Questo significa che la conversazione è per la quasi totalità dei casi una conversazione a tu per tu. Dove io parlo alle tue orecchie come persona singola che mi sta ascoltando, e non a una platea. Questa visione del podcast ti porta a instaurare una relazione più intima con l’ascoltatore, a creare un legame e a coinvolgerlo attivamente nel contenuto. E sicuramente questa è uno dei punti di forza di questo media. Quando dare del voi nel podcast Dunque è errato rivolgersi a un pubblico dando del voi? La risposta è no, se questo è in linea con gli obiettivi del podcast. In alcuni casi potrebbe essere più utile usare il “Voi” qualora l’obiettivo del podcast è quello di parlare a una community e creare un senso di appartenenza al gruppo. In tal caso, usare il voi potrebbe essere la scelta migliore. Ci sono molti podcast che nascono e si sviluppano attorno a nicchie di ascoltatori e/o community già attive. Il podcast non è altro che l’estensione di questa stessa comunità e funge da collante al pari di altri mezzi di comunicazione. Non a caso, molti di questi podcast sono anche supportati finanziariamente dagli stessi ascoltatori su piattaforme come Patreon e Tipeee. Riepilogando, per rispondere alla domanda di questo articolo, chiediti: che tipo di relazione voglio creare con il mio pubblico? A te la risposta. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast » Cos’è il Podcast Model Canvas? User experience cos’è Chiamata anche esperienza utente, la UX User Experience è la qualità dell’esperienza globale che una persona sperimenta quando usa un servizio o un prodotto fisico o digitale. Spesso è un termine associato alla navigazione di un sito web. Visto che il concetto ha a che fare con le percezioni e le sensazioni provate dagli utenti, per estensione mi piace parlare di user experience anche quando ci si riferisce al podcast. Io la definisco esperienza di ascolto, ed è un termine che uso per descrivere le emozioni che gli ascoltatori vivranno durante l’ascolto del podcast. Con questa definizione non mi riferisco alla Overall Listening Experience (OLE) che invece è una misura di valutazione specifica dell’audio, che mira a includere tutti i possibili fattori che possono influenzare il piacere dell’utente durante l’ascolto (dalla qualità audio ai metodi di riproduzione, tanto per citarne alcuni). E non mi riferisco neppure all’esperienza di utilizzo delle piattaforme di ascolto podcast, come Apple Podcast, Amazon Music, Spotify, Google Podcasts, Spreaker ecc. Sulla loro modalità di fruizione non possiamo intervenire e dunque di fatto non è sotto il nostro controllo. Con esperienza di ascolto faccio riferimento a tutte quelle componenti del podcast che possiamo controllare e che rendono piacevole il momento dell’ascolto e che includono: qualità del contenuto qualità dell’audio facilità di interazione. Ciò che voglio fare in questo articolo è aiutarti a capire cosa puoi fare tu per rendere l’esperienza di ascolto del tuo podcast ancora più piacevole per il tuo pubblico.  Perché l’esperienza di ascolto è importante Come abbiamo detto, la user experience rappresenta il grado di soddisfazione di un utente dopo aver navigato su un sito web o in generale dopo aver interagito con un prodotto digitale. La finalità è quella di rendere più fluida e piacevole possibile l’esperienza complessiva dell’utente affinché si raggiungano due obiettivi: aumentare le conversioni fidelizzare gli utenti in modo che tornino da noi in futuro. È un parametro talmente importante che Google lo ha introdotto tra i fattori di ranking e per misurarlo usa delle metriche ben precise, come ad esempio il tempo di permanenza sul sito, la frequenza di rimbalzo e la percentuale di clic dai motori di ricerca.  La user experience mira a rendere più fluida e piacevole l’esperienza complessiva dell’utente per raggiungere due obiettivi: aumentare le conversioni fidelizzare gli utenti in modo che tornino da noi in futuro. Allo stesso modo, quando un ascoltatore vive un’esperienza di ascolto podcast piacevole è più propenso ad ascoltare fino in fondo e a continuare ad ascoltare altri contenuti.  Dunque non è un aspetto di poca importanza.  Tanto più considerando il fatto che Il pubblico oggi è molto più attento di qualche anno fa a ciò che ascolta. Non siamo più agli albori del podcasting quando bastava mettersi al microfono, improvvisare qualcosa e magari avere anche dei discreti risultati.  Con l’ingresso nel mercato di aziende e realtà più o meno grandi, il numero delle produzioni podcast è aumentato ed è aumentata anche la qualità sia dei contenuti che dell’audio. L’utente non si accontenta più. Cerca qualcosa di gradevole da ascoltare, che lo faccia emozionare e non lo disturbi dal punto di vista uditivo. Migliorare l’esperienza di ascolto, dunque, non è più un’opzione, ma una necessità, se vuoi combattere la guerra dell’attenzione ad armi quanto più possibile pari. Cosa puoi fare per migliorarla? Eccoti una check-list di punti su cui agire. La Check-list per migliorare l’esperienza di ascolto Se hai già un podcast, prova ad analizzare il tuo contenuto alla luce di questi 9 punti e valuta su quale aspetto hai bisogno di migliorare. 1. C’è un filo conduttore? Di cosa parla il tuo podcast? Il messaggio di fondo è chiaro ed sempre coerente in tutto il tuo progetto oppure spazi tra argomenti tra i più disparati senza una logica comune? Avere un unico filo conduttore non significa dover parlare sempre e solo di un unico argomento. Significa dare un senso chiaro e definito agli argomenti di cui parliamo in modo da poterli racchiudere sotto un comune denominatore. Se questo aspetto non è chiaro per te, non lo sarà nemmeno per i tuoi ascoltatori. 2. C’è coerenza tra Value Proposition, titolo e contenuto? Di Value Proposition ne ho già parlato in un altro articolo. È uno dei pilastri di un buon progetto editoriale. Definire e dichiarare la proposta di valore serve a te podcaster per mantenere la rotta lungo tutto lo sviluppo del contenuto, e aiuta il tuo pubblico a seguire il fil-rouge che lega insieme le varie puntate. Per cui, quando prepari un episodio chiediti sempre: questo contenuto in che modo risponde alla value proposition? Il contenuto è coerente con questa dichiarazione? Il titolo, per definizione è la sintesi estrema di questa dichiarazione e deve trasmetterla in modo chiaro. Value Proposition: il primo passo per creare un podcast efficace Leggi tutto 3. Stai rispettando le aspettative del pubblico? Questo punto richiama il precedente ma amplia ancora di più il concetto. Quando dichiariamo la value proposition, facciamo una promessa all’ascoltatore. Il pubblico si aspetta di trovare contenuti in linea con quanto dichiarato, sia per contenuto, sia per target. Se dico che mi rivolgo al pubblico generalista non posso poi usare un linguaggio troppo tecnico che nessuno comprende se non gli addetti ai lavori. Quando le aspettative sono disattese, perdiamo ascoltatori. 4. Com’è strutturato il tuo piano editoriale? A prescindere dal format e dal concept che hai scelto di adottare per il tuo podcast, l’intero piano editoriale deve essere pensato per accompagnare l’ascoltatore in un viaggio virtuale all’interno del tuo mondo. Non puoi pensare di iniziare con argomenti complessi senza prima aver preparato il terreno e introdotto concetti di base. Struttura il piano editoriale come se fosse un funnel: crea consapevolezza, educa e nutri il tuo pubblico gradualmente. 5. Com’è strutturata la tua puntata tipo? Gli ascoltatori sono ciechi per definizione. Non possono vedere il percorso che hai preparato per loro, ma puoi aiutarli ad immaginarlo. Lo fai creando contesti sonori e schemi ricorrenti che guidano l’ascoltatore e lo aiutano ad orientarsi all’interno delle tue puntate podcast. Qual è il tuo schema interno? Format podcast: cosa sapere per prepararlo Leggi tutto 6. Titoli e descrizioni sono chiari ed esaustivi? Questo è un argomento che richiama le aspettative e la coerenza dei contenuti. Titoli clickbait e descrizioni delle puntate che disattendono il reale contenuto del podcast non aiutano a fidelizzare il pubblico. Puoi fregarlo una volta, ma poi non ci casca più.  7. Quanto è facile interagire con te? Si dice che il podcast sia una comunicazione a senso unico. In realtà questo è vero fino a un certo punto. Se inseriamo Call to Action chiare e semplici da ricordare, rendiamo più facile per l’utente contattarci. DON’T MAKE ME THINK (non farmi pensare) è il concetto di fondo della User Experience. Voglio trovare subito ciò che cerco e nel modo più semplice possibile. Questo significa che oltre a dirle a voce, bisogna inserire le CTA nelle descrizioni degli episodi, con tutti i riferimenti diretti per entrare in contatto con noi. Chi ascolta non sempre può prendere appunti e di sicuro non può ricordare a lungo tutti gli indirizzi email o i contatti social che diciamo. Aiutiamo il pubblico a raggiungerci con dei link in descrizione. 8. Com’è la tua performance al microfono? Ci ho dedicato un intero articolo a questo punto. Anche se non siamo professionisti della comunicazione orale, ci sono delle regole che è bene rispettare per far sì che l’esperienza di ascolto sia piacevole. Il valore del contenuto si esalta quando c’è una buona performance al microfono. Sto parlando di: ritmo, tono e modulazione della voce enfasi e punti principali messi in risalto uso corretto delle pause esposizione chiara e logica dei contenuti. Aircheck podcast: come migliorare la performance al microfono Leggi tutto 9. Com’è la tua qualità audio? Chi pensa che sia sufficiente fare un buon contenuto per coinvolgere gli ascoltatori tralasciando di fatto la qualità audio, si sbaglia. La qualità del suono è importante tanto quanto quella del contenuto. Solo che per mancanza di conoscenze, competenze, tempo e risorse, a volte si sacrifica.  Fatto è meglio che perfetto si dice, e io sono d’accordo, se l’alternativa è non fare nulla. Ma fino a un certo punto.  Un minimo di attenzione alla qualità audio è, non solo opportuna, ma necessaria per rendere gradevole l’ascolto e non costringere il pubblico a sorbirsi un suono disturbato e fastidioso. A lungo andare le persone si stancano e abbandonano. Per cui mi spiace deluderti, ma la qualità dell’audio fa la differenza. La user experience del podcast contempla le emozioni che il pubblico vive durante l’ascolto. Se il sound è sporco, confuso e crea frizioni, le emozioni saranno tutt’altro che positive.  Non serve spendere tanti soldi in attrezzatura sofisticata per fare la differenza, a volte basta saper usare gli strumenti nel modo giusto per migliorare il risultato. Perciò, se il podcast è uno strumento a supporto del tuo brand, fai attenzione alla qualità dell’esperienza di ascolto che offri al tuo pubblico. La voce è il nostro biglietto da visita, e al pari di un sito web, di un logo, di un feed sui social parla di noi e del nostro brand.  Se vuoi sfruttare al meglio questo strumento per fare marketing e vuoi fare un level up del podcast, contattami e valuteremo insieme come migliorare la user experience del tuo podcast. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast » Cos’è il Podcast Model Canvas? Uno dei principali elementi che costituiscono un podcast è il trailer. Se stai lavorando a un tuo progetto audio, ti sarà utile sapere cos’è e come fare un trailer podcast efficace.  È uno strumento strategico per la promozione del tuo podcast in quanto è l’anteprima della serie audio: ti aiuta a presentare l’argomento su cui verteranno i contenuti e, quindi, ad attirare nuovi ascoltatori. In base alla tua creatività, il trailer podcast può essere essenziale, ricco di sound design, narrato in prima persona o composto da un collage di altre puntate. L’importante è che raggiunga il suo scopo: far dire al tuo potenziale ascoltatore “Si, lo voglio!” e decidere di ascoltarti. Come realizzare un trailer capace di generare questo risultato? Ne parlerò tra poco evidenziando 8 punti essenziali da considerare. Prima, però, voglio spiegarti perché i trailer funzionano e perché dovresti crearlo anche tu. Perché i trailer funzionano? Per rispondere a questa domanda ti racconto un aneddoto che mi riguarda: amo le serie TV e, per un certo periodo, ne sono diventata quasi dipendente, mio malgrado. Ne cominciavo una e restavo letteralmente incollata per settimane sotto l’effetto binge watching che sapeva scatenare, per poi iniziarne un’altra e così via.  Forse ho buttato via tante ore di sonno ma, in realtà, guardando le serie TV ho imparato più di quanto potessi immaginare.  