Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast?

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Target audience è un termine che bene o male tutti, almeno una volta, hanno sentito menzionare. Nel marketing si usa spesso per indicare il “segmento di pubblico” a cui sono destinati i prodotti e i servizi di un brand.

Ciò di cui parleremo in questo articolo è come il pubblico target diventa rilevante in fase di produzione di un podcast, e quali fattori bisogna tenere conto rispetto ad altri canali di comunicazione.

Dunque, target audience: cos’è? e soprattutto perché è importante definirla prima ancora di cominciare a creare i contenuti del nostro podcast?

Cosa si intende con il termine Target Audience

Possiamo definire la target audience di un podcast come il nostro pubblico di riferimento, cioè il gruppo di persone a cui ci si rivolge. Identifica, in pratica, i destinatari della nostra comunicazione.

Il termine stesso target, sottintende che questo pubblico non sia generico ma sia specifico e che accolga persone con caratteristiche, esigenze, interessi o obiettivi comuni.

Possono essere utenti molti diversi tra loro, accomunati, però, da fattori sostanziali che li definisce come gruppo o categoria.

Avere in testa questo concetto è importantissimo quando si comunica.

A cosa serve identificare un pubblico

Chi abbiamo di fronte determina sempre il modo in cui comunichiamo. Facciamo un esempio. Immagina di spiegare a un bambino di 6 anni il tipo di lavoro che svolgi ogni giorno. Quali parole sceglieresti? Con che profondità di dettagli lo spiegheresti?

Ora, immagina di spiegare che lavoro svolgi a un tuo collega. Quali parole useresti? Con che profondità racconteresti i dettagli del tuo lavoro?

L’argomento di fondo è sempre lo stesso: spiegare il tuo lavoro a qualcuno. A cambiare, in un caso e nell’altro è solo quel qualcuno. È vero, apparentemente si tratta solo di un interlocutore diverso. In realtà con quel qualcuno di diverso, cambia tutto il resto.


Come creare una strategia di marketing per il podcast

Podcast Marketing: come creare la strategia giusta per il tuo business


Qualunque tipo di comunicazione, a prescindere dal canale che si usa per farla, è sempre un processo bidirezionale. Ed è un processo anche piuttosto complesso perché è influenzato da:

  • contesto
  • livello di confidenza
  • età
  • sesso
  • cultura
  • luogo in cui si vive
  • tipo di relazione che abbiamo con quella o con quelle persone.

Tutto questo processo è sicuramente più semplice impostarlo quando abbiamo fisicamente qualcuno di fronte a noi. Perché lo vediamo, siamo in grado di decifrare i segnali che ci arrivano anche dal linguaggio del corpo, dalle sensazioni che percepiamo e che regolano di conseguenza il modo in cui ci relazioniamo con quella persona. Siamo in grado di scegliere più facilmente che linguaggio usare, quale tono, quale registro.

Ma cosa succede quando questo pubblico non è fisico? quando non lo possiamo vedere concretamente, come per esempio succede con il podcast?

Perché è importante individuare la Target Audience nel podcast

Parlare a qualcuno che non vediamo e non conosciamo complica un po’ le cose. Eppure nel podcast quel pubblico è reale, esiste. Parliamo davvero a qualcuno che ci ascolta, anche se non risponde in modo diretto alla nostra comunicazione.

Come si fa a parlare a qualcuno che non si è mai visto? Beh la risposta è semplice: ce lo dobbiamo immaginare. E per potercelo immaginare, dobbiamo prima scegliercelo. 

Dobbiamo decidere a chi rivolgere la nostra comunicazione. Ed è una scelta che va fatta già nella fase iniziale del progetto, e non in fase di produzione.

Nel podcast, a seconda del pubblico a cui scegliamo di rivolgerci, potrebbero cambiare:

  • il concept,
  • lo stile di comunicazione,
  • il piano editoriale,
  • la frequenza di pubblicazione,
  • la durata degli episodi,
  • il giorno di pubblicazione,
  • i canali di promozione attraverso cui veicolarlo,
  • le persone da coinvolgere nel progetto.

Tutti aspetti che possono cambiare radicalmente il processo di produzione. Non è quindi un aspetto di secondaria importanza.

Come si definisce il proprio target nel podcast

Il target si sceglie ragionando su più fattori.

  • gli obiettivi
  • il tipo di argomento
  • il punto di vista con cui si sviluppa
  • la profondità con cui si affronta un argomento
  • le finalità del progetto 
  • la competenza e l’esperienza possedute su uno specifico argomento.

Gli obiettivi

Se stai facendo un podcast per il tuo business, quindi lo stai usando come strumento di marketing, dovresti pensare a quali persone sarebbe strategicamente più utile raggiungere attraverso il podcast perché portino valore al tuo business. Potrebbero essere potenziali clienti, ma anche potenziali partner.


obiettivi di marketing

Obiettivi di marketing e di podcast: perché è importante allinearli?


Argomento

Non tutte le persone saranno interessate a quello di cui vuoi parlare. Semplicemente per mancanza di interesse o di esigenze specifiche. Potresti parlare di genitorialità, ma va da sé che se una persona non ha figli e non ruota attorno ai bambini, è più difficile che sia coinvolto nell’argomento.

Punto di vista

A parità di argomento, potrebbe cambiare il modo in cui ne parli o la prospettiva da cui affronti il tema, e dare così una connotazione più specifica che potrebbe interessare più ad un pubblico piuttosto che un altro.

Questo è un aspetto importante anche per differenziarsi dai competitor.

Profondità dei contenuti

La profondità con cui vuoi affrontare l’argomento si riallaccia un po’ all’esempio di prima. A un bambino di 6 anni se racconti il tuo lavoro, probabilmente sarai molto più generico rispetto a un collega.

Questo perché cambia il livello di conoscenza di fondo del tuo target. Quindi domandati: quando voglio essere tecnico o dettagliato in quello di cui parlo?

Finalità del progetto

Per finalità intendo il tipo di reazione che si vuole suscitare con il podcast. Deve essere un prodotto per sensibilizzare un pubblico, per educare, per intrattenere, per informare? Qual è lo scopo?

Competenza ed esperienza

Il tuo livello di preparazione sull’argomento determina anche il pubblico a cui puoi rivolgerti in modo che tu abbia sempre autorevolezza e ottenga la fiducia degli ascoltatori. Questo non significa che tu debba metterti in cattedra a impartire lezioni ma nemmeno sembrare improvvisato sull’argomento.

Questa è la prima analisi che dovresti fare prima di capire a quale target rivolgerti. E diciamo che è già un gran lavoro di scrematura. Una volta fatto questo passaggio, definire la tua target audience diventa molto molto più facile.

Ma non è un lavoro che termina qui, ovviamente. Perché ora bisogna concentrarsi sui dettagli e arrivare a definire l’ascoltatore ideale.

Questo è un passaggio chiave che si fa partendo da una serie di valutazioni, di domande che ci possiamo porre e che ci portano ad una risposta.

Ed è uno dei passaggi che spiego molto bene in una delle lezioni del breve corso Trasforma la tua idea in un podcast vincente in 7 giorni che è un inizio di progettazione del proprio podcast che ti da tutti gli strumenti base per partire con il tuo progetto.

Ad oggi ben oltre 200 persone lo hanno già seguito e se vorrai potrai essere parte di questo gruppo.

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Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? “Come creare un podcast se ho poco budget?”. Capita che nella mia community mi venga posta anche questa domanda. Partiamo dal presupposto che qualunque progetto, digitale e non, perché funzioni richiede un minimo di investimento. Non solo economico. Infatti sono 3 i fattori che entrano in gioco: tempo; denaro;energie. Inevitabilmente, a seconda delle nostre scelte, uno di questi tre elementi avrà un peso maggiore rispetto agli altri. Ora, mettiamo il caso che tempo ed energie non ci manchino, quali escamotage possiamo adottare per creare un podcast a budget ridotto?  Questo è il tema che ho trattato nella puntata numero 10 di Podcast per il Business e di cui ti parlerò in questo articolo. Io ho trovato ben 7 modi per farlo. 7 modi per creare un podcast con pochi soldi Prima di svelarti 7 strategie su come creare un podcast con poco budget, premetto una cosa: nessuno può sostituirsi a un professionista. In qualunque settore, per avere un risultato professionale, serve lo specialista. Questo discorso vale per chi vuole aprire un blog e non conosce la SEO o non ha nozioni di grafica. Vale per chi vuole fare marketing ma non sa da che parte cominciare per costruire una strategia efficace. Vale per qualunque progetto digitale, compreso quello di creare un podcast.  Immagino che se anche tu sei un libero professionista la pensi allo stesso modo. Così come probabilmente sarai anche d’accordo sul fatto che, a volte, bisogna un po’ arrangiarsi. Piuttosto che rinunciare al desiderio di creare qualcosa di proprio, bisogna fare delle scelte che ci permettano di portare a casa un risultato. Magari la prima volta non sarà perfetto – e questo dobbiamo metterlo in conto – ma sarà comunque un nostro prodotto. Come dicevo poco fa, potremo spendere forse meno soldi ma ci ritroveremo ad investire inevitabilmente più tempo ed energie.  Con questo articolo voglio darti qualche suggerimento pratico che puoi prendere in considerazione per avviare il tuo progetto, il che non significa creare un podcast gratis ma farlo a costi ridotti. È pur sempre un modo di iniziare! Andiamo al nocciolo della questione e vediamo come creare un podcast con 7 tips che riguardano soprattutto l’organizzazione e le scelte editoriali.  Ah, sappi che non parlerò dell’acquisto dell’attrezzatura perché potresti iniziare anche con un microfono e un paio di cuffie di qualità, senza spendere cifre folli. Sarai sempre in tempo per fare un upgrade successivamente. 1. La formazione per fare podcast La formazione, non si scappa, è fondamentale per iniziare. Puoi, tuttavia, formati in autonomia seguendo corsi di podcast online su come sviluppare il tuo prodotto audio e sull’uso degli strumenti tecnici. Così facendo, il vantaggio è sicuramente quello di spendere meno, in termini prettamente monetari, rispetto ad una consulenza podcast one-to-one. Online potrai acquisire le nozioni base che ti servono per partire. Ci sono diversi corsi fatti molto bene e anche piuttosto completi, sia per progettare che per imparare ad usare gli strumenti di registrazione ed editing audio. È ovvio che il limite di seguire un corso online da soli e senza un professionista che ti segue consiste nel non avere il supporto di una persona che sappia darti degli input mirati e specifici. La difficoltà che ho incontrato anche io in passato, a volte, era proprio quella di avere dubbi su come mettere in pratica, nella realtà, le nozioni apprese. In ogni caso è una scelta che ti consiglio per iniziare a mettere le mani in pasta. 2. Scegli un format podcast semplice Una volta che ti sei formato e hai acquisito le nozioni base, il secondo stratagemma che puoi adottare è quello di scegliere un format semplice e sostenibile per il tuo progetto.  Intendo dire fare una scelta anche dal punto di vista editoriale, che ti consenta di creare un podcast: adatto alle tue capacità e competenze;semplice da produrre, dal punto di vista della creazione dei contenuti e del sound design; che risponda alle tua disponibilità in termini di tempo. Voglio farti un esempio. Il podcast narrativo richiede sicuramente una scrittura più complessa e una scelta sonora più ricercata rispetto ad un format monologo (come Podcast per il Business). Quindi se non hai dimestichezza con i tool di editing e montaggio audio, e non vuoi delegare queste attività a qualcun altro, allora è meglio scegliere un format più in linea con le tue competenze. Puoi prepararti una base musicale minima, una sigla introduttiva e crearti un modello di puntata tale da poterlo gestire in autonomia, anche in fase di post produzione audio.  3. Usa tool gratuiti per iniziare a fare podcast Esistono in rete diversi tool gratuiti sia per la scelta del software di montaggio, del servizio di hosting o addirittura del catalogo musicale royalty free, sino alla creazione della grafica di copertina.  Voglio citartene qualcuno così da poterti orientare nella scelta. Per il software di montaggio potresti usare Audacity o Garage Band (se hai un Mac): sono gratuiti e davvero semplici da usare.  Per quanto riguarda l’hosting puoi scegliere servizi totalmente gratuiti, come Anchor, oppure con piani freemium, come Spreaker. Se parliamo, invece, di musica puoi usufruire di tutti quei cataloghi musicali che ti permettono di scaricare brani in modo completamente gratuito. Fai attenzione a verificare che si tratti di brani royalty free e quale sia il tipo di licenza consentita. A tal proposito, ti invito a leggere un articolo che trovi nel mio blog, dedicato proprio alla musica per i podcast.  4. Crea un podcast in collaborazione con un partner Al quarto stratagemma forse non avevi mai pensato: quello di creare un podcast in collaborazione con qualcun’altro. Perché no? Questo è un bellissimo modo per dividere non solo le spese delle attrezzature ma, eventualmente, anche i costi della consulenza di un professionista che vi aiuterà nella realizzazione. Lo trovo, inoltre, un modo davvero utile anche per ottimizzare risorse non prettamente economiche come il tempo ed energie. Potreste infatti dividere i compiti per la creazione dei contenuti, del piano editoriale, della scelta della musica, il montaggio, ecc… Tra l’altro, creare un progetto in collaborazione con un partner può esserti utile anche per un altro aspetto.  Potresti creare un podcast in cui trattare un argomento complementare al tuo business e diversificare o ampliare addirittura gli argomenti di cui sei esperto, mixando le competenze e le conoscenze di un’altra persona.  A mio avviso, potrebbe essere più che uno stratatagemma per creare un podcast con poco budget, una vera e propria opportunità! Ti consentirebbe, infatti, di creare contenuti di valore e affrontarli esaminando più punti di vista. Potrebbe divenire una partnership per il tuo business e ne potresti beneficiare anche in termini di personal branding. Questo vale sia per te che per il tuo partner naturalmente. Ci avevi mai pensato?  5. Delega le task tecniche a un professionista Il quinto suggerimento del mio elenco per creare un podcast a budget ridotto, è quello di delegare a un professionista solo le task meramente tecniche. Mi riferisco per esempio al montaggio e a quelle attività per cui potrebbe essere richiesta una competenza maggiore (per l’appunto tecnica), un’attrezzatura specifica che non possiedi o un tool più avanzato che ti permetta di conseguire un risultato audio davvero di qualità. Si tratta di task che pensi di non riuscire a gestire in autonomia, non solo dal punto di vista dei tecnicismi ma anche per un discorso di efficientamento del tuo tempo. Probabilmente riusciresti a eseguire tu stesso tali attività, magari dopo aver intestito altro tempo in formazione e forse grazie l’acquisto di qualcosa in più rispetto alla dotazione basica che già possiedi. Il punto che ti consiglio di valutare è l’eventuale costo del supporto e della consulenza di un professionista, un Coach del podcast proprio come lo sono io, raffrontato al tempo che ti richiederebbe far tutto da solo. Sicuramente un professionista impiegherebbe meno tempo. A queste 5 tips ne aggiungo ancora altre due che ritengo abbiano un impatto soprattutto sul risparmio di tempo e sull’organizzazione. Anche se in realtà, non solo.   6. Crea un podcast di poche puntate Se è vero che “Il tempo è denaro”, il sesto metodo che ti suggerisco è quello di creare una serie podcast con un numero limitato di episodi. Questo metodo ha decisamente un effetto diretto sul tempo che dovrai impiegare per la progettazione e realizzazione delle puntate. Un buon podcast può contenere anche solo una stagione che va dai 6 agli 8 episodi. Poi, successivamente, puoi valutare se creare una seconda stagione, se implementare altre features e dedicare sforzi maggiori sia in senso economico che di tempo. Questa opzione non è assolutamente riduttiva ed è, anzi, da intendersi come un progetto pilota prima di spiccare il volo in qualcosa di più impegnativo. Avrai modo di sperimentare, crescere anche a livello di competenze (perchè, si sa, la pratica rende migliori e non solo lo studio nozionistico), di raccogliere dei feedback che saranno importantissimi per la progettazione della fase successiva. Più di ogni altra cosa, questa modalità ti darà la possibilità di capire davvero cosa significa creare un podcast. Toccare con mano come riesci ad organizzare il tuo tempo e, perché no, capire se davvero riesci a gestire il progetto del tuo podcast in autonomia. Significherà per te capire se l’investimento che hai fatto – seppur contenuto – è sostenibile e ha un senso procedere, magari ampliandolo.  È un bel modo per mettersi alla prova, senza imbarcarsi in un progetto non sostenibile nel lungo periodo. Sicuramente contribuirà anche a diffondere il tuo brand nel tuo settore. 7. Progetta puntate brevi per il tuo podcast Il settimo modo è fare puntate più brevi. Nessuno ci obbliga a preparare contenuti di 30-40 minuti. A volte basta molto meno per esaurire un argomento o lasciare un messaggio concreto all’ascoltatore.  In linea generale, il mio suggerimento è sempre quello di fare puntate che rispondano in modo esaustivo all’argomento scelto. Se reputi che sia troppo complesso per essere affrontato in una sola puntata, nessuno ci vieta di creare micro argomenti da distribuire su più episodi.   In questo modo puoi diluire i contenuti e ridurre i loro tempi di creazione spalmandoli in un orizzonte temporale più ampio. Conclusioni Quale di questi metodi pensi di poter applicare? Il mio intento è sempre quello di dare informazioni e strumenti utili, allo stesso tempo stuzzicare delle riflessioni su questo tema. Spero possano esserti di aiuto nella realizzazione del tuo progetto. Se sei interessato a migliorare il tuo podcast oppure vuoi un supporto mirato e personale, oltre a perderti tutte le puntate di Podcast per il Business, puoi richiedermi una consulenza e parlarmi del tuo progetto. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? La value proposition è forse l’aspetto di comunicazione marketing più importante per il tuo business. In essa sono contenuti tutti gli elementi che determinano in cosa ti differenzi nel mercato e perché i potenziali clienti dovrebbero scegliere te anziché i tuoi competitor. Parte sempre da una vision chiara del tuo business ed è il punto di incontro tra la tua offerta e il pubblico a cui ti rivolgi. È una delle primissime analisi che ogni imprenditore e libero professionista deve fare prima di posizionarsi sul mercato.  Dalla sua definizione derivano di conseguenza le scelte strategiche in termini di comunicazione, relazioni e investimenti. Ciò significa che si riflette in ogni singolo prodotto o servizio che proponi, e a loro volta essi concorrono a concretizzare la tua value proposition.  Il podcast è un prodotto che offri al mercato e perché sia uno strumento di marketing efficace deve avere una sua value proposition chiara ed essere esplicita. A maggior ragione se stai usando il podcast per promuovere il tuo business. In tal caso, la proposta di valore dovrà essere allineata a quella del tuo brand. In questo articolo vedremo insieme il significato di value proposition nel podcast, quali strumenti usare per costruirla e un esempio per capirla bene. Cos’è la value proposition Prima di declinare la definizione nel podcast, partiamo dal concetto generale. Ci servirà per comprendere meglio l’applicazione specifica. Letteralmente, value proposition significa proposta di valore e indica quali sono i benefici che il tuo brand offre ai tuoi clienti. È una vera e propria dichiarazione di intenti che racchiude in sé i punti di forza del tuo brand, gli elementi caratterizzanti e la risposta ai bisogni o ai desideri del tuo target di riferimento. In pratica, spiega in modo sintetico la tua unicità e risponde a quella domanda pungolante, a cui tuttavia devi saper rispondere se hai (o vuoi lanciare) un business:  “Perché una persona dovrebbe acquistare qualcosa proprio da te e non da altri?”. Non importa se hai appena aperto la partita IVA o se sei in attività da tempo. Se non lo hai già fatto, ora è davvero il momento di determinare quale sia la tua promessa di valore. Sappi però che se non hai ben chiara qual è la tua vision, beh… difficilmente potrai farla percepire ai tuoi futuri clienti.  Definire la value proposition richiede un lavoro di analisi e di ricerca, di sé e del proprio mercato. Capire, in sostanza, quali sono i tuoi punti di forza e il tuo elemento differenziante.  Sulla carta sembra una cosa piuttosto semplice da fare, ma ti assicuro che è una delle cose che mette più in crisi quando si inizia a lavorare a un proprio progetto. E sai perché? Perché anche quando siamo consapevoli del nostro valore facciamo una gran fatica a comunicarlo.  Eppure è necessario farlo perché è uno dei fattori più importanti per la conversione. Serve a: far capire immediatamente ai tuoi clienti cosa offri;puntare su ciò che ti differenzia dai tuoi competitor;uscire dalla morsa della “leva del prezzo”;attrarre i clienti “giusti”, che condividono i tuoi valori e probabilmente ti seguiranno nel tempo;incrementare di conseguenza le tue vendite. Per farti capire l’importanza di definire la value proposition, considera questo: la percezione del valore che una persona attribuisce a un prodotto o servizio va sempre oltre le caratteristiche intrinseche degli stessi. È legata ai significati che ad essi conferisce sulla base dei personali bisogni e desideri. Riguarda le emozioni che prova, l’esperienza che vive e l’impatto che quel prodotto o servizio avrà nella sua vita.  Nota: l’impatto che i tuoi prodotti hanno nella vita delle persone… cioè cosa appaga? e in che modo lo fa? Facciamo qualche esempio: sentirsi più al sicuro, più in forma, più esclusivi, avere la sensazione di risparmiare tempo o denaro. Questi sono esempi calzanti delle sensazioni che può evocare una value proposition ben definita. Ora, tenendo a mente tutti questi aspetti, trasliamo la definizione di value proposition nel podcast. Come fare un podcast da zero: guida introduttiva Leggi tutto Proposta di valore nel podcast Fin qui tutto bene, ma… se parlo di podcast cambia qualcosa? No. La value proposition del podcast indica in modo chiaro e sintetico qual è il beneficio per l’ascoltatore. È la promessa trasformativa che offri con i tuoi contenuti audio. Include l’essenza del messaggio, il target a cui si rivolge e il motivo per cui dovrebbe ascoltarlo.  Il podcast può essere un ottimo canale di comunicazione per far conoscere il tuo brand. È un prodotto di marketing a tutti gli effetti e, in quanto tale, anch’esso deve avere la sua value proposition. Per quale motivo? Facciamo un gioco: immagina che il podcast sia una prodotto novità esposto in mezzo agli altri sullo scaffale del supermercato. Se il packaging è studiato bene probabilmente catturerà la tua attenzione e poi, se stuzzica il tuo interesse, prima di acquistarlo leggerai tutti i lati della confezione per capire di che si tratta e se è adatto a te. In pratica valuterai la proposta di valore che quel prodotto sta dichiarando. Darai un occhio al prezzo e se per te il valore percepito è superiore, lo acquisterai.  Ora, a parità di tipo di prodotto, perché compreresti o non compreresti proprio quello? È chiaro. Esattamente come succede per qualunque altra cosa in vendita sul mercato, una persona sceglie di ascoltare un podcast quando è chiara la sua proposta di valore. Dunque, ecco cosa succede quando dichiari esplicitamente nel podcast la tua proposta di valore: i tuoi ascoltatori capiscono subito cosa offri;in cosa ti differenzi da altri podcast dello stesso argomento;riesci ad attirare gli ascoltatori giusti;puoi incrementare più facilmente i tuoi ascolti. Ecco perché possiamo dire che definire la tua value proposition è il primo passo per creare un podcast efficace.  Come puoi costruirla e con quali strumenti? Usando anche in questo caso lo stesso metodo applicato per definire la value proposition di un brand. Value proposition canvas Il modello che sta alla base della definizione di una proposta di valore è il Value Proposition Canvas. Si tratta di uno strumento che ti permette di analizzare in modo sintetico i tuoi segmenti di clientela e la tua offerta per trovarne i punti di incontro. Questo schema ti aiuta ad avere una visione d’insieme e focalizzarti su come rispondere ai bisogni dei tuoi clienti. È spesso usato per la definizione di uno dei blocchi del Business Model Canvas in fase di analisi strategica di un business. Vediamo come declinare la versione originale di questo modello per ricavare la value proposition del tuo podcast. Specifico che il metodo che ti propongo è pensato in modo particolare a un podcast marketing di supporto al tuo business. Tuttavia, i principi su cui si basa sono validi per qualunque tipo di podcast. Parti sempre dalle tre sezioni del cerchio, cioè dal profilo dei tuoi potenziali ascoltatori. Questo è un passaggio fondamentale. Il podcast funziona quando mette al centro l’utente, non noi stessi. Per cui tutto ciò che decidi di realizzare va pensato per essere a loro utile, in funzione di bisogni, desideri ed emozioni (paure) che li muovono.  Un suggerimento: parti pensando a chi sono i tuoi attuali clienti, che caratteristiche li accomuna, cosa cercano nei tuoi servizi e cosa acquistano. Dopo di che esplora eventuali profili correlati a cui potresti dedicare il tuo podcast. Nel compilare le sezioni del quadrato, lavora su questi tre aspetti: il modo in cui il messaggio del podcast risponderebbe alle esigenze del tuo pubblico, come la tua specifica esperienza sull’argomento potrebbe fare la differenzache tipo di benefici ne ricaverebbe l’ascoltatore in termini di maggiori vantaggi o minori problemi. Ora traduci in una o due frasi il succo della tua analisi. Immagina la value proposition del podcast come l’elevator pitch del tuo progetto: cosa diresti al tuo potenziale ascoltatore per convincerlo ad ascoltarti? Attenzione, proprio perché si chiama elevator perché dev’essere breve come una corsa in ascensore! Esempio di proposta di valore podcast Per comprendere bene cosa si intende per value proposition di un podcast, prendiamo come esempio il mio Podcast per il Business. Quando ho iniziato a progettarlo volevo che per i miei ascoltatori fosse ben chiaro il messaggio che intendevo trasmettere.  La promessa che stavo facendo sarebbe stata un vantaggio per loro? E se sì, in quale misura? In una sola frase sintetica, ho racchiuso tutto: messaggio e beneficio. “Podcast per il Business è lo spazio in cui condivido idee e spunti pratici per aiutarti a rendere il podcast un alleato strategico per il tuo business.” Di cosa parlo? di un podcast, lo strumento che ho scelto per comunicare;di come farlo diventare anche il tuo alleato;lo farò utilizzando nozioni ma anche spunti concreti e pratici;di come puoi integrarlo nel business e quindi nella tua strategia di marketing;strategico per il business, per far crescere la tua attività. Momento tips: se stai affrontando un blocco nel tradurre in parole la tua proposta di valore, prova ad ascoltare altri podcast o quelli che ascolti abitualmente. Scoprire qual è la loro value proposition, ti sarà di aiuto.  Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? In che modo un podcast di letteratura può trasformarsi in uno strumento di personal branding? Quando si ascolta questo genere di podcast, spesso ci si aspetta di trovare format divulgativi in cui semplicemente si raccontano le opere letterarie oggetto di trattazione e nulla di più. L’esempio che ti porto in questo articolo è quello della serie podcast Letteratura Passepartout, di cui Silvana Poli, insegnante e divulgatrice letteraria, è autrice. Lei ha usato il podcast per parlare di ciò che la appassiona, di ciò che insegna nelle aule universitarie ma in un modo del tutto nuovo e assolutamente non scontato. Nel podcast è riuscita a far emergere la sua esperienza, la sua vision, la sua mission accompagnando il pubblico in un viaggio di scoperta e di rivelazioni di grandi testi letterari, come nessuno mai ce li ha spiegati. Questo è uno dei progetti podcast che ho prodotto nel 2022 con il percorso di Podcast Coaching dedicato ai liberi professionisti che vogliono usare il podcast come strumento di personal branding. Intervista a Silvana Poli autrice del podcast Letteratura Passepartout Qui ti riporto l’estratto dell’intervista audio fatta a Silvana Poli nella puntata 33 del mio Podcast per il Business. Chi è Silvana Poli Silvana Poli è un’insegnante appassionata, che si è innamorata della magia della letteratura e che prova un gran piacere nel condividere con gli altri questa magia. Oggi mi definisco divulgatrice letteraria e narratrice. Come sei arrivata al podcasting? Ci sono arrivata un po’ per caso. Avevo cominciato nel tempo della pandemia a fare lezioni su YouTube per i miei studenti, e ho pensato che forse avrei potuto misurarmi coi podcast. Come mai hai deciso di usare proprio il podcast per comunicare la tua passione letteraria? Eugenio Finardi, in una sua canzone intitolata “La Radio” spiega quante cose si possono fare ascoltando la radio, mentre seguire i video è più vincolante. Io da sempre amo fare più cose contemporaneamente e quindi ho pensato che il podcast poteva davvero essere lo strumento che io stessa avrei amato. Di cosa parla Letteratura Passepartout? Letteratura Passepartout presenta la letteratura come se si trattasse di uno scrigno ricco di tesori nascosti. Spesso la scuola ci ha fatto pensare che i testi letterari siano solo una noiosa e inutile perdita di tempo. Eppure, percorrendo i corridoi della letteratura italiana ho trovato piccole e grandi rivelazioni in grado di rischiarare i pensieri che affollano la nostra mente. Si tratta di semplici o curiose, piccole o grandi verità che gli autori nascondono tra le righe delle loro opere, che, solitamente a scuola non vengono svelate, ma che, se scovate, ci aiutano a trovare la strada per uscire dalle situazioni spinose della vita. Perché secondo te ancora oggi c’è bisogno di conoscere i segreti della letteratura? A volte siamo travolti dalle emozioni e perdiamo lucidità nella gestione della nostra vita. A volte questa condizione è tale per cui abbiamo bisogno di farci aiutare da un terapeuta. A volte non comprendiamo gli altri, non sappiamo comunicare e questo rende più complicata la nostra vita. A volte ci raccontiamo delle bellissime storie che ci permettono di continuare a replicare comportamenti che sono dannosi per noi. Insomma capita che nella vita abbiamo bisogno di aiuto. Se io ho bisogno di un consiglio chiedo a persone fidate e affidabili, che hanno già dimostrato di avere strumenti utili. Se devo andare a cena in un nuovo ristorante, vado a guardare le recensioni. Bene, le opere della letteratura sono recensite da secoli, sono opere che hanno aiutato e sostenuto, allietato e consigliato, nutrito e consolato generazioni di lettori. Ecco perché la letteratura è preziosa, perché nelle sue pieghe ci sono risposte a tutte le situazioni che oggi noi dobbiamo sbrogliare. La letteratura costituisce un serbatoio straordinario di esempi, di modelli, di riferimenti, che ci possono venire in aiuto, e si tratta di esempi e modelli che hanno superato il vaglio dei secoli. Questo è il motivo per cui la letteratura è preziosa. Non ti è mai stato mostrato l’utile della letteratura? A dire il vero neppure a me. Però quando mi sono trovata a dover insegnare la letteratura a studenti a cui le mie lezioni non interessavano, ho tirato fuori il coniglio dal cappello e ho cominciato a mostrare quello che i libri non scrivono. Quali sono gli obiettivi che ti sei posta con il podcast di letteratura? Gli obiettivi sono molti e diversi e riflettono la mia mission. Innanzitutto voglio raccontare la bellezza e l’utilità della letteratura. Molte persone pensano che la letteratura sia solo noiosa e pesante: io ho l’ambizione di far cambiare idea a chi ha vissuto la letteratura come un insieme di nozioni inutili. Poi mi sono resa conto che quando faccio qualcosa di piacevole io sto meglio: allora ho la timida presunzione di pensare di poter far qualcosa di buono. Le mie letture e le mie spiegazioni possono regalare un piccolo momento di piacere, e se è così, sento di dare il mio umile contributo al benessere delle persone. Il podcast Letteratura Passepartout diventa libro Come hai combinato questi due canali di comunicazione così diversi tra loro? Anche se si tratta di due canali di comunicazione diversi, entrambi hanno dato voce a due parti di me, in cui unisco due delle mie dimensioni: quella di narratrice di letteratura che racconta per il piacere di condividere; quella della docente di letteratura che insegna, ma che allo stesso tempo sostiene e motiva, come una counselor o coach che aiuta le persone a guardare la vita con altri occhi. Il libro è in vendita dal 17 gennaio su Amazon e si intitola Letteratura Passepartout, come il podcast. Tuttavia i contenuti sono diversi. Nel podcast affronto un piccolo testo alla volta, lo colloco nel suo contesto storico e culturale e poi rivelo il Passepartout, il prezioso segreto di benessere che i grandi vi hanno nascosto.  Invece il libro ha un respiro più ampio. Parto spiegando cosa sia la letteratura, poi ne spiego l’utilità, Quindi parlo di amore, di fiducia, di considerazione e di rispetto utilizzando i testi letterari e gli insegnamenti che ci vengono dai grandi maestri della letteratura.  Scrittura per l’audio vs scrittura per l’occhio: quali differenze? La differenza sta nel fatto che il podcast prevede un percorso che si conclude in uno spazio di tempo limitato. Deve iniziare, concludersi e tutte le puntate devono avere più o meno la stessa matrice: citazione, contesto storico, contesto dell’opera e dell’autore, e poi il mio messaggio. Mi sono resa conto di cosa vuol dire pensare a tutto un progetto molto ampio. Ragionare sulle motivazioni, trovare il target e il senso del podcast. Questa riflessione è stata molto utile. Però è stata anche faticosa. Ci sono stati dei momenti di difficoltà nella creazione del podcast? Sì. Prima è stato necessario capire dove io avrei voluto andare con i miei podcast, quindi ho dovuto capire quale era il senso di questo lavoro e focalizzarmi. Poi quando è stata l’ora di registrare ho fatto una certa fatica a capire tecnicamente quello che mi aspettava. Ma la fatica poi, quella vera, è stata occuparmi del montaggio.   C’è bisogno di costanza e di attenzione. Ho superato le difficoltà abbracciando la fiducia, che sarei riuscita a farlo, e mi sono appoggiata a Ester che mi ha spinta e sostenuta nei momenti difficili. Cosa ti ha lasciato questa esperienza di podcaster? Facendo podcast mi sono messa in gioco molto di più di quanto fosse successo quando ho cominciato a registrare i miei video su YouTube. La ricerca che ho dovuto fare è stata utile e preziosa anche per me perché dopo aver focalizzato i miei obiettivi, questi mi sono stati chiari. Il progetto editoriale e come abbiamo lavorato Se ti piace l’idea entrare nel passato per trarre qualcosa di prezioso per il tuo presente, ti aspetto su Letteratura Passepartout. Qui sotto puoi ascoltarne il Trailer. Con Silvana Poli ho lavorato con un percorso di Podcast Coaching che ho raccontato nei dettagli in questa pagina dedicata al progetto editoriale. Se sei interessata o interessato a conoscere come possiamo lavorare insieme e realizzare podcast per il personal branding che ti aiuti a valorizzare e promuovere la tua attività come libero o libera professionista, scrivimi una mail all’indirizzo contattami@estermemeo.it Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Dal 2020 ad oggi la produzione di podcast in Italia è aumentata in modo esponenziale, i formati podcast si sono evoluti ed è sempre più importante capire cosa piace al pubblico. Soprattutto se si vuole usare il podcast come strumento di marketing per attrarre potenziali clienti. Lo so, non è sempre facile orientarsi in un mercato ancora giovane, che cresce velocemente e che è in continuo divenire. Da una parte c’è sempre più bisogno di stabilire punti fermi e dare delle direzioni chiare a chi comincia a usare il podcast; dall’altra è chiaro che esplorare nuovi stili e modalità di interazione può essere la leva distintiva per attrarre un nuovo pubblico in target. Ecco perché ho selezionato per te i format podcast più popolari e più usati nel 2023. Vedremo insieme le diverse tipologie di podcast, quale esempio da ascoltare e ti illustrerò vantaggi e svantaggi che ciascun format offre. Prima però voglio spiegarti perché è così importante conoscere e valutare bene quale format usare nel tuo podcast. Perché è importante scegliere bene il formato podcast Scegliere bene il formato del podcast è importante per almeno per tre ragioni: differenziarsi dai competitor podcast valorizzare al massimo il potenziale del progetto trovare il giusto equilibrio tra effort e opportunità. Il podcasting è un mercato che offre grandi opportunità. La saturazione che si riscontra in altri canali di comunicazione è per ora ancora lontana. Per cui è molto più facile inserirsi in questo contesto parlando del proprio business e facendosi conoscere come professionisti che non altrove. Questo è un grosso vantaggio a livello competitivo. Ciò nonostante, mi è già capitato di lavorare con clienti che non sapevano se e come differenziarsi dalla concorrenza di altri podcast che trattavano proprio il medesimo argomento. Se ti sei posto la stessa domanda, sappi che è normale temere di perdere il primato e l’occasione di accaparrarsi l’attenzione di un pubblico potenziale cliente. E allora che si fa per distinguersi? Uno dei modi è scegliere un formato podcast diverso. Attenzione però a non perdere di vista la sostenibilità dell’intero progetto, come spiego in questo articolo altrimenti si rischia di abbandonarlo strada facendo. Linee guida per scegliere bene il format del podcast Leggi tutto I più popolari format podcast nel 2023 I formati podcast possono essere classificati sulla base di alcune caratteristiche che li accomunano. Ad esempio: per numero di voci e stile di conduzione per scelta editoriale, struttura e stile narrativo per contesto. Il podcasting d’oltreoceano ci fa sicuramente da apripista nell’anticipare nuovi trend di questo media. E infatti, molti format adottati dai più popolari podcast italiani sono una trasposizione di ciò che è già presente nel mercato statunitense. Nessuno inventa niente di nuovo, per intenderci. Tranne che per tutte le ibridazioni possibili e le personalizzazioni. Vediamo insieme i formati podcast più usati nel 2023. Talk a una voce È un format molto diffuso e si adatta a un genere podcast divulgativo, informativo, narrativo. Ciò che maggiormente apprezzo è la relazione che si crea tra speaker e ascoltatore: è un po’ come se il podcaster ti parlasse in una conversazione del tutto informale, ma allo stesso tempo intima. Il modo di argomentare, gli spunti di riflessione, la logica di esposizione, la condivisione di esperienze e persino il tono di voce dello speaker diventano un elemento distintivo di comunicazione che coinvolge chi ascolta. I podcaster più disinvolti non usano nemmeno lo script durante la registrazione, così da essere ancora più naturali nell’esposizione e catturare l’interesse. Certo richiede buone capacità espositive e di argomentazione, ma è una palestra incredibile per migliorare il public speaking. PRO: Autonomia nella preparazione dei contenuti, relazione intima con il pubblico, autorevolezza.CONTRO: Maggior effort nella preparazione dei contenuti, richiede buone capacità espositive (per non annoiare!). Alcuni esempi di talk a una voce: Dear Alice di Alice Bush, podcast di divulgazione e crescita personale, The Essential di Will Media condotto da Mia Ceran per l’informazione quotidiana, Cose Molto Umane di Giampiero Kesten, podcast divertente sulle cose interessanti degli esseri umani. Conversazione libera Detto anche free-talk, è il format podcast che ricorda alcune trasmissioni radiofoniche in cui gli speaker parlano tra di loro su argomenti di vario genere: l’atmosfera è colloquiale e informale. Questo modo di comunicare piace al pubblico nella misura in cui si percepisce una bella sintonia tra i co-conduttori. Non ci sono testi scritti ma solo scalette di argomenti, quindi non richiede un particolare effort nella preparazione dei contenuti. Puoi usare questo format se hai voglia di sperimentare l’audio come mezzo di comunicazione ma non ti senti pronto per affrontare questa esperienza da solo. PRO: Dinamico, divertente, crea appeal sul pubblico. L’effort e i costi di produzione sono suddivisi tra i vari conduttori. È più facile ampliare la community.CONTRO: Richiede sintonia nel gruppo e buona organizzazione per gestire le varie task del progetto. Gli esempi di format free-talk sono: lo spassionato Power Pizza con il trio Nick, Lorro e Sio, l’ironico e irriverente Domande Scomode di Lele e Gigio e infine Muschio Selvaggio di Fedez e Luis Sal. Intervista L’intervista è uno dei formati podcast più utilizzati e che il pubblico apprezza. Spesso è il miglior modo per approfondire specifiche tematiche grazie al contributo dell’ospite esperto in quel settore, oppure per condividere esperienze utili agli ascoltatori direttamente dalla voce del protagonista. Il livello di interazione tra conduttore e ospite può essere in due modi: diretto: quando c’è una conversazione tra i due speaker e uno scambio di domande e risposte dirette. indiretta: quando la risposta dell’interlocutore è inserita nella narrazione come un contributo audio esterno e non c’è una domanda esplicita da parte del conduttore. In ogni caso, la scelta di questo format è strategica se i tuoi obiettivi sono: ampliare il tuo network accrescere la tua autorevolezza. PRO: coinvolgere ospiti nel programma ti aiuta a stringere relazioni proficue, aumentare gli ascolti e la tua community.CONTRO: richiede una buona capacità strategica nel selezionare gli ospiti, e una buona organizzazione per programmare le interviste. Questo genere di podcast è diffusissimo ed è davvero difficile scegliere qualche esempio. Tra tutti ne ho selezionati tre: il podcast DOI – Denominazione di origine inventata sulle storie più o meno vere sul cibo; One more time con Luca Casadei; Le Alleate, una mia produzione per il progetto LeRosa con una serie di interviste inserite nella narrazione. Narrazione Il podcast narrativo racconta storie reali. La capacità di scrittura dell’autore nel raccontare stralci di vita vera è determinante. Ma non è da sottovalutare anche il sound design che unito alla scelta delle parole crea una narrazione a tutto tondo. Il format narrativo può essere sviluppato con un talk a una voce oppure a più voci con un podcast corale. PRO: coinvolgente e molto apprezzato dal pubblico. Scrittura e sound se ben mescolati creano un’atmosfera dal forte impatto emotivo.CONTRO: richiede abilità tecniche audio e di scrittura, oltre che a un buon investimento in termini di tempo e risorse. Anche in questo caso il panorama è ampissimo e c’è proprio l’imbarazzo della scelta. La mia selezione è Storie di Brand, di Max Corona; Prima, di Sara Poma; Rider nella notte di Diego Cajelli. Fiction La fiction è un formato podcast senza dubbio complesso e che richiede budget importanti. La particolarità è quella di raccontare una storia (inventata o verosimile) attraverso dialoghi, personaggi, livelli di narrazione articolati e archi narrativi estesi. Il sound design è certamente un aspetto fondamentale per ricreare quell’effetto avvolgente della narrazione. Per questo motivo non sono molti i podcast che adottano questo format. Tra questi cito Storie nel Carrello una co-produzione mia e di Matteo Scandolin per Bennet S.p.A.; Batman una produzione Warner Bros/Spotify Studio; Sbagliata, con un bel cast di attori. Se ami il genere fiction e l’inglese, ti suggerisco di scaricarti l’app Apollo podcast totalmente dedicata alle fiction audio e un catalogo di oltre 9.000 show. Audiodramma Anche gli audiodrammi sono tra i formati podcast che appartengono al genere fiction. Ma sono più che altro racconti drammatici interpretati da attori, trasposizioni di opere teatrali rivisti in chiave podcast grazie all’interpretazione magistrale di attori professionisti. Lo stile ricorda molto quello dei radiodrammi, programmi radiofonici degli anni ’30 del Novecento che attingevano al patrimonio teatrale e trasmettevano commedie e tragedie in sceneggiature originali per la radio. Uno dei più famosi fu quello di Ma Perkins, una serie audio con puntate da 15 minuti ciascuna che andava in onda ogni giorno sulla NBC e raccontava la storia di una donna soprannominata la “madre dell’aria d’America, interpretata da Virginia Payne che tra le sue vicende nella comunità e nella famiglia, dispensava consigli domestici. Qui ne puoi ascoltare un estratto. Oggi in Italia ce ne sono pochissimi e sono tutte interpretazioni curate nei minimi dettagli. Ecco perché sono spesso progetti audio destinati ad un pubblico pagante. Tra questi ti cito Radiodramma da Casa, creato da Adriano Saleri e Fonderia Mercury, dell’omonima compagnia di teatro. Format podcast: cosa sapere per prepararlo Leggi tutto Docuserie La Docuserie è uno dei formati di maggior successo nel mercato del podcast. Si usa come struttura narrativa per sviluppare temi legati a eventi storici, vicende di cronaca o adattamenti letterari. Lo stile e il linguaggio usato sono quelli di un documentario, ed è spesso corredato da interviste, materiali d’archivio, testimonianze, approfondimenti specifici. In molti casi l’arco narrativo è distribuito su più puntate. Ecco esempi di docuserie podcast che hanno avuto successo: Veleno di Pablo Trincia, un documentario sulla vicenda di cronaca italiana di pedofilia e satanismo; Limoni incentrato sulle vicende del G8 di Genova del 2001; Oltre il confine di Matteo Caccia per Audible, sulla storia di Karim Franceschi che parte per Kobane con un progetto umanitario. Miniserie La miniserie ha un numero ridotto di episodi ed è autoconclusiva. Per struttura è molto simile alla docuserie, ma i singoli episodi potrebbero essere a loro volta autoconclusivi o presentare un doppio livello di narrazione verticale e orizzontale. Ne è un esempio Riscrivi di Alessio Beltrami, una serie podcast dedicata alla scrittura in cui in ciascun episodio si approfondisce lo stile e la comunicazione di un grande scrittore. Ma anche La Festa dei Folli, di Gianluca Kamal in cui in ogni puntata si racconta la storia di un personaggio controverso della storia, e Dietro una Star di Podcastory. Rubrica Il formato Rubrica è una sezione del podcast con un approfondimento verticale su un tema. Può essere contenuta all’interno delle singole puntate, delimitata da uno spazio ad hoc, oppure sviluppata con un contenuto a sé all’interno della serie principale. Ne è un esempio è la rubrica FAQ di Podcast per il Business in onda il venerdì come doppio appuntamento settimanale. Podcast live È una performance dal vivo in cui è buona la prima. Questo format richiede una certa preparazione tecnica ed espositiva, specialmente se lo stile è narrativo e con un sound articolato.Personalmente ho registrato una puntata live di Podcast per il business in occasione della prima edizione della Settimana del Podcast svoltasi a Technotown a Roma. È stato emozionante vedere il pubblico partecipare al podcast.  