Ho analizzato le strutture narrative, lo sviluppo delle storie e dei dialoghi, la costruzione dei personaggi e, non ultimo, il trailer: l’elemento fondamentale di ingaggio per l’utente che davanti a decine e decine di titoli deve scegliere cosa guardare.  Il tempo passato guardando quei trailer mi ha fatto capire cosa funziona e perché. In definitiva, il trailer serve a: incuriosire e suggestionare gli spettatori;mostrare i dettagli e le scene più coinvolgenti;lasciare intravedere la trama della storia;introdurre i personaggi chiave.  Il trailer podcast ha esattamente la stessa funzione: presentare, incuriosire e coinvolgere; in una parola: promuovere. Rappresenta la tua occasione per farti scegliere (oppure no) dal potenziale ascoltatore che detiene, per così dire, lo scettro del potere. Vediamo ora come fare un trailer efficace. Realizzare un trailer podcast efficace in 8 passi Scrivere un trailer efficace significa preparare la migliore presentazione possibile del tuo podcast. Prendendo spunto dall’esempio delle serie TV da cui ho imparato tanto, ho estrapolato alcuni punti significativi che si possono adattare benissimo anche al podcasting. Questi sono gli 8 passi da sviluppare per realizzare un trailer ben fatto:  presentati e dichiara la tua Value Proposition, chiarendo il motivo per cui una persona dovrebbe ascoltarti;identifica il tuo pubblico e rivolgiti ad esso per catturare la sua l’attenzione, se necessario esplicita chiaramente a chi sono diretti i tuoi contenuti;introduci i personaggi, gli ospiti o un co-host se prevedi che ce ne saranno così come, se racconterai storie che riguardano altre persone, potrebbe essere utile dirlo;anticipa elementi di ingaggio ma evita di inserire troppi spoiler, la regola è rappresentata da “q.b.”, un po’ come per il sale nelle ricette;usa lo storytelling, soprattutto se stai creando una serie narrativa, racconta di cosa parlerai ripercorrendo le tappe più significative di questa storia;destruttura la trama (o l’essenza del tuo piano editoriale), se hai ben chiaro ciò di cui parlerai nel corso del tuo podcast, anticipa le tematiche o gli approcci comunicativi che affronterai;usa la musica della tua colonna sonora in modo da dare un’impronta identitaria al tuo podcast anche dal punto di vista del sound;tieni una durata tra i 90 e 120 secondi, ossia il tempo giusto per incuriosire senza dare troppe informazioni. Inoltre, devi sapere che pubblicando un contenuto minimo di 60 secondi, le piattaforme possono restituire statistiche di ascolto complete.  Spotify, inoltre, da la possibilità di isolare il caricamento del Trailer in modo che sia visibile in cima ad altri contenuti quindi di fissarlo in alto.  Questo passaggio è molto utile affinché il trailer possa essere ascoltato prima degli episodi e, pertanto, senza dover scorrere tutte le puntate.  Ora che ho condiviso con te questi otto punti, penso proprio che potrebbe esserti di aiuto vedere qualche esempio concreto. Puoi prendere spunto dai trailer dei podcast che ho seguito personalmente in qualità di Podcast Coach e che puoi ritrovare in questa playlist. Quel che ti suggerisco, inoltre, è anche ascoltare diversi trailer e fare bene attenzione per capire: cosa ti attira e cosa ti piace meno, quale ti ha incuriosito di più non solo per l’argomento ma anche per la forma e la struttura adottata.  È un esercizio utile perché un buon podcaster è prima di tutto un buon ascoltatore.  Ora puoi metterti al lavoro per costruire il tuo trailer podcast: l’episodio pilota. Se vuoi approfondire ulteriormente l’argomento, ti suggerisco di leggere anche questo articolo, in cui spiego come differenziarsi dalla concorrenza. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast » Cos’è il Podcast Model Canvas? Il podcast è un ottimo modo per promuovere il proprio business e negli ultimi anni sono tanti i professionisti e le aziende che si sono interessati a questo canale di comunicazione. Forse sei tra quelli hanno scoperto il podcast da poco e ti incuriosisce sapere come funziona, o magari ne ascolti tantissimi e l’idea di averne uno tutto tuo ti alletta molto, oppure credi che la tua attività per essere al passo coi tempi debba assolutamente avere un proprio canale audio o, forse, vuoi solo differenziarti dalla concorrenza. Ecco, se in qualche modo senti di appartenere a una (o più) di queste categorie e stai pensando di creare un podcast, allora è il momento di chiedersi: “il podcast è davvero il canale di comunicazione adatto a me e al mio business?”. Perché se c’è una cosa che devi sapere è che il podcast è un lavoro duro: richiede tempo, risorse e impegno. Devi esserne consapevole prima di cominciare. E allora facciamo chiarezza e vediamo insieme quali aspetti e quali domande possono aiutarti a capire se il podcast è il canale di comunicazione che fa al caso tuo. Come scegliere il canale di comunicazione giusto Facciamo una premessa. Come ho spiegato nell’articolo sulla multicanalità, i canali di comunicazione online sono tanti e hanno caratteristiche diverse tra loro per linguaggio, formato, target, tempi di fruizione e logiche comunicative. Restando in ambito digital, troviamo: Sito webBlogPodcast marketingVideo marketingNewsletterSEOSocial mediaDigital PRAdv. Alcuni canali di marketing sono a mio avviso necessari per qualunque business, altri possono essere selezionati e integrati nella propria strategia solo dopo una valutazione interna precisa. Certo, è sempre bene diversificare e avere più touchpoint attivi possibili per intercettare il pubblico in target. In questo modo moltiplicheresti le possibilità di convertire i prospect e aumentare le vendite. Ma sarebbe impensabile usare ottimamente tutti i canali di comunicazione senza impiegare risorse adeguate in termini di tempo, budget ed energie. Per contro, essere presenti su tutti canali senza sfruttarli appieno o usandoli in modo discontinuo perché poche le risorse da investire, non ti porterà da nessuna parte. Devi fare una scelta e identificare lo strumento marketing più adatto a te. Come si fa a scegliere? La verità è che non esiste il canale di comunicazione migliore o peggiore in assoluto. Esistono strategie giuste per ogni business che definiscono percorsi marketing in cui ciascun canale fa la sua parte e contribuisce al risultato. La scelta dipende dal tipo di messaggio, target e obiettivi. Questo vale per tutti i canali di comunicazione, compreso il podcast. Entriamo un po’ più nello specifico e capiamo se il podcast si addice al tuo business. Come capire se il podcast è il canale di comunicazione adatto a te Credo che il modo migliore per trovare le risposte giuste sia scavare in profondità ed essere disposti a farsi domande a volte un po’ scomode. Come per gli altri canali marketing, anche il podcast ha un suo “codice” e perché funzioni bisogna conoscerlo e applicarlo. Se si parte da presupposti sbagliati, si possono prendere vere e proprie cantonate che ti faranno sprecare tempo, energia e soldi. Non ne vale la pena, te lo assicuro. Quelle che ti menziono ora sono tutti elementi da tenere presente se vorrai integrare il podcast marketing nella tua strategia di comunicazione. Podcast Marketing: come creare la strategia giusta per il tuo business Leggi tutto Che tipo di contenuti vuoi trasmettere? Il podcast, sebbene sia un ottimo modo per promuovere il proprio business, non è lo strumento giusto per lanciare messaggi commerciali diretti. Nessuno ascolterebbe un contenuto di 10-20-30 minuti o più in cui si fa solo pubblicità. Le persone che dedicano tempo ad ascoltare un contenuto cercano risposte, intrattenimento, ispirazione, motivazione, informazione. Di certo non promozioni spudorate. Per l’advertising ci sono altri contesti più adeguati. Quindi, se credi di avere contenuti utili da divulgare, di cui sei esperto o appassionato, allora il podcast può fare al caso tuo. Chi è la tua target audience? Se hai già un’attività avviata, probabilmente conoscerai bene le esigenze della tua target audience. Sai quali sono gli argomenti di interesse, i bisogni, i desideri. Ma quanto conosci le abitudini del tuo pubblico? È importante farsi questa domanda per capire in primis se il podcast può essere lo strumento giusto per il tuo target e in secondo luogo quale format o strategia di divulgazione sia migliore. Chiediti: Si tratta di profili che ascolterebbero un podcast?Quanto tempo avrebbero da dedicare ai contenuti?Usano già strumenti idonei all’ascolto? Mettiti nei loro panni e immagina quale sarebbe l’esperienza di fruizione. Hai tempo da investire? Per fare un podcast ci vuole un po’ più tempo di un post sui social o di un articolo di blog ma anche molto meno tempo di un buon video su YouTube. Devi mettere in conto che ci sono attività di produzione che possono richiedere diverse ore di lavoro e competenze tecniche da acquisire (o delegare). Con una buona pianificazione e organizzazione si può trovare la quadra giusta, l’importante è che tale impegno venga mantenuto nel tempo. Non c’è niente di peggio che iniziare un progetto e mollarlo dopo due o tre episodi perché ci si rende conto che non si è in grado di portare avanti il lavoro. Qual è il tuo budget? Tutte le produzioni podcast hanno un impatto sul conto economico. Di gratis non c’è niente. Puoi certamente contenere i costi facendo scelte oculate, così come ho spiegato nell’articolo su come creare un podcast a budget ridotto. Ma qualcosa dovrai pur spendere, specie se il podcast sarà il tuo strumento di marketing e quindi rappresentare il tuo brand. Ecco alcune delle voci che potrebbero influire sul budget: attrezzaturahosting providerlicenze musicalicorsi di formazionesoftware di registrazionecosti di graficaconsulenze personalizzate. La bilancia può pendere in modo diverso su una o più voci a seconda del tipo di progetto che vuoi realizzare, la durata, la tua esperienza e competenza, il tempo a disposizione e il livello di qualità. Il podcast è un canale che ti metterebbe a tuo agio? Questo è un elemento emotivo da non sottovalutare. E naturalmente mi riferisco a chi vuole creare un podcast in prima persona. C’è una componente psicologica legata all’ascolto della propria voce registrata che a volte spaventa. Ma è questione di abitudine e allenamento. Di solito passa dopo il primo impatto. C’è tuttavia un altro aspetto legato alla voce. È uno degli organi in grado di svelare molto di noi: la personalità, le emozioni, le intenzioni, l’identità. Dobbiamo essere disposti a donare una parte di noi agli altri ed esporci al pubblico in tutta la nostra interezza. Questo in realtà è il bello del podcast, perché proprio grazie alla voce possiamo costruire una relazione più autentica e intima con gli ascoltatori, ma all’inizio potresti provare imbarazzo, specie nei confronti dei tuoi amici e conoscenti. Prendila come un atto di coraggio. Come aprire il proprio canale di comunicazione podcast Molte aziende decidono di investire nella creazione di branded podcast commissionando l’intera produzione a un team dedicato gestito da un podcast producer. Le figure professionali che ruotano intorno a un produzione podcast sono autori, tecnici audio, curatori, speaker, sound designer, graphic designer, marketer. Qui il livello di qualità richiesto è alto e il budget è determinante. Ma non tutte le produzioni sono commissionate per intero. Alcuni ottimizzano risorse interne e acquistano da altri professionisti solo alcuni servizi. Se sei un libero professionista e non hai esperienza puoi decidere di investire tempo per acquisire competenze e seguire corsi di formazione in autonomia, oppure seguire un percorso di coaching podcast che ti guida passo passo dalla progettazione alla pubblicazione del tuo podcast. In ogni caso, la prima valutazione da fare è se il podcast è il canale di comunicazione che fa per te. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Su come fare personal branding si fa un gran parlare ma fino a un paio di anni fa quasi non ne conoscevo l’importanza. Quando ero dipendente in azienda non mi importava promuovere me stessa o le mie competenze. Pensavo che la cosa non mi riguardasse affatto. In fondo tutto ciò che poteva arrivarmi in termini di carriera e opportunità credevo fosse quasi “dovuto” per aver fatto un buon lavoro. E invece no. Se non ero io a credere per prima alle mie potenzialità, di certo non potevano farlo gli altri. La mia comunicazione era totalmente assente all’interno dell’azienda ma anche sui social. Chi lavorava con me sapeva in che modo operavo e le caratteristiche che mi distinguevano. Ma cosa facevo per costruirmi un brand personale che andasse oltre le quattro persone del mio ufficio? Nulla. Era ovvio che senza questo non potevo aspettarmi più di quello che avevo. Grazie ad alcuni professionisti di personal branding, da cui ho imparato tantissimo, oggi so che far conoscere la propria competenza, esperienza e pensiero serve a creare relazioni, network e opportunità. Tanto più oggi che sono una libera professionista. Gli strumenti che si possono usare per farlo sono diversi, tra cui il podcast. Prima di parlarti di come fare personal branding con il podcast, partiamo dall’inizio: cos’è e a chi serve. Cos’è il personal branding Fare personal branding significa promuovere se stessi costruendo una immagine professionale che possa identificarti per ciò che sei, i tuoi valori, la tua competenza, esperienza e credibilità. È l’arte di saper creare una marca personale in base alla quale ci differenziamo dagli altri per i nostri tratti distintivi. La capacità di saper comunicare ciò che ti caratterizza, ti posizionerà nella mente delle persone. Sarà sulla base della percezione che gli altri avranno di te che ti sceglieranno, in qualunque ambito, che siano clienti, collaboratori, datori di lavoro o partner commerciali. Nella nostra epoca digitale, l’obiettivo è creare una propria web reputation diventando riconoscibili e credibili come brand. Citando le parole di Riccardo Scandellari nel suo libro Dimmi chi sei, “il gioco del branding è facile: sei ciò che dici e quello che mostri di apprezzare”Dimmi chi Sei È vero, il gioco è facile ma creare una brand image è un’attività vera e propria, un investimento in termini di tempo ed energie che richiede costanza e lavoro. La reputazione è un elemento importante per il posizionamento personale e le aspettative degli altri non sono da sottovalutare. Tutto si gioca sulla credibilità e sulla fiducia che ne deriva. Ma funziona se sai comunicarlo. Potresti essere il migliore nel tuo settore ma se nessuno sa chi sei, allora non c’è neanche partita. Perché fare personal branding oggi A meno che tu non voglia essere una commodity, se vuoi fare breccia nel cuore delle persone, devi rendere evidente il valore che hai da offrire. Siamo in un momento storico in cui chiunque prima di acquistare un prodotto si informa, legge recensioni, valuta le caratteristiche e lo confronta con altri similari. A prescindere dal prezzo, ciò che acquistiamo è il valore che percepiamo. Nel personal branding il prodotto siamo noi ed è questo che bisogna comunicare. L’obiettivo è riuscire a valorizzarti per farti scegliere e preferire come freelance, come dipendente o partner per le tue caratteristiche differenzianti. Il posizionamento personale definisce il modo in cui conti di competere e vincere e quindi sapersi distinguere. Puntare solo sul prezzo non è vincente nel medio-lungo termine. Pensa al motivo per il quale siamo disposti a spendere centinaia o forse migliaia di euro per acquistare un prodotto della nostra marca preferita. Ad esso leghiamo un valore emotivo o di autorealizzazione che, il più delle volte, va al di là di quello intrinseco. La stessa cosa accade tra le persone. Scegliamo chi ci attrae per affinità, per valori condivisi, per la percezione di fiducia che trasmettiamo. I nostri punti di forza forse riguardano il modo in cui gestiamo un progetto, la precisione nei dettagli, la capacità di comprendere le esigenze del cliente, la creatività o forse il rispetto delle scadenze.Non è detto che le nostre caratteristiche piaceranno a tutti. E non è necessario che sia così. Attireremo le persone per cui questi punti di forza saranno importanti per loro. Dunque il primo passo è capire qual è il tuo valore, la tua mission e cosa ti rende unico. Il secondo è comunicarlo. Ma prima di parlare di comunicazione, facciamo un altro step. A chi serve il personal branding Nell’introduzione ti raccontavo della mia esperienza in azienda come dipendente. In quel lungo periodo di attività il mio personal branding era inesistente. Oggi da freelance ho cambiato registro comunicativo ma se mi guardo indietro mi rendo conto dell’errore di non aver costruito una mia marca personale già allora. Il personal branding è importante per tutti. Facciamo qualche esempio? Se fossi un dipendente o un top manager e aspiri a fare carriera e cambiare segmento, dovresti rinforzare le tue competenze o addirittura riqualificarti professionalmente per essere più appetibile sul mercato. In tal caso dovrai fare un lavoro di riposizionamento per accedere a nuove opportunità. Un imprenditore, invece, avrebbe un altro obiettivo: rafforzare la propria credibilità in azienda per aumentare la visibilità e la reputazione del proprio business. Tutto ciò che comunicherà influirà sulle scelte dei potenziali clienti o fornitori rispetto ai competitor.Ma anche un giovane che ha appena terminato gli studi avrebbe bisogno di farsi conoscere per entrare nel mercato del lavoro, ad esempio usando al meglio Linkedin e facendosi conoscere per le proprie competenze o risultati raggiunti. Per i liberi professionisti investire sul personal branding è praticamente necessario. Fare promozione personale non dipende dal tipo di professione o inquadramento che abbiamo nel lavoro. È legata ai nostri obiettivi.Quali strumenti possiamo usare per il self branding? I social, per esempio, ma anche il blog, i video, gli eventi off line e anche un media in forte crescita come il podcast. Promuovere il brand personale con il podcast Il podcast per il personal branding ha tanti vantaggi. Vale la pena esplorare questo nuovo media in forte crescita proprio perché ha potenzialità diverse rispetto ad altri e riesce a valorizzare bene la personalità di chi lo usa. Ho già accennato ai vantaggi del podcast parlando di Content Marketing e Podcast: la sua modalità di fruizione così flessibile è un forte valore aggiunto alla tua comunicazione. Chi ascolta decide quando, per quanto tempo e dove farlo. Essendo on demand attrae un pubblico targettizzato che sceglie spontaneamente cosa ascoltare. Non solo, dedica del tempo prezioso. Un tempo decisamente superiore alla fruizione di un post sui social o di una lettura veloce di un post blog. Ma ciò su cui voglio farti riflettere è che con il podcast esprimi tutta la tua personalità attraverso la voce, la modalità con cui affronti gli argomenti, la logica di sviluppo dei contenuti e tutta la tua esperienza. Se anche affrontassi la stessa tematica di qualcun altro, il tuo stile sarà sempre diverso. Questa è la leva differenziante. L’autorevolezza e la credibilità saranno evidenti dall’empatia della tua voce. Essendo poi un media in espansione è ancora un oceano blu rispetto ad altri strumenti di personal branding. C’è poca concorrenza. E si sa che chi parte prima meglio si posiziona. Non deve essere certo l’unico obiettivo che ti poni per usare il podcast, ma è un vantaggio da tenere presente. Con i freelance con cui ho avuto il piacere di lavorare per realizzare contenuti podcast, l’obiettivo era proprio il loro personal branding, comunicando il valore del loro prodotto: se stessi. Ma anche in questo caso, nulla va lasciato al caso. Si progetta, si analizza e si sceglie il miglior modo di comunicare. Se stai pensando di valorizzate la tua brand image, potresti trovare nel podcast la risposta e io sarò lieta di aiutarti a farlo. Cominciamo? Ester MemeoPodcast Coach e Producer. Curiosa tanto per cominciare, ma anche volitiva e tenace. Motociclista per passione, milanese per nascita. Ha stravolto la sua carriera aziendale per dare vita a un suo progetto personale che poi è diventato molto altro. Oggi il podcast è il suo lavoro e aiuta chi inizia da zero a realizzare il suo progetto. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Qualche settimana fa, quando ho letto la storia di Tim Ferriss che dal suo blog ha fatto nascere uno show podcast da milioni di ascolti, mi sono convinta ancora di più delle potenzialità di questo mezzo di comunicazione. Creare un podcast per blogger non solo è possibile, ma è addirittura un boost per la propria presenza online. Certo, di Tim Ferriss ce n’è uno solo ma il punto è un altro. Anche i professionisti del web copywriting possono usare il podcast per promuovere il proprio personal branding, differenziandosi da un mercato già saturo e intercettando un nuovo pubblico, diverso dai lettori. Infatti, i contenuti audio soddisfano un bisogno utente sempre più consistente: ottimizzare il tempo. Essendo il podcast uno strumento nomadico, chi ti ascolta può imparare, informarsi e divertirsi mentre svolge altre attività. Apre quindi le porte dei tuoi contenuti anche a chi dedica poco tempo alla lettura ma ti ascolterebbe volentieri mentre porta a passeggio il cane. Passare dal testo all’audio è un bel salto in avanti che forse non tutti si sentono di fare. In realtà potrebbe essere meno complicato di quanto pensi e persino meno dispendioso di un video ben fatto su youtube. Considera che a tuo favore hai già tre elementi: sei un esperto nel tuo settoresei abituato a scrivere contenutihai una community solida. Non è già un bel punto di partenza? Certamente lo è, visto che servono tutte queste tre cose per rendere il podcast un contenuto gradito. Qualunque sia la tua nicchia, potresti allargare il tuo pubblico raggiungendo anche chi preferisce l’ascolto alla lettura, ma soprattutto fare cross marketing. Ed è proprio quello che ho fatto realizzando il podcast Zampe in Famiglia per un cliente. Siamo partiti dal blog per poi realizzare un progetto audio includendo esperti, interviste e testimonianze. Per aiutarti a comprendere in che modo può essere utile un podcast per blogger ho preso tre esempi tra le categorie più conosciute del blogging: travel bloggerfood bloggerbook blogger Podcast per travel blogger Qual è l’ultimo viaggio che ti ha emozionato? Ogni viaggio ci racconta Paesi, culture, storie e lo viviamo almeno due volte: con gli occhi e nei ricordi. Come travel blogger sai bene in che modo usare la scrittura per trascinare il lettore a scoprire quei luoghi. Ma immagina di poter trasmettere le tue emozioni con la tua voce, la tua personalità mentre racconti ciò che hai visto e come lo hai vissuto. Qualche idea su come usare il podcast affiancandolo al tuo blog: creare percorsi guidati in cui accompagnare l’ascoltatore mentre visita i luoghi di cui hai parlato nel tuo blog. Gli ingredienti sono tanti: immagina di essere lì con lui, portalo a esplorare le strade, svelagli un aneddoto legato a un luogo, riscopri un momento storico che ha reso glorioso una piazza o un monumento, aggiungi una musica di sottofondo che richiama quell’epoca.Intervistare persone del luogo per raccontare la vita del posto dalla voce di chi ci vive.Promuovere un turismo di nicchia insieme a enti locali.Raccontare il viaggio per come lo hai vissuto tu, portando l’ascoltatore a vedere gli angoli nascosti, scoprire la cucina e la gente del luogo, lasciando che immagini ciò che non può vedere con i suoi occhi. Solo alcuni esempi di ciò che si può realizzare con un podcast per travel blogger. Non c’è limite alla fantasia. Puoi mettere a frutto la tua esperienza, creatività e voglia di sperimentare. Anche se l’audio si ascolta in cuffia e, per lo più da soli, crea prossimità: ascolto e immagino di essere proprio lì, nel luogo di cui parla il podcast. Lo vedo di fronte a me. Forse è addirittura possibile creare una community di persone che immaginano tutte di essere nello stesso luogo. Food blogger o food podcaster? La cucina si sa, in Italia è sinonimo di cultura. Ogni ricetta è una storia tramandata da generazioni, legata a volte ad aneddoti storici o persino a miti e leggende più o meno conosciute. Questo le rende speciali e diverse da paese a paese, da famiglia a famiglia. Il mondo dei food blogger non è certo disabitato. Sapersi distinguere richiede estro, personalità e anche un pizzico di lungimiranza. Per potersi aprire nuove opportunità e collaborazioni, serve distinguersi dalla massa. Il podcast potrebbe essere una carta in più da giocare rispetto ai tuoi competitor. Ad oggi non ci sono molte food blogger con un proprio canale podcast. Partendo dalla proposta più semplice fino alle porte alla tua creatività, ti do qualche idea podcast: Audio ricette: un concept semplice ma non scontato, se consideri che non tutti possono leggere una ricetta e sarebbe tutto più facile se qualcuno ti guidasse mentre ti destreggi tra pentole e fornelli. Con la tua voce, sarà come cucinare insieme.Dalla ricetta alla storia: intersecare blog e podcast lasciando le ricette sui post e portare il lettore ad ascoltare la storia di quel piatto, le radici, la cultura, il tuo tocco magico.Collaborazioni: creare puntate con altri food blogger, chef, produttori enogastronomici per avvalorare e arricchire ciò di cui parli nel tuo blog. Raccontare i libri con l’audio Conosco delle bravissime book blogger che con i loro testi scritti riescono a recensire saggi e