Stessa cosa è stata fatta nell’edizione 2022 del Festival del Podcasting. Abbiamo organizzato un’intera sezione dedicata alle performance live di alcuni dei podcast più seguiti in quel periodo. È piaciuta molto al pubblico perché senz’altro è un modo per vivere appieno il podcast. Repurposed content Questo è un format che di podcast sa poco, in realtà. Si tratta della trasformazione in audio di un contenuto nato originariamente in un altro formato, come ad esempio un video, una conferenza o un programma radiofonico. Un podcast si può definire tale quando il contenuto nasce per essere audio e on demand, non un riadattamento. Ciononostante, questo format si usa per ottimizzare le risorse e ampliare il pubblico. Video podcast I video podcast, detti anche vodcast, sono venuti alla ribalta dopo che Spotify ha reso disponibile la nuova feature video a chi distribuiva il proprio podcast con Anchor. Così l’utente può scegliere se ascoltare semplicemente oppure seguire il programma visivamente. Molti podcaster, in realtà, già da molto prima condividevano la loro performance video tramite YouTube e poi via audio tramite il proprio hosting. Sicuramente il video podcast, a differenza del repurposed content, nasce per essere audio e ad esso si aggiunge il video, non viceversa. La logica di costruzione dei contenuti segue la modalità podcast. New G è stato uno dei primi vodcast originali Spotify, ma ora sulla piattaforma è presente una intera sezione dedicata a questo tipo di podcast. Ibridazioni La creatività non ha limiti ed è per questo che moltissimi podcaster mixano più formati podcast nello stesso progetto. Sperimentare e personalizzare gli stili ti aiuterà a distinguerti e crearti un format tutto tuo. Se stai iniziando un podcast e non sai come impostare il progetto perché sia davvero efficace per te, scrivimi e fissa subito la call gratuita di 30′. Ti aiuterò a trovare la direzione giusta per il tuo podcast. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? È uno dei quesiti che più spesso ci si pone quando si comincia a fare podcast: dare del tu o dare del voi quando si parla al microfono? La maggior parte dei podcaster usa la seconda persona singolare, ma ce ne sono moltissimi che si rivolgono agli ascoltatori al plurale. Dunque quale delle due versioni è quella corretta? Risponderò a questa domanda portando alla tua attenzione alcune considerazioni, che poi sono le stesse che mi hanno aiutato a scegliere la forma singolare nel mio Podcast per il Business, invece di quella plurale. Quando dare del tu nel podcast Parto col citarti il pensiero di Carlo Emilio Gadda, scrittore del secolo scorso che lavorò per diversi anni in RAI per programmi di cultura, contenuto nel manuale intitolato “Norme per la redazione di un testo radiofonico”. Si tratta di un testo molto breve, scritto dallo stesso Gadda nel 1950. Nonostante il periodo storico in cui fu scritto e la brevità del contenuto, è ricco di informazioni utilissime non solo a chi all’epoca si occupava di radio, ma a chiunque si occupi oggi di comunicazione audio. Ecco perché ne consiglio la lettura a chi fa podcast. Difatti, la RAI lo consegnava a tutti i nuovi collaboratori della radio allegandolo di default tra la documentazione contrattuale. Il motivo è che conteneva istruzioni ben precise che servivano a chi si occupava di programmi radiofonici. In questo piccolo manuale c’è una considerazione che Gadda fa a proposito degli ascoltatori. E dice: “il pubblico che ascolta una conversazione è pubblico per modo di dire. In realtà, si tratta di “persone singole”, di mònadi ovvero unità, separate le une dalle altre. Ogni ascoltatore è solo: nella più soave delle ipotesi è in compagnia di pochi intimi.” Carlo Emilio Gadda – Norme per la redazione di un testo radiofonico È ovvio che in questo testo si parla di ascoltatori radiofonici, ma niente è più vero anche oggi se pensiamo al podcast. Il nostro pubblico è pubblico per modo di dire perché l’ascolto è nella stragrande maggioranza dei casi un ascolto solitario: smartphone, cuffiette e relax. Non si tratta dunque di un ascolto collettivo. Cos’è un podcast e come ascoltarlo Leggi tutto Questo significa che la conversazione è per la quasi totalità dei casi una conversazione a tu per tu. Dove io parlo alle tue orecchie come persona singola che mi sta ascoltando, e non a una platea. Questa visione del podcast ti porta a instaurare una relazione più intima con l’ascoltatore, a creare un legame e a coinvolgerlo attivamente nel contenuto. E sicuramente questa è uno dei punti di forza di questo media. Quando dare del voi nel podcast Dunque è errato rivolgersi a un pubblico dando del voi? La risposta è no, se questo è in linea con gli obiettivi del podcast. In alcuni casi potrebbe essere più utile usare il “Voi” qualora l’obiettivo del podcast è quello di parlare a una community e creare un senso di appartenenza al gruppo. In tal caso, usare il voi potrebbe essere la scelta migliore. Ci sono molti podcast che nascono e si sviluppano attorno a nicchie di ascoltatori e/o community già attive. Il podcast non è altro che l’estensione di questa stessa comunità e funge da collante al pari di altri mezzi di comunicazione. Non a caso, molti di questi podcast sono anche supportati finanziariamente dagli stessi ascoltatori su piattaforme come Patreon e Tipeee. Riepilogando, per rispondere alla domanda di questo articolo, chiediti: che tipo di relazione voglio creare con il mio pubblico? A te la risposta. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Sfatiamo il mito secondo cui per iniziare a fare un podcast basti avere un microfono. Se hai letto i miei precedenti articoli sai bene che fare podcast significa a tutti gli effetti progettare un prodotto di marketing. E se sei un professionista sai anche che per un nuovo progetto non basta avere l’idea, bisogna renderla possibile e capire cosa serve per attuarla. Tra questi due passaggi, idea-realizzazione, potrebbero passare mesi o forse anni se ti fai bloccare dalle 3 paure che ti spiego tra poco. Tutto ciò che è nuovo e non appartiene ai nostri strumenti di lavoro può spaventare. Ma spesso siamo noi l’ostacolo più grande perché ci facciamo fermare da ciò che non conosciamo. Forse anche tu, come me agli inizi, stai facendo lo stesso errore. Ma voglio rassicurarti, perché si tratta di paure superabili se sai come affrontarle. In questo articolo mi rivolgo soprattutto a chi ha un’attività e vuole iniziare a fare un podcast per posizionare il proprio brand nel mercato. Ti porterò anche la mia esperienza diretta su quanto ho riscontrato lavorando al mio primissimo progetto podcast La Gabbia. Quali sono queste paure? Vediamole insieme e poi se ti va condividimi le tue riflessioni con un messaggio. 1. Non so di cosa parlare Quante volte ho sentito dire questa frase e quante di queste si è risolta più facilmente di quel che si pensava. Quando si ha un’attività di business, che tu sia un libero professionista o abbia un’impresa, ci si raffronta ogni giorno con i bisogni e i problemi dei clienti. Le loro domande, i loro dubbi sono di per sé una grande fonte di ispirazione per i tuoi contenuti. Spesso pensiamo che certi argomenti siano scontati e che non interessino a nessuno perché per noi sono pane quotidiano. Ma quanti di questi potrebbe essere utile spiegare al tuo potenziale cliente? La tua esperienza sul campo e anche la tua visione su certi argomenti possono rassicurare chi ti ascolta e far loro comprendere in che modo lavori e trovare risposta ai loro dubbi. La mia esperienza Quando ho iniziato a fare podcast non avevo una mia attività di business. Lavoravo in azienda come dipendente e la ricerca degli argomenti è stata inizialmente una barriera. Poi ho riflettuto sui motivi per cui avrei voluto fare un podcast: volevo condividere un messaggio che mi stava a cuore e raccontare una parte del mio vissuto su quell’argomento. Ero alla volta di un cambiamento dopo un periodo difficile e la rinascita personale e professionale smuoveva riflessioni forti che potevano essere di ispirazione a qualcun altro. Suggerimenti per te: Se hai un business e vuoi promuovere il tuo brand, parti dai problemi dei tuoi clienti e parla di soluzioni: quali sono le domande frequenti che ricevi? quali sono i motivi che frenano i tuoi prospect nel prendere certe decisioni? come li hai aiutati in passato? Porta esempi semplici in cui le persone possano ritrovarsi.Parla della tua esperienza, delle difficoltà che hai incontrato in prima persona e come le hai superate. L’immedesimazione è una potente arma persuasiva perché significa entrare in connessione con gli altri. Parla di una tua passione, porta in campo ciò che sai e desideri condividere con appassionati come te di un particolare argomento.Trasforma i contenuti che hai già prodotto per la tua comunicazione online e usali per creare contenuti audio per il podcast. 2. Non ho tempo per fare podcast Per qualunque progetto ci vuole tempo. E il tempo è denaro. Il podcast è content marketing un po’ come il blog e, anche se non è un canale diretto di vendita, può convertire gli ascoltatori in potenziali clienti. Ti parlerò di conversione in uno dei prossimi articoli, ma intanto voglio fare una riflessione. Pensare di sprecare tempo in qualcosa che non sai a priori se funzionerà è comprensibile ma è allo stesso tempo limitante. Si spendono tanti soldi in advertising per parlare a potenziali clienti che non è detto siano interessati ai nostri prodotti o servizi. Il podcast raggiunge audience ben targettizzate perché è un contenuto on demand che è l’utente stesso a scegliere di voler ascoltare. Di sicuro è più disposto di altri a prestarci la sua attenzione. Perché non sfruttarla? Se gli obiettivi sono chiari e desideri davvero comunicare, spesso è solo una questione di buona organizzazione. Lo so che non è facile e ci sono sempre mille priorità. Credimi, ho le stesse difficoltà anche io. Tuttavia sai che nessun progetto prende vita da solo se non lo si pianifica e ci si attiene a un programma. Il segreto è considerarlo una task al pari di altre attività e darsi una scadenza sostenibile ma non procrastinabile. La mia esperienza Considerando che durante la preparazione di La Gabbia lavoravo full time e facevo spesso orari straordinari, il tempo era davvero risicato. Ho ragionato sulla mia effettiva disponibilità in termini di tempo e poi: ho stilato un planning che tenesse conto di tutto: lavoro, famiglia, svago e preparazione del podcast. Mi sono data delle scadenze e ho inserito in agenda dei momenti da dedicare esclusivamente al podcast, proprio come per altre attività. Ho diluito nel tempo la pubblicazione delle puntate facendole uscire ogni 15 giorni anziché settimanalmente così da avere una gestione più ragionevole. Cosa ti suggerisco: Ragiona in ottica di investimento, non di costo: il podcast non è un contenuto volatile, resta online fino a che lo vorrai tu. Ci sarà sempre chi ti ascolterà anche a distanza di anni. Fai un programma dettagliato di tutte le attività che dovrai gestire e valuta cosa puoi ricalibrare per ritagliarti tempo per la creazione di un podcast.Sperimenta un processo ideale e poi aggiusta il tiro: un programma serrato se non è sostenibile ti porterà inevitabilmente allo sconforto, con il rischio di abbandonare a metà strada il progetto.Fatti ispirare da chi ha già sperimentato il podcast con successo e chiedi loro consigli al riguardo. Il confronto è sempre efficace per capire come procedere. 3. Non so da dove cominciare Tra tutti, penso che questo sia il problema più grande di chi vuole iniziare a fare podcast per sé o la propria impresa. È comprensibile ed è legata al fatto che non si conosce così bene il podcast come mezzo di comunicazione e non si vuole sbagliare. Fortunatamente, in questi ultimi anni sul podcast si è scritto molto e ci sono molti strumenti a disposizione per imparare: corsi online e in presenza, tutorial, libri. Questi strumenti sono utili per approcciarsi al podcast e capire quali dinamiche ci sono dietro e quali abilità abbiamo già e possiamo mettere a frutto e quali invece bisogna fortificare. Passare dalla teoria alla pratica autonomamente richiede tuttavia una buona dose di motivazione, chiarezza di obiettivi e sperimentazione. La mia esperienza Ho iniziato con un corso per principianti per avere le basi di partenza e conoscere i tipi di format, l’uso degli strumenti, la scelta dell’attrezzatura e la distribuzione del podcast. Da lì ho sperimentato in autonomia mettendomi letteralmente in gioco. Non avevo obiettivi di business ma solo obiettivi personali. Ho preparato un piano editoriale, scritto i testi, scelto la musica, comprato gli strumenti giusti e poi mi sono buttata. È stato un grande arricchimento personale adoperarmi in una avventura del tutto nuova ed è l’esperienza che mi ha cambiato sotto tanti punti di vista. Tuttavia, col senno di poi, ho capito che certi errori avrei potuto evitarli e sfruttare meglio le potenzialità del progetto. Ecco perché ho poi deciso di farmi affiancare da chi ne sapeva più di me sulle parti tecniche e sulla strategia. Questo salto mi ha permesso di perfezionarmi, di creare altri podcast e specializzarmi. È stata questa esperienza a portarmi dove sono oggi. Ed è questo vissuto che mi permette di capire le dinamiche di chi inizia da zero e le difficoltà che si incontrano. Avere un Podcast Coach che ti segue passo passo per me è stato fondamentale. Per cui il mio suggerimento è: formati e informati: iscriviti a newsletter o frequenta blog che trattano questo argomento;chiedi supporto a un professionista per farti seguire o per alleggerirti il carico nelle attività che non riesci a gestire in autonomia. Per iniziare a fare podcast, i corsi sono utili a sapere cosa serve per attuare l’idea in progetto. Il passo successivo è farsi seguire da chi può concretamente aiutarti a realizzarlo. Questo ti consentirà di: focalizzare meglio gli obiettivirisparmiare tempo nella progettazione e realizzazionepuntare a un prodotto professionale. Ti sei ritrovato in uno o più di questi 3 problemi? Se stai pensando di iniziare un podcast e non sai da dove partire, posso aiutarti a valutare la tua idea, progettarla e seguirti in tutto il processo di realizzazione. Contattami per una call conoscitiva! Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? Numero episodio nel titolo podcast: vale la pena inserirlo? Pur non essendoci una regola ferrea a tal proposito, la maggior parte delle volte non è un’informazione necessaria e non aggiunge valore al titolo.  Il titolo dell’episodio deve attrarre gli ascoltatori e comunicare subito l’argomento di cui si parlerà. Questo è lo scopo principale, ancor prima di leggere il numero della stagione o dell’episodio. I motivi per cui molti podcaster usano inserire il numero dell’episodio o della stagione è per orientare l’ascoltatore. In particolare quando si ha un podcast seriale in cui il contenuto ha un certo ordine cronologico, oppure in presenza di un podcast continuativo con numerose puntate. In quest’ultimo caso, qualora il podcaster durante lo show rimandi l’ascoltatore a contenuti presenti in determinate puntate, potrebbe essere più semplice identificarle con un numero episodio.  Tuttavia, a meno che non rientriamo in una di queste casistiche, l’inserimento del numero dell’episodio nel titolo potrebbe essere superfluo o addirittura controproducente. Specie se è la prima informazione che scriviamo. Il perché è presto detto: In ottica SEO, tutto ciò che è a sinistra ha più rilevanza per Google. Quindi se nel titolo c’è una parola chiave è sempre buona regola scriverla per prima. Ma se per prima cosa mettiamo il numero dell’episodio, ci stiamo giocando l’ottimizzazione. Nella maggior parte delle piattaforme, il numero dei caratteri visibili del titolo episodio sono limitati. Perciò sarebbe poco utile all’ascoltatore leggere una sfilza di numeri e simboli senza riuscire a leggere l’argomento della puntata. Infine, l’URL del vostro episodio è sempre bene che contenga solo le parole rilevanti della puntata, al pari di quello che si farebbe con un articolo blogo, senza l’indicazione del numero dell’episodio che non serve a nulla. Per concludere, se proprio desideri inserire il numero dell’episodi nel titolo, è una tua scelta, ma almeno inseriscilo alla fine del titolo stesso. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? In quest’articolo voglio parlarti di come creare una sigla efficace per il tuo podcast, partendo dal comprendere cos’è e perché è importante che ci sia all’interno delle puntate. Se attualmente sei nella fase di creazione del tuo prodotto podcast oppure ci stai pensando e ti stai documentando su cosa fare e come realizzarlo, allora questo articolo ti sarà molto utile perché è ricco di spunti pratici.  Analizzeremo quali sono gli elementi che la compongono da cui trarre input utili per iniziare da subito a creare la sigla del tuo podcast. Quella che condividerò è la mia esperienza diretta di Podcast Coach, maturata nel tempo, assistendo nuovi podcaster in erba. Cos’è una sigla podcast e perché è importante?  La sigla di un podcast è un breve motivo sonoro che funge da elemento introduttivo al programma, in questo caso al podcast stesso. Ha un breve testo, una musica di sottofondo e dura in genere tra i 10 e i 15 secondi. Il motivo è ricorrente, ossia si ripete così com’è, esattamente per ogni puntata podcast.  Vi sono, tuttavia, alcuni casi nei quali le sigle possono variare leggermente da una puntata all’altra, relativamente al testo che le compongono. Infatti, in alcuni casi la sigla può fungere anche da presentazione dell’argomento specifico trattato nella puntata o degli ospiti che seguiranno, per cui lo script può variare lievemente. Per esempio, la sigla del podcast “Dieci Tredici”, di cui curo il montaggio audio, è contraddistinta sempre dalla stessa durata, struttura e musica. Solo la parte finale della sigla varia di volta in volta in base all’ospite che verrà intervistato.  Perché può cambiare il testo ma l’elemento sonoro è sempre lo stesso? Perché il motivo sonoro dona al podcast un’impronta identitaria. La base musicale sempre identica crea familiarità e rende riconoscibile il tuo podcast.  Come avrai capito, la sigla è un elemento talmente importante che consiglio vivamente di prevederla ed inserirla in ogni puntata, indipendentemente dal format podcast che si è scelto di adottare.  La sigla è a tutti gli effetti la trasposizione della Value Proposition: una delle primissime cose su cui è necessario ragionare quando si decide di iniziare a progettare un podcast, in quanto elemento di ingaggio per i nuovi ascoltatori. La sigla dà all’ascoltatore la percezione di capire dove si trova e, soprattutto, se si trova nel posto giusto. Fornisce le coordinate dell’intero podcast al nuovo ascoltatore che, magari, anziché partire dal trailer, inizia dalla prima puntata che trova nella lista degli episodi. Come creare la miglior sigla senza sbagliare Sono 4 gli elementi che contraddistinguono una sigla podcast efficace e che non possono mancare: presentare te stesso: chi sei, di cosa ti occupi, in che veste stai parlando. Ad esempio sei un esperto nella materia di cui parli? ti occupi di quello per lavoro oppure sei un appassionato e stai creando un podcast per parlare di una tua passione? Le persone vogliono sapere chi sei e perché proprio tu ne stai parlando.Presentare il programma del podcast: cosa devono aspettarsi gli ascoltatori, di cosa parlerai e qual è la tematica generale che tratti nel tuo podcast.Far capire per chi è questo podcast: per esempio se sto facendo un podcast in cui parlo di fotografia per principianti, è ovvio che sarà totalmente diverso da un podcast che parla di fotografia per esperti. A seconda dell’argomento, cambia il target e il modo in cui parlerò per rivolgermi al mio pubblico.Chiarire il motivo per cui dovrebbero ascoltarti: oltre a voler sapere chi sei, il tuo potenziale ascoltatore vuole sapere qual è la promessa trasformativa che proponi. In sostanza, cos’hai da offrire? La vera sfida è condensare questi concetti in pochissime parole. È tutt’altro che semplice ma non scoraggiarti: servirà concentrazione, buona volontà e tanti tentativi. Nella progettazione del tuo podcast, la preparazione della sigla è una delle prime cose a cui pensare. È proprio sintetizzando al massimo il concetto che hai in testa, che inizi a capire se l’idea può funzionare. È il momento in cui capisci se il tutto ha un senso.  Se non riesci a scriverlo in poche righe è perché, forse, la tua idea ha bisogno di maturare ancora un po’ oppure va modificata e rielaborata. Inoltre, comporre la sigla ti permette di capire che mood vuoi dare al tuo podcast, quale stile sonoro, con che sfumatura vuoi veicolare il tuo messaggio. Come registrare la sigla podcast Immaginiamo che tu abbia scritto il testo definitivo della sigla e che abbia già immaginato anche un genere musicale in abbinamento. È giunto il momento di scegliere come preparare la sigla del tuo podcast. Hai di fronte a te tre diverse strade tra cui scegliere: registrarla con la tua voce, scegliere una base musicale da una libreria di brani royalty free e montarla in autonomia con un software di montaggio;registrarla con la tua voce e affidare il montaggio ad un fonico o a un podcast producer; rivolgerti a un doppiatore professionista per la registrazione della voce o acquistare un jingle “chiavi in mano” che alcune aziende vendono. Quello che cambia da una scelta all’altra è: il budget che hai a disposizione;il risultato che vuoi ottenere;il livello di professionalità che vuoi dare;la tua capacità di usare un programma di editing e montaggio. Tutte motivazioni valide e funzionali al tempo stesso. Un aspetto su cui voglio richiamare la tua attenzione è quello di usare musiche con licenza royalty free per non violare il diritto di autore degli artisti. Online troverai tanti cataloghi musicali sia free che a pagamento, tuttavia, per orientarti nella ricerca ti rimando alla mia guida sulla scelta della musica per il podcast. Se hai in progetto di realizzare il tuo podcast personale e vorresti richiedermi una consulenza personalizzata, sarò felice di essere la tua Podcast Coach. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? I parametri UTM sono uno strumento importante in fase di analisi della strategia di marketing. Servono a capire la reale efficacia dei canali di comunicazione usati nel proprio business. Ci consentono di monitorare l’impatto di ciascuno di essi, conoscere gli interessi del proprio target, valutare le performance dei contenuti pubblicati e persino misurare le conversioni.  Il podcast è uno dei canali di comunicazione che completano l’ecosistema comunicativo di un brand, piccolo o grande che sia. Come tale, se usato come strumento di marketing, contribuisce a sostenere il business portando traffico verso i canali di conversione, come ad esempio il sito web.  Tuttavia, essendo il podcast un contenuto audio e per certi versi quasi più immateriale di un contenuto visivo e testuale, come si fa a misurarne l’efficacia, a tracciarne l’impatto e a isolarlo rispetto a tutti gli altri canali di comunicazione? Usando i parametri UTM. In questo articolo ti spiegherò cosa sono e come usarli per tracciare il traffico verso il tuo sito web, proveniente dal podcast. Tracciamento dei dati: a cosa serve Se hai un sito web e questo è anche il tuo canale di conversione diretta, è importante capire anche quali sono le fonti di traffico in entrata, ovvero è importante capire da dove le persone arrivano verso il nostro sito web. Il traffico in entrata potrebbe arrivare da: motori di ricerca, magari in risposta a una query di ricerca dai social, se hai condiviso link diretti verso il tuo sito newsletter campagna di advertising. Ma in che misura ciascun canale di comunicazione contribuisce al traffico in entrata verso il nostro sito? Quali pagine visitano gli utenti? Sono tutti aspetti importanti da conoscere perché ci consentono di misurare l’efficacia della nostra strategia di marketing e monitorare le aree di miglioramento. Google Analytics per tracciare i dati A questo proposito, Google Analytics (G.A.) è uno strumento potentissimo, anzi direi LO strumento di analisi per eccellenza: è gratuito ed è messo a disposizione da Google per monitorare il proprio sito web. Ti consente di analizzare tutte le tue fonti di traffico e il comportamento degli utenti.  Infatti sulla base di alcune logiche di aggregazione, G.A. classifica in modo schematico la provenienza del traffico, permettendoti di analizzarli in modo mirato.  Può capitare che G.A. non riesca a determinare in modo corretto alcune fonti di traffico o non abbia elementi sufficienti per classificarle e quindi alcune informazioni confluiscono tutte in una voce di traffico indiretto che, di fatto, fa perdere la capillarità delle analisi. Tra questi dati “non censiti” potrebbero esserci anche quelli provenienti dal podcast, ovvero dai link inseriti nelle descrizioni del podcast.  Ti ho già parlato dell’importanza delle descrizioni degli episodi del podcast sia per il posizionamento sui motori di ricerca, sia per il coinvolgimento degli ascoltatori, che per canalizzare il traffico verso i tuoi canali di conversione diretta. Il podcast infatti è un ottimo strumento per raggiungere un pubblico in target e fidelizzarlo. Ma poi per poter convertire concretamente quegli ascolti in qualcosa di più, è necessario convogliare gli ascoltatori verso un sito web o un altro canale. Tutto questo è possibile farlo, appunto, attraverso i link diretti inseriti nelle descrizioni. Ora, e qui arriviamo al fulcro dell’argomento di oggi: come si fa a isolare l’impatto di queste fonti di traffico e monitorarne l’efficacia? Parametri UTM: cosa sono I parametri UTM non sono altro che tag, o pezzettini di codice che, se aggiunti alla URL da monitorare, consentono di tracciare in maniera corretta la provenienza del traffico web. Infatti gli UTM sono spesso usati per monitorare le singole campagne di advertising. Per individuare quali specifici annunci portano maggiori conversioni e quali campagne invece presentano scarse performance. Se non mastichi molto questo tipo di informazioni, ti aiuto facendoti un esempio semplice. Immagina di attivare due campagne di advertising su Facebook con parametri diversi tra loro (ad esempio per grafica o copy differenti, oppure gruppi di target diversi), che puntano entrambe sulla stessa pagina web del tuo sito.  Su GA, il traffico proveniente da queste campagne sarà identificato tutto come fonte Facebook, senza la spaccatura per singola campagna. Come fai a sapere quale delle due campagne ti ha portato più traffico? Qui intervengono i tag UTM che ti consentono di personalizzare la URL e isolare il traffico di ogni singola campagna. Questo in sostanza il loro funzionamento. In modo simile, i parametri UTM possono essere usati anche per tracciare il traffico web proveniente dagli ascoltatori del podcast. In che modo? Come si creano QUESTI parametri? Impostare i parametri UTM per il podcast Lo strumento gratuito più comunemente usato per impostare gli UTM, si chiama Campaing URL Builder. Funziona in modo semplice perché è una struttura guidata attraverso la compilazione di un modulo online. Ti basta inserire l’URL della pagina web che vuoi monitorare e aggiungere le informazioni inerenti la fonte di traffico alla quale collegarla.  Una volta che hai compilato questo modulo, lo strumento ti genera una nuova URL che tu potrai copiare e incollare nelle note degli episodi in corrispondenza della pagina web che stai comunicando agli ascoltatori. Facciamo un esempio. Se volessi tracciare il traffico web di uno dei miei articoli di blog e inserire il link nelle note dell’episodio corrispondente, dovrò copiare la URL originale e inserirla nel modulo come primo elemento. Dopodiché dovrò identificare gli estremi della destinazione del link. Nell’immagine qui sotto vedi un esempio di compilazione. Come vedi, alcuni campi sono contrassegnati da un asterisco perché obbligatori. Altri invece sono opzionali e puoi compilarli se li reputi applicabili al tuo caso. Sembra tutto complicato ma, una volta capito il meccanismo è super semplice.  Il toocreerà un link personalizzato, come puoi vedere nell’immagine sottostante, che sarà tracciato da GA in modo corretto e separato dalle altre fonti di traffico. Questo ti permetterà di capire quanti utenti hanno visitato il tuo sito web provenendo proprio dal podcast.  Il consiglio che posso darti è di usare uno standard per tracciare il traffico proveniente dal podcast. Raccogli i dati dei tracciamenti in un foglio excel per costruire e mantenere un format chiaro. È un lavoro aggiuntivo da fare, non lo nego. Ma se vuoi sapere quanto il podcast incide sul tuo traffico web e capire se sta funzionando come strumento di marketing, è tempo ben speso.  Come dico sempre, non sono gli ascolti il parametro per capire se il tuo podcast sta avendo successo. Gli ascolti sono una condizione necessaria per raggiungere i tuoi obiettivi. Ma il vero successo si misura in KPI. Sapere che azioni compiono gli ascoltatori dopo averti ascoltato, ti aiuterà a capire se il podcast sta portando valore al tuo business e sta funzionando come canale di comunicazione. Il tracciamento dei dati è un ottimo modo per canalizzare queste informazioni ed è gratuito. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? Ogni progetto creativo nasce da un’idea, ogni podcast nasce da un’idea. Ogni episodio nasce da un’idea. Ma come nascono le idee per un podcast? Come si attiva quel processo creativo che accende la nostra mente e ci porta a trasformare un’intuizione in qualcosa di concreto? Trovare l’idea giusta per un podcast non è sempre così facile. Alcuni dei miei lettori mi hanno confidato di desiderare da mesi di fare un podcast, ma restano bloccati nel trovare l’idea giusta. Mi è capitato di frequente di ascoltare frasi come “non sono sicura di quello di cui voglio parlare”, “ho paura che l’idea sia banale” oppure, addirittura “esiste già un podcast che parla di questo argomento e mi hanno rubato l’idea?”. E così, passano le settimane, mesi e il progetto di fare un podcast resta nel cassetto. Dunque quali sono alcuni modi per trovare l’idea per un podcast? Dove possiamo attingere per stimolare nuove idee? In questo articolo parleremo di idee e di alcuni modi per trovarne di interessanti. 10 modi per trovare idee per un podcast 1. Pesca dalle tue passioni o dai tuoi interessi Per interessi e passioni mi riferisco a un argomento che senti davvero tuo. Qualcosa di cui sai abbastanza e per il quale senti di poter sostenere delle argomentazioni e condividere punti di vista, insomma qualcosa che ti entusiasma e ti carica di energia. Non è detto che la tua passione debba per forza essere l’argomento fulcro del podcast. Potrebbe però essere uno spunto da cui attingere per darti una direzione e sviluppare argomenti correlati o associati a quell’ambito. Qui mi viene in mente il podcast La Festa dei Folli di Gianluca Kamal. Lui è uno studioso e un appassionato di storia, anche se svolge una professione del tutto diversa. Ha attinto da questa sua passione per realizzare un progetto che racconta la vita e le vicissitudini di personaggi considerati “Folli”, che hanno segnato la nostra storia. Un altro esempio di come una passione possa diventare il frutto di un progetto è A tavola con Giulio Cesare di Daniela Zeziola. Lei mixa sapientemente la sua passione per la storia con le abilità in cucina. In ogni puntata narra un contesto storico e poi dona una ricetta legata proprio al personaggio, alla cultura o al periodo storico appena narrato. Ascoltalo! È davvero interessante e curioso. 2. Concentrati sui valori di cui vuoi farti portavoce Quali sono le cause di cui sei un convinto o convinta sostenitrice? Quelle per cui senti di poterti battere o che appoggi perché affini alla tua visione del mondo. Creare un podcast che si poggia sulla nostra identità valoriale è un ottimo modo per portare all’attenzione del pubblico un messaggio profondo in cui crediamo e ci posiziona in modo netto sui temi che scegliamo di condividere. Su questo aspetto per esempio si basano molti branded podcast, cioè podcast realizzati da aziende e usati come strumento di branding e di posizionamento. Un esempio di idea podcast sui valori aziendali? Le Alleate, il branded podcast prodotto per il progetto benefit LeRosa, il cui payoff è “Ascoltare. Collaborare. Sorridere”. Proprio su questi tre verbi, che riassumono la vision dell’intera community, è stato progettato il podcast. Attraverso le storie di alcune delle donne che la compongono, ogni episodio esprime in concreto cosa significa vivere una comunità femminile basata su questi tre valori e quali ne sono i vantaggi. 3. Valorizza le tue competenze Un’idea podcast basata sul valorizzare le tue competenze personali e professionali, può tradursi nella scelta di creare un podcast di divulgazione o content marketing, focalizzato sui temi che nel tuo business già affronti in modo diretto. Questo è un metodo molto usato e utile ai liberi professionisti che vogliono posizionarsi nel proprio settore e usare il podcast come leva di marketing. In alternativa, potresti far emergere le tue competenze personali e professionali anche in modo molto più creativo e meno diretto, uscendo dai soliti schemi. Facciamo qualche esempio? Te ne propongo due. Il primo è il podcast Dai Nonna di Valeria Battaini. Lei è attrice, voice over e speaker professionista e in questo podcast si diletta ad usare la voce in modo fantastico ricreando diversi personaggi. Ogni puntata è una fiaba raccontata proprio da una nonnina alla sua nipotina, con tanto di personaggi di volta in volta diversi e magistralmente interpretati da Valeria stessa. Beh, lei attraverso questo podcast valorizza molto bene le sue abilità e usa il podcast anche come allenamento all’uso della voce. L’idea del suo podcast in questo caso attinge alle sue competenze. Il secondo esempio è Canzone della Buonanotte di Annalisa Giansante, alias Annalu, cantante, cantautrice, insegnante di canto. Nel suo podcast, insieme al co-conduttore Francesco, raccontano la storia di una celebre canzone e poi ne cantano e suonano una versione live pazzesca. Te li lascio da ascoltare. 