manuali, all’apparenza emotivamente poco coinvolgenti, con grande maestria. Ispirano, incuriosiscono, invogliano i propri lettori ad avvicinarsi a quel libro. Se questo è il potere che può nascere dalla loro penna, pensate quanto possa esserlo la loro voce. Raccontare i libri con l’audio potrebbe andare oltre la semplice recensione. Ti faccio qualche esempio di podcast per book blogger: intervistare gli autori: conoscere un libro dalla voce di chi l’ha scritto è sempre emozionante. Si scoprono i retroscena, gli antefatti, le vicissitudini e dai l’opportunità al tuo lettore di ascoltare “dal vivo” chi ha scritto quel testo. L’intervista dà sempre un vantaggio in termini di visibilità: le audience, tue e dell’autore, si mischiano e si ampliano, portando traffico aggiuntivo sia al tuo blog che al tuo podcast.Creare un salotto letterario da ascoltare: commentare un libro insieme a qualcun altro citando passaggi significativi che vi hanno colpito, inserirlo in un contesto storico, raccontare le proprie esperienza di lettura e unire il tutto dal sound giusto per quel genere letterario.Mixare libri e passioni: se oltre ai libri hai altri interessi, potresti accostare una recensione ad nuovi contesti come viaggi, musica, stili di vita, cultura; una divagazione piacevole e molto creativa. Come inserire il podcast sul blog Integrare un file audio nel blog è semplicissimo. Gli host e le piattaforme di ascolto consentono l’embedding dell’intera serie o di un singolo episodio nei backend dei CMS più conosciuti, come WordPress. Basterà recuperare il link o lo shortcode del podcast. In questo modo farai cross marketing e faciliterai l’ascolto e la discovery del podcast stesso. Da una parte, chi non è abituato a fruire di podcast dalle app dedicate, può ascoltarlo direttamente dal tuo sito web. Dall’altra chi scopre il podcast dalle piattaforme di ascolto, potrebbe arrivare al tuo blog grazie ai link che inserisci nelle note degli episodi. Se hai già una community consolidata sul tuo blog, sarà facile far scoprire ai lettori il tuo podcast. E, viceversa, convogliare un nuovo traffico al tuo sito dalle piattaforme di ascolto. Conclusioni Da sempre penso che creare relazioni autentiche e ampliare i propri orizzonti comunicativi siano la chiave per crescere e sviluppare la propria presenza online. Non c’è mai un solo e unico canale in grado di farci raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati. È il contributo di più giocatori a rendere vincente una partita. Il podcast è uno dei giocatori in campo con caratteristiche e peculiarità distintive che non possiedono altri mezzi. Ci avvicina alle persone e apre nuove strade. Per questo si affianca molto bene all’interno della strategia di marketing di aziende e liberi professionisti. Pensa ai contenuti come a un modo per affermare la tua identità: più sarai vicino alle persone, più aumenterà il ricordo di te nella loro mente. Hai già pensato a come integrare il podcast nella tua strategia marketing? Se questo articolo ti ha incuriosito e vuoi approfondire l’argomento, contattami. Sarò lieta di aiutarti a sviluppare la tua idea e farti entrare nel mondo del podcasting. Ester MemeoPodcast Coach e Producer. Curiosa tanto per cominciare, ma anche volitiva e tenace. Motociclista per passione, milanese per nascita. Ha stravolto la sua carriera aziendale per dare vita a un suo progetto personale che poi è diventato molto altro. Oggi il podcast è il suo lavoro e aiuta chi inizia da zero a realizzare il suo progetto. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast » Cos’è il Podcast Model Canvas? Ogni progetto creativo nasce da un’idea, ogni podcast nasce da un’idea. Ogni episodio nasce da un’idea. Ma come nascono le idee per un podcast? Come si attiva quel processo creativo che accende la nostra mente e ci porta a trasformare un’intuizione in qualcosa di concreto? Trovare l’idea giusta per un podcast non è sempre così facile. Alcuni dei miei lettori mi hanno confidato di desiderare da mesi di fare un podcast, ma restano bloccati nel trovare l’idea giusta. Mi è capitato di frequente di ascoltare frasi come “non sono sicura di quello di cui voglio parlare”, “ho paura che l’idea sia banale” oppure, addirittura “esiste già un podcast che parla di questo argomento e mi hanno rubato l’idea?”. E così, passano le settimane, mesi e il progetto di fare un podcast resta nel cassetto. Dunque quali sono alcuni modi per trovare l’idea per un podcast? Dove possiamo attingere per stimolare nuove idee? In questo articolo parleremo di idee e di alcuni modi per trovarne di interessanti. 10 modi per trovare idee per un podcast 1. Pesca dalle tue passioni o dai tuoi interessi Per interessi e passioni mi riferisco a un argomento che senti davvero tuo. Qualcosa di cui sai abbastanza e per il quale senti di poter sostenere delle argomentazioni e condividere punti di vista, insomma qualcosa che ti entusiasma e ti carica di energia. Non è detto che la tua passione debba per forza essere l’argomento fulcro del podcast. Potrebbe però essere uno spunto da cui attingere per darti una direzione e sviluppare argomenti correlati o associati a quell’ambito. Qui mi viene in mente il podcast La Festa dei Folli di Gianluca Kamal. Lui è uno studioso e un appassionato di storia, anche se svolge una professione del tutto diversa. Ha attinto da questa sua passione per realizzare un progetto che racconta la vita e le vicissitudini di personaggi considerati “Folli”, che hanno segnato la nostra storia. Un altro esempio di come una passione possa diventare il frutto di un progetto è A tavola con Giulio Cesare di Daniela Zeziola. Lei mixa sapientemente la sua passione per la storia con le abilità in cucina. In ogni puntata narra un contesto storico e poi dona una ricetta legata proprio al personaggio, alla cultura o al periodo storico appena narrato. Ascoltalo! È davvero interessante e curioso. 2. Concentrati sui valori di cui vuoi farti portavoce Quali sono le cause di cui sei un convinto o convinta sostenitrice? Quelle per cui senti di poterti battere o che appoggi perché affini alla tua visione del mondo. Creare un podcast che si poggia sulla nostra identità valoriale è un ottimo modo per portare all’attenzione del pubblico un messaggio profondo in cui crediamo e ci posiziona in modo netto sui temi che scegliamo di condividere. Su questo aspetto per esempio si basano molti branded podcast, cioè podcast realizzati da aziende e usati come strumento di branding e di posizionamento. Un esempio di idea podcast sui valori aziendali? Le Alleate, il branded podcast prodotto per il progetto benefit LeRosa, il cui payoff è “Ascoltare. Collaborare. Sorridere”. Proprio su questi tre verbi, che riassumono la vision dell’intera community, è stato progettato il podcast. Attraverso le storie di alcune delle donne che la compongono, ogni episodio esprime in concreto cosa significa vivere una comunità femminile basata su questi tre valori e quali ne sono i vantaggi. 3. Valorizza le tue competenze Un’idea podcast basata sul valorizzare le tue competenze personali e professionali, può tradursi nella scelta di creare un podcast di divulgazione o content marketing, focalizzato sui temi che nel tuo business già affronti in modo diretto. Questo è un metodo molto usato e utile ai liberi professionisti che vogliono posizionarsi nel proprio settore e usare il podcast come leva di marketing. In alternativa, potresti far emergere le tue competenze personali e professionali anche in modo molto più creativo e meno diretto, uscendo dai soliti schemi. Facciamo qualche esempio? Te ne propongo due. Il primo è il podcast Dai Nonna di Valeria Battaini. Lei è attrice, voice over e speaker professionista e in questo podcast si diletta ad usare la voce in modo fantastico ricreando diversi personaggi. Ogni puntata è una fiaba raccontata proprio da una nonnina alla sua nipotina, con tanto di personaggi di volta in volta diversi e magistralmente interpretati da Valeria stessa. Beh, lei attraverso questo podcast valorizza molto bene le sue abilità e usa il podcast anche come allenamento all’uso della voce. L’idea del suo podcast in questo caso attinge alle sue competenze. Il secondo esempio è Canzone della Buonanotte di Annalisa Giansante, alias Annalu, cantante, cantautrice, insegnante di canto. Nel suo podcast, insieme al co-conduttore Francesco, raccontano la storia di una celebre canzone e poi ne cantano e suonano una versione live pazzesca. Te li lascio da ascoltare. 4. Trai spunto dalle tue esperienze personali La vita può riservarci esperienze intense e che ci portano a gradi di consapevolezza profondi, che ci cambiano e ci migliorano. Queste esperienze sono spesso fonte di grande ispirazione sia per chi sta vivendo situazioni simili, sia per chi non conosce la realtà di alcuni contesti e a cui potrebbe essere utile conoscere. Se hai vissuto esperienze personali che ti hanno segnato in modo particolare e che hanno influito sulla tua vita attuale, prova a pensare a come possono essere di aiuto a chi ti ascolterà. Cosa raccontano di te e di quello che sei oggi? Anche in questo caso voglio citarti qualche esempio concreto di podcast. È il sesso bellezza di Giulia di Quilio, attrice e performer di burlesque, parla in prima persona di tabù, rapporto con il proprio corpo e con il sesso, tra ironia e distacco. Il secondo è Lendas, di Loretta da Cosa Perrone, Content Manager e Copywriter italo-brasiliana, che ci porta in un viaggio tra Brasile e Italia tra folclore, leggende e la sua infanzia. Infine, non posso non citare Ponti Invisibili di Teresa Potenza, giornalista ed esperta in Medio Oriente, che racconta la sua vita in Siria prima e durante i primi conflitti di guerra, portando alla luce il suo approccio giornalistico di Slow Journalism. 5. Lasciati contaminare da ciò che leggi, ascolti e osservi I libri sono una grande fonte di ispirazione, soprattutto se riguardano temi specifici sul tuo settore professionale, ma non solo. A volte l’ispirazione non riguarda solo l’argomento in sé, ma anche il modo in cui viene sviluppato o raccontato. Oltre ai libri, anche le serie TV o altri podcast possono rivelarsi scintille per accendere un’intuizione e da trarre l’ispirazione giusta che ti serve per sviluppare l’idea del tuo podcast. Usa poi questi spunti per adattarli al tuo tema e al tuo modo di comunicare. L’importante è che non sia la replica di un altro podcast. 3 idee podcast per liberi professionisti Leggi tutto 6. Ascolta le persone con cui ti relazioni Restando in tema di podcast per il tuo business, pensa a cosa si chiedono i tuoi clienti. Quali sono le domande e gli argomenti più frequenti che ti rivolgono? Sono persone che appartengono ad una profilo preciso che ha bisogni, dubbi o esigenze specifiche? Il pubblico è sempre il vero protagonista del podcast. Ciò significa che è un contenuto che deve essere utile agli ascoltatori non solo a te. Tenendo a mente questo, credi possano esserci curiosità o aspetti che nessuno racconta ma che tu conosci molto bene e che puoi svelare in un podcast? Su questo punto ti porto l’esempio della seconda stagione del podcast Diventare Wedding Planner di Elisabetta Bilei, wedding planner e mentore per aspiranti e futuri professionisti del settore. Nel suo podcast ci porta dietro le quinte del suo lavoro raccontando vere storie di matrimoni con tutti gli imprevisti possibili e di come sono stati gestiti. Insomma una divulgazione resa concreta. 7. Restringi il campo Usa il podcast per parlare solo a un profilo specifico di cliente o interlocutore tipo, oppure per trattare argomenti molto verticali in profondità. Offrirai così un contenuto di alto profilo diversificando la tua comunicazione rispetto ad altri canali esistenti. Potresti approfondire tematiche che tratti nel tuo blog, ma argomentando e integrando i contenuti con interviste, casi studio, contributi audio esterni, storie, aneddoti, curiosità. Addirittura potresti creare una sorta di spin off del tuo blog. In questo modo crei una sinergia con altri canali senza duplicarne i contenuti, ma trattandoli in modo del tutto diverso o focalizzato. Podcast per blogger: le idee per cominciare Leggi tutto 8. Rendi accessibili e fruibili le informazioni A molte persone piace imparare cose nuove, ma non sempre hanno la possibilità di accedere a informazioni attendibili o di qualità su determinati argomenti. Se sei per esempio un giornalista, un divulgatore, uno studioso e hai accesso a fonti o documentazioni divulgabili, non riservate ma che possono diventare di utilità per il pubblico, perché non essere un facilitatore di queste informazioni? Semplificare, rendere chiari concetti poco comprensibili, attingere a fonti autentiche e di valore di cui disponi a beneficio della cultura. Tra questi cito il podcast di Alessandro Barbero, curato da Fabrizio Mele. Una raccolta non ufficiale a scopo divulgativo delle sue conferenze sulla storia. 