4. Trai spunto dalle tue esperienze personali La vita può riservarci esperienze intense e che ci portano a gradi di consapevolezza profondi, che ci cambiano e ci migliorano. Queste esperienze sono spesso fonte di grande ispirazione sia per chi sta vivendo situazioni simili, sia per chi non conosce la realtà di alcuni contesti e a cui potrebbe essere utile conoscere. Se hai vissuto esperienze personali che ti hanno segnato in modo particolare e che hanno influito sulla tua vita attuale, prova a pensare a come possono essere di aiuto a chi ti ascolterà. Cosa raccontano di te e di quello che sei oggi? Anche in questo caso voglio citarti qualche esempio concreto di podcast. È il sesso bellezza di Giulia di Quilio, attrice e performer di burlesque, parla in prima persona di tabù, rapporto con il proprio corpo e con il sesso, tra ironia e distacco. Il secondo è Lendas, di Loretta da Cosa Perrone, Content Manager e Copywriter italo-brasiliana, che ci porta in un viaggio tra Brasile e Italia tra folclore, leggende e la sua infanzia. Infine, non posso non citare Ponti Invisibili di Teresa Potenza, giornalista ed esperta in Medio Oriente, che racconta la sua vita in Siria prima e durante i primi conflitti di guerra, portando alla luce il suo approccio giornalistico di Slow Journalism. 5. Lasciati contaminare da ciò che leggi, ascolti e osservi I libri sono una grande fonte di ispirazione, soprattutto se riguardano temi specifici sul tuo settore professionale, ma non solo. A volte l’ispirazione non riguarda solo l’argomento in sé, ma anche il modo in cui viene sviluppato o raccontato. Oltre ai libri, anche le serie TV o altri podcast possono rivelarsi scintille per accendere un’intuizione e da trarre l’ispirazione giusta che ti serve per sviluppare l’idea del tuo podcast. Usa poi questi spunti per adattarli al tuo tema e al tuo modo di comunicare. L’importante è che non sia la replica di un altro podcast. 3 idee podcast per liberi professionisti Leggi tutto 6. Ascolta le persone con cui ti relazioni Restando in tema di podcast per il tuo business, pensa a cosa si chiedono i tuoi clienti. Quali sono le domande e gli argomenti più frequenti che ti rivolgono? Sono persone che appartengono ad una profilo preciso che ha bisogni, dubbi o esigenze specifiche? Il pubblico è sempre il vero protagonista del podcast. Ciò significa che è un contenuto che deve essere utile agli ascoltatori non solo a te. Tenendo a mente questo, credi possano esserci curiosità o aspetti che nessuno racconta ma che tu conosci molto bene e che puoi svelare in un podcast? Su questo punto ti porto l’esempio della seconda stagione del podcast Diventare Wedding Planner di Elisabetta Bilei, wedding planner e mentore per aspiranti e futuri professionisti del settore. Nel suo podcast ci porta dietro le quinte del suo lavoro raccontando vere storie di matrimoni con tutti gli imprevisti possibili e di come sono stati gestiti. Insomma una divulgazione resa concreta. 7. Restringi il campo Usa il podcast per parlare solo a un profilo specifico di cliente o interlocutore tipo, oppure per trattare argomenti molto verticali in profondità. Offrirai così un contenuto di alto profilo diversificando la tua comunicazione rispetto ad altri canali esistenti. Potresti approfondire tematiche che tratti nel tuo blog, ma argomentando e integrando i contenuti con interviste, casi studio, contributi audio esterni, storie, aneddoti, curiosità. Addirittura potresti creare una sorta di spin off del tuo blog. In questo modo crei una sinergia con altri canali senza duplicarne i contenuti, ma trattandoli in modo del tutto diverso o focalizzato. Podcast per blogger: le idee per cominciare Leggi tutto 8. Rendi accessibili e fruibili le informazioni A molte persone piace imparare cose nuove, ma non sempre hanno la possibilità di accedere a informazioni attendibili o di qualità su determinati argomenti. Se sei per esempio un giornalista, un divulgatore, uno studioso e hai accesso a fonti o documentazioni divulgabili, non riservate ma che possono diventare di utilità per il pubblico, perché non essere un facilitatore di queste informazioni? Semplificare, rendere chiari concetti poco comprensibili, attingere a fonti autentiche e di valore di cui disponi a beneficio della cultura. Tra questi cito il podcast di Alessandro Barbero, curato da Fabrizio Mele. Una raccolta non ufficiale a scopo divulgativo delle sue conferenze sulla storia. 9. Definisci l’intento della tua comunicazione Riflettere sull’intento comunicativo è un’altra leva per stimolare nuove idee podcast. Con quali finalità vuoi creare il podcast? Educare, informare, formare, diventare opinion leader, intrattenere, ispirare, sensibilizzare su temi sociali, sono alcuni esempi. Forse hai già scelto il tuo tema portante, ma l’idea giusta del podcast potrebbe risiedere nella forma con la quale lo tratti. Il taglio, lo stile, la prospettiva con cui si affronta l’argomento può cambiare radicalmente il progetto e quindi darti la possibilità di sfruttare un’idea già adottata da altri ma con una veste nuova e personale.  10. Sviluppa temi complementari Hai mai pensato di fare un podcast in coppia? Magari con professionisti che operano in ambiti correlati al tuo? Questa è sia un’ottima soluzione per creare un podcast a budget ridotto, in quanto ti consente di ripartire le spese di produzione, sia per offrire al pubblico un contenuto diverso e di grande valore aggiunto. Cerca partner con cui collaborare e che possano ampliare le tue conoscenze o apportare un punto di vista nuovo e correlato al tuo. ConTanti Saluti è uno degli esempi podcast che ha combinato due figure professionali diverse ma complementari. I due conduttori sono Emanuela Rinaldi, sociologa e docente universitaria sui temi legati alla cultura finanziaria, ed Enrico Bertolino, comico ma anche un professionista con anni di lavoro in banca alle spalle. Entrambi si occupano o si sono occupati di finanza, ma grazie alle esperienze diverse pur se affini portano punti di vista nuovi e le idee si mescolano e si contaminano. Conclusioni Questi sono i miei 10 spunti per stimolare nuove idee per il tuo podcast e tirare fuori dal cassetto quel progetto che ancora non ha visto la luce. Nessuno ti vieta di mixare questi consigli, abbinarli tra loro e sollecitare la produzione di altre idee.  Stimolare nuove idee podcast è il primo passo quindi iniziare a lavorare a qualcosa di concreto. E se dopo che hai trovato un’idea volessi sapere se è quella giusta, contattami e ti aiuterò a progettare il podcast adatto a te. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? Il podcast è un ottimo modo per promuovere il proprio business e negli ultimi anni sono tanti i professionisti e le aziende che si sono interessati a questo canale di comunicazione. Forse sei tra quelli hanno scoperto il podcast da poco e ti incuriosisce sapere come funziona, o magari ne ascolti tantissimi e l’idea di averne uno tutto tuo ti alletta molto, oppure credi che la tua attività per essere al passo coi tempi debba assolutamente avere un proprio canale audio o, forse, vuoi solo differenziarti dalla concorrenza. Ecco, se in qualche modo senti di appartenere a una (o più) di queste categorie e stai pensando di creare un podcast, allora è il momento di chiedersi: “il podcast è davvero il canale di comunicazione adatto a me e al mio business?”. Perché se c’è una cosa che devi sapere è che il podcast è un lavoro duro: richiede tempo, risorse e impegno. Devi esserne consapevole prima di cominciare. E allora facciamo chiarezza e vediamo insieme quali aspetti e quali domande possono aiutarti a capire se il podcast è il canale di comunicazione che fa al caso tuo. Come scegliere il canale di comunicazione giusto Facciamo una premessa. Come ho spiegato nell’articolo sulla multicanalità, i canali di comunicazione online sono tanti e hanno caratteristiche diverse tra loro per linguaggio, formato, target, tempi di fruizione e logiche comunicative. Restando in ambito digital, troviamo: Sito webBlogPodcast marketingVideo marketingNewsletterSEOSocial mediaDigital PRAdv. Alcuni canali di marketing sono a mio avviso necessari per qualunque business, altri possono essere selezionati e integrati nella propria strategia solo dopo una valutazione interna precisa. Certo, è sempre bene diversificare e avere più touchpoint attivi possibili per intercettare il pubblico in target. In questo modo moltiplicheresti le possibilità di convertire i prospect e aumentare le vendite. Ma sarebbe impensabile usare ottimamente tutti i canali di comunicazione senza impiegare risorse adeguate in termini di tempo, budget ed energie. Per contro, essere presenti su tutti canali senza sfruttarli appieno o usandoli in modo discontinuo perché poche le risorse da investire, non ti porterà da nessuna parte. Devi fare una scelta e identificare lo strumento marketing più adatto a te. Come si fa a scegliere? La verità è che non esiste il canale di comunicazione migliore o peggiore in assoluto. Esistono strategie giuste per ogni business che definiscono percorsi marketing in cui ciascun canale fa la sua parte e contribuisce al risultato. La scelta dipende dal tipo di messaggio, target e obiettivi. Questo vale per tutti i canali di comunicazione, compreso il podcast. Entriamo un po’ più nello specifico e capiamo se il podcast si addice al tuo business. Come capire se il podcast è il canale di comunicazione adatto a te Credo che il modo migliore per trovare le risposte giuste sia scavare in profondità ed essere disposti a farsi domande a volte un po’ scomode. Come per gli altri canali marketing, anche il podcast ha un suo “codice” e perché funzioni bisogna conoscerlo e applicarlo. Se si parte da presupposti sbagliati, si possono prendere vere e proprie cantonate che ti faranno sprecare tempo, energia e soldi. Non ne vale la pena, te lo assicuro. Quelle che ti menziono ora sono tutti elementi da tenere presente se vorrai integrare il podcast marketing nella tua strategia di comunicazione. Podcast Marketing: come creare la strategia giusta per il tuo business Leggi tutto Che tipo di contenuti vuoi trasmettere? Il podcast, sebbene sia un ottimo modo per promuovere il proprio business, non è lo strumento giusto per lanciare messaggi commerciali diretti. Nessuno ascolterebbe un contenuto di 10-20-30 minuti o più in cui si fa solo pubblicità. Le persone che dedicano tempo ad ascoltare un contenuto cercano risposte, intrattenimento, ispirazione, motivazione, informazione. Di certo non promozioni spudorate. Per l’advertising ci sono altri contesti più adeguati. Quindi, se credi di avere contenuti utili da divulgare, di cui sei esperto o appassionato, allora il podcast può fare al caso tuo. Chi è la tua target audience? Se hai già un’attività avviata, probabilmente conoscerai bene le esigenze della tua target audience. Sai quali sono gli argomenti di interesse, i bisogni, i desideri. Ma quanto conosci le abitudini del tuo pubblico? È importante farsi questa domanda per capire in primis se il podcast può essere lo strumento giusto per il tuo target e in secondo luogo quale format o strategia di divulgazione sia migliore. Chiediti: Si tratta di profili che ascolterebbero un podcast?Quanto tempo avrebbero da dedicare ai contenuti?Usano già strumenti idonei all’ascolto? Mettiti nei loro panni e immagina quale sarebbe l’esperienza di fruizione. Hai tempo da investire? Per fare un podcast ci vuole un po’ più tempo di un post sui social o di un articolo di blog ma anche molto meno tempo di un buon video su YouTube. Devi mettere in conto che ci sono attività di produzione che possono richiedere diverse ore di lavoro e competenze tecniche da acquisire (o delegare). Con una buona pianificazione e organizzazione si può trovare la quadra giusta, l’importante è che tale impegno venga mantenuto nel tempo. Non c’è niente di peggio che iniziare un progetto e mollarlo dopo due o tre episodi perché ci si rende conto che non si è in grado di portare avanti il lavoro. Qual è il tuo budget? Tutte le produzioni podcast hanno un impatto sul conto economico. Di gratis non c’è niente. Puoi certamente contenere i costi facendo scelte oculate, così come ho spiegato nell’articolo su come creare un podcast a budget ridotto. Ma qualcosa dovrai pur spendere, specie se il podcast sarà il tuo strumento di marketing e quindi rappresentare il tuo brand. Ecco alcune delle voci che potrebbero influire sul budget: attrezzaturahosting providerlicenze musicalicorsi di formazionesoftware di registrazionecosti di graficaconsulenze personalizzate. La bilancia può pendere in modo diverso su una o più voci a seconda del tipo di progetto che vuoi realizzare, la durata, la tua esperienza e competenza, il tempo a disposizione e il livello di qualità. Il podcast è un canale che ti metterebbe a tuo agio? Questo è un elemento emotivo da non sottovalutare. E naturalmente mi riferisco a chi vuole creare un podcast in prima persona. C’è una componente psicologica legata all’ascolto della propria voce registrata che a volte spaventa. Ma è questione di abitudine e allenamento. Di solito passa dopo il primo impatto. C’è tuttavia un altro aspetto legato alla voce. È uno degli organi in grado di svelare molto di noi: la personalità, le emozioni, le intenzioni, l’identità. Dobbiamo essere disposti a donare una parte di noi agli altri ed esporci al pubblico in tutta la nostra interezza. Questo in realtà è il bello del podcast, perché proprio grazie alla voce possiamo costruire una relazione più autentica e intima con gli ascoltatori, ma all’inizio potresti provare imbarazzo, specie nei confronti dei tuoi amici e conoscenti. Prendila come un atto di coraggio. Come aprire il proprio canale di comunicazione podcast Molte aziende decidono di investire nella creazione di branded podcast commissionando l’intera produzione a un team dedicato gestito da un podcast producer. Le figure professionali che ruotano intorno a un produzione podcast sono autori, tecnici audio, curatori, speaker, sound designer, graphic designer, marketer. Qui il livello di qualità richiesto è alto e il budget è determinante. Ma non tutte le produzioni sono commissionate per intero. Alcuni ottimizzano risorse interne e acquistano da altri professionisti solo alcuni servizi. Se sei un libero professionista e non hai esperienza puoi decidere di investire tempo per acquisire competenze e seguire corsi di formazione in autonomia, oppure seguire un percorso di coaching podcast che ti guida passo passo dalla progettazione alla pubblicazione del tuo podcast. In ogni caso, la prima valutazione da fare è se il podcast è il canale di comunicazione che fa per te. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? Target audience è un termine che bene o male tutti, almeno una volta, hanno sentito menzionare. Nel marketing si usa spesso per indicare il “segmento di pubblico” a cui sono destinati i prodotti e i servizi di un brand. Contenuti nascondi 1 Cosa si intende con il termine Target Audience 2 A cosa serve identificare un pubblico 3 Perché è importante individuare la Target Audience nel podcast 4 Come si definisce il proprio target nel podcast Ciò di cui parleremo in questo articolo è come il pubblico target diventa rilevante in fase di produzione di un podcast, e quali fattori bisogna tenere conto rispetto ad altri canali di comunicazione. Dunque, target audience: cos’è? e soprattutto perché è importante definirla prima ancora di cominciare a creare i contenuti del nostro podcast? Cosa si intende con il termine Target Audience Possiamo definire la target audience di un podcast come il nostro pubblico di riferimento, cioè il gruppo di persone a cui ci si rivolge. Identifica, in pratica, i destinatari della nostra comunicazione. Il termine stesso target, sottintende che questo pubblico non sia generico ma sia specifico e che accolga persone con caratteristiche, esigenze, interessi o obiettivi comuni. Possono essere utenti molti diversi tra loro, accomunati, però, da fattori sostanziali che li definisce come gruppo o categoria. Avere in testa questo concetto è importantissimo quando si comunica. A cosa serve identificare un pubblico Chi abbiamo di fronte determina sempre il modo in cui comunichiamo. Facciamo un esempio. Immagina di spiegare a un bambino di 6 anni il tipo di lavoro che svolgi ogni giorno. Quali parole sceglieresti? Con che profondità di dettagli lo spiegheresti? Ora, immagina di spiegare che lavoro svolgi a un tuo collega. Quali parole useresti? Con che profondità racconteresti i dettagli del tuo lavoro? L’argomento di fondo è sempre lo stesso: spiegare il tuo lavoro a qualcuno. A cambiare, in un caso e nell’altro è solo quel qualcuno. È vero, apparentemente si tratta solo di un interlocutore diverso. In realtà con quel qualcuno di diverso, cambia tutto il resto. Podcast Marketing: come creare la strategia giusta per il tuo business Leggi tutto Qualunque tipo di comunicazione, a prescindere dal canale che si usa per farla, è sempre un processo bidirezionale. Ed è un processo anche piuttosto complesso perché è influenzato da: contesto livello di confidenza età sesso cultura luogo in cui si vive tipo di relazione che abbiamo con quella o con quelle persone. Tutto questo processo è sicuramente più semplice impostarlo quando abbiamo fisicamente qualcuno di fronte a noi. Perché lo vediamo, siamo in grado di decifrare i segnali che ci arrivano anche dal linguaggio del corpo, dalle sensazioni che percepiamo e che regolano di conseguenza il modo in cui ci relazioniamo con quella persona. Siamo in grado di scegliere più facilmente che linguaggio usare, quale tono, quale registro. Ma cosa succede quando questo pubblico non è fisico? quando non lo possiamo vedere concretamente, come per esempio succede con il podcast? Perché è importante individuare la Target Audience nel podcast Parlare a qualcuno che non vediamo e non conosciamo complica un po’ le cose. Eppure nel podcast quel pubblico è reale, esiste. Parliamo davvero a qualcuno che ci ascolta, anche se non risponde in modo diretto alla nostra comunicazione. Come si fa a parlare a qualcuno che non si è mai visto? Beh la risposta è semplice: ce lo dobbiamo immaginare. E per potercelo immaginare, dobbiamo prima scegliercelo.  Dobbiamo decidere a chi rivolgere la nostra comunicazione. Ed è una scelta che va fatta già nella fase iniziale del progetto, e non in fase di produzione. Nel podcast, a seconda del pubblico a cui scegliamo di rivolgerci, potrebbero cambiare: il concept, lo stile di comunicazione, il piano editoriale, la frequenza di pubblicazione, la durata degli episodi, il giorno di pubblicazione, i canali di promozione attraverso cui veicolarlo, le persone da coinvolgere nel progetto. Tutti aspetti che possono cambiare radicalmente il processo di produzione. Non è quindi un aspetto di secondaria importanza. Come si definisce il proprio target nel podcast Il target si sceglie ragionando su più fattori. gli obiettivi il tipo di argomento il punto di vista con cui si sviluppa la profondità con cui si affronta un argomento le finalità del progetto  la competenza e l’esperienza possedute su uno specifico argomento. Gli obiettivi Se stai facendo un podcast per il tuo business, quindi lo stai usando come strumento di marketing, dovresti pensare a quali persone sarebbe strategicamente più utile raggiungere attraverso il podcast perché portino valore al tuo business. Potrebbero essere potenziali clienti, ma anche potenziali partner. Obiettivi di marketing e di podcast: perché è importante allinearli? Leggi tutto Argomento Non tutte le persone saranno interessate a quello di cui vuoi parlare. Semplicemente per mancanza di interesse o di esigenze specifiche. Potresti parlare di genitorialità, ma va da sé che se una persona non ha figli e non ruota attorno ai bambini, è più difficile che sia coinvolto nell’argomento. Punto di vista A parità di argomento, potrebbe cambiare il modo in cui ne parli o la prospettiva da cui affronti il tema, e dare così una connotazione più specifica che potrebbe interessare più ad un pubblico piuttosto che un altro. Questo è un aspetto importante anche per differenziarsi dai competitor. Profondità dei contenuti La profondità con cui vuoi affrontare l’argomento si riallaccia un po’ all’esempio di prima. A un bambino di 6 anni se racconti il tuo lavoro, probabilmente sarai molto più generico rispetto a un collega. Questo perché cambia il livello di conoscenza di fondo del tuo target. Quindi domandati: quando voglio essere tecnico o dettagliato in quello di cui parlo? Finalità del progetto Per finalità intendo il tipo di reazione che si vuole suscitare con il podcast. Deve essere un prodotto per sensibilizzare un pubblico, per educare, per intrattenere, per informare? Qual è lo scopo? Competenza ed esperienza Il tuo livello di preparazione sull’argomento determina anche il pubblico a cui puoi rivolgerti in modo che tu abbia sempre autorevolezza e ottenga la fiducia degli ascoltatori. Questo non significa che tu debba metterti in cattedra a impartire lezioni ma nemmeno sembrare improvvisato sull’argomento. Questa è la prima analisi che dovresti fare prima di capire a quale target rivolgerti. E diciamo che è già un gran lavoro di scrematura. Una volta fatto questo passaggio, definire la tua target audience diventa molto molto più facile. Ma non è un lavoro che termina qui, ovviamente. Perché ora bisogna concentrarsi sui dettagli e arrivare a definire l’ascoltatore ideale. Questo è un passaggio chiave che si fa partendo da una serie di valutazioni, di domande che ci possiamo porre e che ci portano ad una risposta. Ed è uno dei passaggi che spiego molto bene in una delle lezioni del breve corso Trasforma la tua idea in un podcast vincente in 7 giorni che è un inizio di progettazione del proprio podcast che ti da tutti gli strumenti base per partire con il tuo progetto. Ad oggi ben oltre 200 persone lo hanno già seguito e se vorrai potrai essere parte di questo gruppo. 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Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? Creare un podcast ti stuzzica, ma non hai la più pallida idea di come iniziare a muovere i primi passi? Allora sei nel posto giusto. Questa è la guida introduttiva su come fare un podcast partendo da zero. Qui ti spiegherò tutte le fasi di creazione: dal progetto agli strumenti, dalla scelta editoriale fino alla pubblicazione e promozione. Tutti elementi che ti serviranno se vuoi implementare il podcast nella tua strategia di business o anche solo per realizzare un prodotto audio personale. Creare un podcast per il proprio brand, personale o aziendale, significa entrare in un mercato ancora poco affollato rispetto ad altri canali di comunicazione. Il che è una grande opportunità. Pensa che all’inizio del 2021 si contavano quasi 600 milioni di blog (dato Internet Statistics Facts) contro i poco più di 4 milioni di podcast a metà del 2022 secondo i dati di Podcast Index. Questo significa che con il podcast puoi sfruttare un vantaggio competitivo non indifferente se lo inserisci in modo efficace nella tua strategia di marketing. Se il tuo intento è iniziare con il piede giusto, lascia che ti guidi passo passo. Sulla base di quanto ho sperimentato personalmente con i miei clienti, ti fornirò alcuni consigli utili su come fare un podcast che ti permetteranno di diventare podcaster anche se sei alle prime armi. Cos’è un podcast? Prima di darti tutte le informazioni necessarie su come fare podcast voglio stabilire dei punti fermi. Nel corso di questa guida userò dei termini e un linguaggio che presuppone che tu sappia cos’è un podcast. Ma meglio partire avendo condiviso effettivamente le nozioni base su significato di podcast. La definizione che io uso è quella ben esplicitata dallo IAB (Associazione dedicata all’advertising interattivo) e poi ripresa da IPSOS. Il podcast è un contenuto audio inedito, e ascoltabile online e on demand. Questo significa che nasce per essere audio e non è la trasposizione di contenuti originariamente creati per altri canali di comunicazione. Tutto ciò che nasce in forma video, testo scritto (es. audiolibri), programmi radio, non rientrano in questa categoria. Questo è un concetto purista, se vogliamo. Ma è la definizione di podcast che adotteremo in questa guida. Se vuoi conoscere la storia del podcast e approfondire questo argomento, leggi l’articolo qui sotto. Cos’è un podcast e come ascoltarlo Leggi tutto Come fare un podcast di successo: le 5 fasi Per realizzare un podcast di successo è importante che tu lo veda come a un progetto vero e proprio. Partire in quarta senza un minimo di basi potrebbe portarti a una grande dispersione di tempo e denaro. E sono sicura che non è ciò che vuoi. Senza contare che modificare in corso d’opera un podcast è un tantino più difficile rispetto a evisionare un articolo blog o un post sui social. Con questo concetto in mente, è chiaro che il podcast deve essere ideato e costruito senza lasciare nulla al caso. Il rischio altrimenti è quello di iniziare con grande entusiasmo per poi abbandonare il progetto non appena ci si rende conto che non è più sostenibile, sia in termini di risorse che di fattibilità. Per porre le giuste basi e capire come creare podcast di successo, bisogna conoscere le 5 fasi del processo: progettazione pre-produzione produzione pubblicazione promozione. Fase 1: Creare il progetto podcast Proprio come faresti per la creazione di un tuo prodotto o servizio, prima di fare un podcast bisogna mettere nero su bianco cosa ti serve per realizzarlo. Non parlo solo di strumenti e attrezzature, ma anche di risorse, tempo, partner e molto altro. Avere una visione d’insieme del tuo progetto è molto utile per mettere a punto la tua strategia. A questo proposito ti suggerisco di usare il Podcast Model Canvas per tracciare il tuo board visivo e procedere alla fase di progettazione. Con il progetto avrai un’idea chiara e precisa della direzione da prendere e soprattutto mantenerla fino alla fine. Il più delle volte si tralascia questa fase iniziale perché ci si focalizza subito sulle attività operative, mentre invece la progettazione è quella più importante. È qui che decidi, dati alla mano, tempi, modi e risorse da impiegare sulla base della tua disponibilità. Parti dagli obiettivi Potresti già avere un’idea di podcast che ti piacerebbe realizzare. Ma ti sei soffermato davvero a pensare al perché vuoi fare un podcast e cosa vuoi ottenere? Che il tuo intento sia promuovere il tuo brand oppure creare un podcast per un progetto personale, poco importa. Avere obiettivi ti aiuterà a focalizzarti sulle motivazioni reali che ti spingono a farlo. È un podcast per il tuo business? Poniti degli obiettivi in linea con la tua strategia di comunicazione. Ricorda che devono essere specifici e sotto il tuo controllo. Spoiler: il numero degli ascolti non è un obiettivo perché non è sotto il tuo controllo e non necessariamente porta valore al tuo business. Piuttosto, pensa a come il podcast possa aiutarti a convertire gli ascoltatori in potenziali clienti. Costruisci una sorta di percorso cliente e valuta i touchpoint che potresti sfruttare. Obiettivi di marketing e di podcast: perché è importante allinearli? Leggi tutto Chi è il tuo ascoltatore ideale? Pensa subito a chi vuoi parlare e sii specifico. Avere in mente un ascoltatore ideale ti aiuta a calibrare contenuti e linguaggio. Se ti rivolgi a un pubblico di esperti o a di principianti tutto cambia. Idem se il tuo pubblico è di giovani oppure senior. Questo forse può sembrarti limitante, ma in realtà ti aiuta a fare delle scelte ed essere più incisivo e focalizzato. Inoltre, ricorda sempre che esiste un target principale che è quello a cui ti rivolgi e uno secondario, magari apparentemente non correlato ma altrettanto interessato al tuo messaggio. Scegli l’argomento del podcast Qual è il tema centrale del tuo podcast? Ci hai già pensato? Se hai un’attività come libero/a professionista e il podcast è un canale di promozione del tuo business, la scelta dell’argomento potrebbe seguire l’essenza stessa della tua attività. Potresti parlare di ciò di cui sei esperto e farà gioco al tuo posizionamento e al tuo personal branding. Se il podcast è un progetto personale, potresti concentrarti ad esempio su qualcosa che ti appassiona, su un valore che ti appartiene o una causa che senti tua. Quello che ti consiglio è concentrarti su un tema per te forte, un unico filo conduttore da approfondire nel corso delle puntate. L’ascoltatore ti ringrazierà! Identificare ora il messaggio chiave ti aiuterà anche a preparare un piano editoriale sostenibile e coerente con i tuoi obiettivi di progetto, quelli di cui abbiamo già parlato e che potenzialmente hai già identificato, ma ti aiuterà anche a differenziarti dai tuoi competitor qualora ad esempio esistessero altri podcast che trattano lo stesso argomento. Qual è la tua proposta di valore? La value proposition, che possiamo definire anche promessa all’ascoltatore, è un touchpoint molto importante tra te e lui. È strettamente legata agli obiettivi e al target che hai identificato. Altro non è che la risposta alla domanda “perché dovrei ascoltarti?”. In pratica comunica in modo chiaro la trasformazione, il beneficio che avrà il tuo ascoltatore ideale dopo l’ascolto. Ha due scopi fondamentali: rende subito chiare le aspettative all’ascoltatore: se genera curiosità o incontra i suoi interessi sarà un elemento di ingaggio forte; ti aiuta a mantenere il focus puntata dopo puntata senza il rischio di virare su argomenti o intenti che non hanno attinenza con quanto hai promesso di dare al pubblico. Scrivi un pitch Sapresti condensare in due o tre frasi al massimo la tua idea di podcast? Il pitch è la sintesi della tua proposta di valore. Contiene gli elementi fondamentali per capire subito in cosa consiste il tuo podcast. chi sei di cosa parla il podcast a chi parla perché dovrei ascoltarti. Questo è un passaggio a volte difficile perché richiede una grande capacità di sintesi. Ma è anche una grande prova del nove. Se non riesci a condensare questi concetti, vuol dire che l’idea non è ancora così chiara neanche per te. Quindi devi lavorarci un po’. Crea il piano editoriale podcast Hai scelto tema centrale, target, value proposition. Ora serve sviluppare questa idea. L’argomento che tratterai potrebbe essere affrontato in modi diversi a seconda dell’uditorio a cui ti rivolgi. Ecco un altro motivo per cui è bene sapere subito a chi stai parlando. Prima di cominciare a scrivere di getto il testo della prima puntata, specie se si tratta di una storia che si sviluppa su più episodi, meglio definire anche solo a grandi linee il piano editoriale. In questo modo hai un quadro della situazione più chiaro e sai come sviluppare e distribuire i contenuti sulla serie audio. Concentrati prima sui macro argomenti e poi via via scendi nel dettaglio con la stesura dei titoli delle singole puntate. Trovare gli argomenti giusti mette sempre un po’ in difficoltà all’inizio. Ciò che può aiutarti è avere ben chiaro dove vuoi portare gli ascoltatori. Immagina di accompagnarli nel tuo mondo, qualunque esso sia, legato al tuo business o a una passione o a un valore. Traccia la strada perché possano scoprire pian piano il viaggio che intraprenderanno e stabilisci con quale ritmo. Dai un titolo al tuo podcast Consiglio sempre di arrivare alla scelta del titolo solo dopo aver ragionato su obiettivi, target e tema centrale perché questi passaggi ti aiutano ad attribuire ad esso la sfumatura più corretta. Ideare il nome per un podcast forse è più difficile di quanto si possa immaginare. Deve contenere il messaggio principale del tuo podcast in pochissime parole e ingaggiare il potenziale ascoltatore. Puoi orientarti verso un titolo podcast: descrittivo: chiarisce subito il tema senza lasciare dubbi suggestivo: evoca un’immagine, un concetto senza esplicitarlo di brand: si allaccia al nome del tuo brand, progetto o sito. Come scegliere il titolo giusto del tuo podcast Può darsi che tu abbia già in mente un nome che ti piace e vorresti usare. Nel caso, verifica se rispetta queste caratteristiche. ti saranno utili per trovare quello giusto: breve e sintetico; facile da scrivere e da ricordare; inedito, così non crei sovrapposizioni e confusione; SEO friendly, se possibile, per sfruttare al meglio il motore di ricerca interno delle app di ascolto. Suggerimento: No ai titoli con termini troppo generici che non rimandano a nessun reale messaggio di fondo, no a titoli che contengono la parola “podcast” (a meno che non trattino esattamente quell’argomento come il mio Podcast per il Business), no a titoli con punteggiatura.  Prenditi il giusto tempo per decidere, usa carta e penna per buttare giù le idee e scrivi quanti più titoli o termini possibili ti vengono in mente sull’argomento. Lascia riposare le idee e tornaci su dopo qualche giorno. Se puoi fai brainstorming e confrontati con qualcuno per capire se quello che hai scelto può davvero funzionare. Il titolo deve essere memorabile e memorizzabile. È sempre il naming di un prodotto! 7 regole per scegliere un titolo podcast efficace Leggi tutto Quale sarà il genere del tuo podcast? Per genere intendo la modalità con cui viene esposto il contenuto a prescindere dal format. Ecco alcuni esempi: Docuserie: documentario o inchiesta su temi di attualità o di interesse pubblico. Ne è un esempio il podcast Veleno che ha documentato un fatto di cronaca nera italiana. Divulgativo: per comunicare e rendere comprensibili temi specifici in modo diretto. Di Intrattenimento: può essere ironico, cinico, divertente, può usare lo storytelling o le storie per trasmettere un messaggio. Questo genere può a sua volta includere podcast monografici, di auto narrazione. Nel ragionare sul genere di podcast pensa anche al mood che vuoi ricreare: ironico? leggero? serio? intimista? Quale di questi si presta di più al tuo argomento o senti più vicino al tuo stile? Ascolta diversi podcast per capire cosa ti piace e cosa risuona meglio in te.  