9. Definisci l’intento della tua comunicazione Riflettere sull’intento comunicativo è un’altra leva per stimolare nuove idee podcast. Con quali finalità vuoi creare il podcast? Educare, informare, formare, diventare opinion leader, intrattenere, ispirare, sensibilizzare su temi sociali, sono alcuni esempi. Forse hai già scelto il tuo tema portante, ma l’idea giusta del podcast potrebbe risiedere nella forma con la quale lo tratti. Il taglio, lo stile, la prospettiva con cui si affronta l’argomento può cambiare radicalmente il progetto e quindi darti la possibilità di sfruttare un’idea già adottata da altri ma con una veste nuova e personale.  10. Sviluppa temi complementari Hai mai pensato di fare un podcast in coppia? Magari con professionisti che operano in ambiti correlati al tuo? Questa è sia un’ottima soluzione per creare un podcast a budget ridotto, in quanto ti consente di ripartire le spese di produzione, sia per offrire al pubblico un contenuto diverso e di grande valore aggiunto. Cerca partner con cui collaborare e che possano ampliare le tue conoscenze o apportare un punto di vista nuovo e correlato al tuo. ConTanti Saluti è uno degli esempi podcast che ha combinato due figure professionali diverse ma complementari. I due conduttori sono Emanuela Rinaldi, sociologa e docente universitaria sui temi legati alla cultura finanziaria, ed Enrico Bertolino, comico ma anche un professionista con anni di lavoro in banca alle spalle. Entrambi si occupano o si sono occupati di finanza, ma grazie alle esperienze diverse pur se affini portano punti di vista nuovi e le idee si mescolano e si contaminano. Conclusioni Questi sono i miei 10 spunti per stimolare nuove idee per il tuo podcast e tirare fuori dal cassetto quel progetto che ancora non ha visto la luce. Nessuno ti vieta di mixare questi consigli, abbinarli tra loro e sollecitare la produzione di altre idee.  Stimolare nuove idee podcast è il primo passo quindi iniziare a lavorare a qualcosa di concreto. E se dopo che hai trovato un’idea volessi sapere se è quella giusta, contattami e ti aiuterò a progettare il podcast adatto a te. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
A prescindere dal mezzo che utilizziamo, ogni singolo giorno abbiamo a che fare con la comunicazione, contribuendo come mittenti e destinatari dell’informazione e, talvolta, della disinformazione. Il podcast è un media molto intimo che riesce a trasmettere molto della tua personalità e del tuo modo di comunicare, facendo percepire quali sono gli elementi distintivi del tuo brand. La comunicazione è fondamentale per instaurare una relazione con il pubblico e costruire quella fiducia che avvicina le persone al nostro brand. Essa, però, non si basa solo sullo stile comunicativo di una persona ma anche sulla qualità e sul valore dei contenuti trasmessi. Ecco perché informazione e la disinformazione giocano un ruolo fondamentale nella comunicazione di oggi, anche attraverso l’utilizzo del podcast.    Esiste un modo per rendere più autorevole ciò che diciamo e voglio parlartene insieme a un’ospite che stimo tantissimo, sia come persona che come professionista. Ha investito gran parte della sua carriera sull’importanza di fare giornalismo costruttivo: vi presento Assunta Corbo. Intervista ad Assunta Corbo, giornalista Assunta Corbo è giornalista, Fondatrice del Constructive Network in Italia e di News48, autrice di “Dire, fare … ringraziare” e di “Empatia Digitale”, un saggio sul tema della comunicazione online e offline. Ti occupi di Giornalismo Costruttivo dal 2012 e, dal 2019, sei Founder di Costructive Network: il primo network italiano di professionisti dell’informazione che si dedica alla comunicazione costruttiva. Cos’è il giornalismo costruttivo e perché oggi è importante fare informazione in quest’ottica? “Il giornalismo costruttivo è un approccio all’informazione che rispetta profondamente il lettore: colui che il giornalista dovrebbe avere sempre in mente. Vedo il giornalismo costruttivo come un ritorno alla professione fatta in modo etico piuttosto che come qualcosa di nuovo. Significa rispettare il lettore e la notizia, essendo onesti ancor più che obiettivi. Quest’ultimo è un tema delicato perché noi giornalisti siamo esseri umani e l’obiettività è, a volte, difficile da mettere in atto. Dal momento in cui scegliamo una storia, abbiamo già fatto una scelta basata sulle nostre esperienze e sui valori in cui crediamo. Quando una storia ci appassiona, a mio avviso, è impossibile essere obiettivi tuttavia si può e si deve essere onesti. Essere onesti nel fare informazione significa non lasciare i fatti in sospeso e continuare a seguire una storia anche quando ha perso quell’interesse mediatico che, all’inizio, ci aveva portati a raccontarla minuto per minuto. Significa raccontare ciò che non funziona ma anche quello che sta funzionando, in ottica costruttiva. Questo è il giornalismo di cui abbiamo fortemente bisogno in questo momento storico, in cui la pandemia e la guerra hanno prodotto un tipo di informazione che ha appesantito le persone. È tempo di fare un’inversione e tornare a chiedersi Perché faccio il giornalista? Quali sono i miei principi e valori? Porto avanti quelli“. Fare informazione ed essere autorevole Il tema della fiducia sia nei confronti di chi fa informazione che nei confronti dei brand che si fanno sempre più portavoci di messaggi ad alto impatto sociale, è molto sentito in questo periodo storico, soprattutto dalle nuove generazioni. Tra l’altro è uno dei punti cardine del manifesto del Costructive Network. Quanto conta l’autorevolezza di chi fa informazione rispetto alla notizia? “Tantissimo. L’autorevolezza si costruisce proprio utilizzando quegli strumenti digitali, come può essere il podcast, piuttosto che i social. Questi ultimi sono spesso criticati in quanto hanno sicuramente delle sfumature che vanno controllate. Sono, di fatto, la grande opportunità per chi fa informazione, per far conoscere sé stesso e come lavora alle persone, i propri principi e come sceglie le storie. Ciò contribuisce a creare l’autorevolezza che accennavi: una persona o un professionista che condivide, racconta alla sua comunità qualcosa di valore. Oltretutto, oggi siamo diventati un po tutti “giornalisti”, nel senso che l’informazione arriva dai canali più disparati. Chiunque pubblica un contenuto sui social sta facendo informazione (o disinformazione) in qualche modo rispetto a chi lo fa per professione. Questo ruolo non reputo spetti solo ai giornalisti, bensì anche ai blogger in quanto anche loro sono degli informatori. Chi produce dei contenuti strutturati, come il podcast, sta facendo informazione. Ecco perché tutti noi dobbiamo prestare attenzione a creare una narrazione costruttiva, ossia a come strutturiamo le nostre storie.” La ricetta di un’informazione costruttiva Nell’ultimo biennio sono nati diversi podcast che fanno informazione, molto seguiti perché si sono imposti come fonte autorevole. La ricerca condotta da Spotify lo scorso autunno, su come sta cambiando il panorama culturale dei giovani (in particolare, Generazione Z e Millennials) e i mezzi attraverso i quali s’informano sui temi di attualità, sostiene che il 36% nutre maggior fiducia nei podcast rispetto ai media più tradizionali come radio, tv, giornali ecc. I podcaster, infatti, riescono a instaurare una connessione più intima con il loro pubblico e, di conseguenza, a trasmettere maggiore autenticità e affidabilità. Conta di più chi parla e la relazione con questi, rispetto alla notizia in sé. Qual è la ricetta per creare un’informazione costruttiva che contrasti la disinformazione o la misinformazione? “L’argomento è molto ampio e penso che sia questa l’epoca in cui dobbiamo tornare ai concetti di utilità e di responsabilità. Quando comunichiamo, mettiamo in circolo informazioni che inevitabilmente stiamo offrendo delle persone. Un messaggio è un insieme di parole – come scrivo in Empatia digitale – che lanciamo nel mondo; viene accolto da una o migliaia di persone, non importa quante, ma ricordiamo che dall’altra parte ci sono sempre delle persone. Chi inizia a scrivere, produrre o registrare un contenuto, per prima cosa, dovrebbe chiedersi se è utile. Nell’era dei social media ci siamo trovati spesso a raccontare quanto siamo bravi e quante cose straordinarie facciamo. In realtà, questi contenuti non sono utili a chi li riceve. Dobbiamo, invece, essere utili alle persone, trasferendo un insegnamento, anche quando raccontiamo qualcosa che chiaramente mette in luce il nostro lavoro e il nostro talento. In quanto alla disinformazione, è un’informazione sbagliata, scorretta, che non dà gli strumenti giusti alle persone. La disinformazione è fuorviante: è un’informazione che ti porta da un’altra parte, spesso veicolata, ahimè, dalla propaganda. Lo vediamo, per esempio, nella narrazione della guerra. La polarizzazione è un altro fenomeno gravissimo che mette le persone le une contro le altre nonostante sia tutto costruito dai media, da chi mette in circolo l’informazione.” Qual è l’informazione di qualità? “Bisogna fare, a priori, una distinzione tra la disinformazione e l’informazione di qualità e, successivamente, chiedersi qual è quella che accoglie tutte le sfumature e le offre al lettore, fornendo gli elementi che lo aiutino a comprendere la realtà e il contesto. Questo è il grande ruolo di responsabilità che ha chi fa informazione: raccontare e spiegare alle persone cosa succede, togliendole dal senso di impotenza di fronte a dei problemi giganteschi. Dare gli strumenti per interpretare numeri, statistiche e le visioni dei diversi professionisti intervistati. L’informazione di qualità educa il lettore, lo spettatore, l’ascoltatore, il pubblico e, in generale, la comunità. Si comincia a parlare sempre più di comunità che di pubblico dei giornali e dei media digitali. Per esempio, se pensiamo al giornalismo locale, la relazione del giornalista con la comunità è molto forte: ne conosce i problemi, li affronta e la aiuta a risolverli parlando con le istituzioni. Questo fenomeno si sta allargando anche a livello nazionale e internazionale. Il giornalista ha a che fare con la comunità, non più con un lettore.” Empatia Digitale: comunicare con responsabilità Il tuo ultimo libro Empatia Digitale esprime un concetto molto bello che voglio citare: “le parole sono di tutti, il contenuto è personale”. Sottintende la responsabilità che ciascuno di noi ha quando comunica ogni giorno, sui social, sui blog o tramite il podcast che, come abbiamo visto, riesce ad essere uno strumento potente. Inevitabilmente, quello che pubblichiamo non è più solo nostro ma diventa degli altri. Cosa dovremmo chiederci prima di pubblicare un contenuto per essere costruttivi e non distruttivi? “Sicuramente il concetto dell’utilità di cui abbiamo parlato, oltre al concetto importantissimo di inclusione. Bisogna chiedersi: Il contenuto che sto pubblicando potrebbe ferire qualcuno? È chiaro che non potremo tenere sotto controllo tutto, però, possiamo avere questa accortezza, senza cadere in qualche stereotipo. Prima o poi, accade anche a chi scrive in buona fede di fare uno scivolone di questo tipo. Quindi, prendiamo atto del fatto che stiamo pubblicando un contenuto che potrebbe ferire qualcuno, in quanto tocca ambiti delicati. Il concetto di autenticità è un altro punto fondamentale, a cui tengo tantissimo. Parlando della comunicazione dei brand, dei liberi professionisti e di chi fa business, bisognerebbe chiedersi Quanto mi rappresenta il contenuto che sto producendo e diffondendo? Contribuisce davvero a costruire l’immagine giusta di me? Le persone, ormai, hanno imparato a riconoscere l’autenticità. Raccontare fallimenti, ed errori è una cosa che ci umanizza tantissimo, uscendo da quella logica di perfezione a cui i social ci abituano. Abbandoniamo l’idea che si debba necessariamente raccontare solo quello che sta funzionando. Questi sono, secondo me, i principi da cui partire per costruire una buona comunicazione e una narrazione costruita sull’autenticità.” Conclusioni Sono certa che tutte le informazioni condivise da Assunta Corbo, che ringrazio, ti abbiano dato degli ottimi spunti e un nuovo punto di vista per scegliere come comunicare, anche attraverso il tuo podcast. Per approfondire l’argomento, ti consiglio la lettura del libro di Assunta Corbo, Empatia Digitale – Le parole sono di tutti, il contenuto è il tuo edito da Do it Human: un valido manuale di istruzioni per comunicare in modo costruttivo, online e offline.  