Scegli il format podcast più adatto Il format podcast identifica la struttura predefinita della serie. È il modello in base al quale vengono sviluppati i contenuti. I formati possono essere di diversi tipi. Qui ti elenco i più popolari e le differenze che li contraddistinguono. Talk a una voce o monologo Lo speaker conduce la puntata in modo autonomo in una conversazione diretta con l’ascoltatore. Utile per creare una forte connessione con l’utente e per avere autonomia nell’organizzazione dei contenuti. Richiede una buona oratoria per non sembrare “monotoni”. Questo format è molto versatile e si presta a diversi generi podcast. Conversazione libera Due o più speaker conducono la puntata attraverso un dialogo tra di loro. È un format dinamico che può diventare brillante se c’è sintonia tra le parti. Richiede buona organizzazione per la preparazione e la registrazione delle puntate. Intervista Un conduttore principale e un ospite si alternano al microfono. Uno dei format più usati per approfondire tematiche con gli esperti o portare testimonianze rilevanti. L’intervista può essere organizzata in remoto oppure in presenza. Ibrido È frequente mixare i formati tra di loro, ad esempio alternando puntate di talk a una voce e una di intervista. Oppure in una stessa puntata alternare una voce narrante a inserti audio di intervista e/o fonti esterne. Altri formati includo tra questi il catch-up, ovvero la trasformazione in audio di un contenuto nato per altri formati (come il video), e il podcast live, cioè una puntata trasmessa in streaming. Definisci la struttura del podcast I podcast possono essere pensati per sviluppare i contenuti su un numero di episodi definito oppure indefinito. Nel primo caso avremo una serie autoconclusiva, ad esempio di 6-10 episodi, in cui la storia o il tema su cui verte il podcast si esaurisce in un numero di puntate già stabilito.Solitamente questo tipo di struttura si adatta alle serie serializzate, ovvero quando la trama dell’arco narrativo complessivo si distribuisce su più episodi. Ma può benissimo essere una serie episodica in cui ogni puntata esaurisce e conclude l’argomento senza essere legata alle altre. Durata del podcast Sebbene le statistiche di podcast diano indicazioni sulla durata media di ascolto di un utente, ciò non significa che questi dati siano legge e che determinino quanto deve essere lungo ogni tuo episodio. Stima tempo medio dedicato all’ascolto dei podcast giornalmente – Fonte Digital Audio Survey Ipsos 2021 La durata delle singole puntate è da decidere tenendo conto di più elementi: la struttura dell’intero podcast il format la profondità con cui affronterai i temi di ciascun episodio il pubblico a cui ti rivolgi il budget il tempo a tua disposizione l’esperienza. Creare un podcast narrativo seriale di 10 puntate da un’ora ciascuna e ricco di sound design richiede un effort decisamente maggiore rispetto a un podcast divulgativo episodico da 10 minuti. Frequenza di pubblicazione Sulla base degli stessi fattori sopra elencati, decidi con che frequenza pubblicare le puntate. Certo, come ogni contenuto, la costanza e la regolarità sono premiate sia dal pubblico che dalle piattaforme. Però va da sé che riuscire a preparare e pubblicare ogni giorno un podcast di due ore è impensabile rispetto a puntate da due minuti. A meno che tu non sia Joe Rogan e non abbia a disposizione un’entourage di persone a tua disposizione che si occupino di riprese audio, testi, montaggio e tutto il resto. Per cui tieni presente sempre il concetto di podcast sostenibile, e non buttarti a capofitto in imprese titaniche che non puoi portare avanti nel tempo. Struttura della puntata Impostare uno schema della puntata prima ancora di scrivere i contenuti ti aiuta a creare una mappa concettuale utile sia a te che all’ascoltatore. È un’ottima bussola di orientamento, specie se prevede elementi ripetibili e comuni tra una puntata e l’altra. È prevista un’introduzione o una sigla iniziale? Ci saranno degli ospiti? Hai ipotizzato delle rubriche fisse? In quale momento della puntata inserirai le tue call to action? Ci sarà un coming up? Organizza in modo schematico questi momenti in modo che siano replicabili tra una puntata e l’altra. Format podcast: cosa sapere per prepararlo Leggi tutto Fase 2: Pre-produzione podcast A questo punto hai pronto il tuo progetto podcast. Ora è il momento di preparare tutto ciò che ti occorre per iniziare la vera e propria produzione. Scrivi un trailer L’episodio trailer è la presentazione dell’intera serie audio. Si tratta di una breve puntata di 90-120 secondi che racchiude il fulcro del tuo podcast. Lo scopo principale è ingaggiare gli ascoltatori anticipando quel tanto che basta per capire cosa aspettarsi. Per cui presentati, presenta il tuo podcast, spiega perché dovrebbero ascoltarlo, fornisci gli elementi necessari per capire come intendi sviluppare gli argomenti e con che frequenza. A questo proposito ho preparato un articolo con altri suggerimenti su come creare un trailer efficace. Scegli la musica Scegliere la musica per il podcast richiede tempo, ma è anche una parte divertente del lavoro. Il sound è un elemento importante all’interno di una serie audio: determina il mood, crea atmosfera, definisce l’identità e scandisce i ritmi dei contenuti. Se poi ci sono elementi sonori caratteristici e unici, innesca quell’elemento di familiarità che attiverà subito nell’ascoltatore una forte associazione mentale. Senza musica, anche il podcast con il format più semplice sarebbe meno coinvolgente per chi l’ascolta. Se poi pensiamo ai formati narrativi, il sound diventa determinante. Probabilmente quando hai pensato al mood da associare al tuo podcast hai immaginato anche una colonna sonora, magari pescando da brani musicali di artisti già noti.Questo è un inizio, e ti aiuta a identificare il tipo di impronta che vorresti dare al tuo contenuto. Sappi però che quella musica è senza dubbio coperta da diritto d’autore, che in Italia è regolato dalla legge n. 633 del 1941. Quindi a meno che non detieni il diritto d’uso, non puoi disporne a tuo piacimento. Una via più semplice e sicuramente meno costosa è quella di usare musica royalty free o Creative Commons. Nel primo caso ti basterà acquistare una licenza (a prezzi contenuti) per usarla dove e quando vuoi. Nel secondo caso puoi usare brani musicali in cui l’autore rinuncia a parte dei suoi diritti e concede l’uso delle sue opere liberamente o con alcune limitazioni. Per saperne di più puoi approfondire su questo articolo: Musica Podcast e Diritti d’Autore. Crea la tua copertina podcast Insieme al nome del podcast, la copertina è uno dei tre elementi visivi più ingaggianti per il tuo potenziale ascoltatore, soprattutto nella fase di scoperta del tuo contenuto. Possiamo paragonarla al packaging di un prodotto commerciale. Per cui la sua importanza non è da sottovalutare. Anzi, fa’ in modo che sia curata e trasmetta professionalità. Tieni presente che le icone dei singoli show podcast sulle app di ascolto sono molto piccole, per cui la visibilità si riduce. Scegli colori e font adatti a far risaltare il titolo in modo che sia leggibile. Se hai dimestichezza con alcuni programmi di grafica potrai dare libero sfogo alla tua creatività. Si possono ottenere buoni risultati anche con tool freemium come Canva o Crello. In alternativa puoi affidarti alle mani esperte di un graphic designer. Non te ne pentirai! Scegli l’attrezzatura giusta per te Siamo arrivati alla scelta degli strumenti che trasformeranno in audio i tuoi contenuti. Di solito l’acquisto dell’attrezzatura podcast è uno dei primi pensieri che attraversano gli aspiranti podcaster. In realtà, come hai potuto vedere, prima di pensare al microfono c’è molto altro! Il motivo è presto detto. Fino a che non hai le idee un po’ più chiare su come creare un podcast, che format usare e su quali risorse puoi contare, potresti scegliere strumenti non adatti al tuo progetto e buttare via soldi. Anche con poco budget puoi acquistare prodotti di buona resa. Il set up base è composto da: microfono (per praticità meglio se con attacco USB) supporto per il microfono cuffie filtro anti pop un computer un software di registrazione eventualmente una scheda audio (se microfono con cavo XLR). Il software di registrazione serve a trasformare in traccia audio il segnale acustico inviato dal microfono. Se non hai dimestichezza con questi strumenti, opta per software semplici, gratuiti e open source come Audacity oppure Garage Band (solo per sistemi IOS). Fase 3: Produzione podcast Una volta stabilite le basi di progettazione e preparati tutti gli strumenti, si entra nel vivo della realizzazione. La produzione di un podcast inizia con lo sviluppo dei contenuti e prosegue con la registrazione audio degli stessi. Ancora una volta non è accendere il microfono la prima cosa da fare. Il podcast va preparato al pari di qualunque altro contenuto. Non importa se scriverai ogni singola parola che dirai o userai una scaletta. Se vuoi raggiungere l’obiettivo che ti sei prefissato, la preparazione è fondamentale. Come si fa a catturare l’attenzione? In questo caso la logica della piramide rovesciata che si usa con i contenuti del web non è consigliata. Meglio dare un accenno, stuzzicare l’interesse sugli argomenti che si tratteranno, lanciare una domanda a cui si darà risposta o anticipare la voce di un ospite per poi svelarne identità e argomento. Insomma, crea un po’ di suspance. Scrittura del copione Come si scrive il testo di un podcast? La scrittura a voce è molto diversa da quella usata per il web o per un libro. In un articolo per il blog o in un romanzo, la parola scritta segue regole sintattiche adatte a una lettura endofasica, con tanto di subordinate, incisi, e via dicendo. Anche il linguaggio è diverso. Le parole che useresti in uno scritto non sono necessariamente le stesse che useresti in una conversazione. Chi ti ascolta non ha modo di rileggere, e non può perdersi in frasi contorte e ragionamenti complessi. Il messaggio deve essere reso semplice, chiaro e comprensibile in modo che si possa facilmente ricordare. Puoi scegliere di preparare un copione fully scripted da leggere pedissequamente durante la registrazione oppure, se hai un po’ di piglio e coraggio, usare solo una scaletta con i punti principali da argomentare. Prepara l’ambiente di registrazione Se hai la fortuna di poter registrare in uno studio di registrazione, beh allora puoi saltare a pie’ pari questo paragrafo. Se invece hai scelto l’home recording, leggi alcuni consigli su come registrare un podcast. Trova un posto silenzioso e tranquillo: niente animali da compagnia mentre registri, né altre persone che possano transitare nella stanza. Elimina tutte le possibili fonti di disturbo: notifiche su telefono e computer, braccialetti, penne, sedie scricchiolanti. Insomma fai attenzione. Suggerimento: la qualità dell’audio influisce tanto sulla resa di un podcast. Anche se in post produzione si possono eliminare alcuni elementi di disturbo, la fase di registrazione è ciò che fa davvero la differenza. Configura il set up di registrazione podcast Per registrare dovrai tecnicamente collegare il microfono al computer affinché la tua voce venga trascodificata in un segnale digitale. Se hai scelto un microfono USB il collegamento è diretto, altrimenti dovrai usare una scheda audio che faccia da tramite tra la fonte acustica e il software di registrazione. Indossa le cuffie durante la registrazione in modo che tu possa avere una migliore percezione della tua voce e monitorare che tutto sia collegato a dovere e non si crei quel fastidiosi “fischio” chiamato effetto larsen. Preparare la voce Lo strumento più importante di tutti in realtà è la tua voce. Quindi, trattala bene. Sii presente con tutto il corpo. Ricorda sempre che attraverso la voce trasmettiamo emozioni, positive e negative, per cui dedica qualche minuto a questo momento di preparazione. Bevi acqua per idratare le corde vocali, respira e non andare in affanno o in iperventilazione, non impostare la voce, sii spontaneo e rilassato. Sorridi e divertiti. I tuoi ascoltatori ti ringrazieranno. E ora che tutto è pronto, puoi iniziare! Registra il tuo primo episodio Dopo aver configurato il tuo set up, avvia il software di registrazione, posiziona la tua bocca a 2-3 centimetri dal microfono per avere un suono migliore e vai! Fai qualche prova generale registrando piccoli pezzettini di audio. Riascoltati e verifica che i volumi e la qualità audio siano corretti. Se durante l’esposizione ti accorgi di aver sbagliato una parola o un concetto, ripeti sempre l’inizio dell’intera frase. Altrimenti potrebbero risultare diversi tono e intenzione. Post produzione audio La post produzione audio è la parte più tecnica, quella che richiede un minimo di dimestichezza e tanta pazienza. È un lavoro certosino che all’inizio porterà via tempo. Se inizi da zero, non essere perfezionista, concentrati su un format semplice e facile da montare. In questa fase tecnica, la prima cosa è l’editing della voce, ovvero la pulizia degli errori, delle pause troppo lunghe e dei rumori di fondo, e poi l’applicazione di compressione ed equalizzazione. Il tutto serve a rendere più bella la voce stessa. A questo punto, si procede al montaggio audio aggiungendo musica e/o altre tracce voce. Può esserci una sigla, un jingle identificativo, un tappeto sonoro, sound effects o musiche di atmosfera. Il tocco sonoro caratterizza l’intero podcast, come se fosse una sua identità. La musica va scelta con cura: deve esprimere il mood e accompagnare le parole senza sovrastarle. Lo step finale della post produzione audio è il mastering, cioè il bilanciamento sonoro di tutte le tracce per ottimizzare la qualità di riproduzione stereo. La sigla del podcast Quasi tutti i podcast hanno una sigla, un breve motivo sonoro che funge da elemento introduttivo al programma. Alcuni la inseriscono in apertura, altri subito dopo un breve incipit. La sigla è  composta da un breve testo, una musica di sottofondo e dura in genere tra i 10 e i 15 secondi. Il motivo è ricorrente, ossia si ripete com’è in ogni singola puntata podcast, e racchiude tutto il senso del podcast. Puoi realizzarla con la tua stessa voce oppure delegarne la produzione a un professionista con un servizio di voice over, creando così uno stacco ben definito con la tua narrazione. La scelta è puramente stilistica oltre che di budget, ma puoi sempre approfondire in questo articolo. Come creare la sigla del podcast Leggi tutto Fase 4: Pubblicazione del podcast Siamo a uno degli step finali di questa guida su come fare un podcast: la pubblicazione. Per pubblicare un podcast serve appoggiarsi a un hosting provider, cioè un fornitore che ti metta a disposizione uno spazio sul web su cui caricare i tuoi audio mp3. Sarà l’hosting a trasmettere a tutte le piattaforme audio i tuoi file perché siano ascoltati dagli utenti. L’hosting crea un feed RSS, cioè un file strutturato al cui interno sono racchiuse tutte le informazioni del tuo podcast: autore, copertina, titolo, titoli episodi, contatti, ecc. Ogni volta che caricherai un nuovo episodio, il feed si aggiornerà automaticamente senza che tu debba fare nulla di più. L’hosting è uno solo, ma le piattaforme di ascolto sono tante. L’utente sceglierà di ascoltarlo sull’app che preferisce e potrai monitorare gli ascolti dalle statistiche messe a disposizione dall’hosting. Come scegliere l’hosting Di hosting ne esistono tanti, con piani gratuiti o a pagamento, e con caratteristiche differenti. Tra i più conosciuti ci sono: Spreaker  Anchor Buzzsprout Podbean Simplecast Castos Captivate Soundcloud. Nella scelta, ti consiglio di valutare sia il costo mensile che i servizi resi disponibili. In particolare il livello di assistenza, le statistiche, le ore di audio incluse, le integrazioni con altri tool e via dicendo. Ad esempio, Spreaker è italiano, ti permette di creare più podcast sotto lo stesso account,  ha una funzione di podcast live e ti permette di attivare la monetizzazione in Italia. Per contro il piano free ha funzioni limitate e le statistiche sono disponibili solo dai piani PRO. Invece, Anchor è totalmente gratuito e ti offre statistiche dettagliate. Ti dà la possibilità di fare un editing semplice dell’episodio, di caricare video podcast (visibili però solo su Spotify), raccogliere messaggi o domande scritte e audio dei tuoi ascoltatori, ma non puoi creare più show sotto lo stesso account. Se per il tuo business hai la necessità di convogliare tutto sotto lo stesso cappello, allora potrebbe non essere la scelta migliore. Distribuzione automatica e manuale sulle piattaforme audio A regime, la distribuzione del tuo podcast sulle piattaforme audio è automatica e avviene tramite il feed RSS che l’hosting comunica loro. Nel giro di qualche giorno dall’invio del tuo file, sarà possibile ascoltarlo nelle app dedicate. Le principali piattaforme audio sono: Apple Podcast Spotify Google Podcasts Spreaker Amazon Music Alexa YouTube Podcasts (coming soon). Oltre a queste ci sono piattaforme minori, chiamate podcatcher, che recuperano il feed RSS da quelle principali per veicolarlo sulle loro app. In questo caso il passaggio è automatico e non necessita di alcun intervento manuale. Non è un errore distribuire il podcast su più piattaforme. Per il podcast non esiste il problema dei contenuti duplicati, come ad esempio capita se lo stesso articolo di blog viene pubblicato su più siti. Più piattaforme ti consentono di raggiungere più pubblico, perché ogni ascoltatore sceglie dove ascoltare il contenuto. Solo per il primo caricamento è buona prassi procedere anche con la distribuzione manuale sulle piattaforme principali. In questo modo avrai accesso alle statistiche di ciascuna piattaforma con un livello di dettaglio che l’hosting non potrebbe rilasciarti. In pratica dovrai aprire un account su ciascuna di queste app principali e caricare manualmente il feed RSS. Una volta avvenuto il corretto riconoscimento, avrai accesso a una dashboard con tutti i dati statistici. Scrivi una descrizione podcast ingaggiante Nella fase di creazione del tuo show sul profilo hosting ti sarà chiesto di inserire una descrizione del tuo podcast. Il testo descrittivo sarà visibile su tutte le app di ascolto appena sotto l’immagine di copertina e il titolo. Esempio descrizione podcast “Storie nel Carrello” prodotto per Bennet S.p.A. È il terzo dei tre elementi visivi che devi sfruttare a pieno per conquistare il cuore del tuo ascoltatore e spingerlo a premere play. Dunque non puoi lasciarla al caso. Ricordi la proposta di valore e il pitch? Bene, parti da quegli elementi e scrivi in una descrizione di massimo 100 parole che riesca a convincere il pubblico che quel podcast non possono proprio perderselo. Suggerimento: questa descrizione, così come tutte quelle degli episodi e i relativi titoli, sono indicizzate da Google, per cui usa bene le parole chiave. Potresti sfruttare la SEO a tuo vantaggio. Pre lancio e lancio del podcast Il momento del pre lancio e del lancio sono fondamentali per il podcast esattamente come lo sono per qualunque altro prodotto o servizio che riguarda il tuo business. La fase di prelancio è utile per creare aspettativa, per anticipare quello che poi sarà rivelato nell’ascolto (senza spoilerare troppo!), in modo da scaldare il pubblico fino al momento del lancio. Sarebbe un peccato lavorare a un progetto che poi nessuno sa che esiste. Crea il giusto hype per favorire l’attesa, suscitare curiosità e interesse. Quindi, nella tua strategia di comunicazione pianifica le attività di lancio podcast con il giusto anticipo. Inizia con il pre lancio almeno una settimana prima della data che hai stabilito per il lancio, tenendo conto del periodo di tempo necessario a tutte le app per aggiornare il caricamento del feed RSS. Anticipa qualcosa sul progetto, racconta la tua esperienza, parla del motivo che ti ha spinto a crearlo. Insomma, coinvolgi la tua community in modo attivo. E il giorno del lancio? Beh, intanto festeggia!!!  Poi, divulga il più possibile il tuo contenuto. Fase 5: Promozione di un podcast Dopo la fase la lancio però non perdere la costanza nel parlare del tuo podcast e continuare a promuoverlo. Come tutti i contenuti, anche il podcast deve essere promosso perché venga ascoltato. Come aumentare gli ascolti di un podcast? Creando altri contenuti che lo promuovano e usando tutti i tuoi canali di comunicazione. Ma la promozione non è sinonimo di spam. Le persone si avvicinano quando c’è coinvolgimento, comunicazione. Condividere il link di un episodio su Linkedin e Facebook senza nemmeno creare un contesto, è come non aver fatto nulla. Per questo è importante raccontare il tuo progetto, raccontare le singole puntate, spiegare come è nata l’idea, perché hai scelto quell’argomento o quell’ospite, chi sarà coinvolto nelle puntate successive e via dicendo. Ecco qualche best practice che puoi adottare per promuovere il tuo podcast sia in fase di lancio che a regime: crea articoli di blog sulle singole puntate e inserisci il player per sfruttare il traffico organico verso il tuo sito; inserisci nella tua firma e-mail il link per l’ascolto; usa i comunicati stampa per divulgare sui media di settore il tuo contenuto audio chiedi di essere ospite di altri podcaster per essere intervistata e allargare la tua fanbase; partecipa ad eventi di settore e fai conoscere il tuo podcast; stampa sui tuoi supporti cartacei un QRcode con il link diretto per l’ascolto e cogliere anche occasioni offline; candida il tuo podcast emergente all’edizione annuale del Festival del Podcasting creare delle sponsorizzate social; proporre o acquistare un annuncio promo su un altro podcast; apri una newsletter su Linkedin e crea contenuti sui temi che affronti nel podcast e incorpora in essa il player di Spotify. Esistono tool gratuiti che ti consentono di creare card grafiche per i tuoi post sui social al cui interno è caricato uno spezzone di audio. Ad esempio Headliner o Jupitrr riproducono anche un’onda sonora grafica che si attiva nell’ascolto. Così puoi rendere più accattivanti i tuoi post sui social. Lo stesso Spotify ti permette di condividere il podcast o il singolo episodio sui tuoi social con una promo card grafica. Inizia subito a fare il tuo podcast Complimenti per aver completato la lettura di questa guida pratica su come fare un podcast partendo da zero. Riepilogando, abbiamo visto le 5 fasi del processo di creazione di un podcast, dalla progettazione alla promozione, seguendo gli step fondamentali per partire da zero. Ogni inizio sembra una montagna, ma con questi consigli puoi iniziare a delineare il tuo progetto. Se vuoi metterti subito alla prova, qui puoi trovare il mini corso podcast per trasformare la tua idea in un podcast in 7 giorni. Se poi avrai bisogno di un supporto per elaborare e sviluppare la tua idea, contattami e scopri il mio servizio di Podcast Coaching e Consulenza personalizzata. Contattami Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? Le tre principali differenze tra podcast seriale e podcast episodico riguardano la struttura narrativa, il numero di episodi e la distribuzione dei contenuti. La scelta di usare uno schema seriale oppure episodico consegue all’analisi sul formato podcast, ovvero sulla struttura con la quale si vuole presentare il contenuto al pubblico. È in fase di progettazione che si definisce il formato di un podcast sulla base di questi 4 macro elementi: scelta editoriale stile narrativo numero di voci struttura e distribuzione. Vediamo ora qual è la differenza tra podcast seriale e podcast episodico. Format podcast: cosa sapere per prepararlo Leggi tutto Il podcast episodico Una serie episodica è contraddistinta da un numero ampio di puntate e uno sviluppo verticale del contenuto. Ogni puntata è autoconclusiva, o come si dice anche “stand alone”. Non c’è quindi un legame narrativo tra un episodio e l’altro e si possono ascoltare in qualunque ordine.  Tuttavia gli episodi non sono totalmente slegati tra loro, perché ciascuno di essi sviluppa per micro argomenti la una stessa principale tematica del podcast e contiene elementi comuni che li rende identificabili come parte di una stessa serie. Questi elementi possono essere relativi alla struttura interna e al corredo sonoro. In questo tipo di formato la distribuzione del podcast è a cadenza regolare: giornaliera, settimanale, quindicinale, mensile.  Quando usare il formato episodico? Si adatta bene a podcast divulgativi, educativi, di news e informazione. Podcast episodici esempi Podcast per il Business è una serie episodica con cadenza settimanale. Ogni puntata affronta un tema specifico e autoconclusivo ma tutte le puntate sono riconducibili a un unico macro tema: come fare marketing con il podcast. Altri esempi di podcast episodici: DOI – Denominazione di origine inventata Formato dialogo, con puntate autoconclusive sul tema della cucina italiana. The Essential Podcast di informazione con cadenza giornaliera Morgana Un episodio mensile concentrato sulla storia di una “Morgana” sempre diversa. Puntate autoconclusive, elementi di riconoscibilità ben marcati che ne hanno definito una identità tutta propria. Il podcast seriale Un podcast seriale, o serie serializzata, è invece una narrazione estesa in cui l’arco narrativo si distribuisce su più puntate con una trama orizzontale.  Questo è il tipo di formato podcast che ben si adatta a fiction, storie e biografie in cui è presente un unico grande avvenimento e un personaggio centrale e il racconto suddiviso su più episodi. In questo caso, la serie podcast ha un numero definito di episodi ed è autoconclusiva.  Podcast seriali esempi Ponti Invisibili Una serie autobiografica di 9 puntate sviluppata con la tecnica dello Slow Journalism con una trama orizzontale. La Ballata dell’Andrea Doria Serie narrativa strutturata in 6 puntate per raccontare la storia del naufragio del lussuoso transatlantico. Veleno Docuserie con trama orizzontale, uno dei podcast più conosciuti in Italia. Conoscere la differenza tra podcast episodico e podcast seriale, ti aiuta a definire quale format usare nel tuo progetto. Questo è uno degli elementi che fanno parte del modulo sulla progettazione di un podcast del mio corso di podcast marketing Da Zero a Podcast disponibile in 3 diversi livelli di apprendimento. Vieni a scoprirlo cliccando sul banner. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Quando ho pensato di scrivere questo articolo sulle idee podcast per i liberi professionisti, sono partita da una riflessione. Chi inizia a creare contenuti per promuovere il proprio personal branding, sa che deve scontrarsi con una dura realtà, ovvero l’abbassamento del livello di attenzione da parte delle persone. Un po’ perché di contenuti sul web ne è pieno il mondo, un po’ perché siamo tutti fruitori più fugaci. Il tempo è una risorsa scarsa e chi ce lo dedica andrebbe ricompensato. Per attirare l’attenzione dovremmo senza dubbio produrre contenuti utili e di qualità. Ma anche valutare nuovi approcci. Il podcast si annovera ad oggi (ma chissà per quanto tempo sarà così) tra i mezzi di comunicazione con un trend in ascesa e un mercato ancora da esplorare. Mi ricorda il periodo in cui facevano capolino i primi blog: poca concorrenza e un oceano blu da navigare. Ecco, oggi succede la stessa cosa con i contenuti audio: la competizione nel settore è ancora bassa e la possibilità di distinguersi molto alta. Si può ancora giocare d’anticipo ed entrare in contatto con i potenziali clienti usando il podcast come strumento di content marketing. A maggior ragione se consideriamo che, a differenza di altri contenuti, la durata media di fruizione è molto alta (si parla di 22,9 minuti di sessione media di ascolto secondo la ricerca Nielsen 2019). Oggi alle persone non basta il contenuto, vogliono sentirsi partecipe, entrare in relazione, fidarsi di qualcuno. La voce, da questo punto di vista, è un ottimo alleato. Con il podcast lavori sulla brand awareness, la tua autorevolezza e porti le persone a fidarsi di te. Se non sai come usare il podcast per promuovere il business, ti mostro qualche idea di podcast come spunto di riflessione per alcune delle professioni più conosciute: il bloggeril fotografoil personal trainer. Sei blogger, ecco il podcast che fa per te Se hai un blog, questo potrebbe essere il momento per rilanciarlo affiancandolo a un podcast. Non intendo solo una rielaborazione dei tuoi testi scritti per il formato audio, ma concept nuovi da integrare nel tuo piano editoriale dei contenuti blog. Tim Ferriss, business man tra i più conosciuti d’oltreoceano, fu uno dei primi a farlo. Ha iniziato la sua carriera con un blog e qualche anno dopo lo ha rilanciato in chiave podcast, anticipandone le tendenze. Oggi il suo show è conosciuto in tutto il mondo occidentale e ascoltato da milioni di persone. Lui ha scelto il format intervista per sviluppare le sue argomentazioni. Se non lo hai mai ascoltato ti suggerisco di seguirlo nel suo “The Tim Ferriss show”. Che tipo di altre idee podcast potresti usare se sei blogger? Ti faccio due esempi. Se sei travel blogger, potresti narrare storie o racconti legati alle terre che ti appartengono o di cui parli nel tuo blog, che portino l’ascoltatore ad esplorare luoghi nuovi. Lo storytelling, insieme al sound design, è capace di trasportare le persone in un evocativo molto coinvolgente. Se invece preferisci creare un podcast a carattere divulgativo, potresti includere interviste a persone legate a quelle terre, raccontarne la loro storia, promuovere un turismo di nicchia insieme a enti locali. Stesso discorso se pensiamo a un blog di ricette: i sapori, i cibi, la cultura enogastronomica sono elementi di un viaggio alla scoperta del territorio in cui tradizione e storia si fondono. Portare l’ascoltatore in questi luoghi narrando ciò che si nasconde dietro la nascita di un piatto, insieme a consigli, espedienti e trucchi del mestiere, potrebbe dare un tocco in più ai tuoi contenuti. Podcast per fotografi La fotografia è un’arte visiva. Come potresti raccontarla in un contenuto audio? Ad esempio raccontando il proprio lavoro e tutto ciò che scorre intorno. Un contorno fatto di tecniche ma soprattutto di storie, persone, luoghi. Tra le idee podcast potresti creare un piano editoriale come tutorial per spiegare come usare gli strumenti, ricreare la luce giusta o preparare un set fotografico. Oppure focalizzarti sull’uso di tecniche fotografiche particolari per determinati contesti. Ma perché non raccontare te stesso dietro l’obiettivo o cosa ti trasmette la fotografia? Ciò che però il tuo ascoltatore non conosce è chi o cosa si cela dietro uno scatto: come nasce un progetto fotografico, oppure perché scegli un determinato stile o soggetto. Le emozioni che riuscirai a far provare ai tuoi ascoltatori saranno ciò che ti farà ricordare. Personal trainer, fai business con i podcast La figura del personal trainer non adempie solo il ruolo di allenatore della forma fisica in palestra. C’è molto di più. Il personal trainer che è riuscito a reinventarsi durante la chiusura forzata ha adottato nuovi modi per comunicare la propria professione promuovendosi online grazie alla divulgazione di informazioni utili su fitness e salute, ma anche una maggiore consapevolezza del proprio corpo. Alcune idee podcast in questo ambito potrebbero riguardare approfondimenti su alcuni temi basandoti sulla tua esperienza e su altre fonti attendibili, come studi scientifici o interviste a personaggi dello sport ed esperti del settore. Ad esempio: educazione a una corretta posturai segreti di una buona respirazioneil ruolo dell’allenamento in un processo di dimagrimentol’uso di integratorii falsi miti legati al mondo del fitness. La cultura dell’informazione spinge l’utente a voler sapere oltre che fare. Conoscendo i benefici di una determinata pratica che tu stesso hai adottato nel tuo lavoro e con i tuoi clienti, può spingerlo a volerli applicare e contattarti per chiederti consigli specifici sulla sua situazione. Conclusioni L’era digitale ha aperto nuovi confini e nuove opportunità a chi fa business o ha un’attività professionale. Quelli citati sono solo alcune idee podcast per i liberi professionisti che vogliono emergere online. Non limitarti a osservare ciò che accade intorno a te. Sii parte del cambiamento ed esplora nuovi modi di comunicare. Se vuoi saperne di più e scoprire come il podcast può dare una scossa al tuo business, contattami per una breve consulenza gratuita. Sarò lieta di accompagnarti nel mondo dell’audio. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? Il podcast producer è un professionista che coordina e supervisiona tutta la produzione di un podcast dalla progettazione alla distribuzione fino alla promozione. Può ricoprire diversi ruoli nello stesso progetto e ha la responsabilità verso il committente della gestione di tutti i processi. Fino a una manciata di anni fa la figura del podcast producer in Italia era pressoché sconosciuta. È una delle professioni emergenti del panorama digitale, anche se in America, dove è nato il podcast, è già ampiamente nota e diffusa. Per alcuni avviare un podcast potrebbe essere sembrare un gioco da ragazzi. Se si comincia in modo amatoriale per sperimentare e divertirsi non c’è nulla di male e, anzi, è l’occasione per mettersi alla prova con strumenti nuovi. In questo caso, anche un tutorial gratuito sull’uso delle attrezzature può essere un inizio. Se vuoi alzare un po’ l’asticella e produrre un podcast professionale che ti aiuti a raggiungere i tuoi obiettivi personali o aziendali, allora forse hai bisogno di un produttore di podcast che ti aiuti nella creazione del tuo prodotto audio. Esattamente, cosa fa un podcast producer e quali sono le sue competenze? Nell’articolo ti spiego responsabilità e ruoli di questa figura professionale partendo dalla mia personale esperienza e dal lavoro svolto insieme ad altri professionisti del settore. Ti parlerò anche delle competenze necessarie per sapere come diventare podcast producer e infine come capire se hai bisogno di un producer o di un podcast coach. Chi è il podcast producer e cosa fa Il podcast producer è una figura chiave nel team di produzione audio. È responsabile del coordinamento delle attività necessarie per realizzare il podcast e della maggior parte delle decisioni riguardanti la linea produttiva. Definisce la parte strategica, economica, organizzativa e tecnica della produzione.  Nella sua veste di supervisore, è il punto di riferimento tra cliente e squadra di produzione podcast. Dunque si occupa di progetti podcast su commissione. Il suo lavoro inizia con l’ascolto del cliente. In questa fase la sua capacità relazionale è fondamentale per accogliere richieste ed esigenze specifiche, comprenderle e successivamente tradurle in una proposta creativa coerente e personalizzata. Di solito, tutte le informazioni che raccoglie in questa primissima fase sono verbalizzate in un documento di brief condiviso che servirà a preparare un preventivo dettagliato, un retroplanning ed eventuali specifiche tecniche. A questo punto si avviano i motori della macchina produttiva. Ad esempio comporre la squadra giusta, fare lo scouting delle voci o degli ospiti, curare la scrittura dei copioni, seguire la regia in studio di registrazione, supportare gli speaker, gestire o supervisionare il processo di post produzione, monitorare le metriche del podcast, occuparsi della parte contrattuale e finanziaria di tutte le parti coinvolte. Alcune attività possono essere in capo allo stesso podcast producer, altre delegate a un team di professionisti che reputa di volta in volta più adatti al tipo di progetto. In definitiva però, essendo il responsabile di tutta la produzione, deve conoscere gli impatti di ciascuna funzione e intervenire laddove è necessario per garantire il successo del progetto finale. Principali responsabilità di un podcast producer Entriamo un po’ più nello specifico e delineiamo meglio alcune delle principali responsabilità che implica ricoprire il ruolo di produttore di podcast. Riguardano 4 fasi specifiche: pre produzioneproduzionepost produzionepromozione Analisi del brand In pre produzione il podcast producer dedica lo stadio iniziale ad analizzare: identità del brand, tono di voce, obiettivi, contesto comunicativo aziendale, settore di appartenenza, competitor, piano strategico interno e, non ultimo, il budget. Questa attività è propedeutica a eseguire un prodotto coerente con la linea comunicativa del brand. Alcuni brand strutturati hanno già linee guida definite e scritte in documenti interni da cui attingere. In altri casi è essenziale fare domande specifiche e tirar fuori l’anima del brand. Ad ogni modo, la comunicazione è essenziale. Progetta strategie di podcast marketing In base a quanto condiviso in fase di analisi, il podcast producer prepara una strategia marketing per il podcast che possa inserirsi nella dinamica aziendale e supportare il piano strategico interno. Podcast Marketing: come creare la strategia giusta per il tuo business Leggi tutto È importante coinvolgere tutti gli stakeholder dell’azienda per avere il commitment. Senza di esso, è difficile se non impossibile garantire l’intero processo di produzione, con gravi ricadute in termini di tempi e costi finali. Seleziona e coordina il team di produzione Se la strategia proposta è approvata e c’è il commitment allora il produttore inizia a selezionare il team di professionisti da coinvolgere nel progetto. Sulla scelta influiscono principalmente: concept, soggetto narrativo, budget e desiderata del cliente. Il team può già essere parte organica della struttura interna della casa di produzione, ad esempio fonici audio, curatori editoriali, marketer. In molti casi lo stesso producer può ricoprire uno o più di questi ruoli. Tuttavia, potrebbero servire figure specifiche per il tipo di podcast commissionato: autori specializzati in determinati settori, speaker o talent che prestino voce e nome al progetto, tecnici del suono attrezzati per specifiche riprese audio. È il producer che coordina l’intero team scandendo i tempi di ciascuna fase e assicurandosi che le scadenze siano rispettate. Gestisce e supervisiona il processo di produzione In qualità di figura centrale tra il team di produzione e il cliente, il podcast producer supervisiona tutta l’attività facendo in modo che le parti siano sempre allineate sul da farsi. Segue la cura editoriale dei testi accertandosi che siano coerenti con il concept e il tono di voce del brand.Si preoccupa di far approvare gli script dal referente del committente.Coordina e dirige le riprese audio, editing e montaggio.Approfondisce eventuali aspetti legali su citazioni, musica e fonti audio.Si accerta che il cliente sia costantemente aggiornato sull’avanzamento del progetto e ogni task condivisa e approvata secondo i tempi e i modi stabiliti.Cura la distribuzione sulle piattaforme di ascolto. Supporta le attività di marketing e promozione Sulla base di quanto previsto e condiviso con il brand sia in termini di ruoli sia di budget, il producer si preoccupa di seguire le attività di promozione del podcast siano esse svolte dal cliente stesso, sia se delegata totalmente. Il supporto è necessario perché spesso il cliente, o chi per esso, non conosce le dinamiche di promozione del podcast e potrebbe non sfruttarle appieno. Competenze trasversali e tecniche del podcast producer Visto il ruolo complesso e polivalente che ricopre il produttore di podcast, è ovvio che sulla sua figura convergono più competenze. Alcune di queste sono comuni alla figura di Podcast Coach di cui parleremo più avanti. Da una parte ci sono le competenze tecniche o hard skill che riguardano l’insieme di conoscenze acquisite nei percorsi di formazione e nell’esperienza diretta. Dall’altra si contrappongono le competenze trasversali o soft skill che comprendono tutte quelle caratteristiche e attitudini personali che definiscono il modo di agire e interagire con altre persone. Sono le abilità proprie di una persona. Alcune possono essere innate, altre migliorate o stimolate grazie al proprio background personale e professionale. Soft Skill  Ecco alcune competenze trasversali necessarie per diventare podcast producer. Capacità comunicativa: saper ascoltare in primis, essere in grado di esprimersi in modo chiaro e trasparente senza fraintendimenti e mantenere aperto il dialogo anche nelle situazioni di stress.Team working: lavorare in gruppo può non essere semplice se le figure sono completamente diverse tra loro e hanno modalità e approcci diversi. Riuscire a collaborare con tutti è necessario per portare a casa il risultato.Capacità organizzativa: pianificazione e organizzazione sono essenziali per rispettare i tempi ed essere efficienti. Qui le doti di project management sono di grande aiuto sia per prevedere eventuali criticità che per preparare e valutare in modo realistico il planning.Spirito d’iniziativa: aiuta a sviluppare e proporre idee essendo disposti anche ad assumersi qualche rischio.Precisione: essere accurati e diligenti rassicura sempre il cliente e il collaboratore. Essendo responsabili di un progetto, la precisione deve a cascata essere richiesta a tutto il team di produzione.Leadership: gestire più persone e creare un clima di collaborazione e proattività serve a lavorare tutti verso uno stesso obiettivo. Hard skill  Alcune delle competenze tecniche che il podcast producer deve avere sono: conoscenza del settore podcast: tenersi informato sulle evoluzioni del mercato, i trend, le novità, gli eventi, le nuove produzioni e i quanto è già stato prodotto.Conoscenza sull’uso degli strumenti di editing audio: saper utilizzare i vari tipi di attrezzature necessarie per registrare, editare e post produrre un podcast, uso dei microfoni e delle workstation audio digitale (DAW) è sempre utile anche se in alcuni progetti si può scegliere di affidarsi a un fonico audio. Questa skill si rende necessaria anche per valutare la fattibilità o meno di alcune scelte creative.Conoscenza di marketing: visto che il podcast è un canale di comunicazione adatto per fare branding e content è opportuno sapere come muoversi per promuovere e progettare strategie adatte.Capacità di project management: il podcast è un progetto complesso che si sviluppa su più task e si distribuisce su più figure professionali con fasi consequenziali e talvolta sovrapposte. Una competenza sulla gestione dei progetti serve a tenere le fila di tutto senza perdere il senno.Capacità di scrittura: sebbene non sempre sia necessario essere anche autori dei testi, il podcast producer deve conoscere bene la lingua italiana e saper curare e revisionare i testi perché siano adatti all’audio, alla narrazione e al tono di voce del brand. Come si diventa podcast producer Sebbene nell’ultimo anno e mezzo siano sorti diversi percorsi formativi per imparare a creare podcast, in modo più o meno professionale, in effetti non esiste ancora una formazione specifica per podcast producer.  