Puoi, inoltre, seguire Assunta Corbo sui suoi canali social e sul suo sito www.assuntacorbo.com Avrai capito quanto costruire il proprio stile comunicativo sia davvero importante. Se hai già in mente un progetto per il tuo podcast ma non sai da dove iniziare, scrivimi per richiedere una consulenza personalizzata. Sarò felice di essere la tua Podcast Coach. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast » Cos’è il Podcast Model Canvas? “Perché fare un podcast?” è una domanda che mi viene rivolta spesso e forse è la stessa che ti sei posto anche tu, almeno una volta. Quando si parla di podcast per il business, liberi professionisti e piccoli imprenditori sono generalmente incuriositi da questo tipo di comunicazione. Allo stesso tempo, mi rendo conto che hanno ancora qualche remora sul fatto di integrarlo all’interno della propria strategia.  Il podcast è davvero uno strumento così utile per il business? La domanda è lecita, ed è per questo che proverò a darti 4 buoni motivi per considerarlo come tale. Ogni canale di comunicazione incontra interessi diversi e si adatta a modalità di fruizione specifiche per gli utenti. Per cui non esiste un canale migliore di un altro in assoluto. Tuttavia, il podcast ha delle caratteristiche tali da renderlo più o meno capace di catturare l’attenzione del tuo potenziale cliente. Come vedremo nell’articolo, fare un podcast significa: Umanizzare i tuoi contenutiDiventare riconoscibileConvertire i tuoi prospectAllargare la tua audience 1. Umanizza i tuoi contenuti Il primo motivo per cui il podcast diventa efficace è che ti consente di umanizzare i tuoi contenuti. Cosa necessaria per avvicinare le persone al tuo brand, specie in un contesto comunicativo come quello attuale in cui siamo saturi di contenuti. Sai qual è il livello di attenzione delle persone online? Davvero basso. Secondo gli ingegneri di Google siamo arrivati a una soglia di 8 secondi al massimo. E no, non succede perché il nostro cervello è cambiato. Non siamo diventati all’improvviso dei distratti cronici o disinteressati a tutto. È cambiata la mole di informazioni a cui siamo sottoposti. Cosa succede al nostro cervello quando riceviamo una così grande quantità di informazioni? Succede che fa una selezione e sceglie a chi o a cosa destinare l’attenzione in base a ciò che ispira ad esso fiducia. Questo vale per te, per me, e per i milioni di utenti là fuori. Uno dei libri che è stato parte della mia formazione professionale, “Dimmi chi sei” di Riccardo Scandellari (Skande), spiega molto bene in che modo la nostra attenzione ricade su chi reputiamo autorevole. Parlando dei social, cita come nello scrolling continuo di contenuti ci soffermiamo principalmente sui contenuti di coloro che stimiamo e con cui abbiamo stabilito una connessione, perché nel tempo hanno conquistato la nostra fiducia. In pratica è il Brand a fare la differenza, in misura nettamente maggiore rispetto al valore dei contenuti stessi. Questo è avvalorato da ciò che riporta una ricerca Ipsos citata da Salvatore Russo nel suo ultimo libro &Love Story. Le persone oggi scelgono a quale brand avvicinarsi in funzione: dell’impatto che avranno sulla loro vitadai valori di cui si fa portavocedelle scelte etiche che porta avanti. Vuoi sapere perché il podcast può fare la differenza? La voce, e l’audio in generale, ha il potere di trasmettere più fiducia rispetto ad altri media. Le persone si fidano di chi parla loro. Lo dimostra anche questo grafico per il Trust Index 2021 La radio, che è il mezzo più vicino al podcast, è di gran lunga il media su cui riponiamo maggiore fiducia rispetto agli altri, social in primis. Con la nostra voce abbiamo il potere di trasmettere le emozioni, le intenzioni di un messaggio, il nostro stile comunicativo, la nostra personalità e identità. È difficile mentire con la voce. Ecco perché, umanizzare il contenuto, aiuta ad avvicinare le persone al nostro brand. E di conseguenza al nostro business. 2. Fare un podcast ci rende riconoscibili Con il podcast entriamo nelle orecchie delle persone e parliamo loro a tu per tu in un contesto totalmente intimo. Diventiamo una presenza familiare nella quotidianità di chi ci ascolta. Una voce la riconosceresti tra mille, perché è unica. L’unicità ci rende riconoscibili. “Le persone che seguono il podcast hanno un’attenzione particolare e un’attenzione diversa, sono più fidelizzati. Hanno un’attenzione differente nella comunicazione anche rispetto a quella che può essere una comunicazione su YouTube. C’è una qualità più alta delle relazioni che si vengono a costruire. Poi le relazioni e nel momento in cui diventano relazioni di business possono trasformarsi in obiettivi da poter raggiungere insieme”. Sebastiano Dato Le persone riservano un’attenzione diversa quando ascoltano podcast. Quel che fa la differenza è proprio l’intimità che la fruizione di quel tipo di contenuto porta con sé. Non c’è distrazione visiva come nei video, chi parla ha solo la voce come mezzo di connessione. Questo fa del podcast lo strumento ideale per aprire un dialogo con i propri ascoltatori. Si chiama marketing di relazione. E questo è un suo elemento distintivo.  3. Convertire potenziali prospect Se usiamo il podcast per fare marketing, per farci conoscere e per divulgare delle informazioni utili, la conversione diretta di un ascoltatore magari non avviene dopo l’ascolto di una puntata di podcast.  Inneschiamo tuttavia un processo, attiviamo un canale di comunicazione che ci fa entrare in connessione con quella persona che, ascoltandoci oggi e ascoltandoci domani, porta alla costruzione di una relazione.  Questo è il vantaggio della comunicazione audio. Fidelizziamo la nostra audience, creiamo uno spazio di relazione. Creiamo un legame più profondo con le persone. Nella puntata del mio Podcast per il Business che puoi ascoltare qui sotto, ho intervistato Matteo Neroni, psicologo e psicoterapeuta e autore del podcast Liberamente. Ascoltare la sua diretta esperienza ti farà comprendere in che modo fare podcast può servire al tuo brand. Qui trovi un estratto di quanto da lui stesso detto. “Per quanto mi riguarda, e parto dalla fine, parto dalla situazione attuale che cinque anni fa pensavo fosse semplicemente utopica, grazie al podcast posso dire oggi di essere un professionista estremamente soddisfatto. Ho l’agenda piena di pazienti e oggi in maniera molto molto fiera posso dire che questi pazienti vengono praticamente tutti il 90% proprio dal podcast. Sono tutte persone che hanno ascoltato i miei audio e che nel corso del tempo hanno poi maturato dentro loro stessi il desiderio di iniziare un percorso di crescita personale insieme con me attraverso la forma della psicoterapia. Matteo Neroni Oltre alla loro esperienza, io stessa ho provato l’efficacia del podcast marketing. Infatti, più volte dopo aver ascoltato alcuni podcast ho poi contattato quelle persone per acquistare i loro prodotti e servizi.  Questo perché nel tempo ho iniziato a conoscerli e man mano a fidarmi. Sapevo qual era la loro visione e il loro stile. Li ho scelti proprio per questo.  4. Ampliare l’audience Esattamente, fare un podcast può permetterci di raggiungere anche chi non è incline a usare altri mezzi di comunicazione. Come? Il nostro stile di vita ci porta ad avere sempre meno tempo e spesso anche tenerci informati o imparare cose nuove. Anche semplicemente trascorrere un momento di intrattenimento, diventa difficile nella routine quotidiana.  Il podcast può rivelarsi il mezzo grazie al quale raggiungiamo quella fetta di persone che per il loro stile di vita fanno fatica a trovare il tempo per leggere degli articoli in tranquillità o guardare dei video online. Magari mentre guidano, portano i figli a calcetto o fanno sport, riescono a dedicare del tempo a fruire di contenuti che a loro interessano.  Se avessi avuto già l’abitudine di ascoltare i podcast quando lavoravo in azienda e trascorrevo due ore ogni giorno nel traffico milanese, quanto tempo avrei potuto impiegare in modo più proficuo! Una volta che li ho conosciuti, come avrai capito, non ho più smesso.  Diversificare la nostra comunicazione facendo un podcast, anche se abbiamo già un blog, un canale Youtube e siamo presenti sui social, può farci raggiungere anche quelle persone che normalmente non leggono un articolo di blog, non guardano un video e non stanno sui social.  Perché non offrire loro questa opportunità tramite un podcast? Magari proprio grazie al tuo? Se ci stai pensando e vuoi scoprire come inserire il podcast nella tua strategia di comunicazione online, mandami un vocale su Telegram oppure contattami via mail e fissiamo subito una call conoscitiva gratuita. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast » Cos’è il Podcast Model Canvas? Sei un manager e ti occupi di HR? Oppure sei un imprenditore e vuoi scoprire come offrire al tuo team e ai tuoi collaboratori una formazione semplice e innovativa? In questo articolo ti spiego come farlo e come possiamo crearne uno ad hoc per il tuo contesto aziendale. I podcast aziendali possono avere due anime: i branded podcast, ovvero contenuti audio creati per aumentare la brand awareness e destinati al pubblico esterno, e i corporate podcast, cioè contenuti audio ad uso interno e creati per la comunicazione aziendale e la formazione. In questo articolo vedrai come usare questo secondo tipo di podcast aziendale per fare formazione e i vantaggi dell’integrare l’audio nel proprio catalogo formativo interno. Perché usare il podcast aziendale per fare formazione Negli ultimi anni, specialmente nel post pandemia, i modelli organizzativi aziendali si sono evoluti molto, in alcuni casi sono cambiati in modo irreversibile, in altri si sono adattati a un nuovo contesto sociale e a nuove esigenze di lavoro integrando smart working e remote working alle più tradizionali modalità lavorative.  Questa trasformazione ha inevitabilmente impattato sulla gestione di tanti processi organizzativi, tra cui anche la comunicazione interna aziendale e la formazione dei collaboratori, rendendoli più complessi. Oggi però è possibile comunicare e formare i propri dipendenti in modo molto più semplice, usando strumenti efficaci e accessibili, come ad esempio il corporate podcast. Ne ho parlato in una chiacchierata con Marcello Boccardo, consulente strategico, Coach e formatore che da oltre 20 anni lavora con le aziende per fare formazione interna. Ecco un estratto degli argomenti affrontati. Come è cambiata la formazione negli ultimi anni? La trasformazione è costante e credo che stia sempre più migliorando. 15 anni fa, ci si aspettava sempre che il formatore portasse informazioni attraverso slide, attraverso esempi. E non è che adesso non si faccia più. Però le informazioni sono sempre meno importanti, mentre è sempre più importante l’organizzazione delle informazioni, come te le organizzo e come te le divulgo. Conta molto di più la capacità del relatore di utilizzare le slide come uno strumento e perciò interpretarle. Perché se sai organizzare bene le informazioni, riesci a mantenere un ordine nell’aula affinché non si divaghi troppo. Allora diventa molto interessante. Diventa una sessione formativa dove il formatore ha facilitato alcuni passaggi con molto confronto e dialogo che è molto richiesto. Qual è la differenza tra una formazione frontale e una in podcast? Dobbiamo distinguere tra la formazione interattiva, come può esserlo in una piccola aula oppure attraverso uno schermo, e la formazione unilaterale, come può esserla una lezione all’università o attraverso il podcast. La formazione attraverso i podcast, dove non c’è interazione, va costruita in un altro modo e ha un altro effetto. Nel podcast posso cogliere la qualità delle parole e posso prendermi il tempo per divulgare esattamente quello che voglio, con i tempi che desidero. Non ho fretta, non c’è nessuno che interagisce con me. Perciò la qualità della voce e i tempi e ritmi fanno parte della formazione. Da formatore, come ti sei avvicinato al podcast e come questo può essere utile per chi si occupa di formazione professionale? Lavorando da tanto tempo come formatore, molto spesso mi chiedono quali pubblicazioni abbia prodotto. Perché chi fa il mio lavoro in un certo tipo di livello, tecnicamente dovrebbe aver scritto un libro. Mi piace leggere i libri e ho una grande stima di chi sa scrivere bene, ma io nella vita parlo. Ragion per cui quando ho scoperto che c’era la possibilità del podcast, che per me è più affine Il podcast, al pari di un libro, è un contenuto editoriale a tutti gli effetti. Ha la stessa valenza sia dal punto di vista della divulgazione che della