Essendo una di quelle nuove professioni digitali nate con l’evoluzione comunicativa audio, si è delineata nel corso di questi ultimi anni e continua a definirsi. Un po’ come gli Youtuber o gli Instagram Bloggers o gli Influencer, nati con i social e il web poi via via riconosciute come vere e proprie professioni. Per cui è facile trovare podcast producer che arrivano da esperienze professionali molto diverse tra loro. Alcuni arrivano dalle produzioni video, altri dalla radio, altri ancora dal marketing, dal project management, dalle produzioni musicali o da formazioni umanistiche. Questa commistione di saperi è un valore aggiunto. Di sicuro il background che ognuno porta con sé definisce lo stile e la specializzazione in cui opera come produttore di podcast. Personalmente applico la mia lunga esperienza in management e controllo di gestione unita alle competenze tecniche di digital marketing per progettare podcast orientati al business sia per liberi professionisti che aziende. A questo aggiungo formazione specifica in ambito podcast marketing, in scrittura testi per l’audio e in conduzione radiofonica. L’esperienza sul campo, però, è fondamentale. Così come il networking. Per iniziare, è utile seguire progetti semplici, crearsi dei casi studio in differenti contesti e settori, collaborare come junior podcast producer insieme a produzioni più grosse o con professionisti più esperti, per poi arrivare alla gestione autonoma di quelli via via più complessi. Podcast Producer e podcast Coach: quale ti serve? Qual è la differenza sostanziale tra le due figure professionali? Il podcast producer gestisce l’intera produzione di un podcast commissionato. In pratica attua la desiderata del suo cliente e pensa a tutto.  Il podcast coach è una figura di affiancamento, di guida e supporto nell’accompagnare i clienti nel processo di creazione e lancio di un loro podcast. Le sue attività riguardano la progettazione, la scelta degli strumenti, la strategia di marketing, la formazione, la post produzione e tutto ciò che serve per aiutare il cliente a pubblicare un podcast professionale.  In questo caso il cliente ha una parte attiva nella creazione del podcast e può contare sull’aiuto di un professionista che lo guidi in tutte le fasi. Se sei un’azienda o un professionista che vuole commissionare la creazione di un podcast, avrai bisogno di un podcast producer. Se pensi che possa fare al caso tuo, contattami direttamente e fisseremo una call conoscitiva.  Qui sotto puoi ascoltare due esempi di produzioni audio da me gestite in qualità di podcast producer. Il primo è Storie nel Carrello co-prodotto con Matteo Scandolin per Bennet S.p.A. e il secondo è Le Alleate prodotto per SeoSpirito S.r.l. sul progetto LeRosa.  Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? Sono una gran sostenitrice del podcast come strumento di marketing. Dopo tutto mentirei se dicessi il contrario. Ciò nonostante sostengo anche che il podcast non possa essere il tuo unico strumento di web marketing a sostegno del business. Potrebbe sembrare una dichiarazione assolutamente scontata. Eppure, uno degli errori più frequenti in cui mi sono imbattuta durante le mie consulenze di podcast con liberi professionisti è credere che il podcast da solo possa essere la chiave magica per raggiungere tutti gli obiettivi di business che ci si è prefissati. E magari usarlo per farci soldi. Sui vantaggi del podcast ne ho parlato spesso, ma ciò non toglie che il podcast sia uno dei tanti canali di comunicazione che completano l’ecosistema comunicativo del brand. Non l’unico. Ora vedremo perché il podcast non basta e cosa fare se stai avviando una nuova attività e vuoi partire dal podcast. Quali sono gli strumenti di marketing digitale Il digital marketing è il termine sotto il quale confluiscono tutte quelle attività di marketing che usano i canali web per lo sviluppo online del proprio business. Per chiarezza dunque, quali sono gli altri strumenti di web marketing a cui mi riferisco? Social Media marketing Tutte le piattaforme social usate per la condivisione di contenuti visual e testuali che nascono con l’obiettivo di instaurare relazioni, intrattenere, informare, dialogare con il pubblico in target. Tra i social network troviamo: FacebookLinkedinInstragamTikTokTwitterPinterestSnapchatBeReal SEO (Search Engine Optimization) Comprende tutte le tecniche di ottimizzazione del tuo sito web per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca e attrarre traffico organico. È un processo lungo che riguarda diversi aspetti ma che nel tempo dà risultati duraturi. Si parla di SEO on Page riferendosi all’ottimizzazione dei contenuti presenti nel sito (testi, immagini, video) grazie a un appropriato uso di keyword e intenti di ricerca degli utenti su argomenti correlati al nostro business. La SEO off page riguarda le attività esterne al proprio sito e che puntano a migliorare l’autorevolezza (ad esempio i backlink) e aumentare così il posizionamento. I motori di ricerca infatti inseriscono tra i ranking anche l’autorità di un sito. Più i link in ingresso hanno valore, maggiore sarà il beneficio per il proprio sito. Infine la SEO tecnica punta all’ottimizzazione della struttura interna del sito, della costruzione dei link, della codifica delle pagine, la compressione delle immagini, ecc. Content Marketing Il marketing dei contenuti è una strategia prettamente digitale e si riferisce alla “creazione e distribuzione di contenuti di valore, pertinenti e coerenti per attrarre e trattenere un pubblico chiaramente definito…” così come lo definisce il Content Marketing Institute. In pratica parliamo di tutto ciò che riguarda la creazione e la condivisione di contenuti volti all’acquisizione e al mantenimento di clienti (cit. Scrivere per fare business – Michela Trada ed. Do it Human) e che ha un ruolo cruciale nel raggiungimento dei propri obiettivi di marketing. Gli strumenti di content marketing sono: articoli di blogvideo marketingpodcast marketinginfograficheebook e dispenselibri Email marketing Checché se ne dica, l’email è ancora lo strumento con il più alto tasso di redditività ed è anche quello attraverso cui si coltiva la community, si fidelizza e si converte. La newsletter è tra queste.  Advertising Oltre al traffico organico, anche il traffico a pagamento è uno strumento di marketing utile a raggiungere un pubblico più ampio. Social advertising, display marketing, SEM (search engine marketing) sono alcuni degli strumenti più diffusi, così come la pubblicità su podcast e grandi media.  Digital PR L’attività di digital PR (public relation) mira a promuovere un brand grazie alla visibilità ottenuta sui grandi media: magazine online, relazione con la stampa, comunicati stampa, influencer, guest post, blogger di settore.  Come hai notato, ho inserito il podcast tra gli strumenti del content marketing. L’ambito di applicazione però non è solo limitato alla diffusione di informazioni e notizie divulgative. Il branded podcast per esempio è lo strumento usato per rafforzare la brand awareness, fidelizzare gli utenti e far sentire la propria voce e il proprio punto di vista.  4 motivi per cui non basta il podcast come strumento di marketing Il podcast non è un canale di conversione diretta Prima di tutto perché per definizione, non è un contenuto commercial attraverso cui fare pubblicità sui nostri servizi e prodotti. In secondo luogo, per poter convertire è necessario avere una pagina di atterraggio in cui direzionare gli ascoltatori. Modalità di fruizione diverse Le persone hanno abitudini, stili di vita, preferenze molto diverse tra loro anche nel consumo dei contenuti. C’è a chi piace leggere un articolo di blog o una rivista di settore e c’è chi preferisce guardarsi un video su YouTube. C’è chi non ha tempo per fermarsi a guardare un video e sceglie il podcast per sfruttare i momenti di operatività a ridotta attività cognitiva. O ancora, lo stesso utente che bazzica su più canali web, può preferire il consumo di contenuti più veloci in alcuni momenti della giornata (ad esempio i social) e quello di contenuti più strutturati in momenti di relax (come il podcast e i video). Quindi, la nostra target audience potrebbe essere raggiunta in molti modi. Perché non sfruttarli? Multicanalità e podcast: come creare una strategia multi-channel Leggi tutto Più touchpoint più opportunità Tutti iniziamo in un invisibile percorso di marketing ogni volta che entriamo in contatto con un brand, chiamato Customer Journey. Per ogni stadio che attraversiamo deve esserci un touchpoint pronto a direzionare questo percorso. Se manca, qual brand ha perso un’opportunità. Immagina il podcast come il canale di ingresso verso il tuo percorso marketing: dove vuoi portare i tuoi ascoltatori una volta entrati? Come li fai passare allo step successivo per convertirli? Uno o più canali di nutrimento e conversione sono la risposta. Promozione dei contenuti Per promuovere un contenuto c’è sempre bisogno di un altro contenuto. Questa è la legge del content marketing. Se fai una puntata podcast ma nessuno sa che esiste, nessuno l’ascolterà. Come promuoverla? Usando altri canali di comunicazione. Questi sono i motivi principali per cui ritengo sia proficuo creare intorno al podcast un contesto di comunicazione coeso e coerente con i propri obiettivi di marketing. Social, newsletter, sito web, canale youtube, community, blog, canale Telegram, sono tutti elementi che fanno parte di questo contesto. Usare un solo canale non è mai la mossa vincente se vuoi lavorare al tuo personal branding e al tuo business, che sia il podcast o un altro strumento di marketing. Ma che fare se sei agli inizi della tua attività e vuoi partire dal podcast? Strumenti di marketing: da dove iniziare Il dubbio lecito di chi è in fase di avvio di un’attività di business è: da quali strumenti di marketing iniziare? Quando si è agli inizi le risorse economiche e organizzative possono essere limitate. Se sei freelance, oltretutto, molte delle attività ricadono sulle tue spalle. Quindi bisogna fare delle scelte. Gli strumenti di marketing digitale sono tanti e ognuno di essi ricopre un ruolo fondamentale nell’ecosistema comunicativo. Ma voglio rassicurarti. Non serve mettere in pista tutto subito, basta scegliere anche solo un paio di canali che ritieni essere nelle tue corde e nelle tue disponibilità. Il podcast è il canale di comunicazione che fa per te? Leggi tutto Se il podcast è uno dei canali di comunicazione che hai scelto di usare per promuovere il tuo brand è un ottimo punto di partenza. Tuttavia, il mio suggerimento è affiancarlo a qualche altro strumento di conversione. Il sito web, ad esempio è fondamentale per convogliare gli ascoltatori. Ti basta anche un semplice sito vetrina (o landing page) contenente le informazioni basilari per accogliere i tuoi visitatori: chi sei, cosa puoi fare per loro, come contattarti. I social network sono ormai di uso comune. Hai già un account “business” in cui promuovere il tuo personal brand o la tua attività? Sui social puoi attrarre potenziali ascoltatori verso il tuo podcast e viceversa portare gli ascoltatori a fruire di ulteriori contenuti specifici. Questo è ciò che si chiama strategia multi-channel. Insomma, riduci la distanza tra te e i tuoi prospect, ma soprattutto rendi il percorso di avvicinamento semplice e chiaro. Fatti trovare! Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? La scelta del titolo di un podcast è uno degli aspetti che, spesso, mette alla prova la creatività di chi sta progettando una serie audio. Per questo motivo ho pensato di racchiudere in questo articolo le 7 regole da seguire per trovare un titolo efficace. In qualità di Podcast Coach ho avuto modo di riscontrare che, anche per i miei coachee, la scelta del titolo non è sempre stata immediata. Prima di iniziare, voglio spiegarti brevemente perché è così importante scegliere bene il titolo di un podcast. Ci sono diverse analogie che accomunano un podcast e un prodotto commerciale. Il primo è un contenuto del quale gli utenti scelgono di fruire in modo consapevole, vagliando le tante proposte presenti sulle piattaforme di ascolto. La scelta di un podcast da parte degli ascoltatori, è dettata da diversi fattori tra cui sicuramente i loro interessi e bisogni personali, proprio come succederebbe nella scelta di un qualsiasi altro prodotto fisico rispetto ad un altro.  Ci sono, tuttavia, degli elementi attrattivi specifici che facilitano questa scelta, nonché una delle regole che il marketing usa quando studia un nuovo prodotto da mettere in commercio, e sono: il naming;il packaging. Come fa l’utente a capire se un determinato podcast risponde ad un suo bisogno?  Devono essere chiari alcuni elementi visivi capaci di creare un ingaggio e trasmettere un messaggio definito ed identificativo. Se ci riferiamo al podcast, il titolo è uno di questi (anche se non l’unico) proprio come il naming lo è per un prodotto commerciale.  Chiarito il perché, vediamo ora quali sono le 7 regole per scegliere un titolo podcast che funzioni. 1. Nome podcast facile da ricordare Scegli un titolo semplice e facile da ricordare per tutte le persone, indipendentemente dalla nicchia a cui ti rivolgi. Parole troppo difficili o che possono essere confuse, potrebbero portare a un risultato indesiderato. Più il titolo ha capacità di rimanere impresso nella mente di una persona, più è facile per l’utente cercarlo sulle piattaforme.  A questo proposito, è doveroso fare un accenno al funzionamento delle piattaforme di ascolto. Esse contengono al loro interno un motore di ricerca che funziona diversamente da quello di Google. Mentre il motore di ricerca di Google suggerisce le parole o gli intenti di ricerca, durante la digitazione (quindi anche nel caso in cui dovessimo sbagliare a digitare una lettera), nelle piattaforme di ascolto, se il nome del podcast non viene digitato correttamente, non si riceve alcun suggerimento ed è necessario effettuare un nuovo tentativo di ricerca. Naturalmente, se un ascoltatore non ricorda esattamente com’è scritto il titolo del tuo podcast, non lo troverà subito. Infine, se il tuo podcast si rivolge ad una nicchia, cioè a un pubblico specializzato e magari utilizza un linguaggio tecnico, il mio consiglio è quello di utilizzare nel titolo termini facili da ricordare e da scrivere. 2. Scegli un titolo podcast senza punteggiatura Come avrai intuito, la motivazione richiama il punto precedente. La possibilità che il nostro potenziale ascoltatore commetta un errore di digitazione, perché non si ricorda se ci siano due punti, punto e virgola o altro, è dietro l’angolo. Stessa cosa vale per l’utilizzo di acronimi puntati: per quanto possano sembrare adatti al contenuto delle puntate, rischiano di rendere difficoltosa la ricerca per l’utente. È vero, una fetta di ascoltatori fidelizzati probabilmente salverà il tuo podcast tra i preferiti. L’obiettivo di ogni podcaster, però, è anche quello di raggiungere nuovi ascoltatori ed è quindi un buon motivo per cui facilitare loro la ricerca. 3. Nome Breve  Inventa un titolo che sia composto da una, due o tre parole al massimo.  Prova a pensare: hai mai visto un prodotto a scaffale che ha per nome un’intera frase? Suppongo di no.  Il motivo si ricollega a ciò che ho detto in precedenza: il titolo del podcast deve essere ricordato e, affinché ciò accada, deve essere di impatto e immediato. Deve essere capace di racchiudere in pochissime parole il messaggio che vuoi trasmettere al tuo pubblico e lo scopo del tuo podcast in modo tale che l’utente capisca subito di cosa si tratta.  Capisco che non sia facile sintetizzare dei concetti in poche parole: non a caso si parla di dono della sintesi! Hai mai provato a scrivere una tua bio in 180 caratteri? È un esercizio che, in un primo momento, può risultare difficile in quanto significa scegliere accuratamente le parole da utilizzare affinché le sfumature del loro significato possano condensare i concetti chiave della nostra bio. 4. Nome del podcast inedito Scegli un nome inedito per il tuo podcast. Una regola molto importante è quella di verificare sempre, a priori, che non esistano altri podcast con lo stesso titolo. I motivi sono essenzialmente due: creeresti confusione nell’ascoltatore che troverà nei risultati di ricerca due podcast con lo stesso nome;se vorrai creare una landing page che nella URL contenga il titolo del tuo podcast, sarà più semplice trovare un dominio libero da acquistare. Se ti stai chiedendo come verificare se esistono altri podcast con lo stesso titolo che vorresti dare al tuo, è presto detto. Fai una ricerca sulle piattaforme di distribuzione come Apple Podcast, Spotify, Spreaker o sul sito Chartable.com con il titolo esatto che vuoi utilizzare per verificare un’eventuale sovrapposizione. Dopo di che cerca nella SERP di Google, per escludere l’esistenza di domini, pagine social, community o altri canali che abbiano lo stesso nome che vorresti usare tu e che potrebbero sottrarre traffico utile alla ricerca organica del tuo podcast. Personalmente mi è capitato di dover cambiare il titolo del podcast perché quello inizialmente scelto combaciava con il nome di un’associazione no profit molto presente sul web e i cui contenuti e mission differivano totalmente dal mio messaggio. Ma soprattutto, il suo posizionamento sui motori di ricerca non mi avrebbe giovato in termini di visibilità. 5. Titolo e contenuto nella stessa lingua Usa un titolo nella stessa lingua in cui sono redatti i contenuti degli episodi del podcast: in italiano se il tuo podcast è in lingua italiana e in inglese o in un’altra lingua se questa è quella dei tuoi contenuti.  Voglio richiamare la tua attenzione sul fatto che scegliere un titolo in una lingua diversa non è da considerarsi un errore. Omologare, tuttavia, la lingua del titolo del podcast a quella dei contenuti, soddisfa l’obiettivo di trasmettere subito un messaggio chiaro all’utente, facendo capire che gli episodi saranno realizzati in quella stessa lingua. Inoltre, le piattaforme di ascolto raggruppano i contenuti di tutte le lingue ed è, quindi, più facile indirizzare gli ascoltatori con un titolo in linea.  6. Evita di usare il tuo nome nel titolo È meglio evitare di inserire il tuo nome personale nel titolo del podcast, a meno che tu non sia una persona già molto popolare e conosciuta, con un forte personal branding che farebbe capire subito all’utente quale tipo di contenuto aspettarsi. In realtà, anche in questo caso, il proprio nome personale non trasmetterebbe necessariamente un messaggio chiaro e immediato relativo al fulcro del podcast.  Voglio farti un esempio pratico, parlando di Neil Patel, famosissimo esperto di marketing digitale a livello mondiale e, pertanto, una persona decisamente conosciuta nel suo settore. Quando ha lanciato il suo podcast non ha usato come titolo il proprio nome e cognome, piuttosto ha deciso di intitolarlo “Marketing School”. Si tratta di una scelta orientata a chiarire subito e in modo inconfutabile l’argomento su cui vertevano gli episodi: lezioni di marketing, appunto. Se vuoi supportare il tuo brand personale, anziché usare il tuo nome nel titolo, potresti pensare di usare quello di un tuo progetto. Ad esempio, il podcast LinkedIn Mindset è lo stesso di un progetto editoriale dell’autore Luca Bozzato. 7. SEO friendly Scegli un titolo SEO friendly laddove è possibile in quanto questo permetterà al tuo podcast di comparire con più probabilità nella SERP di Google. Utilizzare le stesse parole chiave che l’utente digita nella search intent, può agevolarti nel posizionamento nei risultati di ricerca.  Se per il tuo business stai presidiando delle parole chiave e il tuo podcast risponde a un preciso bisogno degli utenti, è consigliabile sfruttare la ricerca organica. Avrai così più chance di posizionarti insieme ad altri contenuti che riguardano la tua stessa attività, migliorando, di conseguenza, la discoverability del tuo podcast.  Diventare Wedding Planner sfrutta un intento di ricerca. Naturalmente, non è automatico che, così facendo, il tuo podcast comparirà tra i primi risultati di ricerca. Se conosci un po’ i fattori di ranking della SEO, infatti, saprai che sono tanti i fattori che concorrono al posizionamento. Cosa può aiutarti a capire cosa stanno cercando le persone sul web?  Google e Youtube sono due importanti motori di ricerca da cui puoi attingere, digitando le parole chiave che ti rappresentano nel campo di ricerca. In aggiunta a ciò, puoi usare dei SEO tool come Ubersuggest per avere una panoramica delle keywords utilizzate. Conclusioni Siamo arrivati alla fine di questo articolo e spero di averti dato una panoramica sufficientemente ampia per iniziare a pensare al titolo del tuo podcast. Se ne stai progettando uno o vorresti iniziare a farlo, contattami per richiedere una consulenza personalizzata. Detto ciò, voglio rassicurarti: se trovare un titolo del tuo podcast che racchiuda tutto ciò che esso rappresenta ti risulta difficile, è assolutamente normale. Serve solo un po’ di pazienza e un bell’esercizio di brainstorming. Il mio consiglio, in questo caso, è usare carta e penna per liberare la creatività. Scrivere a mano funziona molto di più che non scrivere idee su un foglio elettronico. Se vuoi approfondire ulteriormente altri aspetti utili legati alla scelta del titolo di un podcast, ti invito a leggere anche questo articolo. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? Fino a pochi anni fa non sapevo neppure cosa fosse. Oggi non potrei farne a meno. Mi sono resa conto che, anche se è un fenomeno in crescita, non sono molte le persone che sanno davvero rispondere alla domanda cos’è un podcast. Prima dell’arrivo di internet non esisteva questa tecnologia, mentre oggi si sta creando un ecosistema che vede molti player coinvolti. Pertanto, inizia ad esserci la necessità di fare chiarezza e dare al podcast un significato, raccontarne la storia e lo sviluppo. Te ne parlo in questo articolo. Cos’è un podcast: la definizione Partiamo dal significato di podcast. Il termine podcast nasce nel 2004 dal connubio di due parole iPod — che significa letteralmente “baccello” o “capsula” — e Broadcast — che indica la diffusione massiva di una trasmissione radio—. È il giornalista del “Guardian” Ben Hammersley ad usarlo per la prima volta in un articolo dedicato all’evoluzione dell’ascolto on demand delle trasmissioni radio in seguito all’introduzione sul mercato del lettore mp3 di Apple. Lo sviluppo della tecnologia RSS (Really Simple Syindication), uno dei formati di distribuzione più popolari di contenuti tramite web, insieme al nuovo dispositivo iPod danno vita alla diffusione di un nuovo format di contenuti audio. Da qui si comprende quanto Apple sia stata determinante nello sviluppo dei podcast. È infatti la prima a crearne una sezione dedicata all’interno di iTunes. Feed RSS: definisce una struttura adatta a contenere un insieme di notizie, ciascuna delle quali sarà composta da vari campi (nome autore, titolo, testo, riassunto, …). Quando si pubblicano delle notizie in formato RSS, la struttura viene aggiornata con i nuovi dati; visto che il formato è predefinito, un qualunque lettore RSS potrà presentare in una maniera omogenea notizie provenienti dalle fonti più diverse. – Fonte Wikipedia Questo però non spiega cos’è un podcast. Per darne una definizione di podcast più completa possiamo dire che è un contenuto audio inedito nativo fruibile via internet tramite un computer o un dispositivo mp3. Per contro possiamo dire cosa non è un podcast: una trasmissione radio in differita, in quanto non sarebbe inedita;la trasformazione in audio di un video, perché non è nativa;un audiolibro, perché il contenuto nasce con uno scopo diverso. Le caratteristiche del podcast possiamo riassumerle così: asincrono: la produzione e l’ascolto dell’audio avviene in momenti diversi, quindi non come succede con la radio.Offline: l’audio è scaricabile sui propri dispositivi e fruibili in altri momentiOn demand: è l’ascoltatore che decide quando ascoltare e riascoltare il contenuto La storia del podcast Dopo averti spiegato cos’è un podcast, voglio fare un accenno alla sua storia che, se pur molto recente, è di per sé interessante e contrassegnata da momenti decisivi. Agli inizi degli anni 2000, in seguito alle due grandi innovazioni tecnologiche, iPod e feed RSS, sono soprattutto le emittenti radiofoniche a mettere online alcuni programmi del palinsesto per l’ascolto in differita. Accanto a queste repliche, compaiono poi i primi esperimenti di produzioni editoriali per lo più giornalistiche che dimostrano un primo interesse del pubblico verso contenuti on demand. La vera svolta è nel 2014 con l’uscita di Serial, una serie podcast true crime che racconta un fatto di cronaca avvenuto negli Stati Uniti nel 1999. Il racconto a episodi, sapientemente realizzato con un mix di voci, suoni, musiche e racconti, ottiene un riscontro tale da riaccendere l’attenzione sul questo nuovo mezzo, il podcast. Dagli USA arriviamo in Italia con un fenomeno simile. Nel 2017 esce Veleno, l’inchiesta giornalistica in formato audio prodotta da La Repubblica incentrata su un fatto di cronaca vera italiana. Le puntate sono così accattivanti da innescare quel bulimico desiderio di ascoltare immediatamente i successivi, tipico delle serie TV. Questa è infatti la prima serie podcast in italiano a creare un boom di ascolti e lanciare il fenomeno nel nostro Paese, se pur ancora limitata per lo più agli utilizzatori Apple. Ci pensa Spotify nel 2018 a contribuire ad allargare il mercato degli ascolti per gli utenti Android. Dopo l’acquisizione di Gimlet Media e Parcast si inserisce di fatto come player in un mercato in forte espansione. Il podcast però non è mai stato così popolare come negli ultimi mesi. Le statistiche rese note da Voxnest a fine 2019 già dimostravano un forte incremento degli ascolti in Italia rispetto ai precedenti 12 mesi ma il trend è continuato a crescere a doppia cifra nel 2020 con un +15% rispetto al 2019 (fonte Nielsen). Come ascoltare podcast La prima cosa che consiglio a chi vuole iniziare a fare podcast è essere ascoltatori. Sembra una cosa scontata, ma non lo è. Ascoltare podcast ti aiuta a conoscere lo strumento, capire cosa funziona e cosa no. Come si ascolta un podcast? È molto semplice: ti bastano uno smartphone e un paio di cuffie. Questo è il modo migliore per fruirne quando e dove vuoi. Le piattaforme di raccolta e distribuzione accolgono i feed RSS caricati dai creator e rendono disponibile il contenuto audio per l’ascolto. Ora che sai cos’è un podcast, anche il funzionamento non avrà segreti. Sui dispositivi IOS è presente in modo nativo l’applicazione Apple Podcast dai cui è possibile accedere ai contenuti gratuiti selezionando il nome del podcast o la categoria, ascoltarli online oppure scaricarli per fruirne offline. Per seguire gli aggiornamenti puoi iscriverti alla serie preferita, ma solo quest’app consente di recensirne il contenuto. Su Android è Spotify che fa da piattaforma principale di ascolto. Puoi cercare il podcast dallo stesso motore di ricerca della musica e inserirlo in una playlist insieme ai tuoi artisti preferiti. Anche qui la funzione “follow” ti consente di ricevere le novità pubblicate dai podcaster. Tra i player gratuiti si sta posizionando anche Google Podcasts con un’app dedicata per l’ascolto, ma esistono molte altre piattaforme minori di distribuzione di podcast con un catalogo simile. La differenza la fanno i contenuti creati in esclusiva per la piattaforma di riferimento, un po’ come fanno Netflix o Amazon Prime Video per la TV. Le piattaforme di ascolto non sono le uniche fonti per ascoltare podcast. Grazie alla vocal search puoi chiedere agli smart speaker di farti ascoltare il tuo podcast preferito. Ti basterà lanciare il comando di azione del tuo dispositivo per attivare la riproduzione degli episodi. Non tutti i contenuti podcast però sono gratuiti. Esistono realtà come Audible o Storytel che prevedono un accesso su abbonamento per l’ascolto. La modalità garantisce contenuti di alto livello ed esclusivi.Ciò non toglie che moltissime produzioni di qualità, professionali e non, siano disponibili gratuitamente. A te la scelta e la voglia di scoprirne. Conclusioni Le nuove tecnologie hanno dato la possibilità di ascoltare podcast on demand e in mobilità sui propri dispositivi personali: questa è la chiave di successo di questo media. Lo hai trovato utile? 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Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? Per essere liberi professionisti di successo, oggi servono molte più competenze di quelle che servivano ieri. Non basta saper fare bene il proprio lavoro. Bisogna sapersi distinguere, gestire l’organizzazione di tutte le attività, imparare a usare nuovi strumenti. Come il podcast, che sta diventando una leva di marketing potentissima, a patto che la si sappia usare nel modo giusto. Gestire tutto questo può essere davvero complicato, specie se poi i risultati che vorresti tardano ad arrivare. Forse hai anche tu un podcast e vorresti farlo funzionare, ma fatichi a gestire tutto. E allora come si fa? Quando il podcast per liberi professionisti funziona davvero? Ne parlo nell’articolo attraverso un esempio concreto e di ispirazione per molti freelance. Libero professionista? Perché usare il podcast Nel caso dei liberi professionisti il podcast è un canale di marketing importantissimo, che può davvero diventare un alleato strategico del proprio business. Purché lo si progetti in modo coerente con i propri obiettivi di marketing. In questo blog parlo spesso di strategia e della necessità di avere una visione chiara per usare il podcast marketing in modo davvero efficace. Questo vale per qualunque tipo di business, piccolo o grande che sia. Vale ancora di più se siamo liberi professionisti e siamo noi in prima persona a doverci occupare della crescita del nostro brand. Come fare personal branding con il podcast Leggi tutto I canali di comunicazione sono certamente strumenti essenziali per farlo, ma bisogna imparare ad usarli, specialmente se possono contribuire a dare un boost significativo alla nostra attività imprenditoriale. In che modo il podcast può aiutarti a promuovere il tuo business? Ne parlo con Francesca Deane, Health and Hight Performance Coach, Founder di Healthy Busy Life e autrice dell’omonimo podcast. Il suo progetto podcast è attivo da circa due anni ed è diventato un canale strategico del suo business, tanto da rendere la sua strategia di comunicazione podcast centered. Chi è Francesca Deane? Imprenditrice, mamma di tre bambini, Francesca Deane vive a New York ed è un Health e high-performance Coach e Founder di Healthy Busy Life, una piattaforma per il benessere, l’empowerment e la crescita personale e professionale. Attraverso un approccio multidisciplinare che si basa su, neuroscienze, scienze comportamentali, psicologia, mindset, nutrizione e produttività, Francesca ti aiuta ad acquisire nuove prospettive e nuovi strumenti così che tu possa chiarire chi vuoi essere e cosa vuoi realizzare, semplificare ed ottimizzare la tua quotidianità, creare spazio per te stessa e portare avanti con costanza ed equilibrio tutti i tuoi progetti ed obiettivi, personali, professionali e di business. Podcast per liberi professionisti: esempio di successo Nell’intervista che puoi ascoltare nella puntata del mio Podcast per il Business, ho chiesto a Francesca Deane quali sono stati i fattori determinanti per il successo del suo podcast nella sua libera professione. Ti riporto di seguito alcuni highlight significativi. Perché hai scelto il podcast per fare marketing? Il podcast è il principale contenuto gratuito intorno al quale gira tutta la mia strategia comunicativa. Ho cominciato ad ascoltare i podcast, penso già otto o dieci anni fa, ancora quando c’era l’iPod. Vivevo a Londra e nelle mie lunghe camminate per andare al lavoro, ascoltavo podcast per imparare cose nuove. Quindi è sempre stato un mezzo che mi è piaciuto tantissimo, anche perché ti permette una fruibilità molto molto facile. L’ho subito trovato come uno strumento allineato anche a me, che sono generalmente introversa. Nella mia vita professionale occupa un po un posto importante. Com’è percepito il podcast negli Stati Uniti? Negli Stati Uniti, chi ha un business ha un podcast. Di podcast ce ne sono tantissimi e di un valore incredibile. Ed è uno strumento molto molto apprezzato anche perché nelle grandi città c’è un sacco di community. Come riesci a gestire l’organizzazione del processo di creazione del podcast? Il segreto più importante secondo me è avere una visione, cioè devi avere chiaro qual è la tua strategia. Se non hai una visione e non hai idea di come vuoi che evolve e come e quale sia la tua strategia di medio lungo periodo e rischi di essere il criceto sulla ruota che continua a produrre cose e lo fa, ma magari in maniera anche sconnessa, senza una logica. Se non abbiamo chiaro qual è la nostra visione per il progetto è difficile anche pianificare e organizzare programmare in un modo tale che sia sostenibile per per la tua vita. Quando ho cominciato il podcast la difficoltà più grande è stata di proprio organizzare. Mi sembrava di dover sempre fare quello e fare solo quello. Non volevo che la mia strategia di creazione di contenuti comunicazione assorbisse il 70% del mio tempo e delle mie energie, ma soprattutto mi desse quel senso di sopraffazione costante. Cos’è il Podcast Model Canvas? Leggi tutto Il secondo segreto è quello di registrare e creare contenuti con largo anticipo. Cioè essere in grado di stare tre mesi senza dover registrare un podcast. Programmazione è lavorare di largo anticipo e capire cosa funziona per te. Deve essere qualcosa di sostenibile. Se non siamo dentro quella ruota di creazione di contenuti costante, si liberano spazi di tempo e spazio mentale, soprattutto per far fluire altre idee, per creare altri progetti, per creare nuovo business, per creare nuovi corsi, per creare nuove opportunità per il proprio business. Se siamo invece sempre solo a fare contenuti, non c’è spazio per quello. Che impatto ha avuto il podcast sul tuo business? Mi ha permesso e mi sta permettendo di connettermi veramente con le persone, specialmente le tematiche che affronto io. La connessione è tale che le persone mi scrivono e mi dicono “ho ascoltato tutti gli episodi del tuo podcast, dal primo all’ultimo, anche se ho appena scoperto mi sembra di conoscerti“. Questo a me piace tantissimo per il tipo di relazione, di connessione che vado ad instaurare. Il podcast sta aiutando il mio business, nel senso che la persona è pronta quando è il momento di poi acquistare un mio percorso, un mio programma perché c’è già un rapporto di fiducia che si è instaurato grazie al podcast. Quindi per me è un uno strumento di marketing potentissimo. Podcast Marketing: come creare la strategia giusta per il tuo business Leggi tutto Quando ti sei resa conto che il podcast stava funzionando davvero per il tuo business? Circa un anno dopo che l’ho lanciato. Sicuramente sono diventata più brava nel portare il mio messaggio e soprattutto nel comprendere anche la strategia. Tutto ha cominciato a fluire in un certo modo dopo circa un anno. Comincio ad avere questi feedback oppure persone che si sono iscritte ai miei percorsi e mi hanno detto esplicitamente che mi conoscono grazie al podcast. Quali canali usi nel tuo business e come sono integrati con il podcast? La mia strategia è basata sul repurposed content, cioè riproporre anziché dover creare mille contenuti differenti per ogni piattaforma. Partire dal podcast e trasformarlo, spacchettare il mio messaggio in formati differenti. Prendere lo script e ritrasformare in un blog secondo l’ottica SEO e metterlo sul website. Ho una persona che può prendere quel testo e può crearci 2 o 3 contenuti Instagram. Al di là del fatto che adesso sono in grado di delegare alcune cose, ma anche quando lo facevo io, avere questo sistema mi permetteva di crearmi tutti i contenuti social e blog per il mese, in meno di una settimana. Multicanalità e podcast: come creare una strategia multi-channel Leggi tutto Tre ingredienti che hanno funzionato davvero nel connubio podcast e business? l primis quello di aggiungere valore. Il mio podcast è sì in parte uno strumento di marketing e di business, ma è in parte un percorso di crescita personale. L’obiettivo è anche creare impatto e creare aggiungere valore. La percezione è se da un contenuto gratuito ottengo tutto questo valore chissà che cosa posso ottenere da un contenuto a pagamento. Un altro segreto importante è appunto l’allineamento della strategia tra podcast e business. I miei podcast e gli argomenti di cui parlo li pianifico in funzione dei lanci dei programmi e dei percorsi che io ho già calendarizzato per tutto l’anno. Motivo per il quale all’inizio dicevo avere una visione di medio lungo periodo è importante. Per me ha funzionato forse anche per la tipologia del mio business, la volontà di creare connessione e quindi di mostrarmi nella mia vulnerabilità. Quando funziona un podcast per i liberi professionisti Un breve recap sui fattori di successo del podcast per i liberi professionisti in relazione al proprio business: Visione a medio-lungo termine. Avere ben chiari obiettivi, mission, vision della propria attività imprenditoriale. Strategia. Preparare un piano editoriale di contenuti in modo strategico, in vista di lanci di prodotti e/o servizi. Pianificazione. Organizzare con largo anticipo le attività senza farsi sopraffare dal processo di creazione dei contenuti. Ottimizzazione e cross-marketing. Riproporre e trasformare i contenuti per gli altri canali di comunicazione per mantenere coerenza e recuperare tempi di esecuzione. Pazienza e costanza. Il podcast non è un contenuto virale, ma un asset e lavora nel medio-lungo termine. La connessione che si instaura con il pubblico è un lavoro di costruzione che ha bisogno di tempo. Aggiungere valore. Donare contenuti che portino valore agli ascoltatori, affinché generino un impatto significativo sulle persone. Uso delle Call to Action. Portare le persone a conoscere altri contenuti utili alla loro formazione, in modo naturale e non push. Inizia il tuo Podcast per il Business Anche tu come Francesca puoi iniziare a promuovere il tuo business grazie al podcast. Se parti da zero e vuoi apprendere le basi per creare un podcast come strumento di marketing e inserirlo nella tua strategia di comunicazione, hai più soluzioni. scaricare gratuitamente la guida introduttiva su come fare podcast partendo da zero acquistare il corso di podcast marketing pensato proprio per liberi professionisti che vogliono usare il podcast come leva di marketing prenotare una call gratuita di 30 minuti per lavorare insieme al tuo progetto. Ti aspetto. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