presenza online di qualsiasi altra pubblicazione. Ma più semplice. Corporate podcast: come usarlo nella comunicazione interna aziendale Leggi tutto Come usare i podcast aziendali nella formazione I corporate podcast sono utili per integrare il catalogo formativo interno e offrire alla popolazione aziendale nuovi strumenti per apprendere nuove nozioni o fissare concetti e informazioni. Nei contesti organizzativi in cui il personale è dislocato su più sedi decentralizzate oppure i collaboratori sono spesso in viaggio, il podcast può essere lo strumento giusto per fare formazione a distanza. Dove e quando si vuole. I file audio si possono inserire nella proprie piattaforme e-learning o nella intranet aziendale, affiancandoli ad altri strumenti video o testuali. Le potenzialità sono tante. Il corporate podcast può essere usato: per erogare formazione manageriale, per le attività di on-boarding dei nuovi collaboratori. Quest’ultimo caso è strategico perché chi arriva in azienda, specialmente nei primi giorni, deve acquisire molte informazioni sull’azienda o su contenuti più operativi e obbligatori come i corsi sulla sicurezza. In questo caso possono ascoltare contenuti utili a entrare prima e meglio nel contesto aziendale. Il podcast è un acceleratore di conoscenza. I vantaggi di usare il podcast per la formazione interna aziendale I podcast, quelli fatti bene, non sono solo passaggi di informazioni, ma sono momenti di riflessione. E poi, la caratteristica di fruizione agevola di molto l’apprendimento. Per acquisire i concetti a volte non basta ascoltare una volta sola o partecipare a una sessione in aula e basta. Il podcast può essere lo strumento giusto per ripassare più volte certi concetti, metabolizzarli e diventare strumenti pratici per applicarli nel quotidiano. Il video è più complesso. Andare a cercare le informazioni per ripassarle richiede un assetto diverso dal solo indossare le cuffie e fruire dei contenuti anche se sono in metropolitana o alla guida. Agevola la concentrazione, perché non avere un punto di riferimento visivo che ti distrae, ti fa entrare in profondità con quello che viene detto. Al tempo stesso, chi decide di ascoltare il contenuto audio è solitamente una persona che è già ben predisposta per ascoltare e acquisisce meglio le informazioni. Conclusioni Vuoi offrire ai tuoi collaboratori una formazione innovativa che vada incontro alle loro esigenze? Il podcast aziendale accorcia le distanze tra collaboratori e azienda e migliora la qualità delle interazioni. Se sei un manager o un imprenditore e vuoi saperne di più su come integrarla fissa subito una call conoscitiva e portiamo la tua azienda a un altro livello. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast » Cos’è il Podcast Model Canvas? Il podcast producer è un professionista che coordina e supervisiona tutta la produzione di un podcast dalla progettazione alla distribuzione fino alla promozione. Può ricoprire diversi ruoli nello stesso progetto e ha la responsabilità verso il committente della gestione di tutti i processi. Fino a una manciata di anni fa la figura del podcast producer in Italia era pressoché sconosciuta. È una delle professioni emergenti del panorama digitale, anche se in America, dove è nato il podcast, è già ampiamente nota e diffusa. Per alcuni avviare un podcast potrebbe essere sembrare un gioco da ragazzi. Se si comincia in modo amatoriale per sperimentare e divertirsi non c’è nulla di male e, anzi, è l’occasione per mettersi alla prova con strumenti nuovi. In questo caso, anche un tutorial gratuito sull’uso delle attrezzature può essere un inizio. Se vuoi alzare un po’ l’asticella e produrre un podcast professionale che ti aiuti a raggiungere i tuoi obiettivi personali o aziendali, allora forse hai bisogno di un produttore di podcast che ti aiuti nella creazione del tuo prodotto audio. Esattamente, cosa fa un podcast producer e quali sono le sue competenze? Nell’articolo ti spiego responsabilità e ruoli di questa figura professionale partendo dalla mia personale esperienza e dal lavoro svolto insieme ad altri professionisti del settore. Ti parlerò anche delle competenze necessarie per sapere come diventare podcast producer e infine come capire se hai bisogno di un producer o di un podcast coach. Chi è il podcast producer e cosa fa Il podcast producer è una figura chiave nel team di produzione audio. È responsabile del coordinamento delle attività necessarie per realizzare il podcast e della maggior parte delle decisioni riguardanti la linea produttiva. Definisce la parte strategica, economica, organizzativa e tecnica della produzione.  Nella sua veste di supervisore, è il punto di riferimento tra cliente e squadra di produzione podcast. Dunque si occupa di progetti podcast su commissione. Il suo lavoro inizia con l’ascolto del cliente. In questa fase la sua capacità relazionale è fondamentale per accogliere richieste ed esigenze specifiche, comprenderle e successivamente tradurle in una proposta creativa coerente e personalizzata. Di solito, tutte le informazioni che raccoglie in questa primissima fase sono verbalizzate in un documento di brief condiviso che servirà a preparare un preventivo dettagliato, un retroplanning ed eventuali specifiche tecniche. A questo punto si avviano i motori della macchina produttiva. Ad esempio comporre la squadra giusta, fare lo scouting delle voci o degli ospiti, curare la scrittura dei copioni, seguire la regia in studio di registrazione, supportare gli speaker, gestire o supervisionare il processo di post produzione, monitorare le metriche del podcast, occuparsi della parte contrattuale e finanziaria di tutte le parti coinvolte. Alcune attività possono essere in capo allo stesso podcast producer, altre delegate a un team di professionisti che reputa di volta in volta più adatti al tipo di progetto. In definitiva però, essendo il responsabile di tutta la produzione, deve conoscere gli impatti di ciascuna funzione e intervenire laddove è necessario per garantire il successo del progetto finale. Principali responsabilità di un podcast producer Entriamo un po’ più nello specifico e delineiamo meglio alcune delle principali responsabilità che implica ricoprire il ruolo di produttore di podcast. Riguardano 4 fasi specifiche: pre produzioneproduzionepost produzionepromozione Analisi del brand In pre produzione il podcast producer dedica lo stadio iniziale ad analizzare: identità del brand, tono di voce, obiettivi, contesto comunicativo aziendale, settore di appartenenza, competitor, piano strategico interno e, non ultimo, il budget. Questa attività è propedeutica a eseguire un prodotto coerente con la linea comunicativa del brand. Alcuni brand strutturati hanno già linee guida definite e scritte in documenti interni da cui attingere. In altri casi è essenziale fare domande specifiche e tirar fuori l’anima del brand. Ad ogni modo, la comunicazione è essenziale. Progetta strategie di podcast marketing In base a quanto condiviso in fase di analisi, il podcast producer prepara una strategia marketing per il podcast che possa inserirsi nella dinamica aziendale e supportare il piano strategico interno. Podcast Marketing: come creare la strategia giusta per il tuo business Leggi tutto È importante coinvolgere tutti gli stakeholder dell’azienda per avere il commitment. Senza di esso, è difficile se non impossibile garantire l’intero processo di produzione, con gravi ricadute in termini di tempi e costi finali. Seleziona e coordina il team di produzione Se la strategia proposta è approvata e c’è il commitment allora il produttore inizia a selezionare il team di professionisti da coinvolgere nel progetto. Sulla scelta influiscono principalmente: concept, soggetto narrativo, budget e desiderata del cliente. Il team può già essere parte organica della struttura interna della casa di produzione, ad esempio fonici audio, curatori editoriali, marketer. In molti casi lo stesso producer può ricoprire uno o più di questi ruoli. Tuttavia, potrebbero servire figure specifiche per il tipo di podcast commissionato: autori specializzati in determinati settori, speaker o talent che prestino voce e nome al progetto, tecnici del suono attrezzati per specifiche riprese audio. È il producer che coordina l’intero team scandendo i tempi di ciascuna fase e assicurandosi che le scadenze siano rispettate. Gestisce e supervisiona il processo di produzione In qualità di figura centrale tra il team di produzione e il cliente, il podcast producer supervisiona tutta l’attività facendo in modo che le parti siano sempre allineate sul da farsi. Segue la cura editoriale dei testi accertandosi che siano coerenti con il concept e il tono di voce del brand.Si preoccupa di far approvare gli script dal referente del committente.Coordina e dirige le riprese audio, editing e montaggio.Approfondisce eventuali aspetti legali su citazioni, musica e fonti audio.Si accerta che il cliente sia costantemente aggiornato sull’avanzamento del progetto e ogni task condivisa e approvata secondo i tempi e i modi stabiliti.Cura la distribuzione sulle piattaforme di ascolto. Supporta le attività di marketing e promozione Sulla base di quanto previsto e condiviso con il brand sia in termini di ruoli sia di budget, il producer si preoccupa di seguire le attività di promozione del podcast siano esse svolte dal cliente stesso, sia se delegata totalmente. Il supporto è necessario perché spesso il cliente, o chi per esso, non conosce le dinamiche di promozione del podcast e potrebbe non sfruttarle appieno. Competenze trasversali e tecniche del podcast producer Visto il ruolo complesso e polivalente che ricopre il produttore di podcast, è ovvio che sulla sua figura convergono più competenze. Alcune di queste sono comuni alla figura di Podcast Coach di cui parleremo più avanti. Da una parte ci sono le competenze tecniche o hard skill che riguardano l’insieme di conoscenze acquisite nei percorsi di formazione e nell’esperienza diretta. Dall’altra si contrappongono le competenze trasversali o soft skill che comprendono tutte quelle caratteristiche e attitudini personali che definiscono il modo di agire e interagire con altre persone. Sono le abilità proprie di una persona. Alcune possono essere innate, altre migliorate o stimolate grazie al proprio background personale e professionale. Soft Skill  Ecco alcune competenze trasversali necessarie per diventare podcast producer. Capacità comunicativa: saper ascoltare in primis, essere in grado di esprimersi in modo chiaro e trasparente senza fraintendimenti e mantenere aperto il dialogo anche nelle situazioni di stress.Team working: lavorare in gruppo può non essere semplice se le figure sono completamente diverse tra loro e hanno modalità e approcci diversi. Riuscire a collaborare con tutti è necessario per portare a casa il risultato.Capacità organizzativa: pianificazione e organizzazione sono essenziali per rispettare i tempi ed essere efficienti. Qui le doti di project management sono di grande aiuto sia per prevedere eventuali criticità che per preparare e valutare in modo realistico il planning.Spirito d’iniziativa: aiuta a sviluppare e proporre idee essendo disposti anche ad assumersi qualche rischio.Precisione: essere accurati e diligenti rassicura sempre il cliente e il collaboratore. Essendo responsabili di un progetto, la precisione deve a cascata essere richiesta a tutto il team di produzione.Leadership: gestire più persone e creare un clima di collaborazione e proattività serve a lavorare tutti verso uno stesso obiettivo. Hard skill  Alcune delle competenze tecniche che il podcast producer deve avere sono: conoscenza del settore podcast: tenersi informato sulle evoluzioni del mercato, i trend, le novità, gli eventi, le nuove produzioni e i quanto è già stato prodotto.Conoscenza sull’uso degli strumenti di editing audio: saper utilizzare i vari tipi di attrezzature necessarie per registrare, editare e post produrre un podcast, uso dei microfoni e delle workstation audio digitale (DAW) è sempre utile anche se in alcuni progetti si può scegliere di affidarsi a un fonico audio. Questa skill si rende necessaria anche per valutare la fattibilità o meno di alcune scelte creative.Conoscenza di marketing: visto che il podcast è un canale di comunicazione adatto per fare branding e content è opportuno sapere come muoversi per promuovere e progettare strategie adatte.Capacità di project management: il podcast è un progetto complesso che si sviluppa su più task e si distribuisce su più figure professionali con fasi consequenziali e talvolta sovrapposte. Una competenza sulla gestione dei progetti serve a tenere le fila di tutto senza perdere il senno.Capacità di scrittura: sebbene non sempre sia necessario essere anche autori dei testi, il podcast producer deve conoscere bene la lingua italiana e saper curare e revisionare i testi perché siano adatti all’audio, alla narrazione e al tono di voce del brand. Come si diventa podcast producer Sebbene nell’ultimo anno e mezzo siano sorti diversi percorsi formativi per imparare a creare podcast, in modo più o meno professionale, in effetti non esiste ancora una formazione specifica per podcast producer.  