A prescindere dal mezzo che utilizziamo, ogni singolo giorno abbiamo a che fare con la comunicazione, contribuendo come mittenti e destinatari dell’informazione e, talvolta, della disinformazione. Il podcast è un media molto intimo che riesce a trasmettere molto della tua personalità e del tuo modo di comunicare, facendo percepire quali sono gli elementi distintivi del tuo brand. La comunicazione è fondamentale per instaurare una relazione con il pubblico e costruire quella fiducia che avvicina le persone al nostro brand. Essa, però, non si basa solo sullo stile comunicativo di una persona ma anche sulla qualità e sul valore dei contenuti trasmessi. Ecco perché informazione e la disinformazione giocano un ruolo fondamentale nella comunicazione di oggi, anche attraverso l’utilizzo del podcast.    Esiste un modo per rendere più autorevole ciò che diciamo e voglio parlartene insieme a un’ospite che stimo tantissimo, sia come persona che come professionista. Ha investito gran parte della sua carriera sull’importanza di fare giornalismo costruttivo: vi presento Assunta Corbo. Intervista ad Assunta Corbo, giornalista Assunta Corbo è giornalista, Fondatrice del Constructive Network in Italia e di News48, autrice di “Dire, fare … ringraziare” e di “Empatia Digitale”, un saggio sul tema della comunicazione online e offline. Ti occupi di Giornalismo Costruttivo dal 2012 e, dal 2019, sei Founder di Costructive Network: il primo network italiano di professionisti dell’informazione che si dedica alla comunicazione costruttiva. Cos’è il giornalismo costruttivo e perché oggi è importante fare informazione in quest’ottica? “Il giornalismo costruttivo è un approccio all’informazione che rispetta profondamente il lettore: colui che il giornalista dovrebbe avere sempre in mente. Vedo il giornalismo costruttivo come un ritorno alla professione fatta in modo etico piuttosto che come qualcosa di nuovo. Significa rispettare il lettore e la notizia, essendo onesti ancor più che obiettivi. Quest’ultimo è un tema delicato perché noi giornalisti siamo esseri umani e l’obiettività è, a volte, difficile da mettere in atto. Dal momento in cui scegliamo una storia, abbiamo già fatto una scelta basata sulle nostre esperienze e sui valori in cui crediamo. Quando una storia ci appassiona, a mio avviso, è impossibile essere obiettivi tuttavia si può e si deve essere onesti. Essere onesti nel fare informazione significa non lasciare i fatti in sospeso e continuare a seguire una storia anche quando ha perso quell’interesse mediatico che, all’inizio, ci aveva portati a raccontarla minuto per minuto. Significa raccontare ciò che non funziona ma anche quello che sta funzionando, in ottica costruttiva. Questo è il giornalismo di cui abbiamo fortemente bisogno in questo momento storico, in cui la pandemia e la guerra hanno prodotto un tipo di informazione che ha appesantito le persone. È tempo di fare un’inversione e tornare a chiedersi Perché faccio il giornalista? Quali sono i miei principi e valori? Porto avanti quelli“. Fare informazione ed essere autorevole Il tema della fiducia sia nei confronti di chi fa informazione che nei confronti dei brand che si fanno sempre più portavoci di messaggi ad alto impatto sociale, è molto sentito in questo periodo storico, soprattutto dalle nuove generazioni. Tra l’altro è uno dei punti cardine del manifesto del Costructive Network. Quanto conta l’autorevolezza di chi fa informazione rispetto alla notizia? “Tantissimo. L’autorevolezza si costruisce proprio utilizzando quegli strumenti digitali, come può essere il podcast, piuttosto che i social. Questi ultimi sono spesso criticati in quanto hanno sicuramente delle sfumature che vanno controllate. Sono, di fatto, la grande opportunità per chi fa informazione, per far conoscere sé stesso e come lavora alle persone, i propri principi e come sceglie le storie. Ciò contribuisce a creare l’autorevolezza che accennavi: una persona o un professionista che condivide, racconta alla sua comunità qualcosa di valore. Oltretutto, oggi siamo diventati un po tutti “giornalisti”, nel senso che l’informazione arriva dai canali più disparati. Chiunque pubblica un contenuto sui social sta facendo informazione (o disinformazione) in qualche modo rispetto a chi lo fa per professione. Questo ruolo non reputo spetti solo ai giornalisti, bensì anche ai blogger in quanto anche loro sono degli informatori. Chi produce dei contenuti strutturati, come il podcast, sta facendo informazione. Ecco perché tutti noi dobbiamo prestare attenzione a creare una narrazione costruttiva, ossia a come strutturiamo le nostre storie.” La ricetta di un’informazione costruttiva Nell’ultimo biennio sono nati diversi podcast che fanno informazione, molto seguiti perché si sono imposti come fonte autorevole. La ricerca condotta da Spotify lo scorso autunno, su come sta cambiando il panorama culturale dei giovani (in particolare, Generazione Z e Millennials) e i mezzi attraverso i quali s’informano sui temi di attualità, sostiene che il 36% nutre maggior fiducia nei podcast rispetto ai media più tradizionali come radio, tv, giornali ecc. I podcaster, infatti, riescono a instaurare una connessione più intima con il loro pubblico e, di conseguenza, a trasmettere maggiore autenticità e affidabilità. Conta di più chi parla e la relazione con questi, rispetto alla notizia in sé. Qual è la ricetta per creare un’informazione costruttiva che contrasti la disinformazione o la misinformazione? “L’argomento è molto ampio e penso che sia questa l’epoca in cui dobbiamo tornare ai concetti di utilità e di responsabilità. Quando comunichiamo, mettiamo in circolo informazioni che inevitabilmente stiamo offrendo delle persone. Un messaggio è un insieme di parole – come scrivo in Empatia digitale – che lanciamo nel mondo; viene accolto da una o migliaia di persone, non importa quante, ma ricordiamo che dall’altra parte ci sono sempre delle persone. Chi inizia a scrivere, produrre o registrare un contenuto, per prima cosa, dovrebbe chiedersi se è utile. Nell’era dei social media ci siamo trovati spesso a raccontare quanto siamo bravi e quante cose straordinarie facciamo. In realtà, questi contenuti non sono utili a chi li riceve. Dobbiamo, invece, essere utili alle persone, trasferendo un insegnamento, anche quando raccontiamo qualcosa che chiaramente mette in luce il nostro lavoro e il nostro talento. In quanto alla disinformazione, è un’informazione sbagliata, scorretta, che non dà gli strumenti giusti alle persone. La disinformazione è fuorviante: è un’informazione che ti porta da un’altra parte, spesso veicolata, ahimè, dalla propaganda. Lo vediamo, per esempio, nella narrazione della guerra. La polarizzazione è un altro fenomeno gravissimo che mette le persone le une contro le altre nonostante sia tutto costruito dai media, da chi mette in circolo l’informazione.” Qual è l’informazione di qualità? “Bisogna fare, a priori, una distinzione tra la disinformazione e l’informazione di qualità e, successivamente, chiedersi qual è quella che accoglie tutte le sfumature e le offre al lettore, fornendo gli elementi che lo aiutino a comprendere la realtà e il contesto. Questo è il grande ruolo di responsabilità che ha chi fa informazione: raccontare e spiegare alle persone cosa succede, togliendole dal senso di impotenza di fronte a dei problemi giganteschi. Dare gli strumenti per interpretare numeri, statistiche e le visioni dei diversi professionisti intervistati. L’informazione di qualità educa il lettore, lo spettatore, l’ascoltatore, il pubblico e, in generale, la comunità. Si comincia a parlare sempre più di comunità che di pubblico dei giornali e dei media digitali. Per esempio, se pensiamo al giornalismo locale, la relazione del giornalista con la comunità è molto forte: ne conosce i problemi, li affronta e la aiuta a risolverli parlando con le istituzioni. Questo fenomeno si sta allargando anche a livello nazionale e internazionale. Il giornalista ha a che fare con la comunità, non più con un lettore.” Empatia Digitale: comunicare con responsabilità Il tuo ultimo libro Empatia Digitale esprime un concetto molto bello che voglio citare: “le parole sono di tutti, il contenuto è personale”. Sottintende la responsabilità che ciascuno di noi ha quando comunica ogni giorno, sui social, sui blog o tramite il podcast che, come abbiamo visto, riesce ad essere uno strumento potente. Inevitabilmente, quello che pubblichiamo non è più solo nostro ma diventa degli altri. Cosa dovremmo chiederci prima di pubblicare un contenuto per essere costruttivi e non distruttivi? “Sicuramente il concetto dell’utilità di cui abbiamo parlato, oltre al concetto importantissimo di inclusione. Bisogna chiedersi: Il contenuto che sto pubblicando potrebbe ferire qualcuno? È chiaro che non potremo tenere sotto controllo tutto, però, possiamo avere questa accortezza, senza cadere in qualche stereotipo. Prima o poi, accade anche a chi scrive in buona fede di fare uno scivolone di questo tipo. Quindi, prendiamo atto del fatto che stiamo pubblicando un contenuto che potrebbe ferire qualcuno, in quanto tocca ambiti delicati. Il concetto di autenticità è un altro punto fondamentale, a cui tengo tantissimo. Parlando della comunicazione dei brand, dei liberi professionisti e di chi fa business, bisognerebbe chiedersi Quanto mi rappresenta il contenuto che sto producendo e diffondendo? Contribuisce davvero a costruire l’immagine giusta di me? Le persone, ormai, hanno imparato a riconoscere l’autenticità. Raccontare fallimenti, ed errori è una cosa che ci umanizza tantissimo, uscendo da quella logica di perfezione a cui i social ci abituano. Abbandoniamo l’idea che si debba necessariamente raccontare solo quello che sta funzionando. Questi sono, secondo me, i principi da cui partire per costruire una buona comunicazione e una narrazione costruita sull’autenticità.” Conclusioni Sono certa che tutte le informazioni condivise da Assunta Corbo, che ringrazio, ti abbiano dato degli ottimi spunti e un nuovo punto di vista per scegliere come comunicare, anche attraverso il tuo podcast. Per approfondire l’argomento, ti consiglio la lettura del libro di Assunta Corbo, Empatia Digitale – Le parole sono di tutti, il contenuto è il tuo edito da Do it Human: un valido manuale di istruzioni per comunicare in modo costruttivo, online e offline.  Puoi, inoltre, seguire Assunta Corbo sui suoi canali social e sul suo sito www.assuntacorbo.com Avrai capito quanto costruire il proprio stile comunicativo sia davvero importante. Se hai già in mente un progetto per il tuo podcast ma non sai da dove iniziare, scrivimi per richiedere una consulenza personalizzata. Sarò felice di essere la tua Podcast Coach. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? Il Podcast Model Canvas è il frutto di un processo che ho affinato nel tempo lavorando a fianco di professionisti e privati nella realizzazione dei loro progetti audio. Infatti, oltre ad aver messo a punto la mia personale strategia di comunicazione per la serie Podcast per il Business, ho analizzato anche tutte le attività necessarie per mettere in piedi un progetto audio sostenibile e che funzioni. Questa analisi mi ha portata ad adattare, per il podcast, uno strumento già ampiamente usato con successo nell’innovazione dei modelli business: il Business Model Canvas. Partendo da quello schema ho riformulato una mappa strategica per avere una visione chiara e nitida di ciò che ti serve prima di avviare il tuo podcast. Come dico sempre, il podcast è un vero e proprio progetto, dunque va pensato esattamente come tale. L’approccio non è diverso da quel che si riserverebbe ad una qualunque altra tipologia di business o progetto commerciale. Entriamo dunque nel merito di questo prezioso strumento per capire di che si tratta e come usarlo al meglio. Cos’è e a cosa serve il Podcast Model Canvas In pratica, il Podcast Model Canvas è uno schema grafico che ti permette di visualizzare tutti gli elementi costitutivi il tuo podcast in modo sintetico ma altamente strategico. È un tool che ti aiuta a valutare quali azioni intraprendere, quali delegare e su quali investire nel modo migliore possibile. È composto da 9 blocchi così suddivisi: partner strategici: indica chi può aiutarti nella realizzazione del podcast, i tuoi alleati;attività fondamentali: quali attività servono per realizzare concretamente il progetto;value proposition: la tua proposta di valore all’ascoltatore;personalità: indica lo stile, la modalità di relazione che vuoi instaurare con l’ascoltatore;ascoltatori ideali: a chi ti rivolgi realmente;risorse necessarie: cosa ti occorre perché tutto funzioni;canali: dove distribuirai e comunicherai il tuo progetto audio;costi strutturali: quali tipi di costi devi prevedere e come suddividerli;flussi di ricavo: come puoi mettere a frutto il tuo progetto. Il Podcast Model Canvas è una sorta di board visivo che raggruppa tutte le informazioni da tenere sotto controllo. Il principio su cui si basa, come già anticipato, è il medesimo del Business Model Canvas, usato ampiamente dalle aziende e dai manager prima di avviare un business. In questo caso, l’ho studiato appositamente per un progetto di podcast. Include gli aspetti operativi ma anche i partner strategici da coinvolgere che possano supportarti nella realizzazione, l’analisi dei costi sia in termini economici che di risorse emotive. Riflette quali sono i canali di comunicazione prescelti, la personalità che vuoi mettere in campo, il valore che offri, il ritorno che vuoi raggiungere e come vuoi farlo. Hai mai sentito l’espressione “the big picture”? Ecco credo che possa ben spiegare cos’è il Podcast Model Canvas: una quadro generale complessivo del tuo progetto. Come usare il Podcast Model Canvas Perché questo strumento riveli la sua massima efficacia è fondamentale che tu ti riservi del tempo per compilarlo. L’approccio deve essere creativo ma al tempo stesso ponderato. Ogni singola area deve essere valutata e stimata in modo realistico, non utopistico. Entra nel dettaglio il più possibile senza tralasciare aspetti che se pur minimi possono fare la differenza nella globalità del progetto. Se lo ritieni utile, coinvolgi qualcuno che ti aiuti a fare brainstorming e a ipotizzare anche più scenari. Nessuno ti vieta infatti di compilare più Podcast Model Canvas per lo stesso progetto. Per compilarlo, quello che ti consiglio di fare è prendere un bel foglio formato A3, tanti bei pennarelli o post-it colorati e scrivere a mano per tirar fuori tutta la tua creatività. Se su alcune aree trovi difficoltà, lascia passare qualche giorno e riprendi il lavoro in un secondo momento. Vedrai che lasciar sedimentare le idee ti aiuteranno a svilupparne di nuove e di migliori. Solo quando sei sicuro o sicura di aver predisposto la tua versione definitiva puoi formalizzare lo schema su un foglio elettronico. Cosa inserire concretamente in ciascuno dei 9 blocchi che costituiscono il Podcast Model Canvas? A questo ti rispondo tra un attimo. PMC: perché utilizzarlo Dopo averti descritto cos’è il Podcast Model Canvas, ti spiego perché dovresti usarlo nella tua strategia. Il presupposto fondamentale per trarre il maggior beneficio da un podcast è che sia un progetto sostenibile. Ciò significa che deve essere creato tenendo conto delle tue disponibilità in termini di tempo e risorse, attivando un processo che possa essere mantenuto. Se così non fosse, rischieresti di abbandonarlo in men che non si dica. Il podcast non è un contenuto mordi e fuggi né tantomeno qualcosa che si può improvvisare, soprattutto se vogliamo sia un prodotto marketing a supporto del nostro business.  L’investimento di tempo ed energie, se fatto con criterio, certamente ripaga. E perché sia così, motivazione e organizzazione devono diventare le keywords del tuo vocabolario e del tuo mindset, specie se sei freelance e le attività ricadono per lo più su di te. Pianificare le attività e sapere in anticipo cosa occorre per partire è il primo passo per avere successo. Ecco perché ho messo a punto questo strumento. Sono convinta che il podcast apra nuove opportunità, ma richiede un certo effort perché possa dare dei risultati, e mantenerlo nel tempo può essere una sfida. Una sfida, però, che vale la pena accettare. Una delle cose che ho imparato seguendo i corsi di marketing e di comunicazione (e che non mi stancherò mai di dire) è che creare contenuti è l’unica cosa che davvero può fare la differenza nella costruzione del proprio personal brand. Grazie ai contenuti le persone ti conoscono, ti apprezzano, ti seguono e ti scelgono. Lo dimostra anche il risultato di un sondaggio realizzato dal Content Marketing Institute nel 2021 su un campione di 1707 professionisti composto da Content Creator, Marketing Manager, General Manager, ecc… appartenenti a diversi settori. Nel report si legge che la stragrande maggioranza degli intervistati aveva raggiunto i propri obiettivi di business proprio grazie ai contenuti.  Parliamo di: aumentare la riconoscibilità del brandcostruire credibilità e fiduciafidelizzare i clienti esistentigenerare nuovi contattie infine aumentare le vendite. E il podcast ha tutte le carte in regola per essere un contenuto in grado di raggiungere tutti questi obiettivi. Ciò che però fa davvero la differenza nell’ottenere l’attenzione e la fiducia delle persone è la costanza nel creare contenuti. Essere costanti è una delle cose più difficili e pochi riescono davvero ad esserlo. Ciò nonostante non è impossibile. Ed è qui che entra in gioco la sostenibilità di un podcast: con la giusta strategia e visione d’insieme si può favorire la perseveranza. Come? Pianificando il tuo progetto audio. Pianificare il tuo progetto con il Podcast Model Canvas Nel 2020, complice la pandemia e il maggior tempo a disposizione, c’è stata un’impennata di nuovi podcast. Molte persone hanno provato a mettersi in gioco con un nuovo mezzo di comunicazione in forte crescita e hanno pubblicato le prime puntate. Poi, però, molti di questi progetti sono rimasti incompiuti, molto probabilmente anche perché non erano sostenibili nel lungo periodo. Chi ha proseguito ha avuto un bel vantaggio in termini di posizionamento. Non è difficile immaginare che tutto ciò che puoi prevedere in anticipo ti aiuterà a sviluppare con maggiore consapevolezza il tuo podcast e capire dove intervenire. Può trattarsi di semplificare qualche processo o scegliere un format più idoneo alle tue capacità, competenze e risorse.  Questo è il metodo che applico anche con i miei clienti perché ogni persona e ogni progetto ha le proprie peculiarità e le proprie esigenze.  Ci avevi mai pensato? È un’analisi semplice ma non semplicistica. Fa sicuramente la differenza. Ti starai chiedendo “Ok, bello ma come posso farlo?”. Ecco, ora che ti ho spiegato in dettaglio cos’è il Podcast Model Canvas, voglio regalarti un bonus! Ti basterà infatti scaricare gratuitamente lo schema del Podcast Model Canvas cliccando su questo link. Podcast Model Canvas Avrai a tua disposizione sia il template che una guida per capire come compilarlo efficacemente. Quello che ti propongo oggi è di mettere a punto il tuo personale PMC. Sia che tu stia solo pensando di iniziare un tuo podcast, sia che tu ne abbia già avviato uno e voglia raddrizzare il tiro.  Se lo userai sarò ben lieta di ricevere il tuo feedback e ti dico fin da subito che se avrai bisogno di ulteriore supporto sono disponibile per un confronto insieme.  Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? Parlare di SEO e Podcast sembrava quasi un’utopia fino a qualche tempo fa. Molti podcaster, me compresa agli esordi del mio primo progetto, ignoravano che i meccanismi di questa strategia si potessero applicare anche al mondo dei podcast. Eppure, oggi anche i contenuti audio possono beneficiare di una visibilità organica sul web, e restituirla a loro volta ad altri contenuti online. Basta adottare qualche piccolo accorgimento in fase di creazione e distribuzione del podcast per ottenere già dei risultati. Risultati che possiamo ora dimostrare grazie a un test durato quattro mesi e realizzato in collaborazione con la SEO Specialist Luisella Curcio su un progetto reale di podcast. L’obiettivo del test era semplice: misurare in che modo una disciplina come la SEO si comporta con un trend del momento, il podcast, e capirne i reali impatti. Le domande a cui risponderemo in questo articolo sono queste: Impatta più la SEO sul podcast o il podcast sulla SEO? Il podcast può lanciarsi da solo senza azione SEO e social? Il podcast ha effetto sulla SEO? Ha senso una strategia multicanale? Entriamo nel vivo dell’analisi. Le premesse del test SEO e Podcast Osservare il rapporto fra un trend emergente come il podcast e la SEO ci ha permesso di capire due cose importanti. Da un lato, su quali leve lavorare per migliorare il posizionamento e, dall’altro,  intravedere nuove interessanti applicazioni utili sia per chi usa già il podcast nella propria comunicazione online che per i SEO specialist che lavorano sulla comunicazione organica dei propri clienti. La SEO, acronimo di Search Engine Optimization, è l’insieme di strategie volte a ottimizzare il tuo sito web affinché sia più facile per i motori di ricerca trovarlo, leggerlo, comprenderlo e proporne i contenuti in risposta agli intenti di ricerca delle persone. In pratica l‘obiettivo della SEO è aumentare la visibilità organica del tuo sito e quindi il traffico. Sono davvero tanti i fattori di ranking su cui si basa Google per posizionare i siti web nella SERP. Tra i principali ci sono: l’autorevolezza del dominio l’ottimizzazione dei contenuti la user experience del sito i backlink. Ciò vuol dire che quando si parla di SEO il risultato delle strategie applicate su un sito possono variare rispetto ad un altro, proprio per effetto dell’azione sinergica di questi o più fattori. Fatta questa premessa, ciò che in questa sede prenderemo in esame è la parte relativa ai contenuti e il rapporto tra sito web, podcast e gli altri canali di comunicazione. Dovresti creare un sito web per il podcast? Leggi tutto Come abbiamo sviluppato il test SEO Podcast Ci serviva una base dati vergine su cui operare per evitare che i risultati fossero inficiati, se pur indirettamente, dagli impatti legati al posizionamento di un podcast già esistente. Quindi, Luisella Curcio ha creato un podcast totalmente nuovo, con chiaro riferimento alla sua professione di SEO specialist, volutamente semplice dal punto di vista del sound design e della qualità audio. L’intento in questo caso era spingere sui contenuti e soprattutto sulla strategia per vederne gli effetti. I risultati del test sono stati presentati in anteprima nel web talk condotto da Fabio Antichi e Antonio Mattiacci nella loro rubrica Aperiweb. Ecco in sintesi gli step seguiti nel test: Creazione di un podcast sulla SEO con Anchor di Spotify; Ottimizzazione di tutti gli episodi; Distribuzione del podcast su tutte le piattaforme podcast come Spotify, Apple Podcast, Amazon Music, Google Podcasts; Monitoraggio delle performance del podcast con Google Podcast Manager e Anchor; Embedding del player Spotify in articoli specifici del blog e coerenti con le puntate; Inserimento dei dati strutturati nelle risorse in cui è stato pubblicato il podcast; Monitoraggio delle performance di tutti gli episodi e dell’andamento degli articoli interessati dall’embedding. Il podcast è stato creato usando l’hosting provider Anchor il quale, oltre a creare il feed RSS e distribuirlo sulle piattaforme, permette anche di registrare una traccia audio, editarla e fare un montaggio basico. Tutti gli episodi sono stati ottimizzati in chiave SEO lavorando a monte su un piano editoriale che rispondesse agli intenti di ricerca degli utenti sul tema centrale del podcast stesso. Questo è uno step importante da tenere presente che ti spiegherò meglio più avanti. Una volta fatta la distribuzione sulle piattaforme, il monitoraggio dei dati ci ha restituito informazioni utili per i resoconti. I tool usati per monitorare le performance sono stati: Anchor Semrush Google Podcast Manager Google podcasts manager Google Podcasts Manager (GPM) è la piattaforma Google di ascolto dei podcast cui è possibile trasmettere il feed RSS per la distribuzione online. Anche se non è ancora la piattaforma più utilizzata per gli ascolti, ha funzionalità interessanti che a mio avviso avranno grandi potenzialità nel prossimo futuro. Se un podcast è distribuito su GPM, Google potrebbe proporlo tra i contenuti in risposta agli intenti di ricerca dell’utente direttamente nella SERP per l’ascolto immediato.Questo è un aspetto utile per la discoverability dei podcast, punto di attenzione su cui le piattaforme si spera facciano progressi. Oltre a questo, i podcaster che distribuiscono i loro contenuti su GPM possono accedere a dati statistici rilevanti quali: numero di ascolti per puntata, durata media di riproduzione, dispositivo utilizzato, clic, impression e soprattutto l’indicazione dei termini di ricerca attraverso cui gli utenti ti hanno trovato sulla SERP. 1. Gli effetti del podcast sulla SEO Primo test Per prima cosa, in data 18 giugno 2022 Luisella crea una puntata pertinente ad un articolo del blog, in particolare sul posizionamento SEO. Dopo di che: fa l’embedding della puntata podcast nell’articolo esistente inserisce i dati strutturati del podcast nel sito. Cosa è successo dopo il 18 giugno al suo articolo? Il traffico e il posizionamento dell’articolo sono aumentati. Lo stesso articolo era posizionato in 26° posizione per la parola chiave “competenze SEO” prima di queste operazioni. Nel giro di poche settimane, l’articolo è passato dalla 26° posizione all’8° ed è poi rimasta stabile. Secondo test In data 2 agosto Luisella ha revisionato e inserito il podcast dedicato all’argomento struttura del sito web nell’articolo. Ecco cosa è successo dopo il 2 agosto: Dall’immagine notiamo che da quella data il posizionamento e il traffico sono migliorati. Terzo test In data 11 luglio ho inserito il podcast dedicato a “content strategy” nell’articolo https://www.luisellacurcio.it/seo/posizionamento-seo/content-strategy/ Ecco cosa è successo: La parola “content strategy” è passata dalla 10° posizione alla 6° posizione. In sintesi, abbiamo visto come il podcast abbia influito positivamente sulla SEO in termini di posizionamento. Le operazioni di embedding del podcast all’interno di ogni articolo hanno aumentato il posizionamento delle singole parole chiave. Inoltre, nelle descrizioni di ogni singola puntata del podcast sono stati inseriti link in entrata agli articoli del suo blog che sono apparse non solo in Anchor, ma anche in Spotify, Amazon Music, Google podcasts, Apple Podcast. Infine, una piccola spinta, l’ha data anche l’inserimento dei dati strutturati, implementati però successivamente. Come implementare i dati strutturati per il podcast: segui le indicazioni contenute al link per l’inserimento dei dati strutturati:  https://schema.org/PodcastEpisode. Inserisci i dati strutturati e convalidali con https://validator.schema.org/. 2. Gli effetti della SEO sul podcast Dopo aver visto i risultati dei test degli effetti del podcast sulla SEO, verifichiamo se è vero anche il contrario, cioè se la SEO ha effetti sul podcast. La risposta è sì. Per spiegarlo, facciamo questa prova. Digitiamo su Google la parola chiave “calendario editoriale SEO”. Appare in prima posizione l’articolo del blog di Luisella dove è stato fatto l’embedding di una puntata pertinente. In pratica, il contenuto in cui è stata collocata una risorsa ha ottenuto una visibilità maggiore e immediata rispetto ad altri contenuti. Un po’ quello che accade con l’embedding dei video di YouTube degli articoli. Google posiziona i podcast nella SERP? Sì, e lo si evince proprio dal risultato in SERP per la ricerca della parola chiave Podcast SEO. Il podcast si è posizionato nel box di Google dedicato ai podcast.  Inoltre lo si deduce dai dati rilevati da GPM a una settimana dopo dalla pubblicazione. Come Ottimizzazione il podcast per la SEO Ottimizzare un podcast per la SEO vuol dire intercettare le richieste degli utenti in Search e rispondere a quello che cerca l’utente finale. Questo si traduce in un aumento della visibilità del tuo brand, ed è di fatto un metodo per promuovere il proprio podcast. Nella descrizione degli episodi del podcast è possibile inserire link che portano verso il tuo sito web, il tuo blog e i tuoi canali social: questo si traduce nei primi due casi in aumento dei link in entrata al tuo sito web. L’ottimizzazione del podcast è un processo importante che inizia molto prima della pubblicazione delle puntate sulle piattaforme di ascolto. Significa lavorare a un piano editoriale che risponde ai tuoi obiettivi ma anche ai bisogni degli utenti. Questo si traduce nello scegliere con cura l’argomento, il titolo, la descrizione, nonché la trascrizione degli episodi. Ottimizzando questi elementi per i motori di ricerca attraverso la strategia SEO aumenta visibilità, posizionamento e autorevolezza del tuo brand. Perché implementare una strategia multicanale? Facendo un breve recap dei test effettuati, si comprende che gli effetti del podcast sul posizionamento non sono immediati. Se un podcast non viene trainato dalla SEO oppure da strategie di social media marketing è molto difficile trovarlo singolarmente in Google Search o in una qualsiasi piattaforma di podcasting. Specie in presenza di chiavi di ricerca molto competitive. Podcast e SEO se lavorano in sinergia hanno impatto l’uno sull’altro sul miglioramento della visibilità online di un brand. Ma il podcast ha bisogno di altre strategie social e SEO per essere veicolato. Google sta lavorando molto sui contenuti audio e presto dovrebbero essere inseriti nello stesso Knowledge graph nella tool bar di immagini, video, maps… Speriamo presto!Quando ciò succederà avere un podcast sarà importante per la spinta sulla visibilità del brand. D’altro canto, la SEO per il podcast si dimostra essenziale e può aumentare la visibilità del podcast attraverso l’embed delle puntate e l’inserimento dei link nelle risorse pertinenti. Questo dimostra quanto già ribadito ampiamente nell’articolo sulla multicanalità. Il podcast ha bisogno di essere inserito in un ecosistema comunicativo fatto di sinergie tra le diverse discipline digitali: SEO, Social Media Marketing, Newsletter, ecc. Questo perché ogni canale ha un suo linguaggio, raggiunge target diversi e soddisfa esigenze del pubblico diverse. Multicanalità e podcast: come creare una strategia multi-channel Leggi tutto Dunque, se hai già un podcast e non hai ancora un tuo sito web, valuta attentamente i benefici che ne avresti in termini di posizionamento e visibilità. Se invece non hai ancora un podcast ma hai un sito web, sfrutta il podcast per incrementare il tuo posizionamento sul web. In entrambi i casi, come Podcast Coach posso aiutarti a mettere in piedi una strategia marketing su misura. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? Se stai pensando anche tu di realizzare un podcast, sappi che una delle prime cose che dovrai fare è occuparti della definizione del format del podcast. Dovrai decidere, in sostanza, quale struttura generale dovrà avere il tuo progetto audio. Ogni podcast ha un format ben preciso che lo definisce e ne disegna i tratti essenziali. Un po’ come succede per i format dei programmi televisivi o radiofonici.  L’obiettivo di questo articolo è capire: cos’è un format podcast e perché è importante per il successo del tuo progetto; quali sono gli elementi che lo compongono, in particolare ne ho identificati 8. Una volta analizzati questi due punti, sono sicura ti sarà più chiaro come strutturare il format del tuo progetto. Cos’è il format di un podcast? Parto subito col dirti che il format podcast è la struttura del progetto audio, ossia lo schema che lo definisce. È una sorta di compagine che, in modo chiaro, determina tutti gli elementi identificativi che lo compongono e che dettano il suo svolgimento, sia dal punto di vista stilistico, sia narrativo che tecnico. Ciò che contraddistingue un format podcast da un altro è la sistematicità di alcuni elementi che si ripetono puntata dopo puntata e che ne definiscono la riconoscibilità. Per estensione, possiamo paragonare il format di un podcast a quello di un programma televisivo, dove sono chiari: tipologia di programma, palinsesto, scelte tecniche e stilistiche, conduttori e via dicendo. È da queste caratteristiche che derivano i vari tipi di podcast e con essi le strutture editoriali. Quello di cui ci occuperemo in questo artivolo riguarda la predisposizione del format generale che possiamo considerare come lo scheletro del nostro progetto.  È fondamentale che tu definisca in anticipo la struttura del tuo podcast per due motivi: ti aiuterà a delineare i confini entro cui sviluppare la tua idea;  aiuterà il tuo futuro ascoltatore a seguirti meglio durante l’ascolto perché avrà una sorta di guida, un percorso chiaro che lo accompagnerà puntata dopo puntata.  I podcast che ascolti abitualmente hanno un loro format ben preciso anche se, forse, non ci hai mai fatto caso. Vorrei proporti un esperimento.  Dopo aver letto questo articolo, prova ad individuare quali sono tutti gli elementi che caratterizzano il tuo podcast preferito. Dopodiché, prova ad identificare il format sulla base del quale è costruito.  Se ti fa piacere condividere con me la tua analisi, sarò davvero felice di leggerla.  Se, invece, non sei un frequentatore abituale delle piattaforme audio, qui trovi una raccolta dei podcast per i quali ho personalmente seguito la produzione come Podcast Coach. Vediamo ora cosa serve per definire un format podcast.  Come definire un format: 8 elementi chiave Ci sono degli elementi chiave da considerare per definire un format podcast in modo efficace: ne ho identificati esattamente 8. Premessa: la definizione del format è un’attività da fare necessariamente dopo aver definito gli obiettivi e il target del tuo progetto audio. Senza prima non lavori su obiettivi di marketing e di podcast non riuscirai a definire la struttura del tuo futuro progetto. Analizziamo ora i diversi elementi che compongono il format.  