Essendo una di quelle nuove professioni digitali nate con l’evoluzione comunicativa audio, si è delineata nel corso di questi ultimi anni e continua a definirsi. Un po’ come gli Youtuber o gli Instagram Bloggers o gli Influencer, nati con i social e il web poi via via riconosciute come vere e proprie professioni. Per cui è facile trovare podcast producer che arrivano da esperienze professionali molto diverse tra loro. Alcuni arrivano dalle produzioni video, altri dalla radio, altri ancora dal marketing, dal project management, dalle produzioni musicali o da formazioni umanistiche. Questa commistione di saperi è un valore aggiunto. Di sicuro il background che ognuno porta con sé definisce lo stile e la specializzazione in cui opera come produttore di podcast. Personalmente applico la mia lunga esperienza in management e controllo di gestione unita alle competenze tecniche di digital marketing per progettare podcast orientati al business sia per liberi professionisti che aziende. A questo aggiungo formazione specifica in ambito podcast marketing, in scrittura testi per l’audio e in conduzione radiofonica. L’esperienza sul campo, però, è fondamentale. Così come il networking. Per iniziare, è utile seguire progetti semplici, crearsi dei casi studio in differenti contesti e settori, collaborare come junior podcast producer insieme a produzioni più grosse o con professionisti più esperti, per poi arrivare alla gestione autonoma di quelli via via più complessi. Podcast Producer e podcast Coach: quale ti serve? Qual è la differenza sostanziale tra le due figure professionali? Il podcast producer gestisce l’intera produzione di un podcast commissionato. In pratica attua la desiderata del suo cliente e pensa a tutto.  Il podcast coach è una figura di affiancamento, di guida e supporto nell’accompagnare i clienti nel processo di creazione e lancio di un loro podcast. Le sue attività riguardano la progettazione, la scelta degli strumenti, la strategia di marketing, la formazione, la post produzione e tutto ciò che serve per aiutare il cliente a pubblicare un podcast professionale.  In questo caso il cliente ha una parte attiva nella creazione del podcast e può contare sull’aiuto di un professionista che lo guidi in tutte le fasi. Se sei un’azienda o un professionista che vuole commissionare la creazione di un podcast, avrai bisogno di un podcast producer. Se pensi che possa fare al caso tuo, contattami direttamente e fisseremo una call conoscitiva.  Qui sotto puoi ascoltare due esempi di produzioni audio da me gestite in qualità di podcast producer. Il primo è Storie nel Carrello co-prodotto con Matteo Scandolin per Bennet S.p.A. e il secondo è Le Alleate prodotto per SeoSpirito S.r.l. sul progetto LeRosa.  Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast » Cos’è il Podcast Model Canvas? La value proposition è forse l’aspetto di comunicazione marketing più importante per il tuo business. In essa sono contenuti tutti gli elementi che determinano in cosa ti differenzi nel mercato e perché i potenziali clienti dovrebbero scegliere te anziché i tuoi competitor. Parte sempre da una vision chiara del tuo business ed è il punto di incontro tra la tua offerta e il pubblico a cui ti rivolgi. È una delle primissime analisi che ogni imprenditore e libero professionista deve fare prima di posizionarsi sul mercato.  Dalla sua definizione derivano di conseguenza le scelte strategiche in termini di comunicazione, relazioni e investimenti. Ciò significa che si riflette in ogni singolo prodotto o servizio che proponi, e a loro volta essi concorrono a concretizzare la tua value proposition.  Il podcast è un prodotto che offri al mercato e perché sia uno strumento di marketing efficace deve avere una sua value proposition chiara ed essere esplicita. A maggior ragione se stai usando il podcast per promuovere il tuo business. In tal caso, la proposta di valore dovrà essere allineata a quella del tuo brand. In questo articolo vedremo insieme il significato di value proposition nel podcast, quali strumenti usare per costruirla e un esempio per capirla bene. Cos’è la value proposition Prima di declinare la definizione nel podcast, partiamo dal concetto generale. Ci servirà per comprendere meglio l’applicazione specifica. Letteralmente, value proposition significa proposta di valore e indica quali sono i benefici che il tuo brand offre ai tuoi clienti. È una vera e propria dichiarazione di intenti che racchiude in sé i punti di forza del tuo brand, gli elementi caratterizzanti e la risposta ai bisogni o ai desideri del tuo target di riferimento. In pratica, spiega in modo sintetico la tua unicità e risponde a quella domanda pungolante, a cui tuttavia devi saper rispondere se hai (o vuoi lanciare) un business:  “Perché una persona dovrebbe acquistare qualcosa proprio da te e non da altri?”. Non importa se hai appena aperto la partita IVA o se sei in attività da tempo. Se non lo hai già fatto, ora è davvero il momento di determinare quale sia la tua promessa di valore. Sappi però che se non hai ben chiara qual è la tua vision, beh… difficilmente potrai farla percepire ai tuoi futuri clienti.  Definire la value proposition richiede un lavoro di analisi e di ricerca, di sé e del proprio mercato. Capire, in sostanza, quali sono i tuoi punti di forza e il tuo elemento differenziante.  Sulla carta sembra una cosa piuttosto semplice da fare, ma ti assicuro che è una delle cose che mette più in crisi quando si inizia a lavorare a un proprio progetto. E sai perché? Perché anche quando siamo consapevoli del nostro valore facciamo una gran fatica a comunicarlo.  Eppure è necessario farlo perché è uno dei fattori più importanti per la conversione. Serve a: far capire immediatamente ai tuoi clienti cosa offri;puntare su ciò che ti differenzia dai tuoi competitor;uscire dalla morsa della “leva del prezzo”;attrarre i clienti “giusti”, che condividono i tuoi valori e probabilmente ti seguiranno nel tempo;incrementare di conseguenza le tue vendite. Per farti capire l’importanza di definire la value proposition, considera questo: la percezione del valore che una persona attribuisce a un prodotto o servizio va sempre oltre le caratteristiche intrinseche degli stessi. È legata ai significati che ad essi conferisce sulla base dei personali bisogni e desideri. Riguarda le emozioni che prova, l’esperienza che vive e l’impatto che quel prodotto o servizio avrà nella sua vita.  Nota: l’impatto che i tuoi prodotti hanno nella vita delle persone… cioè cosa appaga? e in che modo lo fa? Facciamo qualche esempio: sentirsi più al sicuro, più in forma, più esclusivi, avere la sensazione di risparmiare tempo o denaro. Questi sono esempi calzanti delle sensazioni che può evocare una value proposition ben definita. Ora, tenendo a mente tutti questi aspetti, trasliamo la definizione di value proposition nel podcast. Come fare un podcast da zero: guida introduttiva Leggi tutto Proposta di valore nel podcast Fin qui tutto bene, ma… se parlo di podcast cambia qualcosa? No. La value proposition del podcast indica in modo chiaro e sintetico qual è il beneficio per l’ascoltatore. È la promessa trasformativa che offri con i tuoi contenuti audio. Include l’essenza del messaggio, il target a cui si rivolge e il motivo per cui dovrebbe ascoltarlo.  Il podcast può essere un ottimo canale di comunicazione per far conoscere il tuo brand. È un prodotto di marketing a tutti gli effetti e, in quanto tale, anch’esso deve avere la sua value proposition. Per quale motivo? Facciamo un gioco: immagina che il podcast sia una prodotto novità esposto in mezzo agli altri sullo scaffale del supermercato. Se il packaging è studiato bene probabilmente catturerà la tua attenzione e poi, se stuzzica il tuo interesse, prima di acquistarlo leggerai tutti i lati della confezione per capire di che si tratta e se è adatto a te. In pratica valuterai la proposta di valore che quel prodotto sta dichiarando. Darai un occhio al prezzo e se per te il valore percepito è superiore, lo acquisterai.  Ora, a parità di tipo di prodotto, perché compreresti o non compreresti proprio quello? È chiaro. Esattamente come succede per qualunque altra cosa in vendita sul mercato, una persona sceglie di ascoltare un podcast quando è chiara la sua proposta di valore. Dunque, ecco cosa succede quando dichiari esplicitamente nel podcast la tua proposta di valore: i tuoi ascoltatori capiscono subito cosa offri;in cosa ti differenzi da altri podcast dello stesso argomento;riesci ad attirare gli ascoltatori giusti;puoi incrementare più facilmente i tuoi ascolti. Ecco perché possiamo dire che definire la tua value proposition è il primo passo per creare un podcast efficace.  Come puoi costruirla e con quali strumenti? Usando anche in questo caso lo stesso metodo applicato per definire la value proposition di un brand. Value proposition canvas Il modello che sta alla base della definizione di una proposta di valore è il Value Proposition Canvas. Si tratta di uno strumento che ti permette di analizzare in modo sintetico i tuoi segmenti di clientela e la tua offerta per trovarne i punti di incontro. Questo schema ti aiuta ad avere una visione d’insieme e focalizzarti su come rispondere ai bisogni dei tuoi clienti. È spesso usato per la definizione di uno dei blocchi del Business Model Canvas in fase di analisi strategica di un business. Vediamo come declinare la versione originale di questo modello per ricavare la value proposition del tuo podcast. Specifico che il metodo che ti propongo è pensato in modo particolare a un podcast marketing di supporto al tuo business. Tuttavia, i principi su cui si basa sono validi per qualunque tipo di podcast. Parti sempre dalle tre sezioni del cerchio, cioè dal profilo dei tuoi potenziali ascoltatori. Questo è un passaggio fondamentale. Il podcast funziona quando mette al centro l’utente, non noi stessi. Per cui tutto ciò che decidi di realizzare va pensato per essere a loro utile, in funzione di bisogni, desideri ed emozioni (paure) che li muovono.  Un suggerimento: parti pensando a chi sono i tuoi attuali clienti, che caratteristiche li accomuna, cosa cercano nei tuoi servizi e cosa acquistano. Dopo di che esplora eventuali profili correlati a cui potresti dedicare il tuo podcast. Nel compilare le sezioni del quadrato, lavora su questi tre aspetti: il modo in cui il messaggio del podcast risponderebbe alle esigenze del tuo pubblico, come la tua specifica esperienza sull’argomento potrebbe fare la differenzache tipo di benefici ne ricaverebbe l’ascoltatore in termini di maggiori vantaggi o minori problemi. Ora traduci in una o due frasi il succo della tua analisi. Immagina la value proposition del podcast come l’elevator pitch del tuo progetto: cosa diresti al tuo potenziale ascoltatore per convincerlo ad ascoltarti? Attenzione, proprio perché si chiama elevator perché dev’essere breve come una corsa in ascensore! Esempio di proposta di valore podcast Per comprendere bene cosa si intende per value proposition di un podcast, prendiamo come esempio il mio Podcast per il Business. Quando ho iniziato a progettarlo volevo che per i miei ascoltatori fosse ben chiaro il messaggio che intendevo trasmettere.  La promessa che stavo facendo sarebbe stata un vantaggio per loro? E se sì, in quale misura? In una sola frase sintetica, ho racchiuso tutto: messaggio e beneficio. “Podcast per il Business è lo spazio in cui condivido idee e spunti pratici per aiutarti a rendere il podcast un alleato strategico per il tuo business.” Di cosa parlo? di un podcast, lo strumento che ho scelto per comunicare;di come farlo diventare anche il tuo alleato;lo farò utilizzando nozioni ma anche spunti concreti e pratici;di come puoi integrarlo nel business e quindi nella tua strategia di marketing;strategico per il business, per far crescere la tua attività. Momento tips: se stai affrontando un blocco nel tradurre in parole la tua proposta di valore, prova ad ascoltare altri podcast o quelli che ascolti abitualmente. Scoprire qual è la loro value proposition, ti sarà di aiuto.  Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...

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