La definizione del concept, cioè l’idea centrale su cui si basa l’intera progettazione e da cui deriverà il piano editoriale. Può essere definito come il soggetto, il fulcro del progetto stesso, nel quale è sintetizzata la Value Proposition del podcast. Il numero degli speaker. Quante persone interverranno come host nel podcast? Ci sarà un unico conduttore che argomenterà le singole puntate o sono previsti degli ospiti o dei co-conduttori? A queste domande bisogna dare una risposta prima di iniziare un podcast perché, per esempio, la scelta del numero di speaker può determinare un diverso impatto dal punto di vista organizzativo e tecnico. La tecnica narrativa o modalità di svolgimento. Ad esempio: sarà un talk a una voce oppure una conversazione libera tra più co-conduttori? Hai intenzione di realizzare un podcast narrativo oppure vuoi sviluppare gli argomenti sotto forma di intervista? La finalità di utilizzo. Definisci se il tuo podcast sarà formativo, informativo oppure un contenuto di intrattenimento. Questo ti porterà a trovare il mood. Il mood del podcast. È inteso sia come tono di voce, stile di comunicazione e linguaggio, sia come atmosfera sonora, quindi con riferimento al genere musicale che accompagnerà il tuo testo. Per aiutarti a capire quale mood scegliere, prova a pensare a che tipo di emozioni vuoi suscitare nel tuo ascoltatore e al pubblico a cui ti rivolgi. La struttura interna delle puntate. Suddividi in blocchi la singola puntata e per ciascuna di esse indica cosa accadrà e quanto durerà. Questa metodologia ti aiuterà a preparare la tua scaletta o il tuo copione. Decidi se ci sarà un intro, una sigla oppure un contributo audio esterno e quali e quanti elementi sonori ricorrenti. Le caratteristiche strutturali di ogni puntata. Saranno puntate episodiche auto-conclusive in cui ogni episodio verterà su un argomento diverso di volta in volta oppure saranno puntate seriali in cui la storia si svolgerà a cavallo di più episodi? Ci saranno momenti seriali ossia ricorrenti, che si ripetono in ogni puntata? Tutti elementi che è bene definire a priori nel format del progetto di podcast. Il tipo di pubblicazione cioè rifletti bene su: durata, numero di puntate e frequenza di pubblicazione (ad esempio giornaliera, settimanale, quindicinale o mensile). Queste tre voci saranno fondamentali per organizzare il tuo processo di produzione e far sì che il tuo progetto si basi su un criterio di sostenibilità, un concetto di cui parlo ampiamente anche nell’articolo sul Podcast Model Canvas. Conclusioni Sono certa che, giunti fino a qui, ora per te sia più chiaro il concetto che scrivere il format del tuo podcast significa elaborare tutta una serie di caratteristiche che concorrono a costruire l’identità precisa del tuo progetto audio. Ecco perché un format che è strutturato secondo questi 8 elementi chiave è, a tutti gli effetti, una vera e propria bussola per l’ascoltatore che si sente guidato nell’ascolto del tuo podcast.  Tornando all’esperimento che ti ho proposto all’inizio di questo articolo, hai avuto modo di identificare quale format ricalca il podcast che hai preso in esame? Aspetto una tua mail per conoscere la tua risposta così come puoi scrivermi per richiedere una consulenza personalizzata se stai pensando di progettare il tuo podcast.  Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? Lo sapevi che gli elementi visivi di un podcast sono importanti? Anzi, lo sono così tanto che non puoi sbagliarli. Devono essere scelti con cura.   Capisco che ti possa sembrare un paradosso accostare l’aggettivo visivo ad un podcast, cioè un contenuto audio. Eppure, sono di fondamentale importanza in quanto sono anch’essi strumenti capaci di ingaggiare i tuoi ascoltatori. In particolare, aumentano la visibilità del tuo podcast sulle piattaforme di ascolto e nei motori di ricerca. Non sono risultati di poco conto. Nel podcast, come in ogni altro mezzo di comunicazione, aumentare la visibilità dei contenuti è strategico in quanto questi rivestono un ruolo centrale nella strategia di digital marketing che abbiamo deciso di adottare. I contentuti sono il cuore. Sono il valore aggiunto che ci permette di avvicinare le persone al nostro brand. Nelle puntate precedenti di Podcast per il Business abbiamo visto come il podcast può diventare un asset del nostro business. Rende infatti i contenuti disponibili e fruibili per molto tempo. Dobbiamo, tuttavia, superare una barriera iniziale. Se sui social network l’utente consuma i contenuti in modo passivo, per mano di un algoritmo che li propone in base ai suoi interessi, nel caso del podcast è l’ascoltatore che sceglie cosa ascoltare in modo consapevole.   Farci scegliere dal nostro ascoltatore è la sfida. Ecco perché in questo articolo voglio svelarti quelli che per me sono tre elementi visivi che non puoi assolutamente sbagliare: titolo;copertina;descrizione. Ingaggiare visivamente i nuovi ascoltatori Il podcast non è un programma radiofonico che passa in diretta a cui assistiamo passivamente. Come quando gironzoliamo per una libreria in cerca di un libro che ci ispiri, anche per il podcast, questi sono gli elementi visivi più importanti grazie ai quali una persona decidere se avvicinarsi a noi.   Potremmo anche aver creato contenuti di grande valore nel nostro podcast ma se non studiamo un titolo accattivante, una copertina che attiri l’attenzione e una descrizione esaustiva capace di incuriosire, beh, ci stiamo giocando un’opportunità.  Io dico sempre che il podcast è un prodotto commerciale a tutti gli effetti. Generalmente gratuito ma pur sempre un prodotto a scaffale che può essere scelto oppure no. Nessun prodotto commerciale si presenta al pubblico senza un nome, senza una veste grafica o un packaging, e tanto meno senza una descrizione che spieghi cos’è e cosa contiene.  1. Il titolo Il titolo del podcast è il naming del nostro prodotto. Esprime l’identità, le caratteristiche e il posizionamento. Trasmette un messaggio immediato. A volte esplicito, altre volte più evocativo ma senza dubbio chiaro e diretto. Porta con sé significati, concetti e sfumature dell’argomento che tratta. Proprio quella linea di colore che potrebbe differenziarci da un altro podcast che tratta il medesimo argomento. A a volte non è semplice scegliere il titolo di un podcast. Un suggerimento è quello di isolare il fulcro del messaggio: l’elemento su cui porre l’attenzione. In poche parole deve racchiudere un concetto immediato. Ecco perché a volte la ricerca del titolo giusto può essere più lunga e difficile del previsto. Spoiler: nelle prossime puntate vedremo anche quali sono alcune caratteristiche di un buon titolo. 2. La copertina del podcast Discorso analogo riguarda la grafica di copertina. Prendiamo sempre come esempio quello che succede con un prodotto commerciale che viene lanciato sul mercato. Quante volte hai sentito parlare dell’importanza che il packaging ricopre nella sua promozione? Non svolge solo un ruolo funzionale. È strategico per il posizionamento e per la comunicazione del prodotto stesso. Deve raccontare al consumatore qualcosa. Essere capace di attrarre e trasmettere un messaggio sensoriale oltre che estetico.  Se parliamo di podcast, il packaging equivale alla sua copertina. Deve essere capace di ingaggiare le persone perché comunica un messaggio e questo deve essere coerente con il significato che vuoi dare al tuo podcast. Penso che la copertina sia l’ingrediente che esplicita ed esalta, allo stesso tempo, il significato del titolo stesso.   Di fatto, la copertina è un elemento visivo assolutamente complementare al titolo, laddove questo non sia di immediata comprensione. 3. La descrizione La descrizione del podcast è in ordine di rilevanza l’ultimo elemento visivo che può catturare l’attenzione dell’ascoltatore. Non per questo il meno importante. È anzi, a mio parere, una parte essenziale di un podcast. Ed è quella immediatamente visibile dopo gli altri due.  Esattamente come quando entriamo in una libreria: prima ci attirano il titolo e la copertina, poi leggiamo la descrizione nella quarta di copertina.  Se quello che c’è scritto ci incuriosisce e ci fornisce quei pochi, ma giusti, elementi per capire se quel prodotto fa davvero al caso nostro, meriterà la nostra attenzione. A quel punto, è fatta.  Dunque, cosa scriviamo nella descrizione del nostro podcast per agganciare davvero l’interesse di un potenziale ascoltatore? Ricordi quando ti ho parlato di value proposition del podcast? In sintesi, la descrizione dovrebbe racchiudere i 3 elementi principali del nostro podcast: il target;l’argomento; la promessa che facciamo all’ascoltatore.  In poche parole, tutto ciò che serve all’utente per sentirsi stimolato all’ascolto. Per cui non c’è niente di più chiaro della value proposition da scrivere nella descrizione che abbiamo a disposizione per far conoscere il nostro prodotto.  Attenzione! Mi riferisco alla descrizione di tutta la serie, non a quella delle singole puntate. Queste ultime, naturalmente, saranno scritte seguendo una logica simile ma si riferiranno essenzialmente all’argomento specifico della puntata in questione.  Ora, per capire quanto questa triade di elementi: titolo, copertina e descrizione possa influenzare o meno la scelta di un ascoltatore, che ne dici di fare anche tu una prova? Vai sulla piattaforme di ascolto che utilizzi abitualmente e scorri, in una categoria di tuo interesse, i podcast che compaiono in elenco. Prova a riflettere su quali di questi cattura di più la tua attenzione.  Poniti queste semplici domande: quali caratteristiche noti? Su cosa ti sei soffermato? Questo è un ottimo esercizio per applicare lo stesso concetto sul tuo podcast se stai pensando di progettarne uno. Tanto più sei nuovo/a nel mondo del podcasting, tanto più devi conquistarti dei nuovi ascoltatori! Tengo a sottolineare che questi tre elementi visivi – copertina, titolo e descrizione – non sono gli unici decisivi per ingaggiare gli ascoltatori e farci scegliere. È ovvio che hanno un impatto altrettanto decisivo la notorietà dell’autore, le recensioni, magari il consiglio di un amico. I 3 elementi visivi di cui ti ho parlato in questo articolo sono, tuttavia, fondamentali sia in fase di progettazione del tuo prodotto audio, sia per capire se quel libro può interessarci oppure no. Ricordi l’esempio della libreria? Bene, adotta questa tecnica anche nel podcast. Se sei interessato a creare un tuo podcast personale, segui tutte le puntate di Podcast per il Business. E se ti va l’idea di conoscermi un po’ di più, passa a trovarmi su Instagram o Linkedin, dove condivido tips su questi temi. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? Ha senso creare un sito web per il podcast: sì o no? Sono la prima ad essermi interrogata su questo tema quando ho creato il mio primo show. Da allora ho sperimentato, analizzato, testato diverse alternative, e alla fine sono arrivata alla conclusione che sì, creare un sito web per ospitare il tuo podcast è senza dubbio una scelta strategica. I vantaggi sono tanti, specialmente se vuoi usare il podcast marketing come asset strategico per il tuo business. Creare un sito web per il podcast ti permette di: accogliere e comunicare con i tuoi ascoltatori incrementare il traffico organico raccogliere dati utili alle tue strategie di marketing offrire altri contenuti di valore monetizzare il tuo podcast. Approfondiamo insieme questi punti. I vantaggi del creare un sito web podcast Il sito web è uno dei canali di comunicazione fondamentali per un brand, anche in ottica di strategia multi-channel. Multicanalità e podcast: come creare una strategia multi-channel Leggi tutto Se mi segui da un po’ sai che uno dei miei pilastri è strutturare un ecosistema comunicativo che possa aiutarti ad amplificare le tue opportunità commerciali in modo sostenibile. Diversificare anziché avere una sola fonte di traffico. In altre parole, podcast e sito web sono un ottimo connubio, anche perché si coadiuvano a vicenda. Vediamo come. Creare un sito web per accogliere i tuoi ascoltatori Se i tuoi ascoltatori vogliono sapere qualcosa in più su di te e il tuo progetto, senza dubbio la prima cosa che fanno è cercarti sul web. Ancora prima dei social, il sito web è il canale principale che un utente naviga per approfondire la tua conoscenza. Qui puoi accentrare tutte le informazioni che ti riguardano: chi sei, di cosa ti occupi, quali altri podcast o progetti porti avanti, cosa offri loro. È una casa virtuale in cui accogliere i tuoi ospiti ed è l’ingresso principale attraverso cui gli ascoltatori entrano nel tuo mondo. Dal sito, le persone possono accedere ad altri tuoi contenuti e risorse, scoprire altri canali, entrare nel tuo funnel marketing e iscriversi alla tua newsletter. Nel creare il sito web, assicurati di avere una pagina in cui racconti il tuo progetto podcast, i temi che tratti e anche il player per ascoltare direttamente le tue puntate. Indica infine in che modo possono comunicare con te. Questo è un aspetto importante per creare una community. Migliorare il posizionamento SEO del podcast Come si posiziona un contenuto audio nella SERP di Google? Ad oggi è ancora necessario sfruttare i testi scritti per rendere visibili i nostri contenuti nei motori di ricerca. Per cui, al di fuori delle piattaforme di ascolto, bisogna fare in modo che il podcast venga scoperto dagli utenti attraverso l’uso della SEO.  Tutto ciò che è testuale va ottimizzato con l’uso di parole chiave affinché i contenuti vengano proposti da Google in risposta agli intenti di ricerca degli utenti.  SEO podcast: come aumentare la visibilità sul web Leggi tutto Cosa c’è di testuale in un podcast? Titoli e descrizioni delle puntate sono le prime cose da ottimizzare in ottica SEO. Ma non basta. Google lavora per offrire la migliore risposta alle domande degli utenti di sicuro un contenuto corposo ed esaustivo si posiziona meglio di una semplice descrizione ottimizzata.  Questo significa che il sito web diventa un canale utilissimo per incrementare il traffico organico verso i propri canali.  Pagine del sito contenenti note e trascrizioni delle puntate scritte in chiave SEO possono aiutarti a comparire tra i risultati di ricerca. E a quel punto, anche i visitatori del sito possono diventare ascoltatori del podcast.  Analizzare il traffico organico Il traffico che transita sul sito web è facilmente monitorabile dagli analytics e in termini strategici questo è un fattore da non sottovalutare.  Creare un sito web legato al podcast ti permette di capire quali temi e puntate hanno maggiore impatto di altri e qual è il comportamento degli utenti. Puoi monitorare quali pagine vengono visitate e quali altre risorse sono scaricate. Tutte informazioni utili a gestire il tuo posizionamento e la tua strategia di marketing.  Creare un sito web per monetizzare il podcast Monetizzare un podcast non è semplice. Serve avere una community disposta a supportare il tuo lavoro, servono ascolti e quindi serve tempo.  La monetizzazione può essere diretta (ad esempio operando come publisher o usando piattaforme di crowdfunding come Patreon o Tipeee) oppure indiretta. La modalità indiretta sfrutta l’inbound marketing per convertire potenziali ascoltatori. Questi ultimi, una volta sul sito, possono innescare un percorso di customer journey e infine acquistare i tuoi prodotti o servizi. Dunque creare un sito web per il podcast ti permette di monetizzare sia i contenuti che convertire gli ascoltatori in clienti.  Meglio creare un sito web podcast dedicato o legarlo al sito personale? La risposta diretta è dipende: dal progetto, dagli obiettivi, dalle risorse. Un sito web ha bisogno di attenzioni continue affinché produca i risultati attesi. Crearne uno separato dal tuo sito web personale potrebbe essere un lavoro aggiuntivo e una dispersione di energie e di traffico organico.  Ma è ovvio che per prima cosa dovrai stabilire qual è la tua strategia legata al podcast e al sito web. Spesso è sufficiente creare una landing page ottimizzata all’interno del proprio sito personale per migliorare il posizionamento del podcast. Anzi, questa soluzione è auspicabile qualora il tuo podcast sia creato a supporto del tuo brand.  Diversa invece è la situazione in cui il podcast è un progetto a sé stante e non hai né la volontà né la possibilità di legarlo ad un sito web personale. In questo caso potresti creare un one-page site come quelli realizzabili con Carrd.co, oppure un sito WordPress più strutturato. Al suo interno inseriremo tutte le informazioni del podcast, i tuoi contatti e tutto ciò di cui abbiamo parlato in questo articolo.  Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? Negli ultimi anni il binomio podcast e giornalismo ha riscosso parecchio successo tra il pubblico. Content curation, informazione, documentari, cronaca, approfondimenti su notizie di attualità, sono alcuni dei modi in cui molti giornalisti hanno utilizzato e utilizzano i podcast per raggiungere un pubblico più ampio e per offrire contenuti di qualità in modo più diretto e fruibile.  Ma al di là di queste modalità di informazione più frequenti e tipiche, c’è un’altra forma di giornalismo per la quale si presta molto bene il podcast, ed è lo slow journalism. Questo è un termine che, come vedremo, si contrappone al giornalismo main stream e si affianca a un modo di fare informazione più accurato e dedito alle storie e alle persone che stanno dietro a una notizia. Come si può usare il podcast per fare giornalismo in questa forma? Ne parliamo con Teresa Potenza, giornalista esperta in geopolitica, economia e cultura Mediorientale, nonché autrice di Ponti Invisibili, il podcast che ha sancito il suo ingresso nel mondo dell’audio come strumento di giornalismo. Cos’è lo Slow Journalism Lo Slow journalism è un approccio al giornalismo che sottolinea la qualità rispetto alla quantità, puntando a fornire una comprensione più approfondita e ponderata dei fatti rispetto alla semplice diffusione di notizie in tempo reale. Si concentra sulla storia dietro le notizie, cercando di capire i contesti e le implicazioni a lungo termine, e di fornire informazioni complete e accurate per aiutare i lettori a prendere decisioni informate. Si contraddistingue anche per essere indipendente dalle news acchiappa clic, dalle agenzie giornaliere che devono seguire i trend. Dà spazio alle storie, quindi anche alle persone. Podcast e giornalismo: intervista a Teresa Potenza Chi è Teresa Potenza Ho preso il tesserino nel 2005 e da quel momento ho lavorato per testate italiane e internazionali sia a Milano che a Londra, finché poi ho fatto un viaggio in Siria che mi ha un po’ cambiato davvero tutto. Fino a quel momento mi occupavo di economia, turismo, esteri e sono sempre proprio gli esteri il tema che mi ha appassionato. Quando sono arrivata in Siria ho cominciato a lavorare come giornalista finché è scoppiata la guerra che mi ha costretta a ritornare. Da lì, negli anni ho lavorato ancora per testate italiane e internazionali finché ho deciso di specializzarmi proprio in Medio Oriente e in geopolitica. Quell’esperienza in Siria mi ha messo in connessione non solo con culture diverse, ma anche con fatti forti, come una guerra, che ho capito che volevo andare al di là delle notizie cosiddette “cotte e mangiate”. Ho capito che dovevo dare attenzione all’approfondimento, alle persone che fanno la notizia, dare voce proprio a quelle persone che ci possono raccontare fatti che forse sono lontani, ma forse in realtà ci possono riguardare molto da vicino. Come ti sei avvicinata al podcasting? Prima di tutto da fruitrice. Penso di aver cominciato, come tanti, nel 2020, nei mesi del primo, durissimo lockdown. Nel podcast ho sempre apprezzato il fatto di non sentirmi un numero, ma qualcuno a cui qualcun altro sta parlando. Mi è sempre piaciuta questa connessione. E poi il fatto che la voce riesce a trasmettere anche le emozioni. Da qui ho deciso di approcciarmi al podcast stando dall’altra parte. Ho pensato sarebbe stato anche interessante per me usarlo come mezzo per raccontare la mia storia, ma anche naturalmente quella degli altri. Ed è così che è nato Ponti Invisibili, il podcast in cui racconto la mia storia in Siria. Ho scelto un taglio narrativo e non giornalistico me è stata la scelta migliore proprio per andare al di là dei fatti, perché sì lo spunto è la mia storia però poi c’è molto altro, è un viaggio interiore sia per me sia per chi lo fa insieme a me. Concept Ponti Invisibili e processo di creazione Leggi tutto Che obiettivi ti eri posta con il podcast dal punto di vista professionale? Nel momento in cui ho capito che volevo occuparmi di slow journalism in questo modo, ho pensato che la cosa migliore da fare fosse davvero mettermi in gioco e raccontare la mia storia per far vedere come si possono raccontare fatti, notizie e persone. Non c’è soltanto il modo veloce ma anche un modo più lento, più accurato e più empatico, se vogliamo, più sensibile. Così ho pensato che fosse anche utile per la mia professione per dedicarmi proprio a quello che mi piace, cioè fare giornalismo. Mi piace definire questo podcast come il mio biglietto da visita. Podcast e giornalismo: che consiglio dai a chi si occupa di informazione? È un approccio che va davvero esplorato. Per le testate che raccontano già storie però in altro modo, credo che potrebbero davvero aprirsi a loro volta delle nuove opportunità e anche delle nuove strade. Secondo me può fare bene alle grandi testate e ai grossi nomi. Stessa cosa per i miei colleghi giornalisti. Con il podcast possono davvero avere un modo in più per arrivare anche alle testate con cui vogliono collaborare, un modo in più per specializzarsi in un settore e arrivare poi alle persone che alla fine sono coloro che fanno le storie. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? Ci sono dei casi in cui è meglio per te non creare un podcast? La risposta è sì, e tra poco li vedremo insieme. Forse questa dichiarazione può sembrarti strana visto che come Podcast Coach aiuto le persone a creare un loro progetto audio. Ma sono anche dell’idea che, come ogni cosa, vada approcciato con la giusta predisposizione e le giuste motivazioni. Il rischio altrimenti è creare un prodotto che non porta valore né a te né al tuo pubblico, e quindi non ascolterebbe nessuno. Per cui, se sei nella fase in cui alla parola podcast ti brillano gli occhi e non vedi l’ora di partire in quarta, è mio dovere farti prima riflettere su alcune errate motivazioni che potrebbero spingerti verso una decisione sbagliata. Perché proprio un podcast? La primissima domanda che faccio a chi vuole cominciare un percorso con me è questa: perché hai deciso di creare proprio un podcast e non usare altri mezzi di comunicazione? Non tutti se la pongono e non tutti hanno la risposta pronta. Altre volte le idee sono chiare, ma le risposte suggeriscono che forse è meglio dedicare tempo e denaro a creare qualcosa di diverso che non sia il podcast. Vediamo insieme in quali casi è meglio non creare un podcast. Voglio fare podcast per diventare popolare? Molti podcaster che conosco in effetti sono diventati popolari proprio grazie al loro show. Puntata dopo puntata hanno saputo conquistare il pubblico ed entrare letteralmente nella quotidianità delle persone. Ed è proprio questo il punto: se hanno avuto successo con il loro podcast è perché sono riusciti a creare un prodotto di valore che il pubblico ha apprezzato. La popolarità è arrivata dopo, non è stata la leva scatenante. Anzi, molti di questi podcaster neanche si aspettavano un simile successo. Dunque se pensi di fare un podcast per soddisfare esclusivamente il tuo ego, beh potresti restare deluso. Sono pochi i podcast che raggiungono vette di ascolti tali da rendere famosi i podcaster. E in ogni caso c’è sempre dietro un gran lavoro di contenuti. Competenze chiave per fare un podcast Leggi tutto Lo faccio perché lo fan tutti? Il podcasting è un mercato in forte espansione, aumentano gli ascoltatori e aumentano le produzioni. Aziende, privati, liberi professionisti e istituzioni si sono lanciati nel meraviglioso mondo dell’audio per divulgare contenuti. Il fatto che i grandi player del mercato (Spotify, Amazon, YouTube, per citarne alcuni) stiano investendo nel podcast indica che la domanda c’è. Benissimo. Creare un podcast in un mercato in crescita è utile per ritagliarsi un proprio posizionamento e presidiare nuove piattaforme. Ma se non hai una buona idea da condividere o contenuti utili per il tuo pubblico, cavalcare l’onda tanto per esserne parte non ti porterà alcun successo. Meglio ponderare la cosa e aspettare di buttar fuori l’idea giusta che il pubblico apprezzerà. Credo che il podcast sia un modo per fare soldi? La monetizzazione è un aspetto interessante del podcasting. Tuttavia, pochi sanno che guadagnare con il podcast è più difficile di quanto si pensi. Che si tratti di pubblicità dinamica, episodi sponsorizzati, crowdfounding, il punto è sempre uno: serve un pubblico per monetizzare. E il pubblico te lo crei con il tempo, la costanza e il valore che offri.  Se credi di fare soldi facili, dovrai ricrederti. Piuttosto, concentrati sul creare un podcast per divulgare la tua esperienza, i tuoi valori e contenuti utili agli ascoltatori. Il resto arriverà. Lo faccio per vendere i miei prodotti e servizi? Il podcast marketing è un ottimo modo per promuovere il proprio business, ma non è uno spot pubblicitario. Sebbene un messaggio commerciale indiretto possa starci, l’effetto televendita è completamente fuori luogo.  Le persone non sono interessate ad ascoltare per 10, 20 o 30 minuti un messaggio di vendita diretta. Vogliono imparare, intrattenersi, ricevere informazioni o formazione utile. Per l’advertising ci sono strumenti e contesti più idonei del podcast.  Come si attiva il processo di acquisto con il podcast Leggi tutto La mia target audience ascolterebbe un podcast? Converrai con me che il vero protagonista del podcast è il pubblico. Per cui, se per ragioni demografiche l’audience a cui ti rivolgi è ben lontana dall’uso della tecnologia audio, beh forse è meglio pensare a qualche altro canale di comunicazione.  Per esempio, i dati divulgati da Ipsos nell’ottobre 2021 nella sua Digital Audio Survey sul profilo degli ascoltatori dimostrano che il 44% è under 35. Questo potrebbe farti capire che un pubblico in là con l’età potrebbe preferire strumenti più tradizionali del podcast per fruire di contenuti. Ipsos, Digital Audio Survey 2021 Quando ha senso creare un podcast? Creare podcast è un lavoro che richiede impegno, energie e risorse. Se le tue motivazioni sono quelle di donare e condividere contenuti utili e di valore al tuo pubblico, allora sei sulla strada giusta. Diversamente, forse è meglio rivalutare le tue decisioni.  Pensa sempre che gli ascoltatori donano il loro tempo per ascoltarti, e il tempo è la risorsa più preziosa che possediamo. Usalo bene anche tu e non deludere le loro aspettative.  La soddisfazione più grande è ricevere feedback di apprezzamento e gratitudine per il valore che hai condiviso. Questo è ciò che io chiamo successo.  Dunque, tu perché vorresti fare un podcast? Contattami per fissare la tua call gratuita di 30′ e raccontami la tua idea di podcast. Sarò felice di accompagnarti in questa avventura. 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Qualche settimana fa, quando ho letto la storia di Tim Ferriss che dal suo blog ha fatto nascere uno show podcast da milioni di ascolti, mi sono convinta ancora di più delle potenzialità di questo mezzo di comunicazione. Creare un podcast per blogger non solo è possibile, ma è addirittura un boost per la propria presenza online. Certo, di Tim Ferriss ce n’è uno solo ma il punto è un altro. Anche i professionisti del web copywriting possono usare il podcast per promuovere il proprio personal branding, differenziandosi da un mercato già saturo e intercettando un nuovo pubblico, diverso dai lettori. Infatti, i contenuti audio soddisfano un bisogno utente sempre più consistente: ottimizzare il tempo. Essendo il podcast uno strumento nomadico, chi ti ascolta può imparare, informarsi e divertirsi mentre svolge altre attività. Apre quindi le porte dei tuoi contenuti anche a chi dedica poco tempo alla lettura ma ti ascolterebbe volentieri mentre porta a passeggio il cane. Passare dal testo all’audio è un bel salto in avanti che forse non tutti si sentono di fare. In realtà potrebbe essere meno complicato di quanto pensi e persino meno dispendioso di un video ben fatto su youtube. Considera che a tuo favore hai già tre elementi: sei un esperto nel tuo settoresei abituato a scrivere contenutihai una community solida. Non è già un bel punto di partenza? Certamente lo è, visto che servono tutte queste tre cose per rendere il podcast un contenuto gradito. Qualunque sia la tua nicchia, potresti allargare il tuo pubblico raggiungendo anche chi preferisce l’ascolto alla lettura, ma soprattutto fare cross marketing. Ed è proprio quello che ho fatto realizzando il podcast Zampe in Famiglia per un cliente. Siamo partiti dal blog per poi realizzare un progetto audio includendo esperti, interviste e testimonianze. Per aiutarti a comprendere in che modo può essere utile un podcast per blogger ho preso tre esempi tra le categorie più conosciute del blogging: travel bloggerfood bloggerbook blogger Podcast per travel blogger Qual è l’ultimo viaggio che ti ha emozionato? Ogni viaggio ci racconta Paesi, culture, storie e lo viviamo almeno due volte: con gli occhi e nei ricordi. Come travel blogger sai bene in che modo usare la scrittura per trascinare il lettore a scoprire quei luoghi. Ma immagina di poter trasmettere le tue emozioni con la tua voce, la tua personalità mentre racconti ciò che hai visto e come lo hai vissuto. Qualche idea su come usare il podcast affiancandolo al tuo blog: creare percorsi guidati in cui accompagnare l’ascoltatore mentre visita i luoghi di cui hai parlato nel tuo blog. Gli ingredienti sono tanti: immagina di essere lì con lui, portalo a esplorare le strade, svelagli un aneddoto legato a un luogo, riscopri un momento storico che ha reso glorioso una piazza o un monumento, aggiungi una musica di sottofondo che richiama quell’epoca.Intervistare persone del luogo per raccontare la vita del posto dalla voce di chi ci vive.Promuovere un turismo di nicchia insieme a enti locali.Raccontare il viaggio per come lo hai vissuto tu, portando l’ascoltatore a vedere gli angoli nascosti, scoprire la cucina e la gente del luogo, lasciando che immagini ciò che non può vedere con i suoi occhi. Solo alcuni esempi di ciò che si può realizzare con un podcast per travel blogger. Non c’è limite alla fantasia. Puoi mettere a frutto la tua esperienza, creatività e voglia di sperimentare. Anche se l’audio si ascolta in cuffia e, per lo più da soli, crea prossimità: ascolto e immagino di essere proprio lì, nel luogo di cui parla il podcast. Lo vedo di fronte a me. Forse è addirittura possibile creare una community di persone che immaginano tutte di essere nello stesso luogo. Food blogger o food podcaster? La cucina si sa, in Italia è sinonimo di cultura. Ogni ricetta è una storia tramandata da generazioni, legata a volte ad aneddoti storici o persino a miti e leggende più o meno conosciute. Questo le rende speciali e diverse da paese a paese, da famiglia a famiglia. Il mondo dei food blogger non è certo disabitato. Sapersi distinguere richiede estro, personalità e anche un pizzico di lungimiranza. Per potersi aprire nuove opportunità e collaborazioni, serve distinguersi dalla massa. Il podcast potrebbe essere una carta in più da giocare rispetto ai tuoi competitor. Ad oggi non ci sono molte food blogger con un proprio canale podcast. Partendo dalla proposta più semplice fino alle porte alla tua creatività, ti do qualche idea podcast: Audio ricette: un concept semplice ma non scontato, se consideri che non tutti possono leggere una ricetta e sarebbe tutto più facile se qualcuno ti guidasse mentre ti destreggi tra pentole e fornelli. Con la tua voce, sarà come cucinare insieme.Dalla ricetta alla storia: intersecare blog e podcast lasciando le ricette sui post e portare il lettore ad ascoltare la storia di quel piatto, le radici, la cultura, il tuo tocco magico.Collaborazioni: creare puntate con altri food blogger, chef, produttori enogastronomici per avvalorare e arricchire ciò di cui parli nel tuo blog. Raccontare i libri con l’audio Conosco delle bravissime book blogger che con i loro testi scritti riescono a recensire saggi e manuali, all’apparenza emotivamente poco coinvolgenti, con grande maestria. Ispirano, incuriosiscono, invogliano i propri lettori ad avvicinarsi a quel libro. Se questo è il potere che può nascere dalla loro penna, pensate quanto possa esserlo la loro voce. Raccontare i libri con l’audio potrebbe andare oltre la semplice recensione. Ti faccio qualche esempio di podcast per book blogger: intervistare gli autori: conoscere un libro dalla voce di chi l’ha scritto è sempre emozionante. Si scoprono i retroscena, gli antefatti, le vicissitudini e dai l’opportunità al tuo lettore di ascoltare “dal vivo” chi ha scritto quel testo. L’intervista dà sempre un vantaggio in termini di visibilità: le audience, tue e dell’autore, si mischiano e si ampliano, portando traffico aggiuntivo sia al tuo blog che al tuo podcast.Creare un salotto letterario da ascoltare: commentare un libro insieme a qualcun altro citando passaggi significativi che vi hanno colpito, inserirlo in un contesto storico, raccontare le proprie esperienza di lettura e unire il tutto dal sound giusto per quel genere letterario.Mixare libri e passioni: se oltre ai libri hai altri interessi, potresti accostare una recensione ad nuovi contesti come viaggi, musica, stili di vita, cultura; una divagazione piacevole e molto creativa. Come inserire il podcast sul blog Integrare un file audio nel blog è semplicissimo. Gli host e le piattaforme di ascolto consentono l’embedding dell’intera serie o di un singolo episodio nei backend dei CMS più conosciuti, come WordPress. Basterà recuperare il link o lo shortcode del podcast. In questo modo farai cross marketing e faciliterai l’ascolto e la discovery del podcast stesso. Da una parte, chi non è abituato a fruire di podcast dalle app dedicate, può ascoltarlo direttamente dal tuo sito web. Dall’altra chi scopre il podcast dalle piattaforme di ascolto, potrebbe arrivare al tuo blog grazie ai link che inserisci nelle note degli episodi. Se hai già una community consolidata sul tuo blog, sarà facile far scoprire ai lettori il tuo podcast. E, viceversa, convogliare un nuovo traffico al tuo sito dalle piattaforme di ascolto. Conclusioni Da sempre penso che creare relazioni autentiche e ampliare i propri orizzonti comunicativi siano la chiave per crescere e sviluppare la propria presenza online. Non c’è mai un solo e unico canale in grado di farci raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati. È il contributo di più giocatori a rendere vincente una partita. Il podcast è uno dei giocatori in campo con caratteristiche e peculiarità distintive che non possiedono altri mezzi. Ci avvicina alle persone e apre nuove strade. Per questo si affianca molto bene all’interno della strategia di marketing di aziende e liberi professionisti. Pensa ai contenuti come a un modo per affermare la tua identità: più sarai vicino alle persone, più aumenterà il ricordo di te nella loro mente. Hai già pensato a come integrare il podcast nella tua strategia marketing? Se questo articolo ti ha incuriosito e vuoi approfondire l’argomento, contattami. Sarò lieta di aiutarti a sviluppare la tua idea e farti entrare nel mondo del podcasting. Ester MemeoPodcast Coach e Producer. Curiosa tanto per cominciare, ma anche volitiva e tenace. Motociclista per passione, milanese per nascita. Ha stravolto la sua carriera aziendale per dare vita a un suo progetto personale che poi è diventato molto altro. Oggi il podcast è il suo lavoro e aiuta chi inizia da zero a realizzare il suo progetto. Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...
Home » Podcast Business » Target Audience: perché sceglierla prima di iniziare un podcast? Trovare la frequenza ideale di pubblicazione di un podcast è un gioco di equilibri. La decisione deve tenere conto di diversi fattori, tra cui: il tipo di contenuto il pubblico a cui si rivolge il tempo e le risorse necessarie per preparare il contenuto gli obiettivi di progetto che ti sei posto la tipologia di format podcast scelta la durata dei singoli episodi. Una delle leve che ti consiglio di tenere conto è l’impatto che la frequenza di pubblicazione può avere sull’engagement della tua target audience. La costanza è un elemento importantissimo per fidelizzare il pubblico e lo è anche il non deludere le aspettative.  Se per esempio diciamo ai nostri ascoltatori che uscirà una nuova puntata ogni settimana, ci stiamo prendendo un formale impegno verso di loro. Certo, nessuno ci verrà mai a rimproverare se disattendiamo queste aspettative, ma di sicuro sarà molto più difficile fidelizzare gli ascolti se non rispettiamo un calendario editoriale che noi stessi abbiamo dichiarato.  Il pubblico è il vero protagonista del podcast e senza pubblico non avrai ascolti, che sono una condizione necessaria per raggiungere i tuoi obiettivi. Ecco perché tra i fattori che ti ho citato all’inizio ci sono anche gli obiettivi.  Obiettivi di marketing e di podcast: perché è importante allinearli? Leggi tutto Oltre a questo ti suggerisco di valutare molto bene quanto tempo puoi dedicare alla preparazione di ciascuna puntata e di quanto può costarti produrla, in termini di impegno e di budget, se per esempio deleghi parte del lavoro di produzione. Per cui non esiste una regola fissa per stabilire la frequenza di pubblicazione di un podcast. Tutto va valutato in base al tipo di podcast che stai realizzando. E questa è una valutazione che va fatta già in fase di progettazione, non a produzione terminata. A tal proposito, ti sarà utile redigere il Podcast Model Canvas, uno schema sintetico in grado di darti una visione d’insieme immediata sugli effort necessari a realizzare un podcast e fare le scelte migliori rispetto alle tue esigenze e disponibilità. Puoi scaricare gratuitamente il Podcast Model Canvas a questo link. Cos’è il Podcast Model Canvas? Leggi tutto Lo hai trovato utile? Iscriviti alla newsletter per accedere ai contenuti riservati. [...] Read more...

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